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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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OMELIA DELLA MESSA DELLA VIGILIA DI NATALE 2019

24 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 1, 1-25

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

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OMELIA DELLA IV DOMENICA DI AVVENTO 2019

21 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 1,18-24
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

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UN GIORNO DA RICORDARE PER LA COOMPANY

19 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Ieri, mercoledì 18 dicembre, abbiamo vissuto una giornata di  verifica, di programmazione, di amicizia come non ne avevamo da tempo. In particolare il focus è stato sulla nostra cooperativa gemella che lavora in Valle d’Aosta: la Coompany2. Prenotazioni nelle Case Alpine, personale da assumere e da attribuire, responsabilità condivise. E alla fine, poco p rima di una bella cena alla Ristorazione Sociale, la sorpresa e la racconto passando alla prima persona. Ho ricevuto- e con me Pinuccio Moccagatta - un abbraccio, un grazie, un regalo come non mi capitava da anni nei vari ambienti in cui la mia vita scorre. Una pergamena con un testo forte e commovente, che mi descrive al meglio e mi chiede di  non mollare. “Ci regali il coraggio necessario per vedere nella vita di tutti i giorni quell’elemento che troppo spesso viene meno, la speranza. Caro Beppe, non smettere” Cara Coompany non smetterò.

E dopo cena un saluto a don Peppino Simula, Donpè, che ieri compiva gli anni e vive a Sassari. Uomo che è sempre stato vicino a noi tanti modi, spirituali e materiali.

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OMELIA DELLA III DOMENICA DI AVVENTO 2019

15 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 11,2-11
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

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METTERE IN CIRCOLO IL PENSIERO. ANCHE CON I RAGAZZI

13 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Martedì 10 e mercoledì 11 dicembre ho incontrato molti ragazzi dei Licei di Alessandria - Galileo Galilei e Plana - penso oltre 300, per raccontare l’esperienza in carcere e in particolare con i collaboratori di giustizia, che ha poi fatto nascere il libro Padre nostro che sei in galera. E’ stata una esperienza impegnativa ma davvero forte, per questi motivi:

- dopo cinque minuti sono spariti praticamente tutti i cellulari dalle mani dei ragazzi, segno che l’argomento li interessava al volo;

- la loro attenzione non sembrava calata nell’arco di un’ora;

- hanno poi rivolto domande e curiosità.

Alcuni di loro, rappresentanti degli studenti, al termine dell’incontro sono venuti a salutare, a ringraziare. Traggo questa conclusione: SE METTIAMO IN CIRCOLO IL PENSIERO, I RAGAZZI ASCOLTANO E PENSANO!

Grazie!

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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DELL’IMMACOLATA 2019

8 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 1, 26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

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OMELIA DELLA I DOMENICA DI AVVENTO 2019

4 Dicembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 24,37-44
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

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DOBBIAMO METTERE IN CIRCOLO IL PENSIERO

30 Novembre 2019 · Nessun Commento

Ieri sera, al Teatro San Martino di Rivoli, incontro davvero denso di contenuti, ricco di stimoli e domande, scaldato da testimonianze di giovani studenti. Queste esperienze  mi confermano che vale davvero la pena girare il mondo da “fratemobile” per mettere in circolo il pensiero. Tante persone aspettano di essere informate, incoraggiate, di mettersi insieme per sognare e realizzare una convivenza sociale normale, bella, impegnata. Grazie agli organizzatori, appassionati e competenti.

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SCIENZA E FEDE. LA SFIDA DELLA CURA PER LA CASA COMUNE. ZIO E NIPOTE

28 Novembre 2019 · Nessun Commento

Una felice combinazione, domani serata con Luca, caro nipote, a mettere in circolo il pensiero sulla cura della casa comune, dal punto di vista scientifico e delle fede. Zio e nipote. Però!

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SAN FRANCESCO NON HA FATTO UN PRESEPE. HA VOLUTO UNA MESSA NEL BOSCO …

26 Novembre 2019 · Nessun Commento

San Francesco, il più santo degli italiani e il più italiano dei santi, non ha fatto il presepe, ok? Ha voluto celebrare la santa Messa nella notte di Natale a Greccio in una situazione il più possibile simile a quella in cui è nato Gesù di Nazareth. Leggere le Fonti Francescane nn. 468-471. Lo sviluppo artistico successivo del presepe è una interessante e affascinante tradizione, ma non è detto che sia anche espressione di fede cristiana. Infatti i protagonisti del presepe sono: poveri, categorie marginali (pastori), intellettuali orientali (I Magi), ebrei. Tutta gente che proprio chi oggi urla “presepe, presepe” mette alla berlina se non peggio.

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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DI CRISTO RE 2019 - SABATO DEL SILENZIO A SUSA

23 Novembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 23,35-43
In quel tempo, dopo che ebbero crocifisso Gesù, il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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TORNARE AL LICEO, CHE GIOIA!

22 Novembre 2019 · Nessun Commento

Oggi due assemblee in due Licei della Valle di Susa a parlare del carcere e del libro. Gratitudine per le ragazze e i ragazzi che hanno ascoltato, fatto domande, si sono commossi. I loro occhi sono l’incoraggiamento ad andare avanti, sì perché la camorra ha paura della Scuola! Come un “fratello brigante” mi ha urlato un giorno “Se non aggiustate la scuola, la camorra vincerà sempre”. Avanti, sardine, avanti non contro qualcuno, ma per qualcuno, per voi stessi, per il vostro futuro.

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OMELIA DELLA XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

16 Novembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 21,5-19
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

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OMELIA DELLA XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019. RITIRO PER FAMIGLIE A SUSA

10 Novembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 20,27-38
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù – i quali dicono che non c’è risurrezione, e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

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OMELIA DELLA XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

2 Novembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gerico ela stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

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Francesco alla Porziuncola è ospite dei Monaci Benedettini, non proprietario. Situazione simbolica.

2 Novembre 2019 · Nessun Commento

Giovedì 7 novembre 2019 serata di dialogo con fratel Guido Dotti della Comunità di Bose. Stabilitas loci e itineranza francescana. Abate semel abbas semper abbas e frate Guardiano che cambia ogni quattro anni. Visioni diverse e complementari. Sentiremo!

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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DI OGNISSANTI 2019

1 Novembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12a
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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IL MONDO DI GRETA E DI FRANCESCO. 25 OTTOBRE 2019 A VILLARFOCCHIARDO

28 Ottobre 2019 · Nessun Commento

Serata impegnativa, bella, fuori dai soliti schemi e dalle solite cerimonie. Qui i video:
https://www.lavalsusa.it/la-valsusa-il-mondo-di-greta-e-di-francesco-visto-da-cala-cimenti-e-beppe-giunti/?fbclid=IwAR1urHPqpupQVCo3Z2GwRSU61Iygpmbx1fF8U8ptuPvBzFlqiQbX3gh1pJw

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OMELIA DELLA XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

26 Ottobre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 18,9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

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OMELIA DELLA XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019. A FORESTO CON GRUPPO SCOUT GRUGLIASCO 7°

20 Ottobre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

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SERATA A MILANO, PARROCCHIA SANT’ELENA.

20 Ottobre 2019 · Nessun Commento

Serata davvero bella, calda, utile. La presentazione del libro “Padre nostro che sei in galera” ha permesso un confronto sui temi del carcere, della rieducazione dei detenuti, della necessità di mettere in circolo il pensiero su questi temi oggi fuori moda.

Qui si può ascoltare la registrazione del mio intervento, non rivisto né censurato!!! http://www.santelenamilano.it/audio.html

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OMELIA DELLA XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

12 Ottobre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 17,11-19
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

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CI VEDIAMO A MILANO? SABATO 19 PROSSIMO

8 Ottobre 2019 · Nessun Commento

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OMELIA DELLA XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

5 Ottobre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 17,5-10
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

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OMELIA DELLA FESTA DI SAN FRANCESCO 2019. CHIVASSO CHIESA DEI CAPPUCCINI

5 Ottobre 2019 · Nessun Commento

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OMELIA DELLA FESTA DELLA MADONNA DELLA GUARDIA - TORINO LESNA 2019

28 Settembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 1, 39-45 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

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VUOI PARTECIPARE AL MIO CORSO “LA CREAZIONE GIUBILI” ?

27 Settembre 2019 · Nessun Commento

A partire dal 16 ottobre, ogni mercoledì sera dalle 20.20 alle 22.30, fino al 4 dicembre terrò un corso presso l’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia di Torino. “La creazione giubili” è il titolo che allude ai temi della lettera Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Ecologia unica: ambientale e umana. Come si possono riscoprire i temi già presenti nella Liturgia (sacramenti, sacramentali, liturgia delle ore, etc) e tradurli in chiave contemporanea?

Per informazioni e iscrizioni www.idml.diocesi.torino.it

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OMELIA DELLA XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

22 Settembre 2019 · Nessun Commento

+ Dal Vangelo secondo Luca 16,1-13
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

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OMELIA DELLA XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

14 Settembre 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-32
[In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».] Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

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SINTESI DELL’OMELIA DELLA FESTA DI SAN GRATO, PATRONO DELLA DIOCESI DIAOSTA

8 Settembre 2019 · Nessun Commento

Una sera mettevo a posto il solaio di casa e in mezzo a sedie vecchie, scatoloni di giornali e un divano sgangherato vidi all’improvviso una scatola di legno, bella, con disegni fine ‘800, davvero elegante. Pieno di gioia la portai in cucina e ci mettemmo tutti a immaginare a chi poteva essere appartenuta. Il nonno Giovanni, no papà una volta ci aveva detto…, no no forse era di zia Carlotta che teneva sempre tutto. Dopo averla spolverata con cura ammiravamo le decorazioni, continuando a chiederci quale familiare già morto poteva averci lasciato quell’oggetto interessante. Quando all’improvviso Marco, il nipotino di 8 anni, curioso come sempre, si avvicinò e zac, aprì la scatola.

Così è per le tradizioni cristiane, quelle che molti chiamano radici cristiane: feste, nomi, santi patroni, calendari. Ma la generazione che viene avanti vuole aprire le scatole e guardare cosa c’è dentro.

Se dentro trova il Vangelo, vissuto, quotidiano, comunitario, allora quella scatola fa davvero parte della famiglia, può restituire vita, storia. Ma se dentro non è rimasto nulla, allora il nipotino Marco con la scatola non ci farà niente, tutt’al più racconterà alla maestra del ritrovamento in solaio di un lontano ricordo di famiglia. Vuoto.

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