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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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APPROFONDIMENTO PER STEFANO S.

8 Ottobre 2008 · 3 Commenti

Un commento di Stefano S. all’articolo Che valga anche per il Cristianesimo? mi spinge ad esplicitare le mie idee. Punti di vista come quello di Serra non portano affatto a dire  “non ascoltare il Papa o le omelie del tuo parroco, le cose sono più complicate, trova Dio in te stesso, e creati la tua religione, prendi quello che ti piace del Cattolicesimo e lascia il resto, come in un piatto misto sbocconcellato al ristorante “Cattolico Adulto”, questo è un giochetto dialettico da polemica televisiva, portano invece a dire - con le dovute analogie - che la ricerca di Dio, l’incarnazione del Vangelo nella nostra cultura, i gesti della pratica religiosa non possono essere ridotti a slogans “La Madonna ha detto di fare… vedi Messaggio N.° /7612″, “Il Papa ha detto A o B o C salutando i ciclisti del Giro d’Italia in udienza e quindi bisogna fare A o B o C perché Dio lo vuole”, “Noi abbiamo tutta la Verità quindi le Leggi del Parlamento, i Programmi Scolastici, le Feste Nazionali, devono rispecchiare la nostra verità”, e via semplificando. Portano a dire che la Fede è un dono del quale siamo responsabili da persone pensanti, come infatti i Vescovi (udite udite) osano indicarci nel Progetto Pastorale dei primi 10 anni del III Millennio quando dicono c’è bisogno di una Fede  ”pensata”.

Una domanda sommessa al mondo culturale e religioso da cui provengono, immagino, le osservazioni. Quando proprio il Papa fa una catechesi sui rischi morali dell’economia di mercato e sulla finanza internazionale senza etica, senza regole, senza governo da parte dei Governi perché non viene accusato di essere statalista, comunista, centralista, antiamericano? Quando le stesse analisi, sostenute anche dal rappresentante della Santa Sede all’ONU da almeno 6 anni, venivano proposte da studiosi universitari, uomini politici, giornalisti non in odore di “pensiero unico televisivo”, si alzavavano cori scandalizzati contro i catto-comunisti (economisti italiani cattolici), i “cristiani adulti”, gli intellettuali radical-shick.

Proprio nella Liturgia della Parola di stamattina san Paolo ci racconta di aver tenuto testa a viso aperto a Pietro, perchè “aveva chiaramente torto”, sulla questione dell’annuncio evangelico ai pagani, ai non circoncisi. Era complessa la realtà della società e delle Chiese nascenti, non era affatto chiara la strada da percorrere, ci volle il primo Concilio, detto degli Apostoli, perché nessuno prima aveva la soluzione certa e definitiva. 

Una battuta veloce sulla questione della Scuola (non dell’azienda scuola, ma del laboratorio delle persone adulte di domani): io farei meno ponti e gallerie e spenderei più soldi, non meno, nella Scuola, nella formazione degli insegnanti, nello stipendio degli insegnanti, nell’edilizia scolastica. Semplicatoria è la soluzione di migliorare la Scuola mettendo il grembiule, riducendo il numero dei docenti, applicando all’arte e alla vocazione educativa e formativa i criteri aziendali. La Scuola non è un tabella di Excel. 

fra Beppe

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3 risposte ↓

  • 1 Anna // 9 Ott 2008 alle 11:51

    Che connotazioni dare a questo “Cattolico adulto?”
    A me è antipatico se lo immagino come quegli intellettuali di sinistra che non finiscono mai di criticare…
    Non mi piace neppure “con la verità in tasca” .
    Questa definizione l’ho sentita quest’estate da una mia amica. Le ho chiesto stupita:
    - Ma tu da giovane frequentavi la Parrocchia?
    - Certo! Anche i campi estivi! E mi divertivo pure!
    - E adesso perché non credi?
    - Cattolica io?! - Una risata- Io non ho la verità in tasca…
    Rileggendo con attenzione l’articolo di Michele Serra ho capito che neanche a lui piace “il pensiero sbrigativo” , il semplicismo, ma condanna anche la critica inconcludente, l’analisi che non sfocia mai in una sintesi, il pensiero che si attorciglia su se stesso.
    E’ proprio questa la sfida che dobbiamo raccogliere da questo articolo.
    Dobbiamo cominciare una riflessione seria sulla complessità della vita, riflessione non fine a se stessa, ma per chiarirci delle idee, per trovare soluzioni facilmente realizzabili…
    Può darsi che anch’io sia un’intellettuale un po’ presuntuosa e questo fa a pugni con il cristianesimo.
    Chiedo al Signore il dono dell’umiltà per poter scrivere la sua Parola nel mio cuore.
    Non offendiamoci se ci dicono:
    - Tu sei di destra e pensi ingannandoti che il mondo sia semplice
    - Tu sei di sinistra e sei un narcisista dello smarrimento. Ti sei perso nella complicazione del tuo pensiero e te ne vanti pure.
    Figuriamoci poi gli insulti… Quelli volano da tutte le parti e dobbiamo lasciarli cadere per terra, scansandoli perché non ci facciano del male.
    Provo a rispondere così a queste critiche.
    Molte persone di destra non pensano affatto che la realtà sia semplice.
    Anche chi è di sinistra certe volte non ha voglia di analizare, distinguere, valutare il punto di vista dell’altro.
    Anche chi è cattolico, a volte dice “questo è il piatto, prendere o lasciare” invece di mettersi amorevolmente dalla parte di chi dubita, come ha fatto Gesù con Tommaso al quale ha presentato le sue ferite: tocca con mano!
    La fede pensata, la vedo in sintonia con questo brano evangelico. Gesù ha ritenuto giusto che anche Tommaso vedesse e potesse riconoscerlo dalle sue ferite. Ha chiamato beati quelli che credono senza bisogno di vedere, però Tommaso non se l’è lasciato scappare…
    La chiesa cattolica con il suo atteggiamento un po’ arrogante quante persone si è lasciata scappare!
    Così come la sinistra non è riuscita a governare, e alla destra la realtà complessa e negata presenterà il conto.
    Sembro pessimista, ma non lo sono.
    Sono convinta che da queste riflessioni si apre un’altra strada: quella del dialogo, del confronto, del superamento del senso di appartenenza a questo o a quel gruppo o “schieramento” .
    Noi siamo persone libere, non schierate. Apparteniamo all’umanità, l’umanità intera è il nostro gruppo di appartenenza.
    Cristo si fece uomo.
    “Pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguagianza con Dio… umiliò se stesso…”
    Per Dio farsi uomo è una umiliazione.
    “Ma per questo il Padre l’ha esaltato.”
    E’ solo l’umiltà che ci fa grandi. Solo sull’umiltà si costruisce la chiesa. Senza umiltà non c’è neanche amore, servizio, conoscenza… non siamo cristiani.

  • 2 Anna Maria // 11 Ott 2008 alle 09:47

    A proposito della tua veloce, ma sapida battuta sulla scuola, che non è una tabella Excel, propongo il rifacimento dell’ancora attualissimo testo di Martin Niemöller, da parte di una collega di Roma:

    NON MI INTERESSA (!?)

    DISSERO CHE VOLEVANO LICENZIARE TUTTI I PRECARI. PENSAI, NON MI
    INTERESSA, SONO DI RUOLO!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO RIDURRE L’ORARIO DELLA SCUOLA D’INFANZIA
    E TORNARE ALLA MAESTRA/O UNICA/O NELLA SCUOLA ELEMENTARE. PENSAI,
    NON MI INTERESSA, NON HO FIGLI!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO TAGLIARE IL 17% DEL PERSONALE A.T.A..
    PENSAI, NON MI INTERESSA, SONO DOCENTE!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO RIDURRE L’ORARIO DELLA SCUOLA MEDIA.
    PENSAI, NON MI INTERESSA, INSEGNO ALLE SUPERIORI!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO RIDURRE I DOCENTI DI SOSTEGNO. PENSAI,
    NON MI INTERESSA, INSEGNO LETTERE!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO CANCELLARE LE SCUOLE CON MENO DI 500
    ALUNNI. PENSAI, NON MI INTERESSA, LAVORO IN UNA SCUOLA CON PIU’ DI
    600 ALUNNI!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO RIDURRE L’ORARIO DELLA SCUOLA SUPERIORE.
    PENSAI, NON MI INTERESSA, SONO DI RUOLO DA VENT’ANNI!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO COLPIRE I MALATI IMMAGINARI. PENSAI, NON
    MI INTERESSA, NON MI AMMALO MAI!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO AUMENTARE GLI ALUNNI PER CLASSE FINO A 35
    UNITA’. PENSAI, NON MI INTERESSA, IN FONDO INSEGNARE A 30 O A 35
    STUDENTI E’ LO STESSO!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO AFFIDARE AI DIRIGENTI SCOLASTICI LE
    ASSUNZIONI E I LICENZIAMENTI DEL PERSONALE DELLA SCUOLA. PENSAI, NON
    MI INTERESSA, DOPO 25 ANNI DI INSEGNAMENTO!

    POI DISSERO CHE VOLEVANO INTENSIFICARE LA PRIVATIZZAZIONE DELLE
    SCUOLE CON ISTITUTI-FONDAZIONE IN MANO AI PRIVATI. PENSAI, NON MI
    INTERESSA, TRA 10 ANNI VADO IN PENSIONE!

    POI DISSERO CHE C’ERA UNA PROPOSTA DI LEGGE CHE AVREBBE CANCELLATO
    I DIRITTI ACQUISITI PER ANDARE IN PENSIONE. PENSAI, NON MI
    INTERESSA, CHISSA’ QUANDO L’APPROVERANNO!

    COSI’ QUANDO POI EBBERO FINITO DI DISTRUGGERE LA SCUOLA PUBBLICA
    STATALE ED EBBERO LICENZIATO ANCHE ME. PENSAI. E ADESSO CHE SI
    FA?… NON C’ERA RIMASTO PIU’ NESSUNO A PROTESTARE!

  • 3 Stefano S. // 14 Ott 2008 alle 11:33

    Fantastico, sono tornato nel sito per vedere se c’era qualche risposta e trovo addirittura un post a me dedicato!
    Non era mia intenzione fare polemica, sono d’accordo con alcune frasi che scrivi ma se permetti sono arcistufo, solo perchè mi riconosco nei valori di un centro-dx (e bada bene, nei valori, non nelle persone che dicono di rappresentarli) di venire bollato dai giornali e dagli intellettuali come Fascista/Cattolico oscurantista bigotto/Ignorante che non legge libri/semplicione/palestrato/guidatore di Suv/capitalista/egoista ecc ecc…
    Il Papa fa benissimo a parlare di economia e a schierarsi contro i poteri forti che riducono le persone sul lastrico arricchendosi, sono cose che vanno dette e ripetute e non penso affatto che sia sovversivo perchè lo dice (sicuramente hanno più senso dette da lui che da quel fesso di Chavez).

    Non ho capito cosa c’entrino gli slogan e le regole dette dalla Madonna, mi sembra fumo negli occhi più che una risposta chiara…continuo a ripetere che il Papa (a differenza di alcuni Vescovi) parla chiaro e mi piace per questo, preferendolo a sofismi da Gesuiti o qualche Cardinale, che riescono a fare discorsi e prediche senza manco nominare Dio.

    apprezzo ciò che ha scritto Anna, una solo precisazione, certe cose ce le possiamo e dobbiamo chiedere da soli, senza spunti dagli scribacchini parolai.

    per la scuola, non ritengo che il problema siano gli insegnanti e in quanto a questioni economiche, non sono forse per quelle che anni fa sono stati inseriti più maestri, generando confusione nelle menti dei poveri bimbi…perchè gli insegnanti non si ribellano contro sociopsicopedagogisti che li obbligano invece di insegnare a leggere,scrivere,far di conto, la storia, la geografia a inserire nel programma un mucchio di ignobili idiozie?
    A riguardo consiglio a tutti il blog del prof. Giorgio Israel ordinario di matematica alla Sapienza (o Insipienza) di Roma.

    Cheers
    Stefano S.

    Ps. Sono entrato per caso in questo sito, perchè ho condiviso l’esperienza del sermig la settimana dopo la tua (mi sono perso Gigi Buffon :-)

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