fratemobile.net

Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

fratemobile.net header image 2

COSA BOLLE IN PENTOLA? ANCHE QUESTO.

8 Marzo 2013 · 1 Commento

Dal sito vaticaninsider condivido una recensione di particolare interesse che fa capire quante “visioni” stiano circolando negli ambienti teologici.

La «rinuncia» di Benedetto XVI è un gesto di ampia portata, tutto ancora da interpretare, che andrà inevitabilmente collocato al posto giusto solo fra qualche anno, quando la storia potrà leggerlo nella prospettiva migliore. È l’opinione di Johannes Röser teologo e giornalista, caporedattore di Christ in der Gegenwart della casa Editrice Herder. La lettura di Röser è rilanciata, in Italia, nel blog sul sito della Casa Editrice Queriniana e gestito da don Rosino Gibellini, direttore editoriale e autore di molti studi sulla teologia del Novecento.

«Rimane incerto – scrive  Röser – se questo passo insolito, finora il primo fatto nella storia della chiesa – per quanto ne sappiamo – introdurrà una “rivoluzione” del papato». Certamente però già ora si può dire che la rinuncia comporta «un frammento di demitologizzazione, di desacralizzazione della più alta autorità del magistero, che in singoli casi pretende addirittura la piena autorità dell’infallibilità di prescrivere “la verità” di Dio in un certo qual senso in nome della chiesa. In effetti la demitologizzazione – fino a questo momento dimenticata o addirittura repressa – si è imposta con il successore storico di Pietro. La cui grandezza si manifesta, pur nella possibilità di sbagliare e nella fallibilità, nel fatto che egli tra tutti, che pur negò il suo Maestro nel momento decisivo, è stato capace di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede».

Proprio sul tema del Primato e dunque dei rapporti ecumenici, la rinuncia potrebbe portare nuova linfa alla riflessione in atto. Non è un mistero che oggi «molte proposte sono sul tavolo, come ad esempio il fatto che il papato potrebbe trasformarsi in una sorta di moderno ministero petrino. Proprio come l’episcopato nei primi tempi della chiesa fu modellato ad immagine degli alti amministratori della provincia secolare romana, si potrebbe imparare dai laici che oggi detengono le presidenze: come una scelta a tempo, eventualmente per sei anni, con la possibilità di un’unica rielezione. Ciò darebbe o potrebbe dare anche ai candidati più giovani una possibilità, senza il timore che stiano con la loro competenza direttiva a capo della chiesa e promuovano la propria visione troppo a lungo – fino alla fine della vita».  E soprattutto, continua ad argomentare Röser – non si dovrebbe trascurare il problema che il più stretto numero di persone di governo della chiesa cattolica che decidono o più spesso che non decidono è costituito da uomini celibi, per lo più anziani, che a volte negli anni migliori si sono allontanati anche molto dai sentimenti e dal mondo della vita delle generazioni – in particolare si sono estraniati dalle esperienze delle donne».

Si tratta solo di sogni? Il giornalista tedesco pensa che seppure lo sembrano, è anche vero che «nella crisi globale del cristianesimo la rivitalizzazione del principio sinodale, come successe all’inizio della sequela di Cristo, potrebbe essere utile, o almeno essere un primo passo che indichi che qualcosa si muove. Questo non risolve di certo i grandi problemi di fede delle persone. Pertanto il tempo spinge ad un concilio veramente globale della fede, che dovrebbe essere preceduto da un più lungo processo conciliare, come ad esempio sulla questione religiosa, sulla comprensione di Dio in un orizzonte mutevole di esperienza del mondo, e su altro».
Per il sito del giornale tedesco: clicca qui

Per il blog della Queriniana: clicca qui

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

1 risposta ↓

  • 1 eleonora // 15 Mar 2013 alle 16:46

    Condivido anch’io. Tante cose le capiremo meglio tra qualche anno. Forse scopriremo che il gesto di Ratzinger contiene in sè quelle risposte per le quali oggi, invece, viene criticato nel senso di non averle date. Sappiamo bene che Dio opera in modo diverso dal nostro….grazie per continuare a stupirci e meravigliarci.

Lascia un commento