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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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DA DOVE COMINCIO?

7 Novembre 2008 · 4 Commenti

Beh oggi comincio condividendo una bella segnalazione che mi regala Chiara Pent, un video pieno di speranza per il futuro.

Proseguo chiedendo a voi se avete visto in giro l’autunno, quello che piano piano scivola verso  l’inverno; sì, lo chiedo perché 20 gradi al 7 di novembre li trovo fuori luogo, anzi fuori tempo massimo.

E poi l’esito della lunga strada che ha portato il Convento San Francesco di Susa a togliere gli ormeggi dal porto del francescanesimo per approdare al molo della Diocesi di Torino, anzi della Conferenza Episcopale Piemontese. La struttura viene ceduta - non so ancora con quale formula - dalla Provincia Patavina dei Frati Minori Conventuali ai Vescovi, che realizzeranno una realtà per preti in difficoltà.

Progetto emerso recentemente che ha interpellato il Definitorio (cioè il Consiglio del Ministro Provinciale) e lo ha portato a lasciare da parte gli altri due che erano sul tavolo da mesi e sui quali sembrava dovesse retringersi la scelta.

Che dire?

Di ciò che non si conosce nulla si deve tacere.

E non so nulla, come chiunque credo, del futuro, cioè dei frutti di bene, di vita, di speranza che in quel luogo lo Spirito del Signore farà maturare.

Ma so abbastanza dei frutti di bene, di vita, di speranza che lo Spirito del Signore ha fatto maturare in quel luogo nei giorni, mesi, anni, secoli. So bene quante e quante persone guardano da quella parte e pregano, e riprendono forza, e trovano motivo di speranza. So bene quanti cambiamenti di vita. So bene quante vocazioni a stili di vita evangelici e francescani. So bene quanti riavvicinamenti alla Chiesa tramite la strada fraterna e condivisa della Parola di Dio e del carisma di Francesco di Assisi.

Di tutto questo passato ben conosciuto - e di quanto immenso passato solo intuito  e immaginato con la mia piccola testolina di creatura - voglio ringraziare e benedire l’Altissimo. Lo voglio lodare. lo voglio lodare. lo voglio lodare.

Di tutto il futuro sconosciuto, che nemmeno so immaginare, voglio fare invocazione.

Stasera il libeccio della delusione, del senso di fallimento, delle valutazioni politiche e strategiche ha bisogno di una diga, di una protezione: non ne trovo altre se non la preghiera di lode e di fede.

Ti benediciamo, Signore, per il bene che Tu hai realizzato. Crediamo Signore che tu non te ne andrai da quel luogo. Se ne vanno i frati dopo 800 anni, ora è chiaro e definitivo, ma Tu rimani.

Rimani in quel silenzio, in quei chiostri, in quel parco, scivoli su quei tetti di lose, sussurri in quella chiesa in penombra, continui a chiamare i cuori in quella Sala del Capitolo. Rimani. Rimani Tu se ce ne andiamo noi.

Le scelte, anche nella Chiesa e nelle Comunità che la compongono, sono umane, sempre discutibili, sempre osservabili da diversi punti di vista. Dio, la Corrente, sa dove andare, sa dove va, sa perché ci va.

Ci vuole semplicemente un atto di fede nella  onnipotenza del Signore che agisce dentro le nostre impotenti, limitate, ambigue decisioni.

Non un link, ma il testo integrale per la preghiera che ci possa sostenere, ci possa dare uno sguardo lucido sui fatti, ci possa trasmettere FEDE.

Dalla Lettera agli Ebrei, capitolo 11 e 12,1-2a

[1]La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.
[2]Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza.
[3]Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede.
[4]Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.
[5]Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Prima infatti di essere trasportato via, ricevette la testimonianza di essere stato gradito a Dio.
[6]Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano.
[7]Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, costruì con pio timore un’arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede.
[8]Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
[9]Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.
[10]Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
[11]Per fede anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso.
[12]Per questo da un uomo solo, e inoltre gia segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare.
[13]Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra.
[14]Chi dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria.
[15]Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi;
[16]ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha preparato infatti per loro una città.
[17]Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio,
[18]del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome.
[19]Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.
[20]Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù anche riguardo a cose future.
[21]Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e si prostrò, appoggiandosi all’estremità del bastone.
[22]Per fede Giuseppe, alla fine della vita, parlò dell’esodo dei figli d’Israele e diede disposizioni circa le proprie ossa.
[23]Per fede Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell’editto del re.
[24]Per fede Mosè, divenuto adulto, rifiutò di esser chiamato figlio della figlia del faraone,
[25]preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere per breve tempo del peccato.
[26]Questo perché stimava l’obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto; guardava infatti alla ricompensa.
[27]Per fede lasciò l’Egitto, senza temere l’ira del re; rimase infatti saldo, come se vedesse l’invisibile.
[28]Per fede celebrò la pasqua e fece l’aspersione del sangue, perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti.
[29]Per fede attraversarono il Mare Rosso come fosse terra asciutta; questo tentarono di fare anche gli Egiziani, ma furono inghiottiti.
[30]Per fede caddero le mura di Gerico, dopo che ne avevano fatto il giro per sette giorni.
[31]Per fede Raab, la prostituta, non perì con gl’increduli, avendo accolto con benevolenza gli esploratori.
[32]E che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti,
[33]i quali per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni,
[34]spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trovarono forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri.
[35]Alcune donne riacquistarono per risurrezione i loro morti. Altri poi furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione.
[36]Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia.
[37]Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati
[38]di loro il mondo non era degno! , vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra.
[39]Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa:
[40]Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi, perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
[1]Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,
[2]tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

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4 risposte ↓

  • 1 paola // 7 Nov 2008 alle 21:47

    Mi dispiace un pò perchè non ci sarà più la presenza francescana,son certa di questo il legame per sempre resterà.E GIà POSITIVO CHE QUEL POSTO VUOTO NON STIA….POI DI COSA NE FARANNO E COSA FARANNO–BEH SI ….VEDRà ..STAREMO A VEDERE…..era molto bello come era prima …e cosa ..e tutto cosa succedeva li dentro…ma non si poteva più continuare pazienza.CONSERVIAMO IL bene ricevuto….SPERIAMO CHE IL signoreAPRA NUOVE PORTE.paola

  • 2 Anna // 7 Nov 2008 alle 23:00

    “Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra”.
    Non sappiamo perché il Signore abbia permesso questa cessione alla diocesi, ma da queste parole della Sacra Scrittura che tu hai scelto, sembra di capire che moriremo umanamente delusi, ma la consapevolezza di essere stranieri e pellegrini sopra questa terra, pone le nostre aspettative altrove.
    Chissà quale luogo meraviglioso ci riserverà il Signore in cielo! A noi capaci di amare e perdonare…
    Ho sofferto questa decisione, soprattutto quando vedevo l’offesa, l’ingiustizia, la cecità, il dolore di P. Beppe.
    Adesso penso che dovrò rendere conto a Dio di quanto ho amato il mio prossimo e perdonato chi mi ha offesa. Tutto il resto sono cose umane che lascerò su questa terra come una valigia dimenticata in una stazione.

  • 3 Giusy // 10 Nov 2008 alle 00:08

    Carissimi amici, finalmente abbiamo ritrovato il contatto col blog, che avevamo incomprensibilmente perso… e cosa troviamo? Questa notizia-bomba, ma già filtrata dal commento di fra Beppe, l’amarezza già trasfigurata in sorriso di fiducia, di amore donato… ancora una volta ci indichi la strada, tu che lì hai vissuto, pregato e amato più di tutti noi, a noi che siamo stupiti e sgomenti dici che invece non dobbiamo avere paura, che se Dio ha voluto così un motivo c’è, anche se adesso non lo capiamo. Ti abbraccio, vi abbraccio tutti, sono tempi difficili non solo per questo, noi in questi mesi abbiamo lottato tanto per la scuola pubblica, e non è ancora finita… rimaniamo in contatto, e preghiamo gli uni per gli altri!
    Giusy e Ferruccio

  • 4 mariapaola // 11 Nov 2008 alle 13:36

    Sono moltissimo dispiaciuta ed in parte d’accordo con Anna, anche se non riesco a farmene una ragione.
    Sono , almeno per me, così poche le cose che ci sostengono nella vita, che avere un sostegno forte sarebbe una grande consolazione.
    Certo se il Signore ha voluto così (anche se io mi auguro che sia veramente il Signore ad ispirare) bisogna accettare, ci sono tante ingiustizie al mondo che sono incomprensibili e molto gravi e quindi….
    Ma il luogo della mia rinascita spirituale, di quella di mio figlio, dell’incontro con i miei amici che ora non vedo più, beh….Francesco mi manca, speriamo che almeno lui si ricordi di tutto il bene fatto a Suo nome

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