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CANTA E CAMMINA! dice sant’Agostino

30 Novembre 2007 · 2 Commenti

Voglio condividere un brano dai Discorsi di sant’Agostino, per me straordinario, e che costituisce la seconda lettura nell’Ufficio di Letture dell’ultimo sabato dell’Anno Liturgico.
“Cantiamo qui l’alleluja, mentre siamo ancora privi di sicurezza, per poterlo cantare un giorno lassù, ormai sicuri. Perchè qui siamo nell’ansia e nell’incertezza. E non vorresti che io sia nell’ansia, quando leggo: Non è forse una tentazione la vita dell’uomo sulla terra? (Giobbe 7,1). Pretendi che io non stia in ansia, quando mi viene detto ancora: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione”? (Matteo 26,41). Non vuoi che io mi sento mal sicuro, quando la tentazione è così frequente, che la stessa preghiera ci fa ripetere: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”? (Matteo 6,12). Tutti i giorni la stessa preghiera e tutti i giorni siamo debitori! Vuoi che io resti tranquillo quando tutti i giorni devo domandare perdono dei peccati e aiuto nei pericoli? Infatti, dopo aver detto per i peccati passati: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, subito, per i pericoli futuri, devo aggiungere: “E non ci indurre in tentazione” (Matteo 6,13). E anche il popolo, come può sentirsi sicuro, quando grida con me: “Liberaci dal male”? (Matteo 6,13). E tuttavia, o fratelli, pur trovandoci ancora in questa penosa situazione, cantiamo l’alleluja a Dio che è buono, che ci libera da ogni male. Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti dagli altri e da noi l’alleluja. “Dio infatti è fedele; e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze” (I Corinzi 10,13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluja. L’uomo è ancora colpevole, ma Dio  è fedele. Non dice: “Non permetterà che siate tentati”, bensì: non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla” (I Corinzi 10,13). Sei entrato nella tentazione, ma Dio ti darà anche il modo di uscirne, perché tu non abbia a soccombere alla tentazione stessa: perché, come il vaso del vasaio, tu venga modellato con la predicazione e consolidato con il fuoco della tribolazione. Ma quando vi entri, pensa che ne uscirai, “perchè Dio è fedele”. Il Signore ti proteggerà da ogni male… veglierà su di te a quando entri e quando esci (Salmo 120,7s). ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttible, allora cesserà anche ogni tentazione, perché “il corpo è morto”. Perché è morto? “A causa del peccato”. Ma “lo Spirito è vita”. Perché? “A causa della giustificazione” (Romani 8,10). Abbandoneremo dunque come morto il corpo? No, anzi ascolta: “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti, darà la vita anche ai vostri corpi mortali” (Romani 8,10s). Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre, mentre allora sarà in quella celeste. O felice quell’alleluja cantato lassù! O alleluja di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, mentre lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. cantiamo da viandanti. Canta, ma cammina. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina. che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santità. Vi sono infatti, secondo l’Apostolo, alcuni che progrediscono sì, ma nel male. Se progredisci è segno che cammini, ma devi camminare nel bene. Devi avanzare nella retta fede, devi progredire nellas santità. Canta e cammina.”

Buon Avvento amici miei, fra Beppe

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

2 risposte ↓

  • 1 Ottimista // 1 Dic 2007 alle 02:05

    “Sei entrato nella tentazione, ma Dio ti darà anche il modo di uscirne, perché tu non abbia a soccombere alla tentazione stessa.”
    Quanta speranza, fiducia nel futuro, dà questo pensiero di S. Agostino!
    S. Agostino era un ottimista, come me.
    Come un vaso, modellato da buoni insegnamenti e consolidato dal fuoco del dolore, ho ricevuto
    da Dio l’aiuto per uscire dalle tentazioni.
    Nella mia vita ho sempre chiesto a Dio di indicarmi la strada del bene, per la felicità mia e di chi mi stava attorno, e alla fine il bene ha sempre vinto il male.
    La ricerca del bene, della verità è stata una costante della mia vita.
    Mi sento vicino S. Agostino, in questa lotta interiore per liberarmi dal male che cova dentro di me per raggiungere il bene.
    Una delle cose che si verificano oggi è l’adattamento al male o addirittura “male è bello” oppure “bene e male sono sempre mescolati, inseparabili, sono due facce di una stessa medaglia.”
    Oppure si tende a giudicare positivo il male e a giustificarlo: l’esempio più ovvio è quando si parla di guerre giuste o di legittima difesa, o di risposta ad una provocazione.
    Addirittura ho letto su questo blog che la prostituzione offre l’opportunità di sfogare passioni che altrimenti…. (sinceramente l’altrimenti non l’ho capito)
    A me pare che Agostino citi il vangelo parlando di tentazione per indicare l’attrazione che noi abbiamo verso il male e di liberazione dal male per indicare una spinta a scegliere il bene. Perciò io posso vedere il male e scegliere il bene.
    Fatta la scelta, Dio mi indicherà il cammino.
    Mi vien voglia in questo Avvento di cantare Alleluja a Dio e di gridare che bene è bello, è ciò che desidero. Non soccomberò alle tentazioni perché non voglio, perché desidero il bene.
    Dirò a chi sprofonda nel male della sua malattia fisica o mentale: c’è il modo di uscirne, tu lo vuoi? Su questa terra ci sono tanti modi per non soccombere… li vediamo?
    In questo Avvento voglio stare nella luce per vedere i modi che Dio mi dà per uscire dalle tentazioni.
    Grazie S. Agostino!
    Grazie P. Beppe!

  • 2 Giusy e Ferruccio // 2 Dic 2007 alle 23:11

    Carissimo fra Beppe, questo Avvento è iniziato in un modo un po’ diverso: niente ritiro a Susa, ma il messaggio tuo è arrivato lo stesso, sempre forte, sempre chiaro e pieno di speranza.
    Abbiamo cominciato il tempo dell’attesa in semplicità, nella nostra parrocchia di Torino, con il gruppo di catechismo di quarta elementare di Laura, la nostra più piccola, e ci siamo sentiti comunque parte di una famiglia più grande, la Chiesa, ma anche il mondo, che forse con meno consapevolezza, aspetta Qualcosa, Qualcuno. Che noi siamo un raggio della Sua luce, che noi siamo una piccola fiammella che scaldi il cuore a un fratello triste.
    Buon Avvento a te, Beppe, alla tua nuova comunità, e a tutti gli amici del blog.
    Giusy e Ferruccio

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