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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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BUONA DOMENICA

18 Ottobre 2008 · 2 Commenti

Un piccolo regalo che arricchisca la nostra domenica, mentre torno alla parrocchia di san Marco dove mi aspetta la Messa dell’Impegno (dei bambini e dei ragazzi del catechismo) e l’incontro con i genitori dei ragazzi di Avventura e Cresima. Sono alcune espressioni di fede e preghiera di Hetty Hillesum; fra Beppe

“Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi. Stanotte per la prima volta ero sveglia al buio con gli occhi che mi bruciavano, davanti a me passavano immagini su immagini di dolore umano. Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani - ma anche questo richiede una certa esperienza. Ogni giorno ha già la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. Sì, mio Dio, sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali, ma anch’esse fanno parte di questa vita. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi”.

 ”Mi hai resa così ricca, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te, mio Dio, un unico grande colloquio. A volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera. Sono molto, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene secondo un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare, è la cosa più importante che si può imparare in questa vita. Io non combatto contro di te, mio Dio, tutta la mia vita è un grande colloquio con te. Forse non diventerò mai una grande artista come in fondo vorrei, ma mi sento già fin troppo al sicuro con te, mio Dio.”

Lettere 1942-1943, Adelphi, 2001 vedi anche Diario (1941-1943), Adelphi, Milano 1985

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

2 risposte ↓

  • 1 Anna Maria // 19 Ott 2008 alle 20:41

    ” Sono molto, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene secondo un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare, è la cosa più importante che si può imparare in questa vita”. Queste parole di Etty Hillesum che ci hai ricordato, fra Beppe, risuonano particolarmente forti in me, qui e ora. Ma se provo ad ascoltare, come ci sprona a fare Etty, sento la voce di Lyubov (Ucraina), Cristina, Elena, Lina e Mihai (Moldavia), Valentino (Russia), Luiza, Nicola, Diana (Romania), Karla e Paola (Colombia), Annalisa e Deborah (Argentina), Tereza (Germania e Croazia), Sheila (Cuba), Lucia (Uruguay e Germania), studenti spesso brillanti, molto spesso più consapevoli dei ‘monolingui’ dal punto di vista delle competenze di base, sicuramente una risorsa, non un problema (almeno non nel senso di un abbassamento dei livelli medi… per quello ben altre sono le cause, a voler procedere a una seria disamina!). Sento le loro voci, ricordo che alcuni di loro sono arrivati in classe (secondaria di secondo grado) talvolta con poche settimane di soggiorno in Italia. Non avevano classi ponte (per fortuna!), ma l’integrazione e l’interazione con gli altri studenti, i corsi pomeridiani che l’istituzione scolastica PUBBLICA ha assicurato loro hanno fatto sì che la ricchezza di queste classi sarebbe ora impensabile senza la loro presenza.
    Sento le loro voci, e capisco che ascoltare “è l’insegnamento più grande”

  • 2 arabafenice // 20 Ott 2008 alle 12:01

    Non ricordo di aver mai sentito parlare di Hetty Hillesum. E’ stata una piacevole scoperta. La lettura della sua biografia e della sua storia mi ha fatto venire in mente un libro che sto leggendo proprio in questi giorni: “L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore” (R. Pausch, J. Zaslow). E’ proprio vero: nei momenti più bui e drammatici della nostra vita c’è sempre una speranza ed una luce che illumina il nostro cammino. Il più delle volte lo dimentichiamo … per fortuna (o per “provvidenza”?) che ci sono “regalate” persone SPECIALI… che - pur nelle loro avversità - riescono a parlare ai nostri cuori.

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