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QUANDO SI DICE “CHIESA” C’E’ ANCHE QUESTO

22 Marzo 2011 · 2 Commenti

Condivido la lettera aperta di Monsignor Bettazzi a Monsignor Luigi Negri, esponente di Comunione e Liberazione e Membro effettivo del Consiglio Pontificio della Pastorale dei Migranti e Itineranti, provocata da una intervista dello stesso alla Stampa.

Ecco il testo della “lettera aperta” di Monsignor Luigi Bettazzi:

Venerato
Confratello, mi è stato segnalato l’articolo che Lei ha inviato al
settimanale “Tempi”, confermato da un’intervista a La Stampa. Questo ha
stimolato la mia antica abitudine di scrivere “lettere aperte”; avevo
già respinto la tentazione di farlo con i nostri Superiori, non
ritenendolo corretto, mi permetto di farlo ora con Lei, Vescovo
autorevole, ma sempre a livello di responsabili – anche se io sono
emerito – di diocesi comuni. Perché, per quanto giro in Italia, sento
spesso la lamentela dei cristiani di fronte alla mancanza di
“indignazione” – che Lei dice non essere “atteggiamento cattolico” – di
noi vescovi di fronte al malcostume della politica, e non solo per gli
scandali “privati”, ma anche per la moda invalsa di leggi ad personam,
proposte – si dice – per difendersi da una Magistratura che esorbita
dalla sue funzioni (Lei lo dice “muoversi con prepotenza”), ma che in
realtà non fa che assicurare che la legge sia uguale per tutti. Anche se
non poche di queste accuse vengono dimostrate serie e verosimili, dal
fatto che si pensa non di difendersi da esse, ma di scavalcarle con
leggi specifiche e con ben calcolate prescrizioni. Quanto
all’indignazione, anche Gesù più di una volta si è indignato, e proprio
contro chi utilizza la posizione pubblica a difesa dei propri interessi
personali o di casta.

Ella
rivendica, nella espressa difesa del Governo e del suo Presidente,
l’appoggio che essi danno ai “principi non negoziabili”, quali la difesa
della vita al suo inizio e al suo termine o della famiglia naturale: e
questo giustificherebbe il sostegno, senza indignazione, ad un Governo
che si mostra invece insensibile di fronte a quello che è il
fondamentale “principio non negoziabile”, che è la solidarietà; perché
se questa si esprime davanti alle vite più deboli, come sono appunto
quella iniziale e quella terminale, ma, per essere convincente, deve
impegnarsi anche contro tutte le vite minacciate, come sono quelle di
quanti sfuggono la miseria insopportabile o la persecuzione politica,
che sono invece fortemente condizionate dal nostro Governo (quante vite
umane sono sparite nel nostro mare o per le imposture della Libia!).
Anche per le consonanze cristiane non si è fatto nulla per favorire la
vita nascente con leggi che incoraggino il matrimonio e la procreazione,
come ha fatto la “laica” Francia.

Ella
ribadisce che, dei politici, andrebbe valutato solo il comportamento
pubblico (appunto, così contrastante dunque con il primo principio “non
negoziabile”, quello della solidarietà) e non quello privato, pur così
poco favorevole sia alla famiglia che alla vita nascente; ma già gli
antichi ammonivano che “noblesse oblige”, cioè che chi sta in alto deve
dare il buon esempio, perché esso – tanto più in quest’era mediatica –
influisce sull’opinione pubblica. Ed è questo che dovrebbe preoccupare
noi vescovi, cioè il diffondersi, soprattutto nei giovani, dell’opinione
che quello che conta è “fare i furbi”, è riuscire in ogni modo a
conquistare e difendere il proprio interesse, il bene particolare, anche
a costo di compromessi, come abbiamo visto nei genitori e nei fratelli
che suggerivano alle ragazze di casa di vendersi ad alto prezzo. Non
solo così si diffonde l’idolatria del “fare soldi” e del “fare quello
che si vuole”, che Gesù indica come la vera alternativa a Dio (“o Dio, o
mammona”), ma la stessa CEI da anni, soprattutto nelle Settimane
Sociali, insiste sul primato del “bene comune” come impegno specifico
dei cristiani! E invece i giovani hanno poche speranze di un lavoro stabile,
gli operai – soprattutto se donne – non sono difesi dai ricatti dei
“padroni”, mentre gli stessi immigrati sono respinti, sfruttati, troppo
spesso ricattati perché, se “in nero”, non possono protestare:
giustamente Lei si richiama alla speranza che viene da Cristo, ma questa
va “incarnata” nella vita concreta.

All’indignazione
Ella contrappone la sofferenza, e la richiede in primo luogo per la
persecuzione dei cristiani; credo che se silenzi ed esitazioni ci sono
stati lo siano stati in primo luogo dal Governo, preoccupato per
eventuali ricadute economiche o politiche. Ed anche la libertà dei
cristiani e delle loro opere va rivendicata come uguaglianza ma senza
privilegi, proprio per il compito che la Chiesa ha assunto nel Concilio
di farsi promotrice di libertà e di sviluppo per tutta l’umanità.

So,
caro Vescovo, che la Sua difesa del Governo interpreta il sentimento di
una certa parte del mondo cattolico; credo però che essa debba tener
conto delle tante contraddizioni che questo ignora – anche per la
manipolazione dei media – e che rendono così sconcertata e sofferente
tanta parte dello stesso mondo cattolico, proprio anche per certe
presunte coperture di noi Vescovi.

Con
fraterno augurio per la Sua diocesi – dei cui ho avuto compagni di
scuola nel Seminario Regionale di Bologna – in particolare per la
imminente Visita del S. Padre.

+ Luigi Bettazzi

Vescovo emerito di Ivrea

11 Marzo 2011

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2 risposte ↓

  • 1 PAOLA // 22 Mar 2011 alle 21:54

    E QUESTO è UN VESCOVO FURBO.. C’è BISOGNO CHE LA CHIESA SI RIPRENDA LA FORZA E LA CAPACITà DI DIRE LE COSE CHIARE,,,E CHE FORMI POLITICI DIVERSI…ONESTI , SERI..E MORALMENTE…CORRETTI A POSTO….
    E CHI NON è COSì..MA SE NE VADA…E PER SEMPRE PAOLA

  • 2 gigama // 22 Mar 2011 alle 23:38

    mai che nessun organo di informazione dia questa notizia, faccia presente che c’è un’altra chiesa che non è schierata solamente con il potere politico ed economico, che ha una visione alta dell’uomo, del progresso, della sostenibilità, della salvaguardia del creato.
    come possiamo sostenre i nostri sacerdoti, far riprendere loro coraggio e convincerli ad esprimere cosa davvero ritengono giusto alla luce della Parola di Dio e della dottrina sociale della Chiesa? perchè questo silenzio assordante continua e erode goccia dopo goccia la credibilità di tutto il popolo di Dio?
    guarda il video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=0I7Ng9ZNJNk in cui
    Mons Igino Schiff parroco di San Giorgio di Nogaro (UD) sulla tav, tanto per non perdere l’abitudine…
    ogni tanto serve per aggrapparsi con tenacia alla speranza e al futuro

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