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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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A COSTO DI ESSERE FRAINTESO

25 Ottobre 2008 · 1 Commento

Riprendo dalle agenzie di stampa il brano che condivido, questo Arcivescovo a costo di essere frainteso dice ad alta voce quello che già circolava da settimane nei forum, nei blog a proposito della crisi attuale.

Berlino, 18:54

GERMANIA: ARCIVESCOVO MONACO, KARL MARX AVEVA RAGIONE

Nella sua analisi del capitalismo Karl Marx aveva visto giusto. A sostenerlo in un’intervista al settimanale ‘Der Spiegel’ e’ un suo omonimo, l’arcivescovo di Monaco di Baviera e Freising, Reinhard Marx, 55 anni, elevato alla porpora lo scorso anno da Benedetto XVI. Il porporato manda a giorni in libreria un suo libro dal titolo “Il capitale - Una difesa dell’uomo”, che contiene all’inizio una lettera indirizzata al fondatore del comunismo. Nell’intervista Reinhard Marx spiega che “bisogna prendere sul serio” il filosofo di Treviri, ed aggiunge che “e’ un errore considerarlo morto, come pensano in molti. Il movimento marxista ha cause reali e pone questioni giustificate”. L’arcivescovo di Monaco dichiara che “poggiamo tutti sulle spalle di Marx, perche’ aveva ragione. Nella sua analisi della situazione del XIX secolo ci sono punti inconfutabili”. Alla domanda se bisogna chiedere scusa a Marx per averlo spedito nel dimenticatoio, il porporato risponde: “Gia’ fatto, noi con l’etica sociale della Chiesa non abbiamo mai confuso l’opera filosofica di Marx con Stalin ed i Gulag. Non si puo’ attribuire a Marx cio’ che hanno fatto i suoi epigoni. Lui ha bene analizzato il carattere di merce del lavoro e previsto la mercificazione di tutti i settori della vita”. Quando gli viene chiesto se il comunismo sia definitivamente sparito dalla faccia della terra con il crollo dell’Urss, Reinhard Marx risponde: “Niente affatto, poiche’ vediamo che Marx sta rivivendo adesso una rinascita (come conferma la triplicazione delle vendite in Germania del primo volume del ‘Capitale’, ndr). Una cosa e’ chiara, con il tipo di capitalismo ereditato dalla Seconda Guerra Mondiale non andiamo lontano”. Per sgombrare comunque il campo da possibili equivoci, Reinhard Marx precisa di non essere marxista, ma auspica una societa’ con un’economia “basata su principi etici. Da questo punto di vista la dottrina sociale della Chiesa costituisce una critica del capitalismo. Un capitalismo senza un quadro etico e’ nemico del genere umano”.

Qualche dettaglio interessante:

Caritas in Veritate, la prossima enciclica del Papa tratterà di economia e di globalizzazione. Monsignor Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, esperto di dottrina sociale della Chiesa, è stato uno degli esperti consultati dal Papa nella stesura dell’attesa Enciclica. Il documento, già in mano ai traduttori dovrebbe uscire a dicembre. Lo anticipa il vaticanista del TG2 Lucio Brunelli nel primo numero della nuova rubrica di Vita non profit Magazine “PANI e PESCI” uscita venerdì 24.

Il Papa, ricorda Brunelli, aveva recentemente toccato temi economici e quelli della globalizzazione. In particolare, il 7 settembre 2007 in un intervento pubblico a Vienna: «la spesso citata globalizzazione non può essere fermata, ma è un compito urgente ed una grande responsabilità della politica quella di dare alla globalizzazione ordinamenti  e limiti adatti ad evitare che essa si realizzi a spese dei Paesi più poveri e delle persone povere nei Paesi ricchi e vada a scapito delle generazioni future».

Treviri: a favore dei disoccupati

È stata presentata nei giorni scorsi a Treviri “Aktion Arbeit” (Azione lavoro), una campagna promossa dalla diocesi a favore dei disoccupati. L’azione è finalizzata a realizzare un modello per un mercato del lavoro durevole, sostenuto dallo Stato. “Il problema principale è rappresentato dall’assenza di posti di lavoro per persone con minori capacità di prestazioni o che hanno difficoltà con il collocamento”, ha sottolineato il vescovo di Treviri, mons. Reinhard Marx nel corso della presentazione. Mons. Marx ha lamentato la carenza di posti per i disoccupati a lungo termine, nonostante la ripresa economica. “Finora si è tentato di qualificare queste persone, così come le persone a minori capacità di prestazione, per il mercato del lavoro normale, in cui tuttavia sono richiesti per lo più elementi ad alta prestazione”, con risultati negativi e spesso frustranti per le persone coinvolte. Marx si è espresso a favore di un mercato del lavoro sostenuto dallo Stato e per un “cambio di direzione” da parte della politica, per la creazione di un “terzo mercato del lavoro”. “Non è solo un compito della Chiesa mantenere viva la discussione su questo tema. Vogliamo anche avanzare proposte concrete” ha dichiarato. “Per il datore di lavoro deve diventare interessante occupare ‘persone a minor rendimento’, grazie a incentivi idonei”. Le caratteristiche concrete di questi incentivi sono state illustrate da Hans Casel, incaricato del vescovo per Aktion Arbeit: si tratta di “sussidi agli investimenti, al costo del lavoro” e dell’assunzione da parte dello Stato dei “costi per la necessaria assistenza pedagogica”. Si tratta di strumenti che costano; tuttavia, ha sottolineato Casel, “nel lungo periodo, l’occupazione nel terzo mercato del lavoro è addirittura più conveniente rispetto ai sussidi per la disoccupazione”. La competitività di un modello che punta sul terzo mercato del lavoro è stata confermata anche dal consulente per le imprese Benedikt Queins, che ha fornito la propria consulenza per la realizzazione del modello. “Ipotizzando la creazione di 800.000 posti di lavoro per un periodo di dieci anni, il modello diventa economicamente vantaggioso entro sei anni”, ha affermato. Mons. Marx ha puntualizzato che in ogni caso, non si tratta solo di denaro ma del fatto che “le persone abbiano un lavoro di cui vivere. Pertanto la proposta non è una fantasticheria. È stato verificato, può funzionare”.

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

1 risposta ↓

  • 1 mariapaola // 28 Ott 2008 alle 17:33

    ho studiato Marx a Scienze Politiche e mi dispiace di non ricordare molto, perchè dovrei andare a rivederlo (allora, oltre ad essere più giovane e sveglia, ero anche profondamente di sinistra) ma ricordo una cosa che mi aveva impressionato e che, alla fine della fiera, il nodo del sociale era quello che non era stato sciolto neanche da lui.
    Il capitalismo non teorico ha sempre una base di “sfruttamento” poichè tutto ruota attorno al capitale ed in nome di quello si permette qualsiasi cosa.
    Inoltre il mercato non riesce mai ad essere così libero e concorrenziale perchè alla base delle decisioni non c’è un sistema automatico che si riequilibra ma ci sono degli uomini che fanno delle scelte e lo indirizzano con spregiudicatezza in funzione del denaro.
    Naturalmente questo aspetto si amplia nel momento in cui il panorama si dilata ed è possibile sfruttare risorse e persone realizzando maggiori guadagni.
    D’altra parte l’intervento dello stato, se fatto senza controllo o senza partecipazione dal basso tende a diventare o l’uso di beni a favore di pochi o un assistenzialismo che non fà crescere il paese.
    Penso che sicuramente Marx economista non vada dimenticato, ma mi pare di vedere che, se non si riesce a far crescere o a garantire i più deboli, l’egoismo economico ha sempre il sopravvento
    (poco per molti e degli altri chi se ne frega…..) al di là delle belle parole

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