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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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CAMMINANDO SI APRE IL CAMMINO. DIECI ANNI FA VANNA.E NON SOLO

1 Maggio 2012 · 2 Commenti

Dieci anni fa, tanti amici fa, quando la cooperativa sociale Coompany era piccola, di numeri, di fatturato, ma non di legami, convinzioni, speranze. Dieci anni fa il suo Presidente se andava in Cielo, dove altri l’aspettavano e dove altri l’hanno raggiunta.

“Chissà se mi prenderanno ancora in Cooperativa” continuava a dire Roberta, che uscita dal carcere morirà pochi anni dopo, in una brutta sera di settembre. Vanna le dedicò la tesi che le permise di diventare Educatore Professionale. Condivido le parole dell’introduzione per esprimere ancora una volta il senso del cammino che la Coompany tutta continua ad aprire.

“Roberta cantava le canzoni dei bambini, i tanti bambini ospiti della nostra Casa di Saint Nicolas. Cantava canzoni da bambini, e diceva che forse da bambina non aveva avuto il tempo di cantarle, perché la roba le aveva portato via ogni sogno di adolescenza e di giovinezza. E’ l’eredità che mi lasci, Roby,  e che io voglio trasformare in impegno, da subito, con queste pagine, e giorno per giorno,da oggi, con il mio lavoro, perché le voci di chi vive in carcere o sulla strada non restino annuncio che non trova profeta, e soprattutto perché tu, in quell’estate piena di sogni e di promesse, non abbia cantato invano. Ciao Roby, la mia tesi è dedicata a te.”

Un’amica della prima stagione, Simona Borelli, mi autorizza a pubblicare un suo racconto breve inedito, i protagonisti li conoscete bene tutti! Le foto vogliono richiamare alla memoria luoghi e persone, emozioni e gioie.

“E’ Aprile, tra una settimana è Pasqua.

Oggi il cielo è limpido, l’aria tersa; mi avvicino alla libreria ed un attimo dopo lo stringo tra le mani.

Copertina di cartoncino rigido, sfondo bianco; in cima l’autore, scritto in azzurro, poi i l titolo e sulla sinistra la figura di un bambino stilizzata, con una sciarpetta gialla al collo, che sta prendendo il volo, attaccato … ad uno stormo di colombi .

Nella prima pagina una dedica: “Sorrido a ognuno che incontro per dirgli: sono felice che tu esista”

Sorrido e mi commuovo …

20 anni prima

Roberto ci accoglie col suo sorriso, jeans e camicia azzurra con le maniche arrotolate fino al gomito.

Io e Vanna ci guardiamo: emozionate e curiose di intraprendere questa nuova avventura di cui non vediamo l’ora di conoscere ogni dettaglio.

“Dottoresse!Prima di illustrarvi ogni cosa, vi chiedo solo un attimo” e si alza

Vanna mi guarda, scrollo le spalle e allargo le braccia.

Roberto riappare con una pila di libri in mano; annuncia trionfante e gioioso: “Ecco il mio personale regalo per ciascuno di noi, sarà la nostra Bibbia, fonte ispiratrice dell’opera della nuova Cooperativa. Ispirerà i pensieri e il modo di operare di ciascuno di noi”.

Il libro ha una copertina di cartoncino, sfondo bianco … di lato, intravedo la figura stilizzata di un bambino ….

Riesco a leggere il titolo: “Il piccolo principe”.

Sono in piedi, davanti alla libreria e non riesco a trattenere qualche lacrima.

Quelle parole risuonano nella testa e nel cuore:

“Se vuoi un amico devi addomesticarmi”, disse la volpe.

[…] “Ma piangerai”, disse il Piccolo Principe.

“Certo”, disse la volpe.

“Allora che ci guadagni?”, chiese il Piccolo Principe

“Ci guadagno il colore del grano” rispose la volpe

Esco in cortile.

La Casa Alpina svetta contro il cielo azzurro e sfolgorante per i raggi del sole.

P. Beppe mi accoglie con un abbraccio ed un sorriso.

“Fatto buon viaggio?”, poi senza aspettare risposta mi prende la pesante valigia, “Vieni, andiamo in Casa così puoi prendere qualcosa per rinfrescarti e ti presento Francesca ed il resto della banda”.

Guardo verso l’ingresso: e li vedo … Vanna e Roberto …

Hanno svoltato l’angolo del nostro orizzonte da tanto tempo, ma io li vedo li.. ….

Non sono soli; accanto a loro, un po’ più piccolo, di lato, un bambino: ha una sciarpa gialla intorno al collo e agita la mano in segno di saluto.

È piccolo, non ha nulla di speciale a ben guardarlo, un bambino come tanti altri.

Francesca mi accoglie “come-una-di-famiglia”.

Ricambio e non riesco a trattenere un’altra lacrima: “Eh, si … Piccolo Principe- bambino …

Abbiamo i capelli un po’ più bianchi, qualcuno è stempiato … ma da te abbiamo imparato che un tempo tutti siamo stati bambini … e possiamo ricordarlo! e trovare Gioia autentica ed insostituibile ogni volta che addomestichiamo qualcuno o ci lasciamo docilmente addomesticare”. “

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Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

2 risposte ↓

  • 1 Marco // 1 Mag 2012 alle 19:36

    Sono due giorni che aspetto questo post.

    Dieci anni e due giorni fa.

    Solo un commento, che a Vanna piacerebbe e che a Vanna ho gia’ fatto:
    “E’ stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”.

    Grazie.
    E scusa per le promesse non mantenute.

  • 2 manu // 7 Mag 2012 alle 22:05

    Grazie Simona per aver scritto qs racconto e grazie Beppe per averci trasmesso un altro pezzetto di storia Coompany: pur essendoci immersa da un po’ non conoscevo questi aneddoti ed è stata una piacevole sorpresa leggerli !
    Un po’ di chilometri più in là anch’io “venivo su” in compagnìa di “quel ragazzino biondo” e con la sua preziosa e costante guida , tanto semplice quanto disarmante.
    Già !
    Quindi ancora oggi emozione per ogni nuova amicizia, incontro, accoglienza e ritorno alla memoria di quel Piccolo Principe ogni volta “quelle rose” necessitino cure.
    Certo l’emozione si amplifica pensando che il ricordo per Vanna dei giorni appena trascorsi, sono stati (per alcuni della cooperativa) intrisi d’aria della Casa Frassati e della sua stupenda cornice valdostana.
    Certa che qualcuno da lassù continui a suggerire passi giusti e rinnovato entusiasmo,
    un caro abbraccio di riconoscenza.
    Manu

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