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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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PER LUCIANO

17 Ottobre 2008 · 3 Commenti

Caro Luciano, se la questione fosse empirica e davvero a favore degli studenti extracomunitari non credi che:

1. non sarebbe la Lega ad occuparsene in prima persona
2. sarebbe competenza del Ministero dell’Istruzione ecc.
3. verrebbe affrontata con un dibattito pubblico (con un Convegno, in Parlamento, con il Consiglio superiore della pubblica Istruzione che è organo di garanzia dell’ unitarietà del sistema nazionale dell’istruzione)
4. non si userebbe nelle dichiarazioni di stamattina l’argomento così esposto da l’Occidentale …”Chiunque abbia figli in età scolare sa benissimo che l’andamento di una classe e la qualità dell’insegnamento che vi viene impartito sono dettati dalle capacità degli ultimi e non dei primi. Se ci sono alunni che non parlano neppure la lingua, tutta la classe sarà costretta ad adeguarsi all’esigenza di non lasciarli indietro”;
5. nella proposta si parlerebbe di copertura finanziaria delle ore di insegnamento in più, si indicherebbe un successivo regolamento che indichi quali livelli di conoscenza della lingua italiana sono richiesti, quanto devono durare queste classi-ponte, se nel frattempo a questi allievi si forniscono lezioni sulle altre materie (altrimenti quando venissero inseriti nelle classsi
normali potrebbero fare restare indietro gli altri), e così via

fra Beppe

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3 risposte ↓

  • 1 ermagister // 19 Ott 2008 alle 19:09

    Beppe, troveremo il tempo per una sana chiacchierata, sono d’accordo con te su molti aspetti: in primis sul fatto che la Lega su molti argomenti è un re mida al contrario….
    credo che sulla lotta intorno all’istruzione italiana si rischi di infilarsi in gabbie ideologiche pazzesche: la mozione della Lega è un gigantesco striscione “eccoci, siamo sempre quelli duri che le cose dure le fanno” per l’elettorato nordicio. La questione scuola però va affrontata proponendo, pensando all’integrazione degli stranieri, agli italiani che escono dalle scuole semianalfabeti, all’università in mano a baroni come Frati che guida la rivolta alla Sapienza avendo procurato a moglie e figli cattedre nella sua facoltà
    altrimenti, come scrive Lia di Haramlik (la prof del link sull’altro post) “le realtà che non sono sane, tuttavia, non possono essere ignorate. Anche perché scoppiano comunque, prima o poi, pure se le ignoriamo. E ci scoppiano in faccia.”

    http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php

    invece una proposta che avevo lanciato in comitato di quartiere, nell’indifferenza generale, riusciamo a trovare il modo di collaborare con le scuole del quartiere per insegnare italiano ai nuovi arrivati e ai loro genitori? cercavamo una proposta forte per i ragazzi tornati dal Sermig, può essere un’idea

  • 2 ermagister // 20 Ott 2008 alle 19:30

    scusa, ma le cose più sensate sulla scuola le leggo sui blog, ti segnalo anche questa (leonardo, prof di medie a carpi, pistato il giusto dalla celere in quel di genova 2001, su molti temi il mio pensatore di riferimento)

    http://leonardo.blogspot.com/2008/10/yu.html

  • 3 Luc iano // 22 Ott 2008 alle 11:20

    Ciò che dici è sicuramente vero, e spero che la questione possa trovare migliori tavoli di discussione presso il nostro parlamento.
    Poter pensare però di spuntarla con coloro che hanno la possibilità di leggere tutto il giorno/settimana una tale quantità e qualità di informazione è impossibile, com lo stesso vale per la questione di chi prende coscienza dei fatti consultando svariati siti web o blog.
    Io sono molto modesto per impossibilità informativa (mancanza di tempo).
    Il taglio Politico (anzi partitico) della questione scuola non mi piace affatto, perchè penso che il diritto allo studio sia fondamentale, anche per coloro (di qualsiasi estrazione essi siano) che desidererano ricevere una cultura decente. Di fatto le problematiche nella scuola sono varie e per cercare di risolverle i vari governi che si sono succeduti (ognuno metta gli anni che desidera per vedere se così facendo partiamo dagli Antichi Romani) hanno messo in campo idee che tutto facevano tranne che cercare di risolvere il problema alla base. La qualità della scuola ne ha sicuramente sofferto.
    Ma l’esperienza da genitore mi fa dire che mentre i nostri ragazzi ce la mettono tutta per cercare di fare il minimo indispensabile (non lo dico io ma anche le statistiche riguardanti la preparazione degli studenti della scuola secondaria), dall’altra parte il mondo corre, ed anche veloce, e quindi anche i più bempensanti magari un giorno si lamenteranno perchè il figlio non trova lavoro, perchè la scuola non gli ha dato una preparazione adeguata, o magari perchè sono stati sfortunati con gli insegnanti ed i compagni di calsse assegnati.
    Mi taccio di avere un punto di vista “Occidentale” che tiene conto delle qualità e della situazione di sfruttamento diretto ed indiretto che ogni giorno perpetriamo su fratelli che si trovano dall’altra parte del mondo (e magari non ce ne accorgiamo), però non penso che sia nella maniera più che assoluta la cosa migliore l’attuale organizzazione nei confronti dell’immigrazione, nè per noi nè per gli immigrati: sembra quasi che la disorganizzazione incentivi anche le situazioni di delinquenza e malversazione che viviamo ogni giorno.
    Non vado oltre, perchè rischierei di entrare in un pantano, e magari andare su altri argomenti senza accorgermene, ma a te e a tutti gli altri dico: sto fisicamente girando la tastiera di questo computer: è costruita Made in China. Siamo proprio sicuri che sia stata fatta di giorno, da un adulto che aveva ai piedi scarpe antinfortunistica, al quale l ‘azienda pagava i contributi per la pensione, con uno stipendio a fine mese dignitoso per la qualità e quantità del lavoro svolto, e così via dicendo? Sono sicuramente complice di questa situazione?
    Un saluto

    Luciano

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