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“SPIRITUAL” DI FABRIZIO, A SUSA 23 APRILE 1972

9 Gennaio 2009 · Nessun Commento

Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.

La chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare
la chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare.

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.

Senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare
senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare.

e se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso
e se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso.

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a salvare
Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a salvare.
Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare

Dio del cielo se, mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.

Dio del cielo io ti aspetterò
nel cielo e sulla terra io ti cercherò.

Era domenica 23 aprile 1972, da pochi minuti era terminata la mia Consacrazione Sacerdotale nella chiesa di san Francesco a Susa, per mano del Vescovo Giuseppe Garneri che per affetto e stima verso i Frati aveva voluto la celebrazione non in Cattedrale ma nella loro chiesa; il gruppo degli amici Scout di Roma mi fece il primo regalo, lì per lì, intonando Spiritual, di Fabrizio de André. Era uscita nel 1967, in Volume I, assieme a brani di maggior fortuna come Bocca di rosa, Via del Campo, Caro Amore. Mi riconoscevo tanto  in quelle parole, quasi fossero la colonna sonora di un progetto, chissà, di una vocazione. Mi riconosco ancora. E l’ho canticchiata per tutto il viaggio da Susa a Genova, andando con Vanna al suo funerale (a nome anche delle sue splendide fans di Osilo, vero Meri e Marghe?) in Carignano, in una giornata di vento, di lacrime, di gratitudine. Anche un cantautore ti aiuta a vivere meglio. Grazie Fabrizio.

fra Beppe

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

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