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RISPETTO DELLE PERSONE

4 Dicembre 2008 · 6 Commenti

La Proposta dell’Unione Europea all’ONU per condannare le discriminazioni contro le persone omosessuali non è stata sottoscritta dalla Santa Sede, per avere idee un po’ più chiare ne pubblico il testo.

Abbiamo l’onore di presentare questa dichiarazione sui diritti umani realtivamente all’orientamento sessuale e all’identità di genere da parte di […]

  1. Riaffermiamo il principio di universalità dei diritti umani, così come sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo di cui quest’anno si celebra il 60esimo anniversario e che all’articolo 1 proclama che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”;
  2. Riaffermiamo che ogni individuo ha diritto a godere dei diritti umani senza distinzioni di alcun tipo, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, così come stabilito nell’Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nell’articolo 2 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali e nell’articolo 26 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
  3. Riaffermiamo il principio di non-discriminazione che richiede che i diritti umani siano estesi a tutti gli esseri umani indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;
  4. Siamo profondamente preoccupati per le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere;
  5. Siamo anche preoccupati che le persone di tutti i paesi del mondo siano oggetto di violenze, persecuzioni, discriminazioni, esclusioni, stigmatizzationi e pregiudizi a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere e che queste pratiche minino la loro integrità e dignità;
  6. Condanniamo tutte le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ovunque avvengano ed in particolare la loro penalizzazione attraverso la pena di morte, le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, la pratica della tortura, altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti, l’arresto o la detenzione arbitrarie e la privazione dei diritti economici, sociali e culturali, compreso il diritto alla salute;
  7. Richiamiamo la dichiarazione del 2006 emessa di fronte al Consiglio per i Diritti Umani da 54 paesi, per richiedere al presidente del Consiglio di fornire un’occasione per discutere di queste violazioni durante un’appropriata futura sessione del Consiglio;
  8. Accogliamo con favore l’attenzione conferita attraverso speciali procedure a questi temi dal Consiglio dei Diritti Umani e dai soggetti del trattato e li incoraggiamo a continuare a considerare, nell’esercizio dei loro mandati, le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale;
  9. Accogliamo l’adozione della Risoluzione AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) su “Diritti umani, Orientamento Sessuale e Identità di Genere” dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, emessa durante la 38esima sessione, il 3 giugno 2008;
  10. Richiamiamo tutti gli stati e i maggiori organismi per la protezione dei diritti umani ad impegnarsi a promuovere e proteggere i diritti umani di tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere;
  11. Esortiamo gli Stati a prendere tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, per assicurare che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non possano essere, in nessuna circostanza, la base per l’attuazione di pene criminali, in particolare di esecuzioni, arresti o detenzioni;
  12. Esortiamo gli Stati ad assicurare che le violazioni dei diritti umani legate all’ orientamento sessuale o all’identità di genere siano investigate e che gli autori siano perseguiti e tenuti a renderne conto in termini giudiziari;
  13. Esortiamo gli Stati ad assicurare un’adeguata protezione ai difensori dei diritti umani e a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di portare avanti il loro lavoro relativamente alla tutela dei diritti umani e alla lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

La Santa Sede fa notare che questa Proposta così formulata non cambia di una virgola la situazione nei Paesi dove la legislazione e la prassi culturale discrimina o condanna le persone omosessuali, ma apre invece la possibilità concreta ad un altro tipo di discriminazione culturale nei confronti di Paesi o Organizzazioni Religiose che non adotteranno norme derivanti rigidamente dalla Proposta stessa. Già ci sono cause contro sacerdoti che in Omelie - quindi in pubblico - hanno semplicemente ridabito che la convivenza omosessuale non è matrimonio per i cristiani, pur nel rispetto verso le persone e i loro diritti civili. Tanto per capirci.

fra Beppe

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

6 risposte ↓

  • 1 Marco // 4 Dic 2008 alle 15:16

    Sono un po’ piu’ confuso di prima.

    Confesso di non essere molto bravo con il linguaggio dei documenti ufficiali, ma a un profano come me non e’ chiaro perche’ da questo documento debba discendere rigidamente l’obbligo del matrimonio omosessuale.
    Invece vedo chiaramente una condanna alla pena di morte o al carcere per gli omosessuali.

    Che poi la condanna ONU non cambi di una virgola la situazione reale e’ vero (ma e’ vero per tutti i documenti ONU, anche per esempio quello contro la pena di morte stessa).

    Le denucie contro le omelie, poi, per me solo talmente ridicole da non meritare quasi nessun commento: la Chiesa ha il sacrosanto diritto e dovere di presentare e raccomandare le sue “norme” ai cattolici che ad essa aderiscono e di proporle a tutti gli altri (anche se non di imporle loro).

    Concludendo: non ero riuscito a frami un’idea prima e non ci sono riuscito ora.
    Beppe: aiuto!

  • 2 ermagister // 5 Dic 2008 alle 01:18

    screeekkkkkkk, skiiiiddddddddd
    simpatico e lodevole fratemobile in fragorosa scivolata sugli specchi
    ermagister fa notare che nemmeno gli appelli all’Angelus per la pace, contro le persecuzioni dei cristiani e contro la caccia alle quaglie cambiano molto ma vengono lodevolmente emessi ogni domenica e mercoledì e riecheggiati in ogni TG del regno (credo perchè ha a che fare col valore della testimonianza e quelle robe lì che ci insegnavano a catechismo)
    alla prima birra ti sottoporrò qualche esempio di tirata omofoba dall’altare ai limiti del penale….

  • 3 Anna // 5 Dic 2008 alle 21:55

    Sei sicuro di aver bisogno di aiuto?
    Sei lucidissimo, più delle santa sede

  • 4 daniele // 6 Dic 2008 alle 00:51

    Quando perde lo smalto dei giorni migliori anche il miglior pugile si rifugia nell’angolo.

    La Chiesa quando la smetterà di vietare e condannare e ricomincerà ad essere testimone della Fede in Cristo?

  • 5 Stefano S. // 10 Dic 2008 alle 16:32

    La Chiesa in questo caso non condanna nulla, semplicemente evita delle derive etiche e morali.
    Mi pare che questo post sia chiaro come il sole, e che eventuali polemiche siano solo per i boccaloni che si bevono qualunque cosa pur di dar addosso alla Chiesa

  • 6 daniele // 11 Dic 2008 alle 16:47

    Oggi il direttore della sala stampa vaticana, Federico Lombardi ha precisato che il Vaticano non è a favore della criminalizzazione dei gay, ma è convinto che l’iniziativa lanciata dall’Onu per depenalizzare l’omosessualità nei paesi che ancora la considerano un crimine da punire in alcuni casi anche con la pena di morte equivale a mettere le coppie gay sullo stesso piano di quelle eterosessuali e questo per la Chiesa è inammissibile.
    E il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, il cardinale Renato Raffaele Martino, ha aggiunto: “Si vorrebbe che la Santa Sede mettesse sullo stesso piano le coppie gay e quelle eterosessuali, posso assicurarvi che questo non accadrà”

    Si comprende facilmente si confonde la depenalizzazione del reato sessuale con la legittimazione delle coppie omosessuali.

    Inoltre la Chiesa insiste a voler circoscrivere l’intera identità sessuale alla genitalità. Contro i dettami del Catechismo.

    E poi siamo così sicuri che le derive etiche e morali siano sempre e soltanto quelle legate alla sessualità ?
    Non vedo altrettanto astio e acrimonia nei confronti dei conviventi, dei divorziati, delle coppie aperte, di chi mantiene più famiglie, di chi si sposa con rito celtico e poi profana le moschee.

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