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PAOLO CURTAZ NON ESERCITA PIU’ IL SACERDOZIO

10 Aprile 2009 · 96 Commenti

(don) Paolo Curtaz dopo oltre un anno di rilfessione e confronto con il suo Vescovo di Aosta, ha chiesto e ottenuto la dispensa dagli impegni che derivano dall’ordinazione sacerdotale nella Chiesa latina e non potrà più esercitare il ministero sacerdotale. Riporto alcune sue parole che mi confermano nella stima per lui. Con la speranza che prosegua un servizio di animazione spirituale e culturale, per tutti.

fra Beppe

Don Paolo Curtaz, il sacerdote valdostano diventato padre qualche anno fa, già amministratore della parrocchia di Introd, nel cui territorio si trova la villetta di Les Combes famosa per essere sede delle vacanze papali, non eserciterà più il ministero. Lo ha comunicato lui stesso ai lettori del suo sito e agli abbonati alla sua newsletter rendendo nota la decisione del vescovo di Aosta che “dopo un anno e mezzo di faticoso confronto, mi ha chiesto di non esercitare più il ministero di prete”. Spiega Curtaz: “Alla fine di un complesso e schietto discernimento durato molti anni, egli risponde alla mia richiesta di continuare ad esercitare il ministero di prete pur essendo padre, affermando che ‘non c’è spazio ecclesiale per delineare una figura di prete che eserciti normalmente il ministero e, contemporaneamente e nello stesso luogo si prenda cura del suo figlio, sia pure in un regime di celibato confessato e praticato’. Le tante soluzioni che abbiamo immaginato non possono essere concretamente esercitate senza ledere la dignità delle persone coinvolte, o offendere l’assoluto principio della verità e della carità che derivano dal Vangelo.


“Accetto questa decisione con rispetto e con grande dolore”, scrive Curtaz, che nel frattempo - pur essendo sospeso - non ha mai smesso di impegnarsi nel mondo ecclesiastico, soprattutto nel settore delle comunicazioni sociali, e ha pubblicato anche diversi libri. “Ho deciso di chiedere, e ho ottenuto, di essere sciolto dagli impegni che mi derivano dal sacerdozio, per dedicarmi più liberamente alla crescita di mio figlio, per potere finalmente riprendere, da battezzato, il mio servizio alla Parola e di annuncio e per togliere la Chiesa, che amo, dall’imbarazzo di una situazione difficile da spiegare”. Quanto a lui - continua - “pur nella condizione disagevole in cui mi vengo a trovare, continuerò a servire il Vangelo come credente, nonostante e attraverso i miei limiti, e ad occuparmi di mio figlio, come ho sempre fatto in questi anni, con immenso affetto. Desidero, dal profondo del cuore, chiedere cristianamente perdono alle persone che hanno posto molta fiducia in me, e che, anche in seguito ad informazioni parziali ed inesatte, sono inizialmente rimaste turbate dal mio comportamento”.

Conclude Curtaz: “Quando sono diventato prete, con verità ed entusiasmo, non ero ancora consapevole dell’ampiezza dei miei limiti: ho davvero creduto e desiderato offrire alla causa del Vangelo l’interezza della mia vita, affettività compresa, ma questo non è stato possibile. Questo dono che ho fatto, Dio me lo ha già restituito cento volte tanto, con la sua presenza, la comune esperienza di Chiesa, l’amicizia e l’amore dati e ricevuti e, ora, con lo straordinario dono della paternità. Al Signore continuo ad offrire la mia vita per il servizio del Regno. Ringrazio i tantissimi che, in questi anni, mi sono stati vicini, vero volto di Cristo Buon Samaritano e misericordioso e sono stati per me icona della maternità della Chiesa e quanti, nonostante tutto, continueranno ad onorarmi della loro amicizia e della loro fiducia e motiveranno la mia scelta di continuare a servire la Parola. Affidiamoci a Colui che tutto conosce, sapendo bene in chi abbiamo riposto la nostra fiducia”.

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

96 risposte ↓

  • 1 suor marghe // 11 Apr 2009 alle 13:51

    GRAZIE a Paolo Curtaz. Grazie per la tua schiettezza, per la tua robusta fede in Colui che tutto conosce. Grazie per la tua umiltà e per il tuo coraggio. Grazie perchè non rinunci a servire la Parola…. E soprattutto grazie, per aver accolto la tua paternità, amore misericordioso di Dio negli occhi di tuo figlio!
    Sr Marghe

  • 2 "Feynman" Andrea // 17 Apr 2009 alle 22:06

    Secondo me è stata una scelta giusta e inevitabile. La Chiesa non è ancora pronta a cambiare un costume (non un dettame) come quello del celibato dei sacerdoti, ma già con il diaconato permanente si sta avviando in quella direzione, che è la stessa della Chiesa delle origini. Pensate ai martiri di Abitene in cui si narra del presbitero saturnino coi suoi 12 figli!

    In ogni caso il carisma di Paolo Curtaz per la Parola resterà e sono certo che sarà di grande utilità per il Regno… Noi cercatori di Dio ti seguiamo, don Paolo!

    Andrea, cercatore di Dio

  • 3 Maura // 18 Apr 2009 alle 12:13

    Non conosc0 di persona Paolo Curtaz, ma tempo fa ho regalato un suo libro ad una coppia di amici che stavano per sposarsi. Naturalmente prima di regalarlo l’ho letto e mi è piaciuto: è profondo e semplice… arriva al cuore. Da laica vorrei che certe cose nella chiesa cambiassero: perchè un prete non dovrebbe avere una sua famiglia? Perchè un dono deve diventare una colpa o una scelta che rinnega l’altra?
    Maura

  • 4 Luciano // 21 Apr 2009 alle 10:32

    Mha io che lo seguo da 5 anni a dire il vero mi sono sentito preso in giro…non perché ha una figlia ma perché doveva dirlo subito e non continuare a scrivere libri e fare conferenze come se non avesse nulla da nascondere…in questa maniera ha deluso moltissime persone…sopratutto quelle che come me si sono avvicinate alla fede ascoltandolo e che pensavano: \allora è possibile vivere il Vangelo in una maniera diversa più viva, più vera\..se lo diceva subito e giocava a carte scoperte invece la cosa sarebbe stata molto diversa.Comunque le sue qualità di predicatore non si discutono!!! Anche se ora quando ascolto gli MP3 dei suoi incontri dove tra l’altro dice \La cosa che Gesù non sopporta è l’ipocrisia\ sento un grosso stridore….

  • 5 paola // 23 Apr 2009 alle 23:23

    don paolo è sempre stato onesto, ricordando di non giudicare ma di essere misericordiosi e pazienti col nostro prossimo, come siamo indulgenti con noi stessi; per quel che lo conosco, deve avere sofferto molto e se il suo percorso lo aveva portato a scegliere di nuovo il sacerdozio, posso solo pensare che avremmo avuto un sacerdote le cui testimonianze sarebbero state ancora più ricche. Ognuno di noi ha debolezze, si perde e si ritrova… mi addolora vedere che la chiesa ancora una volta apre le braccia solo ad alcuni; che la misericordia si esercita a discrezione; che nella mia parrocchia di cl io mi sento sempre più sola e invece nelle parole di don paolo ritrovavo così facilmente cristo

  • 6 Luciano // 28 Apr 2009 alle 18:16

    Bheè…non voglio infierire ne giudicare ma *sempre stato onesto* adesso mi sembra un pochino troppo!!!Cavolo suo figlio ha 5 anni mica 1 mese direi che di tempo per chiarire le cose ne è passato. La Chiesa fa esattamente quello che deve fare e che fa da 2000 anni a questa parte.Io personalmente farei seguire il celibato solo ai preti che vogliono fare carriera mentre a quelli *base* lascerei avere una famiglia…quindi detto questo sono dalla parte di Don Paolo……ma non si può far finta per 5 anni .

  • 7 Marta // 8 Mag 2009 alle 14:17

    Il fatto è che non ha mai fatto finta. Certo non l’ha gridato ai 4 venti, ma in tanti sapevano, ma preferivano \sussurrare\ anzichè sorridere a quello che è pur sempre un bimbo. Non ha mai fatto finta, chi l’ha visto andare a prendere il pupo al nido lo sa, non si è mai nascosto, ma neanche ha dato in pasto se stesso alla stampa come invece non ha esitato a fare qualche suo caro collega livoroso e senza scrupoli. Chi avrebbe preferito far finta di nulla è stata la gerarchia, che sapeva, e che ha pensato di gestire la cosa coi soliti sistemi: ipocrisia e allontanamento. Ma si è trovata davanti un incredibile sacerdote…CRISTIANO! Ma guarda un po’! che non ha piegato il capo all’ipocrisia, non ha fatto abortire la madre di suo figlio prima, non ha accettato di fala allontanare poi, non ha accettato di far crescere SUO FIGLIO, senza un padre. E’ certo che ha le sue responsabilità: ma le ha accettate tutte e, credo, pagandone il prezzo!
    E adesso ha cose più importanti da fare che seguire queste ciance: crescere suo figlio e continuare a costruire, ANCORA, il Regno.

  • 8 Luciano // 8 Mag 2009 alle 17:22

    Bhè se non voleva piegare il capo all’ipocrisia doveva appena nato il figlio dimettersi e fare quello che ha iniziato a fare ora e sono sicuro farà bene e con successo. Punto e basta.
    Chi ha detto che doveva fare crescere un figlio senza padre?Chi ha detto che doveva far abortire la madre? Ma lui lo sapeva che era un prete cattolico o pensava di essere protestante? In questi 5 anni pensava che la Chiesa facesse quello che non ha fatto negli ultimi 2000? Doveva chiarire tutto e subito .O pensava che gli facessero una dispensa speciale?Per me è una bravissima persona ma a non chiarire tutto e subito ha perso un pò in credibilità.Il pensiero che il ritardo di questa comunicazione sia legato al suo successo come scrittore c’è anche se sicuramento il motivo non è questo.

  • 9 Luciano // 8 Mag 2009 alle 17:31

    Dimenticavo….non voglio trasformare questo forum in una faida dai toni esasperati tra i DonPAoloSantoSubito e I forcaioli perchè io non sono di nessuna delle due categorie quindi non risponderò più a nessuno in modo da smorzare i toni. Penso che adesso la cosa migliore sia lasciarlo in pace nel suo nuovo lavoro…io ho espresso il mio pensiero che esprimerò anche a Don Paolo il giorno che riuscirò ad andare ad una delle sue conferenze (come dice lui non sempre chi ti dà uno schiaffo ti vuole male e chi ti dà una carezza ti ama).Un saluto a tutti

  • 10 Giuseppe // 12 Mag 2009 alle 15:48

    Il celibato non è un dogma.Questo la Chiesa lo sa.Ammette al sacerdozio ministri anglicani sposati che abbracciano la fede cattolica e trova per loro una soluzione.Per non parlare del rito orientale (cattolico) dove i ministri della Chiesa possono sposarsi.In Sicilia recentemente un vescovo intelligente ha ordinato a 43 anni un uomo con un figlio (oggi maggiorenne e con un proprio lavoro) avuto da un precedente matrimonio dichiarato nullo parecchi anni prima dal Tribunale ecclesiastico.Anche per Don Paolo Curtaz si poteva trovare una soluzione dal momento che non voleva abbandonare il sacerdozio e continuare a rimanere celibe.Ma avrebbe creato un precedente scomodo nella casistica.Con Caifa mi viene da dire “è meglio che muoia un uomo solo anzicchè perisca una nazione intera”.Se è stata questa la filosofia sotterranea che ha spinto a non trovare una soluzione per Don Paolo Curtaz allora non è questa la Chiesa in cui mi riconosco.Se la diplomazia supera il buon senso, se la politica (ecclesiastica) supera la carità, non abbiamo capito niente del Vangelo! E’ così. Dio ha fatto il sabato per l’uomo, non l’uomo per il sabato. Tanti saluti alla carità da parte di sorella “quieto vivere”!

  • 11 Elena // 14 Mag 2009 alle 09:28

    Allora se non ti riconosci più in questa Chiesa fonda un’altra religione.Nessuno ti obbliga a rimanere cristiano cattolico.Non vuoi anche tu una religione fatta su misura per te? Come il 99% della gente?Comodo dire “sono credente fino a che non mi dà fastidio qualcosa”
    Ma per favore!!!

  • 12 Anna // 20 Mag 2009 alle 00:30

    Mi sono accorta adesso che in questo blog deserto di commenti, questa notizia ha sollecitato molte idee.
    Io, stupidamente, ho visto in libreria un libro “l’ultima lettera inedita di san Paolo”… e l’ho comprato subito, vergognandomi di non conoscerne l’esistenza. Della lettera di san Paolo, naturalmente, non del libro di P. Curtaz! Ho anche pensato: ha fatto una traduzione molto libera, l’ha adattata ai nostri tempi. Mi è piaciuta di più delle lettere vere!
    P. Curtaz è una persona indubbiamente ricca di sentimenti e di fantasia. E’ molto più facile non lasciarsi sedurre, per uomini chiusi, noiosi anche a se stessi, che di tentazioni non ne hanno neppure.
    Io al posto del vescovo avrei lasciato a lui la decisione: se decidi di scegliere il celibato e di fare il sacerdote, se è la tua vocazione, perché no? Non la devo ostacolare!
    Le ragioni del rifiuto del vescovo sono la paura di creare un precedente, anche secondo me, la paura di fare un balzo in avanti, e la paura dello scandalo.
    La cosa ridicola è che ognuno si scandalizza di una cosa diversa. Così chi vuole proteggere la coscienza di uno, turba quella dell’altro.
    Il povero vescovo, qualsiasi decisione prenda, sbaglia, secondo questo criterio.
    Perciò sarebbe ora di lasciar cadere la paura dello scandalo e agire secondo giustizia, in modo da formare delle coscienze conformi al vangelo.

  • 13 MARTA // 25 Mag 2009 alle 11:41

    Povero Vescovo? Un cavolo! sapeva fin dall’inizio e si è mosso solo quando la cosa è stata fatta finire sulla Stampa!!!Ma insomma se il don ha sbagliato la Chiesa ha gestito la cosa solo a salve di ipocrisia e perbenismo sudaticcio e unto! Mi spiace forse è vero forse QUESTA Chiesa imbiancata e unta non mi piace, ma che ci volete fare quel parroco di montagna a me ne ha fatta vivere un’Altra che mi ha infiammato il cuore e cambiata la vita!

  • 14 Luciano // 30 Mag 2009 alle 09:35

    Cara Marta e Giuseppe se volete seguire Don Paolo allora seguitelo al 100% sentite cosa dice nel suo ultimo commento al Vangelo della Domenica:”Certo: tutti abbiamo di che lamentarci e di che iniziare la consueta litania delle cose che non vanno nella Chiesa, come ci lamentiamo dell’allenatore della Nazionale di calcio o del politico di turno.
    La differenza è che nessuna Coppa del mondo e nessun superpresidente del Consiglio ci danno la salvezza.
    (Io sono di quelli che, come scrive il grande Antonio Fogazzaro nel suo Il santo, pensano di non dover rinnegare la propria madre solo perché indossa un vestito che non ci piace!)”.
    Capito!!! Non iniziate la guerra contro la Chiesa. Se non lofa Don Paolo perchè la dovete fare voi?

  • 15 Faben // 31 Mag 2009 alle 20:03

    Appena saputo la notizia ho pianto sentendomi tradito. Poi mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: “tu non hai mai sbagliato?” Sono perció grato a Paolo Curtaz per l’amore verso la Parola che ha messo nei nostri cuori. :)

  • 16 Giuseppe // 5 Giu 2009 alle 11:49

    Carissimi Elena e Luciano, nessuno vuole fondare una nuova chiesa. Io la amo così come è, con i suoi pregi e i suoi difetti. Dire che non è questa la Chiesa in cui mi riconosco non significa rinnegare la sua struttura gerarchica e sacramentale, ma semplicemente dire “Non mi riconosco in questo attegiamento”…ho il diritto di farlo? Obbedire significa letteralmente ed etimologicamente “ascoltare stando in piedi”…io non sono un ribelle, ma ubbidisco in tutta alla mia Chiesa perchè è mia Madre, ma proprio perchè mi è madre le dico CON AFFETTO, “secondo me in tal cosa, stai sbagliando”…oppure è meglio un figlio muto? Dialogo, Confronto, Ascolto sono le basi di qualsiasi rapporto fra genitore e figlio ed anche con mia Madre Chiesa…ok?

  • 17 Luciano // 6 Giu 2009 alle 16:42

    Mi sembra ragionevole Giuseppe. Ok anche per me . Un saluto

  • 18 Alberto // 15 Giu 2009 alle 15:05

    Marta, vanno bene tutte le scelte che ha fatto (don) Paolo, ma ora, per rimanere solo peccatore (e quindi perdonato da Dio) e non ipocrita, ha sposato la madre di suo figlio ?

  • 19 pia // 18 Lug 2009 alle 09:49

    non si deve giudicare nessuno. Partendo da questo occorre valutare i fatti e gli avvenimenti con la prospettiva del vangelo. La chiesa popolo di Dio ha una gerarchia che la struttura e un codice e questo va rispettato. Ma proprio perchè la chiesa siamo noi battezzati e per Gesù qualsiasi uomo o donna che cercano di raggiungere la virità stessa che è dentro di loro, io sono dell’avviso che la circostanza che è accaduta a don Paolo, come a tanti altri sacerdoti, vada letta con attenzione e aiutare la chiesa gerarchica a camminare verso la ricerca del senso dell’Incarnazione. Ci vorranno altri 2000 anni per ritornare alla chiesa di Pietro? pazienza ma mettiamoci a conoscre, comprendere, meditare Gesù forse arriveremo prima e forse faremo piangere meno persone. Dio vuole la nostra felicità: Gesù è morto perchè i capi della religione ebraica non potevano sopportare un Dio così buono che si era abbassato a diventare uomo e noi comprendiamo questa bontà?cerchiamo di vivere questa libertà? a Paolo Curtaz che per Gesù è e sarà don Paolo la mia solidarietà

  • 20 Antonella // 19 Lug 2009 alle 22:00

    Il disegno del Signore per noi è sempre grande, ed incondizionata la nostra fiducia in Lui. A Te, Paolo, grazie per essere ancora tra noi, per noi.
    Il Tuo contributo è infinito. Non è facile trovare un buon pastore per tante pecorelle smarrite, ciò che fai è grande; la tua storia ha fatto di te oggi una persona sicuramente più adulta nella fede; un altro esempio per noi che proprio non riusciamo a non peccare. Spero che tu possa continuare, con grande stima ed affetto. Antonella Forte

  • 21 Giuseppe // 29 Lug 2009 alle 12:24

    Caro Paolo, Grazie, quante volte hai ascoltato le nostre sofferenze, lenendo il nostro dolore e ci hai dato conforto, sei stato per noi come un pastore per le sue pecore, una rupe per ripararci dal vento, e nel tuo cuore avevi chissà quanti e quali pensieri… lasciamo nelle mani del Signore ogni cosa, lui ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi stessi, Lui legge i cuori, e tu caro Paolo continua a mettere olio nelle nostre lampade finche Lui arrivi e ci trovi svegli. Un abbraccio, Giuseppe De Carolis

  • 22 Piergiorgio // 9 Ago 2009 alle 21:29

    Caro Don Paolo ti scrivo per ringraziarti per le parola gioiosa che tu hai radicato nel mio cuore, grazie perchè ogni giorno sperimento la misericordia del Signore, ed è di questo di cui abbiamo bisogno. La Chiesa ha bisogno di figli e non di giudizi. Ti seguo e ti seguirò sempre perchè ti voglio bene cosi come sei ciao.

  • 23 Sonia // 3 Dic 2009 alle 21:31

    Caro Paolo, ti conosco da poco tramite i tuoi commenti alla Parola di Dio della domenica che ascolto ogni settimana con interesse. Abbiamo qualcosa in comune, io sono stata Suora per 8 anni, da 8 sono sposata e sono felice con mio marito, anche se purtroppo i bambini non sono arrivati….. Reputo la Vita Religiosa una scelta molto bella e conosco persone realizzate e stupende, altre purtroppo \frustrate\ perchè in passato volevano \uscire\ ma non hanno avuto il coraggio di farlo. Dio vuole che siamo sereni dentro il cuore altrimenti cosa possiamo essere e dare? Hai tutta la mia solidarietà e prego per te. Ti abbraccio e un bacio al tuo bimbo. Ciao

  • 24 Carlo // 8 Dic 2009 alle 23:36

    Cari amici, capisco che la vicenda umana di Paolo Curtaz abbia acceso gli animi e fatto esplodere critiche nei confronti del Vescovo Anfossi. credo che il Vescovo abbia agito secondo coscienza dopo molta preghiera e non poca sofferenza. Lo stesso Don Paolo ha comunque accettato il decreto in obbedienza al Vescovo come un figlio accetta una decisione anche se non gradita dal proprio padre. Io non darei una lettura \politica\ ma piuttosto biblica, come insegna lo stesso Don Paolo. Converrete con me che sono molte le esperienzae e le situazioni che al primo momento ci appaiono incomprensibili, poi col tempo esse acquisiscono significato. Se non ricordo male, Sansone che era consacrato a Dio, era un Nazoreo, cadde in un tranello che lo portò a perdere di mira la sua vocazione. Ma alla fine il Signore dopo che Sansone lo pregò gli restituì il suo ministero e portò a compimento il suo disegno di Salvezza. Perciò, miei cari amici, lasciamo che lo Spirito Santo agisca liberamente come ha sempre fatto, e preghiamo per tutti i protagonisti di questa umana vicenda.

  • 25 Anna Maria Rolla // 25 Dic 2009 alle 19:55

    Auguri Paolo..sono in ritardo?

    …sono d’accordo con la tua amica ..Natale comincia il 26 dicembre e finisce il 24 dicembre dell’anno successivo..
    …nella tua povera preghiera c’ero anch’io?
    …nella mia preghiera c’eri e ..ho chiesto al Signore il tuo stesso regalo.
    ..nella penombra della mia chiesa c’eri come testimone di Gesù Bambino..se non ci fossi stato
    tu non sò se Gesù ce l’avrebbe fatta a nascere..
    mi ha raggiunto attraverso la tua esperienza di Dio e di vita
    Giuseppe, si, tutto nuovo e fedele, buono e paziente..ma quanto baccano fai..non sei silenzioso!
    Per fortuna!…tutta l’Italia ti vuole così..special!
    ..mi sono lasciata trovare da un infaticabile e tenace cercatore di Luce di Dio ..mi sono lasciata trovare percorrendo la tua stessa strada concretamente..ogni giorno attraverso i tuoi commenti e riflessioni e poesie..molto profonde
    vere, amorose, ispiratrici…..ti seguo ancora e ..non mollare|
    quel dolore, questo anno intenso è solo un zac…zac..potatura per una fioritura imprevedebile.
    ..nasce per te il Signore? Ma non è fantasia..
    è realtà..un angelo c’è ..

    Un abbraccio a te..estendi a chi ami il mio affetto
    anna maria Rolla
    … lasciarsi raggiungere da Dio! Meraviglia!

  • 26 Francesco // 7 Gen 2010 alle 11:36

    Caro Paolo,
    Ti sentivo sempre alla Radio \In Blu\ quando facevi il commento girnaliero. Ti sentivo già una voce \fuori dal coro\. Non perchè il coro non funzioni, ma è sempre più \pesante\ nell’ascolto. Difficilmente trovi un’omelia domenicale nelle nostre chiese, degna di essere chiamata \spiegazione della parola\. Sei un dono alla nostra Chiesa, e questo comprende la tua umanità e la tua complessità di vita. Sei ancora più prezioso dimonstrandoti un uomo immerso nelle nostre facende umane(come Gesù lo era pienamente) e non hai fatto compromessi di \silenzio\ per rimanere tra \i separati\ nel senso evangelico del termine.
    Sono uno che ha fatto un pezzo di seminario in un paese in cui convivono due riti della stessa madre Chiesa Cattolica. Convinto della mia vocazione per il matrimonio, ho provato ad avvicinarmi all’altro rito per risolvere tutte due, ma un vescovo, con latesta sulle spale, mi-a convinto che non era questa la soluzione. La vera soluzione e la liberatà di spirito \fuori dalla legge\ che rende l’uomo in piena comunione con Dio e con i fratelli.
    Sono molto contento che tu continui a donare te stesso agli altri e testimoni l’amore del Padre facendo il padre. Che la forza e l’adrenalina di Dio, che non si concede a noi come un premio, ma come un regalo, dilati sempre la tua capacità di divulgare il vero Volto di Dio. Un abbraccio da un tuo ascoltatore !

  • 27 andrea // 9 Gen 2010 alle 15:05

    Certo la notizia ha fatto scalpore, qualcuno è rimasto turrbato altri delusi ma in fondo se ci pensiamo chi di noi è veramente coerente con la missione affidatagli, quanti di noi sono ignavi, non prendono posizione o si vergognano di essere cristiani in un mondo sempre più immerso nel relativismo? Non possiamo giudicare don paolo lo possiamo solo amare per la sua capacità di trasmettere l’Amore di Dio.
    Il Vangelo ci insegna “dai frutti si giudica l’albero” e di furutti il don ne ha prodotti molti, il suo errore sarà giudicato ma non da uomini ma da un Dio misericordioso che conosce le nostre debolezze.
    E come u tempo fu chiesto a Pietro: “Parlaci ancora di Lui!!!!”

  • 28 chiara // 14 Gen 2010 alle 16:42

    Finalmente sto avendo la possibilità di ringraziare Don Paolo Curtaz (per me sarà sempre Don Paolo) per tutto quello che mi ha fatto scoprire sull’Amore di Dio. Penso che molti di coloro che commentano negativamente l’atteggiamento del vescovo e delle gerarchie ecclesiastiche lo facciano non perchè vogliono una religione diversa ma piuttosto perchè si rammaricano nel vedere come l’ipocrisia spesso ha la meglio sulla misericordia. Per me la CHIESA è un’altra cosa. Grazie Don Paolo!

  • 29 francesco formisano // 20 Gen 2010 alle 08:32

    “laici.forumcommunity.net/?t=7614598″, mi ha informato sui fatti che hanno interessato Don Paolo Curtaz e quanti, come me, mia moglie ed i miei figli, non vedono l’ora, ascoltato il vangelo da LaChiesa.it, di leggere i commenti di don Paolo e gli sono grati per i suoi spunti di riflessione. Ora, grazie a Dio, anche il sito ed il commento audio-visivo, ci danno una mano!!!
    Si, sono rimasto sconcertato! Ma non per il fatto: un prete è un uomo come me e le donne, come tentano me e la mia fedeltà a mia moglie, così possono tentare un prete, che, a differenza dei religiosi, non vive quasi mai in comunità! Ciò che mi sconcertava era il fatto che, ancora una volta, la chiesa istituzionale dava da parlare di sé a certi laici che, senza interessi spirituali, non si accontentano di non averne ma si mettono lì alla finestra a giudicare e condannare. Il fatto è che, purtroppo, che di argomenti, condivisibili, ce ne sono: la ricchezza della chiesa, l’otto per mille, i preti pedofili e quelli con le amanti, coperti dalle gerarchie, lo IOR, Marcinkus (sicuramente scritto male) o, ancora, Milingo!!
    Questa è la morte, la crocifissione della parte umana della chiesa. La risurrezione è, invece, nel comportamento di questa parte di chiesa, don Paolo ed il uso vescovo, che decidono di portare alla luce la vicenda e di affrontarla da uomini, con gli attribbuti!!! Sono grato a questo pezzo di chiesa che non nasconde le proprie debolezze e prende sulle proprie spalle le responsabilità delle azioni legate alle proprie debolezze umane. Sapete dal seminario maggiore della mia terra, ad opera del rettore e dello psicologo, sono stati allontanati seminaristi colti in situazioni che poco hanno a che fare con un comportamento virile. Ebbene questo ha suscitato proteste da parte di qualche vescovo, preoccupato per le vocazioni.

  • 30 sergio bini // 23 Gen 2010 alle 11:48

    Caro Don Paolo. Sono un prete anch’io e spesso mi sono..servito dei tuoi commenti per le omelie festive.
    Non sapevo della tua storia. Ma non ti giudico affatto: anch’io faccio fatica a vivere giornalmente il mio celibato. Del resto anche le persone sposate, noi lo sappiamo, hanno i loro bei sacrifici da vivere ogni giorno.
    Vorrei fare un solo commento, dopo aver letto tutte le riflessioni. Il celibato è un dono di Dio alla Sua Chiesa. Prendercela con la Chiesa e magari proporle di ..radiarlo mi sembra per lo meno irriguardoso e molto poco umile.
    Ciao. Ti saluto con affetto e simpatia. Tu scorrazzi sulle nevi, io mi affaccio al lago di Garda. Ricordiamoci nelle preghiere.
    Sergio-

  • 31 emilio spedicato // 29 Gen 2010 alle 21:42

    Gli ebrei a 13 anni si sposavano, i maschi, almeno sulla carta, e se quanto ho letto è corretto. Gesù, probabilmente tornato da poco dall’ Egitto, si fa clamorosamente riconoscere nel Tempio a 12 anni, quindi la sua presenza in Palestina diventa pericolosa, anche se Erode il grande è morto, i suoi eredi dovevano pensarla come lui. Quindi, probabilmente, lascia la Palestina e parte con una carovana per l’ India e ci resta 18 anni, e qui ci sono varie fonti in Iran e in India e in Tibet…. vedasi Fida Hassnain, sufi di Srinagar, ora di 85 anni, archeologo capo per molti anni di Jammu e Kashmir. Ma i 12 apostoli dovevano essere tutti sposati. Quindi, che fine fanno le loro mogli? Mai trovata una risposta a questa domanda.

  • 32 Paolo Curtaz // 2 Feb 2010 alle 18:57

    Oggi ho conosciuto fra Beppe che ringrazio per la sua accoglienza e la sua stima. Lui mi ha suggerito di andare a leggere i tanti post che avete scritto e che continuate a scrivere e di cui vi ringrazio. E’ sempre imbarazzante, credetemi, vedere le proprie dolorose vicende personali portate a esempio per sostenere l’una o l’altra posizione ed è legittimo che ognuno si faccia la propria idea, desidero solo che, riguardo alla mia posizione, ci si attenga a ciò che ho detto e scritto riguardo a questa faccenda (ho sempre preservato, nel limite del possibile, la privacy mia e, soprattutto, quella di mio figlio e di sua madre). Vorrei fare alcune precisazioni riguardo ad alcune inesattezze, molto semplici.
    Non ho mai nascosto a nessuno il fatto di avere un figlio, tanto meno al mio vescovo, che stimo, e che mi ha dato la possibilità di discernere un cammino, in accordo con la mamma di Jakob. Ho, da subito, assunto le mie responsabilità, occupandomi con discrezione della nascita e della crescita di Jakob. La mia vicenda amorosa, che non voglio mettere in piazza!, mi ha messo davanti ad un bivio che ho affrontato con fatica. La richiesta che ho posto alla Chiesa, e che la Chiesa ha affrontato con molta serietà, era la possibilità di restare prete. essendo celibe, e di fare il padre con onestà, come il padre di una coppia separata, in accordo con la madre. Così non è potuto accadere, per della ragioni che reputo condivisibili. Oggi, col senno di poi, mi rendo conto di avere peccato di ingenuità, rendendomi conto di quanto sia importante, per un bambino, avere accanto a sé la figura paterna al 100%. La soluzione trovata, quindi, è la soluzione migliore per il bene di mio figlio e per la sua serenità. Rispetto al mio percorso di coppia, nel frattempo, dopo avere, da subito, condiviso con la madre di mio figlio la progettualità di genitori, sto ora valutando, insieme a lei, se esistono le condizioni per prevedere in futuro un matrimonio cristiano, cosa non scontata e non evidente. Non ho mai inteso pronunciarmi rispetto al celibato, per conflitto di interessi. Dico ora ciò che ho sempre detto, anche in tempi non sospetti: il celibato è stato è e sarà sempre un grande dono di Dio alla sua Chiesa. Ciò non esclude che si trovino le forme,vissute storicamente nella Chiesa e tuttora praticate dalle chiese sorelle, per la consacrazione sacerdotale di uomini sposati. Per quanto mi riguarda, cerco di vivere il dono che mi è stato donato facendolo fruttificare in piena comunione con la Chiesa, nel ruolo (peraltro poco chiaro alla Chiesa stessa) che ho assunto. La sofferenza che ho vissuto, oltre a quella derivante dai miei errori, è derivata in particolar modo dal giudizio avventato che molti fratelli cristiani hanno avuto riguardo ad una posizione delicata, che coinvolgeva degli innocenti e che mai mi sarei aspettato da dei discepoli. A volte è prevalso il gossip alla misericordia, e di questo me ne dolgo. Ma ora guardo in avanti, spingendo l’aratro, convinto che il Signore possa scrivere diritto sulle nostre righe storte. Grazie a tutti di cuore dell’amicizia che sento sincera e della preghiera fraterna.

  • 33 Gasparina // 6 Feb 2010 alle 20:46

    Ho conosciuto Don Paolo, per caso, a messa in una chiesa di Valsavarenche - Degioz e subito durante l’omelia ho pensato “non mi stancherei mai di ascoltare un sacerdote che parla così infiammando i cuori e risvegliando e scuotendo le menti”. Poi ho scoperto che scriveva libri e ne ho acquistati diversi. Mi piace molto anche la citazione che ha inserito nel libro Gesù Zero “un libro deve essere come una piccozza che rompe il mare di ghiaccio che è dentro di noi” di Franz Kafka. Don Paolo quando scrive, parla, commenta il Vangelo è proprio come la piccozza che scava dentro i nostri cuori. Tutto il resto non conta. Lo Spirito che c’è in lui è importante per noi cercatori di Dio che abbiamo bisogno continuamente di essere spronati per non addormentarci nella fede. Che altro importa?

  • 34 Alberto // 27 Feb 2010 alle 09:24

    Paolo,

    il 15 giugno scrivevo :
    “Marta, vanno bene tutte le scelte che ha fatto (don) Paolo, ma ora, per rimanere solo peccatore (e quindi perdonato da Dio) e non ipocrita, ha sposato la madre di suo figlio ?”

    Ora con il tuo pacato e sereno commento, hai dato risposta anche alla mia perplessità e vi auguro un futuro felice e prospero, a te, alla tua compagna ed al piccolo Jakob, a cui il Signore magari donerà anche dei fratellini :-)

  • 35 fabrizio g. // 1 Mar 2010 alle 10:08

    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Lc6-37. Mi associo a Gasparina. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere personalmente Paolo C. e grazie a lui ho ricevuto e continuo ricevere moltissimo. Ricordo a tutti che saremo GIUDICATI da LUI per l’Amore che produciamo……carissimo Paolo, continua produrre Amore.

  • 36 Mariateresa // 5 Mar 2010 alle 10:22

    Ho conosciuto Paolo Curtaz attraverso l’opuscolo \Parole e Preghiera\ dove lui fa l’approfondimento alle letture del giorno. Confesso che è stato ed è tutt’ora un buon compagno ed un ottimo consigliere per poter iniziare una giornata. Il mio sacerdote mi ha regalato questo libretto a giugno di due anni fa, quando ho scoperto di essere affetta da una tumore e che presto avrei cominciato un cammino difficile. Bene, Paolo Curtaz è stato, insieme a nostro Signore, la Madonna e i medici, il compagno di questo periodo particolare…. Solo oggi, mi sono collegata a questo sito, per conoscere qualcosa di più di lui, ed ho scoperto che non è più sacerdote…. Per me rimane sempre il mio … consigliere spirituale. Spero di leggerlo ancora in Parole e Preghiera…
    Mariateresa

  • 37 Edusei // 1 Mag 2010 alle 20:21

    Ho imparato in questi giorni che una persona a me cara ha avuto lo stesso “problema” di Don Paolo e questo me lo ha fatto sicuramente rivalutare molto positivamente perchè mi sono reso conto della sofferenza che si portano dietro queste persone…….ma ho anche imparato sulla mia pelle che quelli che si appellano tanto facilmente alla frase “non giudicare se non vuoi essere giudicato ,bisogna perdonare,sono cose che succedono ecc.ecc.” e che su questo blog abbondano lo fanno perchè a loro non costa niente! E’ molto facile dire di perdonare quando non ci si è rimesso niente…..ma quanto è la tua fiducia ad essere stata tradita? Ci vogliono anni per riappacificarsi con sè stessi e le altre persone.

  • 38 alberto.ra // 4 Mag 2010 alle 01:27

    La Chiesa fa benissimo a tutelare l’aspetto del celibato per il Sacerdote. Proponendoci il curato d’Ars risponde alle tante obiezioni fatte in ogni tempo. Il sacerdote fa bene il suo dovere quando è coinvolto totalmente dall’amore di Dio e per Dio. Amore che rende capaci di essere più forte di ogni altro amore. Amore che rende capaci di rinnegare la propria vita per la gloria di Dio in un unico sì al Padre. Amore che esige tutto il proprio tempo per la salvezza delle anime, povere pecore bisognose di Pastori che hanno a cuore solo la loro Vita Eterna.
    Chi è genitore e intende fare bene il genitore cattolico sà quante energie fisiche e mentali deve dedicare ai propri figli, anime da nutrire materialmente e spiritualmente; un sacerdote genitore fallirebbe in entrambe le cose. Sarebbe presuntuoso chi pensasse il contrario.
    Felicitiamoci dunque della scelta di Paolo augurandogli un sereno nuovo cammino.

  • 39 poliedrico // 5 Mag 2010 alle 13:54

    Paolo, nel leggerti in libreria a Torino sull’ultimo libro scritto L’ultimo Sì, ogfgi 5 maggio 2010, mi sono commosso profondamente per come narri la tua uscita dal clero ma non dal ministero che è un dono che il Signore ti ha affidato e che mi auguro continuerai a portare avanti per il tuo e nostro bene e quello della tua famiglia. Mi sono commossso perchè so quanta sofferenza devi aver provato e provo a causa di una ottusità clerico occidentale, visto che il presbiterato coniugato da sempre esiste nella chiesa cattolica di rito orientale! L’ipocrisia di questa istituzione repressiva, ottusa, opulenta e quindi troppo grassa nel cervellooe e nel cuore perchè riesca ancora a riflettere e ad amare, è davvero insopportabile. Cogliendo una certa tenerezza e benevolenza nei tuoi tratti e nei tuoi scritti mi sono sempre sentito vicinissimo, anche se io, sono più irruente ed impulsivo, ma non per quseto meno tollerante. Ho il fuoco dentro e vorrei gridarlo a tutta la chiesa occidentale : basta con le ipocrisie di tonache nere o violacee o di porpora o bianco satinato! Basta! Ti voglio bene e mi piacrebbe conoscerti. io sono di una diocesi a te confinante e ti assicuro tutta la mia benevolenza.

  • 40 Ornella // 9 Mag 2010 alle 09:31

    Caro Paolo, penso che tu abbia già sofferto abbastanza per questo nostro misero scandalizzarci dell’incoerenza dei preti. Soprattutto credo che questo anno di \crisi sacerdotale\ abbia sicuramente lo scopo di farci capire, come \cercatori di Dio\ che Dio non si trova nè nei preti, nè nei bravi oratori, ma soltanto in un Incontro personale con Lui da ricercare.
    Non è facile, ma a Dio niente è impossibile. Basta chiedere. Smettiamo quindi di pretendere da noi stessi e dagli altri di essere perfetti e coerenti e accogliamoci tutti come Dio ci accoglie, nella Verità di noi stessi e nell’amore. Grazie Paolo dei tuoi racconti di verità su Cristo e sui suoi discepoli, grazie soprattutto per l’umanità e la semplicità delle tue parole e, ti prego, non ti fermare, continua a raccontarci la Parola di Dio e continua a scrivere questi tuoi meravigliosi libri pieni di amore per Dio. Ciò che conta infatti è solo questo, l’amore !

  • 41 Sergio // 22 Giu 2010 alle 15:51

    Sembra opportuno precisare che in Oriente - come in Occidente - non è mai permesso ad un sacerdote di sposarsi, ma solo di accedere al sacramento dell’Ordine sacro dopo essersi sposati (così come accade da noi per i diaconi permanenti, i quali in caso di vedovanza non possono risposarsi). Detto ciò don Paolo (si è sacerdoti in eterno anche se non si può esercitare il ministero) era, è, e resterà un faro che illumina il mio difficoltoso cammino verso il Signore Gesù.

  • 42 Silvia // 3 Lug 2010 alle 12:39

    Grazie Paolo per la sua autentica testimonianza ed umilta`.
    Nella mia personale ricerca di Dio qualche anno fa` mi sono imbattuta in un individuo(oggi giustamente scomunicato dalla chiesa) il quale con le sue parole al principio mi ha toccato il cuore ed aiutato me e la mia famiglia in un momento difficile della nostra vita. Questo individuo ha vissuto per anni strumentalizzando gli insegnamenti di Nostro Signore Gesu` Cristo per conseguire personali obbiettivi che ora non oso divulgare. L’ego di tale individuo ha iniziato a espandersi a tal punto da decidere di lasciare la chiesa cattolica e a fondare una propria chiesa. Fin qui qualcuno potrebbe obbiettare che questa
    sia una scelta libera
    e personale, ma io aggiungo che tale individuo voleva usare la nostra liberta` di amare quali “figli di Cristo” con inganni e menzogne per assecondare i suoi fini. A lui dell’obbedienza non ne importava nulla. Proclamava una chiesa “libera” e criticava, criticava, quanto criticava!A chi tentenna nella fede (come nel mio caso) a volte e` facile cadere in trappola specilmente quando si hanno ( con tutto il rispetto) esperienze “mistiche”, intense esperienze
    di fede non supportate da una fede salda sulla roccia della conoscenza e pratica religiosa cattolica.
    Qunado questa persona e` crollata sotto il peso di tante bugie e inganni, sono un po` franata anch’io,
    ma solo apparantemente. La fede e` un dono, come piu` volte, lei Paolo,ricorda nelle sue omelie. E grazie a Dio, nonostante questo ingenuo errore di valutazione al principio del mio percorso di fede, io continuo a credere per grazia di Dio. Mi perdoni se ho accostato lei a quest’individuo, ma volevo solo testimoniare
    la
    mia esperieza per dirle grazie, grazie per la sua umilta`. Grazie per non aver abbandonato la chiesa cattolica. Grazie per aver scelto con coerenza di prendersi cura di suo figlio e rispettato con grande amore e umilta` le decisioni di nostra Madre Chiesa.
    Tutto questo costa sofferenza e sacrificio. E` la logica dell’Amore, non quella dei risultati aziendali cui faceva riferimento nell’omelia di oggi.
    Una buona e serena estate nell’Amore e pace di Dio!

  • 43 annamariafilosa // 6 Ago 2010 alle 07:49

    Stò leggendo il tuo libro (l ultimo si ) Tu sei una persona che ama e questo basta

  • 44 LELLA // 3 Set 2010 alle 06:47

    caro Paolo,
    tutti possiamo sbagliare e indossare un abito talare,non basta per diventare dei Santi,molti di noi,hanno debiti molto più grandi con il Signore,io per prima,quindi come Gesù ci insegna non ti giudico,anzi,ammiro l’onestà con la quale ti sei assunto le tue responsabilità.
    Non condivido una chiesa che tiene nascosti gli “scandali”come la pedofilia e “condanna”la paternitàcon l’esclusione,ma questo è un altro discorso,non voglio essere io a fare critiche o a giudicare la chiesa,Spero che questo Papa si preoccupi di sanarne le ferite con l’aiuto dello Spirito Santo,e non con quello dei suggerimenti e delle idee degli uomini.
    La famosa porta stretta don Paolo,è così difficile da individuare quando tante altre porte ti si parano dinnanzi.
    Il Signore ti benedica,e ti indichi sempre la via da seguire,credo che non poter celebrare messa sia per te un grande dolore e per questo ti abbraccio,per il resto,come hai detto tu,nessuna decisione può essere scontata,ti auguro solo di riuscire ad essere sereno nonostante tutto.con affetto ti chiedo di non farci mai mancare latua parolae ringrazio padre beppe di averci dato l’opportunità di scrivere il nostro pensiero.

  • 45 ago // 13 Nov 2010 alle 12:04

    Ho avuto la fortuna di incontrarti (virtualmente) qualche anno fa, cercando dei commentari sul vangelo (mi servivano per prepararmi a degli incontri) e non conoscevo la tua storia.
    Ma dai tuoi scritti (non sapevo nemmeno che tu fossi un sacerdote) ho colto l’essenzialità di chi sta vivendo la sua vita.
    Spesse volte mi sono chiesta che cosa tu facessi nella vita, leggendo tra le righe che scrivevi mi ritrovavo nella quotidiana sofferenza del vivere una vita di persona \vogliosa di fede\. Assurdamente desideravo confrontarmi anche con te, tramite i tuoi commenti alle pagine bibliche respirando quella fede vissuta ma spesse volte \castrata\ dagli uomini che ce la vogliono insegnare.
    Paradossalmente ora capisco!
    La nostra chiesa ha bisogno di te, delle tue fatiche e delle tue sofferenze , seplicemente perchè sono le sofferenze del popolo di Dio. Parlo con te attraverso questo sito perchè non so come fare in altro modo.
    Non sono solo io (mi è sempre piaciuto parlare al personale perchè ritengo che solo in questo modo ci mettiamo in discussione), che ho bisogno di \viverti\, ma particolarmente la mia chiesa ha bisogno di relazioni autentiche .
    Non mi interessano i fatti, ma le motivazioni, se un uomo cade c’è sempre un motivo……. e quando si rialza c’è sempre la voglia di contiunare a vivere!

  • 46 Dino da Catania // 11 Feb 2011 alle 10:06

    Caro Paolo, non me la sento di commentare la tua vicenda perchè in ogni storia come questa c’è dentro tutta l’umanità di ogni singola persona e quindi non può essere generalizzata. Posso solo dire che sono convinto del fatto che tanto il sacerdozio che la famiglia sono due ambiti che, se vissuti integralmente, assorbono completamente la persona senza lasciare spazi di sorta. Entrambi devono prenderti con tutto il tuo essere, con tutti i tuoi pensieri, con tutte le tue forze alla luce del Vangelo. Se visti così è facile capire che entrambi non possono coesistere. Comunque non è per questi motivi che scrivo questa nota, ma per dire che mi è capitato il tuo commento al vangelo di oggi su facebook in SETE DI PAROLA.
    Io credo che il Signore ti abbia fatto un grande dono: riuscire ad infilarti dentro il cuore delle persone e depositarvi la “sapienza” della Parola.
    Ti prego, non abbandonare mai questo servizio! E’ prezioso e ce n’è tanto di bisogno. E’ già un grande peccato che tu non possa fare più tutto ciò nell’ambito del sacramento della riconciliazione, dove i cuori si aprono ansiosi di ricevere il conforto, il sostegno, il coraggio che solo poche persone della tua specie sanno dare. Ti auguro ogni bene, che il Signore sia sempre luce al tuo cammino e, attraverso te, sia luce al cammino di molti.

  • 47 tino hughes // 26 Feb 2011 alle 03:51

    GRAZIE a TINO HUGHES. Grazie per la tua schiettezza, per la tua robusta fede in Colui che tutto conosce. Grazie per la tua umiltà e per il tuo coraggio. Grazie perchè non rinunci a servire la Parola…. E soprattutto grazie, per aver accolto la tua paternità, amore misericordioso di Dio negli occhi di tuo figlio!

  • 48 Giuseppe // 4 Mar 2011 alle 13:40

    La gente continua a vivere di pettegolezzi, tutto cio’ che fa gossip fa moda. Continuiamo ad entrare nelle vite degli altri ed a giudicare soprattutto gli altri. Ma quando per una volta ci fermiamo a riflettere e a fare un po’ di autocritica?
    Ogni giorno ascoltiamo parabole ed insegnamenti di Gesu’ che dovrebbero farci capire tante cose, ma alla fine passano senza cambiare sostanzialmente niente della nostra vita.
    Ho avuto il piacere di conoscere Don Paolo, leggendo uno dei suoi libri, “L’ultimo si”, e mi ha colpito tantissimo il suo modo di scrivere e di commentare il Vangelo, e’ qual cosa che ti prende e non riesci a fermarti fino alla fine. E’ questo cio’ che mi interessa di Don Paolo, e spero che continui ad operare nella vigna del Signore.
    I pettegolezzi ed i gossip lasciamoli alle testate giornalistiche.
    Grazie Don Paolo.

  • 49 lusche // 13 Mar 2011 alle 21:49

    Meglio tardi che mai!!!!!!!! Per me il problema non è che un sacerdote sia anch’esso Paolo Curtaz in realtà non è stato fedele al suo stato. Io ascoltavo il suo commento al vangelo, forse da più di un’anno e ancora prima leggevo i suoi commenti sulla parola. Ero convinto che fosse addirittura un Parroco di diverse Parrocchie in Val D’Aosta. Tutto quello che volete, ma le cose per me cambiano, ho si giunge a una soluzione all’interno della chiesa in merito al celibato o diversamente si rischia di diventare un po tutti senza distinzione come diceva Gesù per certe persone del suo tempo che predicavano bene e razzolavano male. Io non giudico o condanno Paolo Curtaz, ma il modo più esaudiente per testimoniare e la coerenza con il suo stato. Non vi è dubbio che Dio ha dato a Paolo Curtaz il dono della sapienza e loquacità, ma tutto il suo dire assume una luce completamente diversa se suffragato da una vita di rinuncia religiosa, sopratutto per una bella persona come può essere lui. Infatti essendo io sposato e uomo di mondo so cosa vuol dire per le donne essere un uomo di bella presenza , spigliato nel parlare e porsi nei confronti degli altri in modo brillante come fa Paolo(doni che gli ha dato il Signore).
    Insomma questo giovanotto Valdostano per me avrebbe un’altra valenza, se, saperlo forgiato nel suo parlare alla scuola della continenza, mi avesse ogni giorno spiegato le scritture. Perché le prediche vengono da diversi pulpiti, con chi invece combatte con le passioni della carne ogni giorno, e si è fatto eunuco per il regno dei Celi.

  • 50 massimo // 4 Set 2011 alle 04:22

    Caro Paolo, Grazie inanzitutto per quel modo che ci hai insegnato ad amare Gesu”. Vivo da dieci anni aBoston ( Stati Uniti) Ho vissuto male l’esperienza di tutti i preti pedofili ma ho pregato per non essere io quello che giudica l’operato di altri. Grazie ancora per scelgliere di essere padre in fondo anche Pietro era papa’, se vieni negli state la mia casa e’ la tua casa un abbraccio Massimo

  • 51 Alfredo Greco // 10 Set 2011 alle 17:58

    Ciao Paolo, ho appena ascoltato il tuo registrato sul
    vangelo odierno (10/09/2011) e mi era sembrato di sentirti dire “mio figlio”, li per li non ci ho fatto caso, ma subito dopo, mi son reso conto che cera qualcosa che non quadrava. Ho risentito altre due volte il passaggio in questione, e ho dovuto ammettere che avevo capito bene.
    Ho cercato conferma sulla rete, e conferma ho trovato, al che mi sono sentito contento per te, scusami se mi permetto, ma siccome ti ho letto e ti ho ascoltato tantissime volte, sei per me quasi uno di famiglia, e la tua gioia di essere padre, mi ha commosso. Sappi che ti leggerò e ti ascolterò possibilmente più di prima.
    Un abbraccio. Alfredo

  • 52 mimmo // 11 Set 2011 alle 14:47

    Caro Paolo, sono diacono permanente della diocesi di Roma e oggi 10/09/2011 ascoltandoti come di consueto, ho appreso che sei padre e parlavi di tuo figlio. Ho capito subito che c’era una novità e mi sono commosso. Anch’io sono padre di due figlie di cui una maggiorenne e posso assicurarti che grande dono il Signore ci ha voluto concedere. Con sofferenza condivido la tua decisione, è la nostra chiesa caro fratello fatta di uomini e regole che non ci separeranno dall’amore misericordioso di Dio, ma che ci permettono di essere strumenti nelle sue mani. Continua con le tue meditazioni perchè ora più di prima sarai un grande testimone. Ti sono vicino nella preghiera Dio benedica te e la tua famiglia diac. Mimmo.-

  • 53 FRANCESCO // 23 Set 2011 alle 21:30

    Caro paolo,non conosco il tuo percorso presbiterale,rispetto le tue scelte ma non condivido il clamore intorno a te.Anche io nella mia giovinezza innamorato del Vangelo inseguivo un sogno missionario perchè l’Amore per il cristiano è servizio,ma quando come te ho dovuto ammettere con sofferenza che non ero in gradodi fare sino in fondo ciò che mi veniva chiesto ,ho liberamente rinunciato,rimanendo pur sempre un credente che cerca di dare risposte nuove e concrete nella comunità che è sempre animata dallo Spirito….Ti prego fa cessare con coraggio il bla bla che ti circonda,ammetti con lealtà che il ministero ordinato non è un tuo carisma e tieni presente che la beatitudine dei puri di cuore che vedranno DIO è annunciata anche per te.Smettila di fare il religioso che si preoccupa di obbedire alle leggi per la vita eterna ma ACCOGLI il Signore con un amore prima di identità e poi di servizio e scoprirai anche tu la gioia piena di “essere e restare cristiani”.Sulla copertina del tuo prossimo libro facci conoscere la foto della madre con quella del tuo pupo.CORAGGIO IO HO VINTO IL MONDO lo ha detto Gesù anche per te.Un abbraccio .ciccillo

  • 54 Paolo Curtaz // 26 Set 2011 alle 13:08

    @ Francesco
    E come si riesce a far cessare il blabla mediatico?
    Anche tu ci sei cascato!
    Basta seguire le corrette fonti (i miei siti ufficiali) per sapere, senza nessun pettegolezzo, che ho chiesto la dispensa dal ministero dal 2008 (ottenuta) come riportato da Fra Beppe. Perciò, come molti, sono presbitero (quello non si cancella neanche a volerlo!), non esercito il ministero (eucarestia e confessione), vivo nella Chiesa cattolica, mi occupo di annuncio del vangelo (cosa concessa ad ogni battezzato). Cos’altro c’è da sapere? La mia vita privata resta tale, perché, magari, non a tutti piace finire sui giornali…

  • 55 valentina // 27 Set 2011 alle 18:13

    in paradiso c’è spazio per tutti…. !!!

  • 56 Fabietto // 30 Ott 2011 alle 11:00

    Seguo Paolo Curtaz da più di un anno ormai, da quando più o meno è iniziata la mia conversione.
    Solo oggi, ho scoperto che è stato prete come pure è diventato padre.
    I suoi video commenti sul vangelo mi piacciono molto. Ha una straordinaria capacità di arrivare al cuore facendo chiarezza sulle diverse interpretazioni della Parola.
    Sicuramente, l’interesse nell’ascoltare i commenti del Vangelo spiegati da Paolo Curtaz non cambierà di una virgola da parte mia.
    Un affettuosissimo abbraccio Paolo, e grazie infinite!

  • 57 maria carmela // 10 Nov 2011 alle 19:59

    Animo con il canto la messa da una vita, forse è l’unica cosa che abbia mai fatto!O, almeno una costante piacevole, per il resto la mia vita è segnata da veloci battiti d’ala, che portano via sempre una parte di me.
    E’ solo per dire che attraverso un periodo……! non so se è…. il periodo, ma!
    In questo -periodo- cercavo le letture domenicali per preparare i canti e nel bisogno di ascolto che ho cercavo dei commenti e mi ha ispirato il nome Paolo Curtaz lo leggo, lo ascolto e piango, penso e ripenso a quanti particolari non avevo considerato di quel brano che credevo di conoscere e invece attraverso questa voce mi appariva così nuovo e chiaro, parla di Gesù come io l’ho sempre pensato, un Gesù che è amore ed ama e basta. Lo cerco ancora dopo aver letto il vangelo e averci riflettuto ma Paolo mi dice ancora cose nuove. Da qui la domanda:
    Ma chi è Paolo Curtaz? E così ho saputo ma ciò non mi ha fatto dimenticare che Gesù è amore e che Paolo lo sa dire benissimo e io non devo intromettermi nel loro dialogo personale.
    Ognuno di noi commette errori e i più gravi sono causati da sta trave nell’occhio che ci portiamo dietro da una vita, e neanche la buona volontà di trovare un bravo oculista abbiamo avuto.
    Prosegui il tuo cammino sempre più ricco lo auguro a te a me e a tutti uomini di buona volontà e non. Un abbraccio
    PS come si chiama la bambina?

  • 58 maria carmela // 12 Nov 2011 alle 10:49

    Perdonami ho scoperto che è un bambino, e riguardo al nome pieno di promesse, amo i nomi italiani non condivido questa moda di americanismo dilagante, ma benvenga l’aramaico la lingua del nostro Gesù.
    Avrei così tanto bisogno di un Suo abbraccio forte e rassicurante mentre mi sussurra Non Temere.
    So che tu e tanti altri ci insegnate che Lui ci parla sempre, siamo noi ad essere sordi, ma provo una, spero sana, invidia per coloro che Lo odono che hanno dialogato con Lui come il più caro amico quale è,per me,anche nel silenzio.
    Baci

  • 59 maria carmela // 12 Nov 2011 alle 11:03

    Adesso che ho letto i commenti cado nell’errore di Francesco e mi concedo il lusso di commentare.
    Paolo non ha bisogno di avvocati, quindi vorrei dare solo un parere.
    Francesco rilassati, liberati da questi strascichi di impiccione, da dove nasce in te il bisogno di vedere la foto di questa ragazza, forse hai una pietra in mano? Lasciala cadere! Perchè in quel bellissimo brano Gesù a coloro che si sentivano
    perfetti, non solo fece cadere la pietra,ma a mio modesto parere, anche le braccia.
    “Volemose bene” lui lo ha detto al mondo in tutti i modi possibili ripercorrendo i passi di Gesù.
    Baci

  • 60 fra David Maria // 11 Dic 2011 alle 15:39

    Dopo, la risposta del presbitero Paolo mi sembra inutile ogni commento su questa vicenda dolorosa, ma di grande amore. Il presbitero Paolo continuerà il suo ministero perchè poggia sull’obbedienza. Niente è più grande dell’Amore di Dio. Si percepisce dai suoi commenti che ha una forte amicizia con Gesù. E Questo basta! Un Abbraccio , monaco David M.

  • 61 giuseppina // 9 Gen 2012 alle 16:03

    Ti stimo e ti leggo da molti anni.Il libro:In coppia con Dio, è stato per me uno strumento catechetico, per le coppie in preparazione al matrimonio. Come pure da anni seguo le tue omelie domenicali, ancor prima che te iniziassi ad inviarle direttamente su fb, a cui aggiungenvo sfacciatamente un piccolo commento, perchè anche i non credenti ti ascoltassero o le leggessero La bibbia è colma, di episodi di come i disegni di Dio, non sono sclerotici e moralistici, come quelli di certe strutture ecclesiali.Tu sei andato dove ti portava il cuore, nel contempo conservando per Dio il posto privilegiato,permettendogli di seguitare ad essere il tuo condottiero, specialmente in un percorso non privo di agguati. Con grande stima, ti abbraccio unitamente alla tua amata famiglia, augurandoti un felice e laborioco Anno Nuovo. A quando Roma per uno dei tuoi insegnamenti?

  • 62 Iole // 14 Gen 2012 alle 12:15

    Cercavo un omelia che mi scaldasse il cuore, “per caso” ho trovato la sua. Ho notato subito un’onestà coerente e schietta nei suoi contenuti. Sopratutto nessun monopolio riservato alle chiamate. Quanto avevo bisogno di sentire questo.. mi ha così colpita che sono andata a vedere chi era questo sacerdote così… così diverso. Ho trovato, ho letto, ho capito. Vorrei dirle solo questo: lei è e sarà sacerdote per sempre: E’ stato Padre per le sue comunità fino a quando gli è stato permesso in modo convenzionale, ora lo è pienamente, a tutti gli effetti perché ha fatto vedere alla sua famiglia il lato più bello : la sua personale affettività , dono Divino e grazia su grazia. Suo figlio sarà orgoglioso di lei ….

  • 63 silvano // 19 Gen 2012 alle 16:29

    nessuno che scriva qualcosa sulla bellezza del celibato… sul sì a Dio e per sempre? Io sono orgoglioso dei preti celibi che dicono apertamente di fare fatica a vivere nella castità, ma tuttavia hanno la forza di scegliere Dio e solamente Lui ogni giorno…e non una donna

  • 64 AnnaRita // 21 Gen 2012 alle 19:47

    Sono molto affezionata ai commenti di Paolo Curtaz e quasi ogni sabato vado alla ricerca attraverso Qumran per poter entrare nel significato del Vangelo. In Paolo ho trovato un uomo sincero e ispirato, e per le tante situazione vissute nella mia vita non punto il dito su di Lui perchè nessuno può parlare di Dio SE non è Dio a concederglielo. Quindi sentiti carissimo Paolo un chiamato ,sempre!!! e continua con forza e coraggio la tua missione!!! Auguri e aspetto altri commenti. Anna Rita

  • 65 milena // 31 Gen 2012 alle 22:34

    Caro Silvano, hai mai pensato che Dio abita anche nelle donne? Che Dio è venuto nel mondo proprio attraverso una donna? Il ministero sacerdotale si può esercitare benissimo anche in coppia con una donna, forse anche meglio proprio in forza di questo! Una cosa è il monachesimo, una cosa è il ruolo di guida di una comunità cristiana, che a mio parere sarebbe più completo e ricco se venisse dalle due componenti dell’Essere Supremo armonizzate insieme con il collante dello Spirito Santo…..Dio è Trinità, non dimentichiamolo!

  • 66 Robi // 8 Mar 2012 alle 18:18

    Ciò che mi sembra manchi in tutto questo discorrere è la mancanza di consapevolezza che l’uomo e la donna, INSIEME, sono immagine e somiglianza di Dio.
    Nel MATRIMONIO CRISTIANO SACRAMENTO si specchia l’amore TRINITARIO (la ns relazione umana, il nostro amore, viene sposato da Cristo) … e questo sacramento è dato per la missione, insieme a quello presbiteriale (con la stessa dignità e la stessa responsabilità nei confronti del popolo di Dio).
    Per un pò di teologia nuziale vi consiglio il sito misterogrande.org!!
    Secondo me si sa in genere, nella Chiesa, troppo poco sul sacramento nuziale, e si rischia di sottovalutare MOLTO il potenziale evangelizzatore di questo sacramento, sempre visto, bene o male, come un rimedio alla concupiscenza anzichè come dono alla Chiesa.
    Curtaz farà la sua vita cristiana, perchè è lampante la sua amicizia stretta con Gesù, e solo a Dio renderà in fine conto del suo operato, ci mancherebbe!
    Solo non confondiamo l’amore umano, bello, bellissimo e sacrosanto, col matrimonio cristiano che davvero è dato a servizio della comunità, non per guardarsi negli occhi e dirsi quanto siamo innamorati!
    Così, a mio avviso, non si può essere medico chirurgo e giudice della corte costituzionale contemporaneamente … non si può essere sacerdote/pastore e sposo/immagine-della-Trinità allo stesso tempo.
    Vi ricordate S. Paolo: cosa succederebbe se il piede volesse essere mano??
    Il Signore guarda sicuramente con sorriso amorevole i nostri timidi tentativi di comprensione e non mancherà di confortarci e illuminarci un pò. Sia gloria allo Spirito!

  • 67 Rita Magistro // 25 Mar 2012 alle 19:56

    Ho sempre creduto che mai e poi mai il peccato è più grande della misericordia e del cuore di Dio.La bufera di Paolo si è trasformata in dono, il sole è tornato, la Misericordia di Gesù non ha limiti ed io Lo ringrazio infinitamente per avermi concesso di conoscere Paolo attraverso il commento della Parola, attraverso gli approfondimenti, la ricerca, la fortissima percezione di essere amata, di non essere mai sola e voglia di vivere, di perdonare, di lottare per il trionfo del bene. GRAZIE.

  • 68 Tatiana // 24 Apr 2012 alle 13:39

    Non conoscevo (don) Paolo Curtaz neppure di nome. In queste settimane sto leggendo un suo libro “In coppia con Dio” che mi è stato regalato due anni fa e avendo voglia di scoprire meglio la sua figura mi sono ritrovata su questo blog e ho letto la sua vicenda.
    Non mi scandalizza il fatto che lui non sia più sacerdote (purtroppo vivo in una parrocchia che di sacerdoti problematici ne ha conosciuti una serie…), ma tutta la faccenda mi ha riempito il cuore di tristezza.
    Io credo, come hanno scritto altri, che soltanto come celibe un sacerdote possa avere il cuore assolutamente libero per amare i propri fedeli e dedicarsi a Dio e a loro in maniera totale; ma questo è solo il mio modesto pensiero.
    Quello che strugge il mio cuore è che soltanto un sacerdote può permettere a Gesù attraverso i suoi gesti di trasformare il pane e il vino nel SUO CORPO e nel SUO SANGUE durante la consacrazione, perciò, come suggerisce Maria a Medjugorje, pregherò ancora di più per i miei cari amici sacerdoti affinchè il Signore doni a loro la forza di rimanere saldi nelle loro scelte per donarci ancora quel Pane di Vita necessario alla nostra sopravvivenza.
    Di santi laici se ne incontrano molti, ma i sacerdoti sono sempre meno…

  • 69 giovanni // 29 Apr 2012 alle 08:53

    non conosco bene la vicenda umana di (don) Paolo, ma mi sento di dire che in capo ad ognuno di noi, se ci pensiamo bene, c’è un progetto immodificabile. E’ vero, noi possiamo solo scegliere di farne parte, o meno, nonostante i cambiamenti di percorso che la vita ci mette davanti, per via della nostra fragilità umana. Ciò, infatti, non può ostacolare i progetti di Dio, né tantomeno il cammino operoso verso il Regno, quindi la nostra risposta ad un amore che è l’Amore, fattosi carne e sangue, donato a noi e per noi…gratis!
    Paolo - mi rivolgo a te - insegna a tuo figlio quanto grande e misericordioso è l’amore di Dio, nonostante noi, nonostante le nostre vicissitudini…le nostre fragilità…

    Giovanni

  • 70 Io // 12 Mag 2012 alle 00:38

    Gli auguro di essere felice e di trovare lo spazio piu’ idoneo per vivere la sua fede. Comunque e’un ottimo predicatore.

  • 71 daniela // 25 Mag 2012 alle 15:12

    Solo Dio legge nel cuore dell’uomo anche se il peccato adamitico alberga sempre in noi. Chissà se nel progetto d’amore di Dio ti sia stato donato il carisma di evangelizzare senza tonaca! Buon cammino In corde Jesus.

  • 72 matteo // 5 Giu 2012 alle 16:23

    ..non certo si vuole giudicare la persona…lungi da me!
    una sola domanda: per capire se la scelta che ho fatto, la persona con cui vivo è davvero quella giusta, è lecito per anni avere una doppia vita? nel caso di uno sposato avere una seconda donna?

  • 73 rosario d'ambrosio // 6 Giu 2012 alle 12:00

    apprezzo i suoi commenti sulla parola di Dio e senza permettermi di far da maestro per la vita di ognuno raccomando solo di seguire la madre e maestra vera che ci ha dato Gesù: la sua Chiesa, che anche attraverso norme con condivisibili a volte, agisce a nome di Cristo e dura ormai da più di venti secoli, contro il logorio della vita, preghiamo ad invicem per fare sempre la volontà di Dio e non ce ne pentiremo.

  • 74 matteo // 8 Giu 2012 alle 17:21

    ….grazie al suo esempio sto cercando anche io un’altra possibilità con un’altra persona forse più consona alla mia sensibilità….. solo una rammarico che da sposato non sarà poi così facile…. da divorziato

  • 75 paola // 13 Giu 2012 alle 13:18

    …non so cosa dire…
    non voglio dare giudizi, anzi penso che oggia sia giuso e doveroso che don Paolo faccia il padre e sposo. amio avviso lascia un pò sconcertati il “prima”….
    le regole del sacerdozio sono quelle piaccia o non piaccia e la sua storia affettiva è iniziata mentre svolgeva il servisio di sacerdote.
    ma ancor qui potre comprendere…
    Cosa però dire alle giovani coppie che invocano esperienze prematrimonia, convivenza prima del matrimonio’ Quando non sono bastati gli anni di seminario e di vita sacerdotale poi per non capire che quella non era la strada? Succedesse la setssa cosa a me moglie mi troverei in altre difficoltà!

  • 76 paolo // 2 Lug 2012 alle 17:44

    ….che dire su questa vicenda?
    io penso non ci sia nulla da dire e a volte mi “sgomentano” questo blog….
    Don Paolo Curtaz non è , spero almeno non lo sia, un uomo da teatro per cui necessiti di plausi o rimproveri.
    La sua è una storia, una delle storie degli uomini !
    Solo una cosa mi viene da dire, del resto già detta da un interlocutore prima di me: è importante sperimentare, vivero una situazione prima di caricarsela sulle spalle sia essa il sacerdozio o la vita matrimoniale. Don paolo ha potuto sperimentare e spero proprio per lui ora la scelta sia quella a lui più confaciente.
    Alcuni fardelli che impone la Chiesa sono, davanti a questa testimonianza, forse troppo pesanti.

  • 77 Gianni // 13 Ago 2012 alle 10:39

    Ho incontrato Paolo Curtaz oggi grazie ad un suo commento al Vangelo e nulla capita a caso assolutamente nulla e gli sono molto grato per il suo talento di oratore. Riguardo alla sue esperienze di vita che sono esclusivamente personali mi viene da citare una saggia frase di C. Chaplin “Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza e quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro…” Grazie di esistere. Dio lo benedica.

  • 78 Holidays // 25 Ott 2012 alle 13:19

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  • 79 P. Thomas // 17 Nov 2012 alle 11:48

    Condivido in pieno i commenti di Gianni, Ornella e qualche altro che riconosco profondamente cristiani. Il celibato non è un invenzione cristiana, è stato assimilato in ceistianesimo dalle tradizioni più antiche e diventato una delle strade, tra molte le altre. In questo senso è un vero e gioioso dono di Dio. Come una regola invece, un obligo, la condizione “sine qua non”, è semplicemente un assurda ipocrisia per la quale la Chiesa già paga un prezzo salatissimo di alcuni scandali e innanzitutto di molti figli preparati e capaci semplicemente sprecati. Smettiamo con i comportamenti da farisei, lasciamoci accogliere dal Signore così come siamo. Il Signore ci chiama a seguire la Sua Parola, il ruolo di un sacerdote è pronunciarla e non recitare i ruoli, agire da protagonisti. Il diritto, obligo di fare i suoi annunziatori non è legato alla nostra coerenza al celibato o ad altro ma alla sua chiamata, al battesimo. l’idee infantili, poco coerenti col Vangelo, di chi si scandalizza, oppure semplicemente vuole avere una scusa per le sue incoerenze, frustrazioni sono purtroppo la colpa grande della Chiesa - nostra - perché in modo ingenuo, spesso testardo volevamo, vogliamo far credere alla gente quale non ha i strumenti per capire, comprendere, che siamo “più” degli umani. Se la mia fede è matura, intelligente, sincera e profonda, basata sull’essenziale, non ha nessun significato, nessuna importanza il fatto che qualche sacerdote è più o meno “coerente”. Ringrazio il Signore che ci sia e che mi avvicina a lui aiutandomi a capire la Sua Parola. Se Gesù ci accogliesse solo grazie alle nostre più o meno misere coerenze, nessuno potrebbe sperare di arrivarci. Bravo Paolo Ti stimo per la tua COERENZA ti stringo la mano prego per la tua famiglia e dico grazie al Signore per il più grande, più importante, più vero, essenziale dono dell’Amore. Un Abbraccio per il tuo figlio e la sua mamma.

  • 80 lowongan kerja online terbaru // 30 Nov 2012 alle 08:20

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  • 81 Gian Pietro // 8 Dic 2012 alle 18:54

    Ciao Paolo,
    Ti stò conoscendo adesso tramite Web, ancora prima di conoscere la tua storia sono stato colpito dalla parola del Signore che testimoni tramite i tuoi video , ” io sono un Videoproducer- o come si dice in gergo Filmarker ” ..e guardavo la inquadratura fissa che hai sui tuoi video. Però nello stesso tempo, mi aveva affascinato la maniera molto semplice e profonda che usi per portare la parola del Signore, debbo dire che hai un ” Karisma ” ..che coinvolge le persone che Ti guardano e ascoltano trovando conforto e Luce nelle tue Parole … Continua cosi’ ..e Testimonia
    sempre la PAROLA di GESU’ ..affinchè anche chi per “caso ” non crede possa finalmente conoscere
    L’Amore e la Misericordia del PADRE …
    Un caro saluto e di poterci incontrare Personalmente –noi ci troviamo in Friuli Venezia Giulia in provincia di Udine.
    Dio ti Benedica …Gian E Marcella

  • 82 Antonella Ricci // 19 Gen 2013 alle 17:33

    Ti conosco da poco. Ti ho incontrato nel libro “Sul dolore”. L’ho letto con gioia e trepidazione, poi ne ho cercati altri, poi ho trovato anche i tuoi commenti alla Parola sul tuo sito. Posso solo ringraziare Dio di aver aperto quel primo libro. Grazie anche a te e continua a parlarci di Lui con tutta la tua carica di entusiasmo e con tutta la tua sofferta esperienza. Che Dio benedica te e i tuoi cari!

  • 83 tiziana // 1 Feb 2013 alle 15:10

    non voglio giudicare la scelta di don curtaz, però purtroppo per quanto mi riguarda ha perso di credibilità,
    leggo sempre i suoi libri, lo ascolto,
    le sue parole mi scaldano il cuore
    ma penso che un
    sacerdote debba essere sempre fortemente impegnato a trovare la forza spirituale per combattere e difendere la sua scelta di vita

  • 84 Save // 25 Feb 2013 alle 22:03

    Sono venuta da poco a conoscenza della storia del sig. Paolo, non desidero dare nessun giudizio… gli chiederei solo ma questo senso di discernimento è nato davanti alla procreazione di un figlio…. altrimenti se il figlio non c’era cosa succedeva… che la storia affettiva veniva mascherata con il sacerdozio… oppure finiva la storia d’amore e il sacerdozio continuava…boh??

  • 85 Maria Luisa // 2 Apr 2013 alle 14:40

    Ho terminato ora di leggere ” Gesù zero” Quello sotto la crosta. Mi è stato regalato, mi è piaciuto molto e così ho cercato nel p.c. per sapere di più Credevo di aver trovato una risposta a tanti miei pensieri.
    Non nascondo che ci sono rimasta male. E’ ovvio che non si deve giudicare, ma non nascondo il mio disorientamento poichè ero convinta che con una grande fede tutto si può superare anche le tentazioni più grandi e che la fede in Cristo è più forte di tutte le altre. Non permetterò certo che venga meno il mio credo, preferisco pensare che nonostante le belle parole non vi era una fede grande nel sacerdote.

  • 86 Germana // 7 Mag 2013 alle 12:25

    Mia sorella mi ha dato da leggere un libricino di Paolo Curtaz e io non conoscendolo ho cercato informazioni su internet e mi sono ‘imbattuta’ in questo sito. Non conoscevo la sua storia, ma sono ‘turbata’ o meglio infastidita dal fatto che parli del sacerdozio giustamente e poi del figlio e del suo ruolo di padre senza mai nominare la madre di questo bambino che credo ci sarà! Oppure, questo bimbo è arrivato anche a lui così, dallo spirito santo, senza congiunzioni terrene. Eh no, perché c’è una bella differenza!

  • 87 antonio // 8 Mag 2013 alle 06:46

    essere persone consacrate a Dio con i voti di povertà, castità ed obbedienza richiede anche una grande maturazione umana e da ex seminarista ho potuto constatare che su questa maturazione umana si fa poca formazione e così nel confronto con le donne si possono avere dei crolli inpensati precedentemente. L’entusiasmo iniziale deve fondarsi su elementi umani maturi sapendo veramente a cosa si rinuncia, altrimenti si commettono gravi errori e scandali e questo non è accettabile da persone chiamate a dare testimonianza del volto di Gesù. Invito i formatori anche a fare test psicologici seri per valutare se le persone chiamate possano portare davvero con serenità la rinuncia all’esercizio della loro sessualità

  • 88 enza // 22 Lug 2013 alle 20:54

    Caro Paolo, fratello in Cristo, non sapevo della tua esistenza fin quando un santo sacerdote due anni fà non mi ha consigliato la lettura di un tuo libro, e precisamente: “L’ultimo si.” Praticamente l’ho divorato per ritornare a leggerlo nuovamente.Dopo come è mia abitudine ho voluto informarmi sullo scrittore e sono venuta a conoscenza del tuo vissuto, non si è per questo cancellata la ricchezza che ho ricevuto dalla lettura di quello che tu hai scritto, perchè il SUO dono rimane per sempre e, ci tenevo ha dirti che sono d’accordo con te, quando dici che il SIGNORE può scrivere diritto sulle nostre righe storte, lo fa eccome! Per la verità leggendo la sacra scrittura, (e consiglio vivamente a chi ha il prurito del giudizio facile di farlo spesso)sembra che il nostro PADRE CELESTE non faccia altro fin dalla Genesi.Maria Madre di misericordia ci custodisca nel cammino.Enza

  • 89 Paolo Curtaz // 19 Set 2013 alle 17:16

    Germana: non ti è venuto in mente che la persona coinvolta (la mamma) magari NON desiderasse essere coinvolta? La realtà è sempre molto diversa da come appare, fidati.

  • 90 salvatore // 2 Nov 2013 alle 10:05

    Paolo, anche se ti ho conosciuto attraverso sito, ti dco auguri…hai fatto quello che il tuo cuore ha comandato..ma ricordati che Gesù ha approvato la tua scelta. Che Dio benedica la tua famiglia..

  • 91 angela // 13 Nov 2013 alle 20:26

    Non conoscevo il caso di Paolo Curtaz. Mi e’ arrivata una bella frase come tutti i giorni da una casa editrice Cristiana. Sono andata vedere su internet chi era. Sono felice per la sua scelta. Ha un figlio. Grande dono un figlio! Paolo Curtaz ha tutta la mia stima anche se non lo conosco. Il Signore e’ comunque al primo posto. Il Signore lo Benedice, ne sono sicura. L’Apostolo paolo ha scritto un bellissimo versetto a proposito del cibo che ha donato il Signore con la Sua Creazione. Gli auguro tanta serenita’!

  • 92 Stefania // 18 Nov 2013 alle 21:51

    “La curiosità ci confonde: la mancanza di pazienza ci allontana dalla saggezza. Lo spirito della mondanità che ci spinge verso una conoscenza morbosa e fine a se stessa. E’ quando noi vogliamo impadronirci dei progetti di Dio, del conoscere tutto…Questo desiderio di curiosità che sembra volerci far conoscere appieno le cose, in verità ci allontana dalla conoscenza vera, ci allontana dalla sapienza […] ci fa focalizzare sui dettagli, sulle piccole notizie, sulla ricerca morbosa del particolare perdendo di vista la vera sapienza.” (Papa Francesco)

    GRAZIE Paolo per il tuo costante servizio alla Parola!

  • 93 Giovanna // 7 Gen 2014 alle 23:09

    Grazie, Paolo,
    mi permetto di darti del tu, pur non conoscendoti personalmente, perché tutti figli di uno stesso Padre.
    Ho dedicato questa sera un po’ di tempo all’incontro con la Parola - Vangelo di domenica prossima, Battesimo di Gesù - poi ho cercato qualche commento. Tra quelli letti e ascoltati il tuo, illuminato dal bagliore della neve, mi ha coinvolta profondamente.
    Quel “lascia andare” su cui ti sei soffermato più volte ha colpito nel segno…, voce che ho udito lungo il mio cammino.
    Sì, Lui ci conosce e ci ama, abbandoniamoci a Lui… e abbiamo il coraggio dell’amore, Suo dono prezioso che moltiplicandosi genera amore.
    Non conoscevo la tua storia.
    Prego quotidianamente per una Chiesa che, in parole ed opere, abbia il coraggio dell’amore; una Chiesa concretamente consapevole che un uomo e una donna che si amano, qualunque ruolo ricoprano, crescono in altezza e profondità, perfezionandosi nell’Amore reciproco e nell’Amore per Lui.
    Avrei voluto scrivere parole più belle che potessero meglio esprimere il mio sentire… spero di aver trasmesso almeno qualcosa, non ne vengono altre al momento, ma sono sincere.
    Grazie ancora, Paolo.
    Giovanna
    07/01/2014

  • 94 caterina // 25 Gen 2014 alle 19:03

    Da quando ti ho conosciuto con “IN COPPIA CON DIO” non ti ho piu’ lasciato.Il dono che il SIGNORE ti ha dato e la forza anche di affrontare le difficolta’ hanno fatto in modo che quello che trasmetti entra nel cuore di chiunque ha la fortuna di incontrarti. Ho preso il coraggio a due mani per dirti queste poche cose.Quanto mi aiutano le tue riflessioni. Grazie perché ci sei.Spero che il SIGNORE mi dia la possibilita’ di partecipare a un prossimo viaggio con Zaccheo e ancora di poter organizzare un incontro con la mia comunita’ sul Gargano.Grazie ancora
    CATERINA

  • 95 flora // 2 Apr 2014 alle 13:17

    da quando qualcuno ci ha fatto conoscere Paolo, io e mio marito veniamo da un po a Castellania, ho acquistato 3 dei tuoi libri e sto aspettando l’uscita dell’ultimo ti ringrazio per i tuoi commenti al vangelo e leggo anche quelli di tutte le domeniche per poter meditare un po su.
    La mia speranza è di poter andare un giorno in Terra Santa con te come hanno fatto da poco i nostri amici Caterina e Piero
    Grazie Paolo arrivederci a presto.
    Flora

  • 96 nursing home job descriptions // 16 Apr 2014 alle 11:46

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