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DIGIUNO LIETO, DIGIUNO DA COSA?

5 Marzo 2009 · Nessun Commento

Condivido alcune riflessioni che provengono dall’Azione Cattolica di Torino, inviate dall’amica sarda Emanu. Buon digiuno, fra Beppe

Gesù – come leggiamo nel Vangelo di Matteo - esortava apertamente così:
“Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.”
Queste parole di Gesù sottolineano come l’elemento chiave nel digiuno non sia la sofferenza del farsi mancare qualcosa quanto la gioia nel vivere tale esperienza; è una questione di prospettiva diversa, di guardare il tutto dalla parte di Dio che ci ama e conosce il nostro cuore.  Insomma, leggendo così le cose, non sembra tutto diverso e più desiderabile? Sì, desiderabile persino il digiuno che ci rende forti piuttosto che indebolirci, felici piuttosto che mesti! Il cristiano è chiamato dunque a digiunare amando, e poiché digiuniamo amando l’Amore che si è espresso nella totalità della croce, non possiamo che digiunare nella letizia. Il digiuno cristiano è un digiuno lieto, e non solo per fugare da noi le facce buie dei farisei, che digiunavano per farsi vedere dagli uomini, ma perché chi ama è intimamente lieto.  Quando si parla di digiuno o di astinenza si rischia di cadere nell’eccessivo e poco fruttuoso devozionalismo legato al non mangiare carne il venerdì e al digiuno il “Mercoledì delle Ceneri”
e il “Venerdì Santo”. Non che tutto ciò non debba essere rispettato o tenuto in considerazione, ma si tratta di farlo con intelligenza e cuore libero. Il rischio è che diventi un cappio che nulla ha a che fare con la Quaresima, che ci vuole disponibili e liberi”. Dunque si tratta di una scelta d’amore partendo dalla riflessione sulla Parola di Dio e dal cuore, puntando verso qualcosa che davvero ci rende schiavi e tristi. Pensiamo a quale digiuno significativo potrebbe essere limitare l’uso del cellulare, della sigaretta, dell’alcool, delle “parolacce”, del computer, dell’i-pod, della play station, della televisione, ecc. E tutto ciò non per se stessi, ma offrendo a Dio ogni cosa.
Ecco un interessante“decalogo” per il digiuno:

“Digiuna di giudicare gli altri, scopri Cristo che vive in loro; digiuna di parole che feriscono, riempiti di frasi che risanano; digiuna di scontentezza, riempiti di gratitudine; digiuna di arrabbiature, riempiti di pazienza; digiuna di pessimismo, riempiti di speranza cristiana; digiuna di preoccupazioni, riempiti di fiducia in Dio; digiuna di lamentarti, riempiti di stima per la meraviglia che è la vita; digiuna di pressioni e insistenze, riempiti di una preghiera incessante; digiuna di amarezza, riempiti di perdono; digiuna di dare importanza a te stesso, riempiti di compassione per gli altri; digiuna di ansia per le tue cose, compromettiti nella diffusione del Regno; digiuna di scoraggiamenti, riempiti di entusiasmo nella fede; digiuna di tutto ciò che ti separa da Gesù, riempiti di tutto ciò che a Lui ti avvicina”.
Spirito Santo,
che hai condotto Gesù nel deserto
dove Egli ha digiunato
per 40 giorni e 40 notti
per l’intercessione di Maria SS,
tua mistica Sposa,
Madre di Gesù e Madre mia,
aiutaci a DIGIUNARE.

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

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