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Il Signore è la dove sono i tuoi fratelli. La fraternità luogo di festa e di perdono

4 Febbraio 2008 · Nessun Commento


Di fra Roberto Sdino

Non c’è niente di meglio in questa Quaresima e con un tema del genere di metterci ad analizzare i membri della prima fraternità cristiana: gli apostoli. Al Solo metterseli a studiare un po’, emerge tanta diversità, dalle estrazioni sociali a quelle culturali, agli elementi in comune: il fatto di seguire un maestro, ma anche alla paura di seguirlo fino alla morte, all’essere traditori o tanto coraggiosi da meritare di avere in affido la Sua Madre come Madre. Beh non c’è niente da dire Gesù è un eccezionale scopritore di talenti e lo vediamo come sceglie i suoi discepoli, In tutti c’è un campione, magari nascosto sotto la schiappa, in tutti c’è un diamante, magari coperto in una montagna di difetti. Gesù sceglie una “maniata di fetenti” a dirla in napoletano, ma le cose buone le fa emergere quando meno te lo aspetti. (cfr. d Tonino Lasconi Gesù il grande rompi) Analizza gli apostoli e scoprirai che loro non sono meglio di noi e noi non meglio di loro e magari, identificati con uno di loro, approfondisci la sua vita con la tua e scoprirai il bene che Gesù può fare mediante te, mediante la tua pochezza, come 2000 anni fa lo ha fatto per loro, buon lavoro!!!

Andrea: fu discepolo di Giovanni il battista, seguì Gesù quando il battista additò Gesù come l’Agnello di Dio che togli il peccato del mondo.(Mt 4,18-19). Fratello di Pietro, gli comunicò la scoperta del Messia (Gv1,35-40). Molto probabilmente imprenditore ittico in quanto possessore di qualche barca e di garzoni e quindi pescatore e con suo fratello viene chiamato alle rive del lago. Arguto e silenzioso osservatore, parla pochissimo, ma sa quand’è il momento giusto, per esempio nella moltiplicazione dei pani e dei pesci indica il fanciullo che ha in una cesta dei pani e dei pesci (Gv6,8-9), oppure come quella volta che insieme a Filippo indicano Gesù a dei greci che vogliono conoscere il maestro (Gv12,20-21). Gode della stima di Gesù, il quale insieme a Giacomo, Giovanni e Pietro farà parte degli “intimi”. Morirà crocifisso a Patrasso.

Bartolomeo: di Cana di Galilea, viene identificato anche con il nome di Natanaele, amico dell’apostolo Filippo, conoscitore delle Scritture, molto probabilmente uno scriba, lo si deduce dalla citazione biblica all’amico e collega sopracitato che gli comunicava di aver trovato colui il quale avevano parlato le scritture, Gesù stesso lo definisce una persona schietta e sincera, insomma una persona diretta (Gv1,43-51).I resti mortali si possono venerare nella chiesa a lui dedicata a Benevento.

Filippo: anch’egli come Natanaele attento conoscitore delle scritture e persona molto attenta, indica spesso Gesù agli altri al suo amico sopracitato, a dei greci che cercavano Gesù. E’ una persona che vuole scoprire nuove cose, direi quasi un indagatore, lo si deduce dalla domanda che pone a Gesù: Signore mostraci il Padre: (Gv14,8-11).

Giacomo: detto il minore,perché più piccolo di Giacomo fratello di Giovanni, figlio di Alfeo,era parente di Gesù e fu posto come capo della comunità di Gerusalemme alla morte di Gesù. (At 12,17; 15,13-21; Gal 1,19). Di temperamento tosto e orgoglioso, lo si deduce dalle diatribe con Paolo e Pietro nell’accettare i gentili( non circoincisi) alla fede cristiana. Con Filippo ha le sue relique nella Chiesa francescana conventuale, sede della curia generale dei frati conventuali a Roma dei dodici apostoli.

Giacomo: detto il maggiore, fratello di Giovanni e figlio di Zebedeo. Insieme al fratello fu chiamato da Gesù sul lago abbandonando le reti , la barca e il padre. Di temperamento non proprio docile e calmo, tanto da meritare con suo fratello il soprannome di Boanerges, figli del tuono, quindi impetuoso e arrivista, tanto da farsi raccomandare dalla madre a Gesù per essere uno alla destra e l’altro alla sinistra quando salirà al regno. Anch’egli tra gli “intimi”di Gesù , è testimone della resurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,37) e dell’agonia del Getsemani ( Mt 26,37) Primo tra gli apostoli a subire il martirio, decapitato sotto re Erode Agrippa nei giorni della Pasqua ( At 12,2-3) verso l’anno 44.

Giovanni: figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo il maggiore (Mc 1,20; Mt 4,21; Lc 5,10)discepolo di Giovanni Il battista (Gv1,35-41), è testimone della trasfigurazione (Mt 17,1) e dell’agonia del Signore (Lc 14,33) E’ uno spirito intraprendente e coraggioso, forse la sua impulsività (anch’egli figlio del tuono) e l’amore che prova per il suo maestro lo spinge fin sotto la croce, dove Gesù gli affida la Madre(Gv 19,26-27) e ad uscire e correre come un matto con e più veloce di Pietro ( capirai!Era molto più giovane di Pietro)verso la tomba vuota all’annunzio delle donne di aver visto Gesù risorto. Evangelista e teologo , penetra profondamente il mistero del Verbo fatto uomo, pieno di grazia e verità (Gv1, 1-14).Nella sua prima lettera ci da la più alta della divinità : Dio è amore (1Gv4,8). Esiliato nell’isola di Patmos , fu rapito in estasi nel giorno del Signore (Ap1,9-10) ed ebbe delle visioni che scrisse nell’Apocalisse. Leggende sulla sua morte e sulla sua presenza ancora ai nostri giorni.

Simone: soprannominato da Luca lo zelota (Lc 6,15; At 1,13), molto probabilmente pechè aveva militato nel gruppo di ribelli anti-romani degli zeloti, da Matteo e Marco invece è chiamato il cananeo. Nei vangeli non si parla molto di lui, ma certamente aveva un’animo non del tutto tranquillo vista la falange in cui militava.

Giuda: soprannominato Taddeo, da Thad che significa dolce, amabile, misericordioso, generoso (Mt 10,3; Mc 3,18).e viene chiamato anche di Giacomo (Lc 6,1 e At 1,13) il che vuol dire fratello o figlio di Giacomo perl’appunto. Nell’ultima cena domanda al Signore come mai si fosse manifestato a loro apostoli e no a tutti il mondo, e la risposta di Gesù non si fece attendere dicendogli che l’autentica manifestazione di Dio è riservata a chi lo ama e osserva la sua Parola (Gv 14,22-24).Una lettera nel nuovo testamento porta il suo nome e li si denota il suo entusiasmo e la sua vitalità nel dare consigli alle prime comunità cristiane. Il suo campo d’azione nell’evangelizzazione è in Mesopotamia e in Persia, dove si unisce con Filippo dove con miracoli e la Parola di Dio e si dice anche con qualche colpo di randello rifiutarono di sottomettersi a maghi e indovini. Misericordioso o gentile? Mah!?

Simone: soprannominato Pietro da Gesù e scelto da CRISTO a fondamento dell’edificio ecclesiale e portatore delle chiavi del Regno dei Cieli (Mt 16, 13-19).Anch’egli pescatore e parte degli” intimi di Gesù” Per questo personaggio vi voglio portare una citazione di un libro che a me piace molto, Gesù il grande rompi, di don Tonino Lasconi che lo descrive così a pag.32 e ss : Gesù dopo averlo fissato con i suoi occhi a “raggi X” sorprende Pietro dicendo: Pietro da pietra, da roccia:qualcosa di solido, di robusto di stabile. Simone , dentro di se, dentro di se deve essersi fatta una risata amara. Si conosceva. Sapeva di avere tante qualità ma non quella di essere una roccia. Gli amici, la moglie, la suocera gliel’avevano cantate in tutte le salse: ti entusiasmi subito ma ti sgonfi in un lampo, a parole sei un leone ma a fatti sei un coniglio! Adesso Gesù che vede per la prima volta gli dice ti chiamerai Pietro!

Tommaso: detto didimo, Dato che “Tommaso” è un soprannome, poiché Tōma in aramaico significa “gemello”, e che “Didimo” pure ha il medesimo significato. Da ciò che emerge nei vangeli Tommaso o il “ gemello” era una persona un po’ pessimista e dubbiosa in continua ricerca della verità, come si dice a napoli “è uno che vo fa o’ filosofo”. Infatti nell’ultimo viaggio a Gerusalemme di Gesù lui espresse: andiamo anche noi a morire con Lui (Gv 11,16). La sua continua ricerca lo pone a chiedere a Gesù la via che conduce al Padre e il Signore gli rispose che Lui era la Via, Verità e Vita,(Gv 14,5-6). Incredulo alla resurrezione del Signore, perché alla prima apparizione del Cristo nel cenacolo era assente, quindi non crede a ciò che affermano i suoi compagni, ma è sua la più bella professione di fede in tutto il nuovo testamento, quando vede e tocca Gesù risorto: Mio Signore e mio Dio (Gv 20,24-29).Evangelizzò l’india.

Matteo: detto il pubblicano o Levi (Mc ,14; Lc 5,27), i pubblicani erano peccatori pubblici, riscuotevano le tasse per conto dei romani, erano emarginati e impuri per gli ebrei anche della loro stessa famiglia. Di estrazione elevata e aveva amici fuori dal “comune” pensare: altri peccatori tra cui prostitute ma lo stesso Gesù dopo averlo chiamato dal suo “ banco di lavoro”(Mt 9,9) non disdegna di fermarsi a cena a casa sua a festeggiare la sua vocazione(Lc 5,27-32)Uomo riconciliato da Gesù, anche se a tratti polemico verso i rappresentanti della religione giudea, lo si denota dalla sua redazione del Vangelo per la comunità giudeo-cristiana. Le reliquie si trovano a Salerno nella Chiesa Cattedrale e sarà oggetto del pellegrinaggio dell’O.p.g.v. durante il Capitolo delle Stuoie dell’ 8 giugno prossimi.

Giuda: detto iscariota, per capire al meglio la sua personalità cerchiamo di andare a tentoni dalla possibile origine del suo soprannome. E’ molto probabile che la voce latina sia stata tradotta in aramaico in un termine simile a “Iscariota”. Per certo sappiamo che su alcuni manoscritti antichi anche a questo apostolo si affianca l’appellativo Zelotes (vedi S.G.F. Brandon, Gesù e gli Zeloti, Rizzoli Editore, 1983, Milano e vedi anche Novum Testamentum Graece et latine, E. Nestle, Stuttgart, 1957, in cui l’apostolo è definito Ιονόας ζελοτες).Oppure, “Iscariota” sarebbe la traduzione dall’ebraico di Ekariot che significa sicario. Durante la dominazione romana della Palestina, il soprannome di Ekariots veniva dato agli zeloti più oltranzisti i quali eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata.:« In Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo, quella dei così detti sicari (Ekariots), che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. Era specialmente in occasione delle feste che essi si mescolavano alla folla, nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questi colpivano i loro avversari. Poi, quando questi cadevano, gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano così bene da essere creduti e quindi non riconoscibili »

(Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II- 12)

Giuda, assieme a Simone Zelota, è il secondo apostolo da annoverare nella cerchia dei messianisti, coloro che aspettavano il messia per rendersi giustizia e uomini liberi, mediante l’uso delle armi e quindi dell’odio. Personaggio che purtroppo non gode della simpatia di alcuno per i fatti successi, si sa che lui manteneva la cassa della comunità apostolica e non godeva certamente della stima di Giovanni il quale lo definisce un ladre e che non gli importava dei poveri (Gv1,6). Ma c’è da ricordare che anche attraverso la sua storia è passata la salvezza per ogni uomo.

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