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ERMANNO OLMI. UNA LETTERA AMARA, VERA, PER RIFLETTERE.

7 Marzo 2013 · 4 Commenti

Condivido una lettera di Ermanno Olmi, ripresa anche dalla Rivista di Assisi San Francesco Patrono d’Italia; lascia un po’ di amaro in bocca, ma aiuta a riflettere. Magari da soli interrogando la propria coscienza davanti a Dio. Con PC, TV, IPod, Cellulare, Tablet etc etc SPENTI.

“Cara Chiesa, non so più a chi rivolgermi e anche tu non mi vieni in aiuto. Ci parli di Dio ma sai bene che nessun dio è mai venuto in soccorso dell’umanità. Nella lotta tra bene e male, l’uomo è sempre stato solo. Già nel racconto biblico si comincia con un delitto: «Che hai fatto Caino? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo dove sei nato…» dunque, dio ha udito benissimo il grido del fratello ucciso, ma non ha fatto nulla per trattenere la mano fratricida.
E adesso? Cosa sta accadendo a tutti noi? Come abbiamo fatto a ridurci così? troppo spesso ho la sensazione di non sentirmi in relazione con gli altri. Anche con le persone che mi sono più vicine. Mi trovo in uno stato confusionale, come se ognuno parlasse per conto proprio annaspando nel nulla. Cara Chiesa di cristiani smarriti, ho deciso di scriverti non tanto per fede ma perché tu hai più di duemila anni di storia e forse puoi aiutarci a capire i nostri comportamenti. Abbiamo smarrito la via maestra della pacifica convivenza. Ovunque conflitti di religione, separazioni di razze. Chi crede in dio sa bene che il Creatore ha fatto l’uomo e la donna, ma non le razze. E che neppure ha dato di più ad alcuni per farli ricchi perché con il loro denaro umiliassero i poveri. Così ho deciso di scriverti. Perché in questo tempo bastardo anche tu mi deludi, e mi dispiace. Probabilmente sono mosso più dal sentimento che dalla ragione. Del resto, è il sentimento che presiede ogni ragionamento. Voglio credere, Chiesa di Cristo Gesù, che tu abbiai tuoi buoni motivi che io non posso conoscere né sarei in grado di capire: questioni istituzionali, ragioni di Stato. Ma ugualmente non riesco del tutto a giustificarti, perché vorrei sentire che prima d’ogni altro motivo c’è il tuo impulso di madre a proteggerci, e che sopra tutti i tuoi pensieri ci siamo noi, i tuoi figli.
Io, e tanti come me, vorremmo che nelle difficoltà che ogni giorno dobbiamo affrontare non mancasse mai il tuo conforto. In momenti come questi che stiamo vivendo, sembra perduta ogni solidarietà fra gli uomini. Non mi dimentico che ci sono tanti cristiani di buona volontà, preti e laici, che prima ancora che nelle gerarchie ecclesiastiche si riconoscono in coloro che hanno più bisogno del nostro aiuto. Non sono soprattutto gli umiliati, i reietti che Cristo ti ha affidato? Ma chi sono io, cara Chiesa, per pretendere di interrogarti e tirarti dentro a questioni di cui non sono all’altezza? Mi faccio coraggio pensando che chiunque poteva rivolgersi con confidenza a Gesù come ora io mi rivolgoa te. Non tanto perché tu debba a me delle spiegazioni. Tu sai bene quali sono i tuoi compiti e come agire, ma almeno aiutami a capire certi tuoi comportamenti a cominciare dall’attaccamento ai beni temporali. Mostraci che hai davvero a cuore i più deboli e diseredati. Che come vedi, sono sempre più numerosie vengono al mondo solo per morire. Ma tu, Chiesa, ci dici che sono proprio costoro i primi presso il cuore di Gesù. E allora, se sei davvero Chiesa soccorritrice, ricordati anche della solitudine dei ricchi che non troveranno mai quiete nelle loro ricchezze. Quel che adesso sto per dire disturberà gerarchie e devoti benpensanti e tutti coloro che proclamano la Chiesa madre di tutti. Ma tu, Chiesa dell’ufficialità, sei una madre distratta, più sollecita nei fasti dei cerimoniali che nell’annunciare la prima di tutte le santità: quella di coloro che credono in te anche soffrendo per le ingiustizie subite.
Sono convinto che tutto l’Occidente - e questa nostra Italia sempre più sfiduciatae incapace di nuovi slanciabbia bisogno di un supplemento d’anima. Quel Gesù di Nazareth, falegname e maestro, col suo esempio può farci ancora ritrovare la gioia di come spendere il bene prezioso della nostra esistenza. Invece tu, vecchia Chiesa che hai innalzato tanti altari di Cristo, sembri averlo dimenticato. Proprio tu! ecco perché oggi molti s’interrogano: «Quale sarà il luogo delle beatitudini dove il Maestro tornerà all’appuntamento coi nuovi discepoli di questo nostro tempo?…». Sei davvero tu, Chiesa cattolica, la casa aperta non solo ai cristiani obbedienti, ma anche a coloro che cercano dio nella libertà, oltre i loro dubbi? Assisto sconsolato a quanto sta accadendo in Vaticano in questi ultimi mesi: intrighi, processi, scandali di pedofilia, movimenti di capitali nelle banche della stessa Chiesa. Il compianto cardinal Martini, nel momento estremo del suo congedo ci ha lasciato il suo ammonimento: «Siamo una Chiesa rimasta indietro di duecento anni, una Chiesa carica di addobbi e orpelli…». Una Chiesa ricca per i ricchi.
Ho nella mente un turbinare di interrogativi che non mi danno tregua. Quanti anni sono passati dal Concilio Vaticano II? E dal poverello di Assisi cosa abbiamo imparato e poi trascurato? E dai martiri di ogni tempo e di ogni fede? Cattolici, protestanti, ortodossi: eppure eravamo tutti ai piedi della stessa Croce. Ma cosa sono duemila anni nella storia dell’umanità? Ne sono trascorsi appena cinquanta dal Concilio Vaticano II e troppo poco è rimasto della buona novella di quella straordinaria assemblea di fedeli. E che grande fermento: in quei giorni si sentì la brezza di una nuova primavera. Giovanni XXIII scosse la sonnolenza di una Chiesa che si affidava più alla “liturgia del rito” che alla “liturgia della vita”. E tutto il mondo, cristiano e no, accolse l’invito ad aprire menti e cuori perché entrasse nella Casa di Cristo aria fresca e luce limpida. Ma poco è davvero cambiato nella Chiesa di Roma. Né dopo il Concilio né dopo duemila anni di cristianità.
Ancora una volta, come dopo quella notte nel Getzemani, qualcuNo ha tradito. Ancora una volta, su tutti i monti degli ulivi, Gesùè uno sconfitto. Siamo tutti degli sconfitti.”

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

4 risposte ↓

  • 1 Simona // 7 Mar 2013 alle 20:14

    caro Ermanno Olmi, inizierei così la mia risposta..dopo aver letto, in silenzio, con tv e tt spento..quasi come nel mio stile…avrei molto da scrivere..
    1 il Bene non fa mai notizia, o quasi mai.ecco perchè tutti hanno molto più presente il “marcio”, le “storture”…
    2 La chiesa è fatta di uomini, e di donne, visto che come dice i lVangelo “noi siamo la chiesa”…cioè a dire: non è infallibile, non è perfetta, soprattutto in essa ciascuno, per mandato divino, ha piena facoltà di scegliere, sempre, in ogni momento della sua esistenza, da che parte stare (bene o male, lato chiaro o lato oscuro..e qui occorrerebbe riportare una bella omelia trasmessa a tele Padre Pio l’altra sera che faceva riflettere sulla limitatezza umana che ragiona sempre in logica “duale”, mentre Dio è Trino)
    3 ecco perchè forse tutti, mi metto davanti ed in cima, dovremmo prima cercare ed eliminare le pagliuzze dai nostri occhi, prima di puntare il dito
    4 la strada è molto lunga ma..come insegnava un saggio “don” in Cielo da molti anni nella nostra logica terrena, “non è mai troppo tardi, nessuno è mai perduto per sempre”..
    5 e concludo, sperando di non essere fraintesa nè esser stata troppo dura: quanto alla sconfitta…riporto le parole del mio don di due domeniche fa: “il cristiano può essere sofferente, piegato dal dolore, ma NON E’ MAI UNO SCONFITTO”…….Simona

  • 2 Pietro // 8 Mar 2013 alle 14:12

    Ho letto la lettera accorata di Ermanno Olmi, una lettera in cui io, che credo di avere solo pochi anni meno di lui, mi ci riconosco appieno. E’ l’espressione sofferente, l’urlo di dolore di un artista che in tutte le sue opere ha sensibilizzato spesso drammaticamente aspetti certo non facili della storia di tutti noi e sempre con gli occhi puntati sul messaggio evangelico. E’ un “santo” che come Francesco urla “Chiesa dove sei? Dov’è la tua carità, la tua umiltà, la Croce e la Redenzione che sono lo scopo del tuo messaggio storico?” E’ un uomo che ti apre il suo cuore, ti mostra la sua umanità, un uomo alla ricerca di una certezza che ormai fa fatica a individuare nell’ente che si propone di dargliene.
    Cara Simona, io rispetto il tuo differente punto di vista, che perònon sento mio, non perché sia giusto o sbagliato (e chi sono io per giudicare?), ma semplicemente perché da una parte leggo la sofferenza dell’uomo che urla la sua fatica di riconoscersi nella Chiesa, dall’altra parole già dette e ridette, ripetute quasi come un mantra da coloro che forse, beati loro, la sofferenza del vivere e del difficile rapporto con la Chiesa “trionfante” non la sentono sulla propria pelle e non si rendono conto quindi di muoversi su un piano quasi asettico e completamente diverso dai primi. Due piani completamente diversi.
    Grazie comunque perché è fondamentale capire e rispettare i ns diversi punti di vista e nutrirsene.
    Mi viene in mente quella poesia di D.M. Turoldo che inizia con le parole ” Fratello ateo, nobilmente pensoso, alla ricerca di un Dio che io non so darti…” Qui non si cerca il Dio, ma più semplicemente un rapporto, che però evidentemente è altrettanto difficile da trovare.
    Ciao a tutti.
    Pietro

  • 3 Simona // 10 Mar 2013 alle 10:37

    Vedi Pietro…preferisco parlare di “complessità” di punti di vista, più che di “dualità”; preferisco parlare di “altri e diversi”cammini, piuttosto che di due opposti..e poi….differenti percorsi di vita non possono convergere verso un Unico Centro? che, solo, può spiegare e dare un senso al cammino dell’uomo? ma, “fratello”, nel senso cristiano, per me, credente, del termine: la fede è anche e soprattutto un cammino personale fatto di tanti incontri, esperienze, riflessioni e…fatiche oltre che dolore..fa parte della vita di tutti gli uomini e ciscuno può e deve trovare il proprio personale modo di “declinarla” nella vita di ogni giorno..non trovi?o di scegliere un altro percorso, indubbiamente; per fortuna Nostro Signore è talmente Buono da lasciare a ciascuno il libero arbitrio.e concordo certamente nel dire che responsabilità e colpe sono equamente suddivise tra il popolo dei “Figli di Dio”…d’altra parte come concluse anche un famoso letterato, mi si perdoni ma non ne ricordo il nome, “la difficile arte di vivere”……ed il cristiano non dovrebbe mai essere uno che si accosta dicendo “ho la verità in tasca”, ma una persona che rimbocca le maniche e dice “amico, se vuoi, possiamo condividere il cammino, in due anche i pesi sono più leggeri”.sapremo .vincere la sfida?…

  • 4 アバクロンビーフィッチメンズ // 19 Mag 2013 alle 00:37

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