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IL BUE E L’ASINELLO, VICINI VICINI, RACCONTANO UN INEDITO PRESEPE-

25 Dicembre 2015 · Nessun Commento

SAREMO ANCHE UN ASINO E UN BUE
MA FAMOSI COME NOI CE NE SONO POCHI!

BUE.
Stavo così bene al caldo nella mia stalla, tranquillo, avevo finito di mangiare e aspettavo il telegiornale, volevo sapere qualcosa di più su questa storia del censimento indetto dai Romani, perché i miei padroni sono agitatissimi, ma anche contenti a dire il vero, perché qui al nostro B&B gli affari vanno benone, arrivano viaggiatori di tutti i tipi, soldati, rappresentanti di commercio, etc
Ora sto qua, al freddo della notte. Brr … Il motivo sarà anche buono, devo alitare su una creatura appena nata, ma intanto io patisco il sonno, poi mi tocca lavorare con quel presuntuoso là (accenna all’asinello)

ASINELLO
Speriamo di venire bene nelle foto, negli affreschi, nei presepi. Vorrei farmi un selfie (agita il cellulare), ma poi resto per tutta l’eternità immortalato con quel … bue, lento ma lento, lui dormirebbe sempre. I carretti però li tiro io, lui guarda di qua, guarda di là, lingua fuori, occhio … da bue. Insomma, non potevano chiamare qualche asinella palestinese, che ci si fa un po’ di compagnia. Tanto questi due clienti qui mancia non ne lasciano, la loro cavalcatura è decrepita … Lui dev’essere falegname dalla puzza di resina che lascia in giro …

BUE
Io mi commuovo sempre quando nasce qualche vitellino, qualche capretto nella nostra stalla. Quindi anche un bambino di una donna mi sembra un buon motivo per avere gli occhi umidi. Poi guardo il papà, ho sentito che lei lo chiama Josìf, tutto premuroso, attento, dev’essere il primo figlio che hanno perché lui è proprio perso, confuso. Sembra che lo … adori (congiunge le mani), questo figlio! La moglie la chiama Myriam.

ASINELLO
(Guarda lontano) Ah, bene bene, sento movimento in giro …. fammi guardare: qualche pastore, un cane da gregge, pecore da lana, insomma forse ci scappa una festicciola, mmm però camminano troppo in fretta questi umani, sembrano spinti da qualcosa o da qualcuno, non vorrei che mi caricassero il basto per portare chissà cosa chissà dove!

BUE
Il mio sguardo sarà da bue, come dicono, ma in cielo mi sembra di vedere una luce che non avevo mai notato. E’ vero che a quest’ora io sono già lì che dormo da un po’, però quella stella là … mi intriga! Non devo dirlo troppo, altrimenti i miei nipoti mi dicono che sono antico, giurassico, perché non vado mai alle feste con volpi, sciacalli, asini (indica ironicamente l’asino del presepe), loro escono con le stelle e tornano all’alba, però però quella stella …

ASINELLO

Guarda tu, finalmente qui arriva un po’ di gente e quel bue pisola, certo scalda bene col fiato… e te credo grande e grosso com’è, però darsi una strigliata al pelo, tenere le orecchie un po’ dritte, uno sguardo vivace… e invece niente, guarda in sù (gli fa il verso), nel cielo, sembra un astrofilo a cerca di comete!
Oh oh, ma quella E’ (sottolineare) una cometa. Mai vista! Beh, certo io so’ giovane e le comete passano solo ogni secolo, magari lui (lo indica ironico) ne ha già viste tante.

BUE
Sono davvero felici questi pastori, di solito urlano, col bastone in mano, eh vah uuuh a spingere il gregge di qua e di là, al pascolo; stanotte invece salutano, canticchiano, boh! forse tornano da qualche flash mob, come li chiamano, raduni spontanei, feste in piazza, boh! Forse sta girando quella roba bianca che i romani usano per i loro culti misterici, dicono che la sniffano e poi parlano con le divinità, e voglio proprio vedere!

ASINELLO
Questa è una notte strana, speciale, diversa da tutte: i pastori sono allegri, il papà di questo bimbo sembra in paradiso, la mamma non fa altro che canticchiare magnificat magnificat… (Molto serio) Forse sono io un po’ fuori luogo, forse dovrei abbassare le orecchie e ragliare di meno. Non so, provo dentro un sentimento che mi rende mite, mite…come un bue! Aiuto!

BUE

Mi sa che questa notte non se la dimenticherà nessuno, e forse forse io e l’asinello qualcosa di buono lo stiamo facendo, forse faremo anche la pace, o almeno una tregua! Facendo finta di niente mi sono avvicinato alla famigliola e così ho sentito cosa dicono i pastori, roba da matti! Parlano di angeli, di uno che deve venire chiamato Meshiàh e potrebbe essere il bambino che noi stiamo scaldando. Anche loro poverini stanotte sono proprio benedetti; di solito non se li fila nessuno, ignoranti, sporchi, in sinagoga mai, puzzano di pecora, forse qualcuno di loro è anche un rifugiato, dalla parlata in mezzo ci sono etiopi, curdi, siriani!

ASINELLO

Una carezza a me !!! E quando mai, questo Josìf è proprio una bella persona, mi ha dato una carota un cavolo e mi ha accarezzato il muso. Mi sono sentito considerato, importante. Io l’asinello del presepe. Che notte… stanotte!

BUE

E Myriàm allora?!?! Si è alzata pian piano, con fatica, poverina ha partorito da poco, ma le donne di Palestina sono forti, mica come quelle di città di Roma Neapolis Augusta Taurinorum, e mi ha portato un secchio con l’acqua. L’ho guardata a lungo, con i miei occhi da bue, lucidi e felici. Secondo me ha capito benissimo che le ho detto grazie!

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