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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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NATALE: AMORE E DONO

7 Dicembre 2008 · 4 Commenti

Riprendiamoci il Natale! Restituiamo al Natale il suo significato! Abbasso Babbo Natale (poverino)! Liberiamo i Babbi Natale che scalano i palazzi!

Si sprecano le frasi, le invocazioni, i propositi. Diluviano!

La nostra Comunità  Parrocchiale ha fatto una riflessione nel Consiglio Pastorale su un rito antichissimo, un insieme di gesti che fan parte del nostro essere animali sociali: LO SCAMBIO DEI REGALI. In fondo, ci siamo detti, il dono, il regalo-base per noi è Gesù, che il Padre ci ha offerto, come il Natale appunto ricorda e celebra. Come fare per restituire al gesto del dono la sua bellezza? Come gustare per e con i bambini, con le persone che amiamo, questa emozione profonda?

E’ nata così la proposta di ragionare in famiglia, in coppia, nel giro degli amici sul rito del regalo. Per arrivare ad una sobrietà, una semplicità che permetta di ritrovare il gusto dolce di questo gesto. Discussione non fine a se stessa, però, ma finalizzata ad una condivisione.

Ogni famiglia è così invitata a donare, a regalare, la cifra risparmiata, limata dal budget/regali! Domenica 21, alla Messa delle 10.30, porteremo il nostro regalo collettivo, il nostro dono d’amore all’altare perché poi giunga fino in Cile, a una delle comunità missionarie dei nostri confratelli.

Chi vuole unirsi a questa iniziativa e non abita in zona, può richiedermi per mail l’IBAN al quale far giungere il frutto di questa scelta.

L’obiettivo non è far su tanti euri! Bensì quello di scatenare discussione con i figli, con i nonni (!!!), nei gruppi. E per finire un piccolo peccato d’orgoglio: questa idea è nata durante l’estate scorsa, quando la crisi che ora sta lambendo le nostre spiagge ancora non era percepita nella sau serietà. A proposito: che non ci sia qualche frutto positivo dalla situazione attuale, in mezzo alla fatica e alle preoccupazioni? Ma su questo argomento aspettiamo altri post.

fra Beppe

Tags: AFFARI NOSTRI · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

4 risposte ↓

  • 1 Anna // 8 Dic 2008 alle 01:51

    I regali di Natale. Sono sempre stata infastidita dalla banalità di queste discussioni.
    Il mio punto di vista era: ma ognuno non può fare quello che gli pare? Chi non ha voglia di sprecare soldi in regali inutili, ha solo da non farlo senza sbraitare tanto…
    Più interessante mi pare la riflessione di Gesù che si dona.
    La settimana scorsa sono andata a trovare mia nipote. Bella e solare come sempre apre la porta e chiama i suoi figli: bambini, venite a vedere che sorpresa, c’è la zia!
    Mi salutano e si mettono a piangere (quasi).
    Capisco subito di non essere una sorpresa gradita. Mia nipote imbarazzata mi spiega che si aspettavano un regalo. In genere le persone che vanno a trovare dei bambini portano un regalo.
    Aspettavano un giocattolo, non una persona.
    Il giudizio dei bambini è infallibile ed impietoso.
    In questi anni con loro non ho stabilito una relazione, non hanno mai provato il piacere di giocare con me, non li ho mai cullati, o dato una pappa, raccontato una storia, portati a spasso o ascoltato un loro racconto.
    Che cosa immagino adesso? Che siano contenti di vedermi? Ma chi sono per loro? Certo meno importante del pupazzo Kitty che su indicazione di mia nipote ho trovato nel negozio sotto casa. Così ho potuto vedere un sorriso sul volto della bimba che ha abbracciato un oggetto morbido e caldo. Con il regalino del fratello sono stata meno fortunata. Rimedierò la prossima volta.
    Ho raccontato questa piccola esperienza perché mi ha aperto gli occhi su quanto io non sono stata “dono”.
    Bella riflessione natalizia: Gesù è un dono. Io sono un dono?

  • 2 arabafenice // 9 Dic 2008 alle 12:44

    x Anna. Sicuramente Gesù è stato un grandissimo dono per tutti così come noi tutti siamo dono per gli altri. Il non essere “dono” per i tuoi nipoti non implica certo che tu non lo sia stata per tantissime altre persone. Solo che non ci hai mai riflettutto o non lo sapevi. L’amore è così … non segue i nostri percorsi mentali o emotivi … ha strade e mezzi che noi non controlliamo né decidiamo.

  • 3 luciano // 9 Dic 2008 alle 13:57

    Carissimo Beppe, carissimi amici, mi piacerebbe dare la mia normale visione di cose e fatti, che non coincide proprio conm quanto scaturisce direttamente dal tuo intervento sul blog, ma magari si poteva meglio comprendere da quanto discusso insieme alla riunione con gli altri genitori dei ragazzi della cresima.
    I mali (o i dubbi chiamiamoli così) messi sul tavolo non erano pochi, ma molti e molto gravi, e forse non tutti li hanno colti nella loro interezza.
    C’era il dubbio sulla qualità della propria fede, c’era la problematica del dialogo con i nostri figli, c’era il vero senso del Natale come Gesù che viene donato agli uomini, c’era una certa morale sulla qualità dei regali natalizi, ed un’altra più ampia sul senso degli acquisti quotidiani (siamo o no consumatori?), c’era la problematica sul senso di una crisi economica, c’era la riflessione sui giusti sacrifici nella propria vita, si intravedeva il dubbio di come possiamo essere noi dono per gli altri, c’era il proprio rapporto con i poveri. E magari c’era anche qualche altra cosa che è sfuggita anche a me.
    Insomma se ne potrebbe parlare a lungo.
    Ho visto nei volti di alcuni però molta chiurosità sul discorso Cile, dove magari, complice un po’ di ignoranza in geografia (ed anche in storia), non si conoscono per bene i fatti e le situazioni di una comunità così lontana, dove le sofferenze non sono neanche tanto pubblicizzate dai “media”.
    Ebbene anche questo argomento potrebbe lasciarci attaccati al video ed alla tastiera per almeno un ora. Vi dirò solamente che grazie al Cile il nostro Gruppo Missionario di San Marco ha avuto la possibilità di conoscere e comprendere tutti i controsensi del commercio internazionale e come poi le popolazioni possono soffrire da decisione economiche prese da chi bada solo ad interessi personali.
    MI piacerebbe dilungarmi ancora, visto i contatti via e.mail che abbiamo con chi vive a contatto all’interno della comunità dei “temporeros”. Per chi frequenta o ha la possibilità di incontrare il nostro gruppo, sarà un piacere dare spiegazioni. Per chi invece è lontano, spero prossimamente di poter implementare il sito della nostra parrocchia, in modo che siano condivise con tutti le nostre conoscenze.
    Un saluto

    Luciano

  • 4 unachesapoco // 15 Dic 2008 alle 10:01

    e perchè sentirsi sempre in colpa?
    un tempo i doni “segnavano il tempo”, ed erano riservati alle grandi occasioni, ed erano anche, magari, doni in sè molto poveri (non in senso spregiativo, ma nel senso che costavano poco denaro).
    un bel dono sarebbe insegnare ai bimbi di oggi cose semplici: mi ha stupito che io stupissi una giovane coppia con bimba piccola preparandole, a casa mia, un tappeto con sopra pentolini e coperchi da pestare…..
    la bimba era felicissima, perchè a casa era un gioco proibito!
    però dico ad Anna: va bene così, non si possono abituare i bambini ad amare chi fa loro un dono, soprattutto se è lo scambio per un’assenza di tempo, se no, a loro volta, ameranno così e si sentiranno amati solo così.
    ci sono zii che sono amati quando si è grandi perchè si sanno rapportare solo ai grandi e, a questi zii, si vuole molto bene da grandi.
    perciò, Anna, non bisogna preoccuparsi troppo di quanto si è amati nell’istante!

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