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UN TESTO PROFONDO E COMMOVENTE DAL CARCERE: “PADRE NOSTRO”

12 Dicembre 2016 · Nessun Commento

Padre nostro, perché non sei soltanto Padre mio?
Non dirmi che sono egocentrico: ho tanto bisogno di sentirmi posseduto dalla tua paternità.
Non sono geloso, se dopo vorrai essere
anche Padre degli altri.
Ma ho bisogno come di rapirti; di annusarti, come si annusano i gigli, le rose, i tulipani.
Voglio annusarti per portare con me il Tuo profumo di Padre.
Sei stato per troppo tempo nei cieli; ora ti voglio in terra. Ti voglio vicino. Voglio tenerti per mano; cantare, dormire, camminare con Te. Sentire il tuo respiro. Il cielo è troppo lontano. Senza di te qui, il cielo è inutile e la terra un inferno.
Ascoltami: Padre mio che sei qui in terra, dividi con me non solo il pane quotidiano, ma anche l’aceto quotidiano; sorridi con me quando perdono; piangi con me quando sbaglio; allontana le tentazioni perché sono tanto debole, troppo debole. Ci sono tanti lupi in giro che deridono la tua misericordia.
Ti prego, resta qui con me.
(un detenuto della Casa Circondariale di Como)

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