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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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ATEA STRACONVINTA

14 Novembre 2007 · 8 Commenti

ho sempre avuto paura istintiva dei credenti straconvinti, talebani, e non mi piacciono gli atei straconvinti, talebani. Preferisco persone umili che cercano, si fanno domande, non usano né il proprio credere né il proprio non credere come una scimitarra per tranciare giudizi. Scusa atea straconvinta, aiutami a fare domande alla mia fede che la rendano più seria, più vitale, più umile. Magari sono le stesse domande che potrebbero rendere il tuo ateismo più serio, più vitale, più umile. Buona giornata, fra Beppe (”fra” non è un grado di una gerarchia di potere, non è altro che il termine abbreviato di “fratello”).

Tags: AFFARI NOSTRI

8 risposte ↓

  • 1 Ire // 14 Nov 2007 alle 10:51

    E le persone che,in momenti di ‘estrema ‘ difficoltà,si trovano a ‘fare a pugni’ con Dio e la fede? Che vorrebbero credere,affidarsi/fidarsi ma non ci riescono? Che hanno un sacco di dubbi e domande?

  • 2 PDBmaster // 14 Nov 2007 alle 10:59

    Le coordinate di fede/ragione:

    intellectus quaerens fidem
    e
    fides quaerens intellectum

    … difficile trovare un ateo incline a questa dialettica… tutto sommato è difficile trovare anche un credente… :-s

  • 3 Atea straconvinta // 15 Nov 2007 alle 00:03

    qualcuno diceva che non si devono temere tanto gli uomini quanto piuttosto dio, almeno per chi ci crede. solitamente una persona umile non tende a farsi delle domande accetta quello che viene così com’è il porsi delle domande ti pone ad un livello superiore, non certo di umiltà. l’umiltà fra l’altro non giudica nessuno, altrimenti non sarebbe tale, ma voglio credere che queste cose per un frate-llo siano ovvie. Per arricchire la tua fede di un po’ più di serietà forse dovresti chiederti come mai nella chiesa si ritrova un certo tipo di gente (come te), se veramente esiste un dio. il mio ateismo è diventato convinto da quando ho avuto modo di frequentare gente di chiesa, persone come te, che mi hanno confermato l’inesistenza di un dio nel passato, nel presente e forse anche nel futuro. dio è solo una merce come qualsiasi altra che la gente, il clero vende a chi la chiede. la fede è l’utopia di chi crede ancora che possa esistere qualcosa di buono.

  • 4 PDBmaster // 15 Nov 2007 alle 13:52

    Ma il “come te” a chi è rivolto… ?

  • 5 BET74 // 15 Nov 2007 alle 15:13

    anch’io ho dubitato dell’esistenza di Dio quando ho saputo che uno dei miei due fratelli è morto a 5 anni. Mia madre e mio padre non han mai smesso di credere e sono nata io. L’anno scorso ho cercato di raggiungere mio fratello ma non ci sono riuscita. Mia nonna è morta a 97 anni… insomma. Credo che in questo guazzabuglio di vita e di morte che è l’uomo, se qualcosa ci può essere di buono non può essere che da Dio. Siamo troppo articolati e infelici per non avere una spiegazione “divina” del nostro essere al mondo.

  • 6 gion travolta // 15 Nov 2007 alle 18:50

    bella beppe cm te butta???
    vbb mo vd a magna i rigatoni bellA

  • 7 Gianluca // 16 Nov 2007 alle 00:18

    In generale, rimango perplesso quando leggo i vari commenti degli atei e la mia perplessità spunta anche a leggere i commenti di Ateastraconvita.

    1) Parto da questa frase tua “il mio ateismo è diventato convinto da quando ho avuto modo di frequentare gente di chiesa, persone come te, che mi hanno confermato l’inesistenza di un dio nel passato, nel presente e forse anche nel futuro. dio è solo una merce come qualsiasi altra che la gente, il clero vende a chi la chiede.”
    Questo dimostra che il tuo ateismo non nasce dal rifiuto di Dio, come la parola Ateo indica, ma dal rifiuto di certi comportamenti anomali in alcune persone.
    Pure la classe politica che ci dirige è composta da uomini corrotti, che facciamo, bruciamo la Costituzione, abbattiamo la Repubblica e facciamo diventare l’Italia una Somalia Europea? (oppure un Darfour europeo o un qualunque altro stato dove la guerra civile ha spazzato via ogni forma di governo e vige la legge del più forte).
    Scusa Atea, ma certe cose proprio non mi vanno giù:
    Voi atei, spesso, con aria di superiorità vi rivolgete a noi come bimbi deficenti a cui dite “Io ho usato il cervello ed ho capito che Dio non c’è, voi siete solo creduloni che vi bevete ciò che la Chiesa vi dice”.
    Non passa per l’anticamera del cervello ne a te, ne ai tuoi colleghi, che la nostra Fede, a volte può essere anche ragionata?
    Io mi sono posto delle domande, ho meditato su di esse, ho cercato delle risposte ed ho avuto la convinzione che Dio esiste.
    Al catechismo, possono avermi inculcato le nozioni, possono avermi insegnato le preghiere, ma non possono di certo convincere il mio cuore ad ascoltare qualcosa che non sente, non credi?
    La fede un utopia? Per utopia si intende qualcosa di irrealizzabile o di inesistente…la Fede esiste nel cuore degli uomini, c’è, come fai a definirla dunque un utopia?

  • 8 Atea straconvinta // 17 Nov 2007 alle 00:19

    la fede è soltanto un bisogno che l’uomo ha fin dalla notte dei tempi di credere in qualcosa al di sopra di se stesso, la fede serve a giustificare ciò che l’uomo non riesce ad accettare di questo mondo, la sofferenza, il dolore, mi riferivo agli uomini di chiesa, perchè penso che se veramente esistesse un dio allora loro sarebbero i primi a crederci mentre in più occasioni mi è stato dimostrato ampiamente che loro sono i primi a non credere nell’esistenza di un dio perchè altrimenti con la propria vita ne diventerebbero testimoni cosa che solo all’apparenza sono, ma poi la realtà nascosta è cosa ben diversa. proprio alcuni apostoli nelle loro lettere ammoniscono i cristiani a dare l’esempio con la propria vita, cosa che in realtà io non ho visto. se non ci crede un prete, perchè dovrei crederci io!
    siamo liberi di credere o no, ho soltanto espresso un mio parere sulla fede. non è una questione di superiorità, ma di esperienze, sicuramente tu hai avuto esperienza diretta con qualcosa che hai definito dio, buon per te si vede che io ho fatto esperienze ben diverse.
    ciao

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