fratemobile.net

Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

fratemobile.net header image 2

QUAL E’ LA QUARESIMA AUTENTICA?

9 Marzo 2011 · 1 Commento

“Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
E’ forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere
il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire chi è nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente?”
(Isaia 58,6s)


“E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che
assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi
dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati
la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre
tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”
(Matteo 6, 16ss)

f b

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

1 risposta ↓

  • 1 marta // 9 Mar 2011 alle 19:51

    Questo è il momento favorevole che Dio ci offre, una nuova opportunità di ricominciare che per noi si traduce nello smettere le maschere, non quelle del carnevale appena concluso ma quelle che abitualmente
    indossiamo quando rifiutiamo la realtà e ci rifugiamo nella finzione.
    A noi che siamo convinti che valgano solo le cose che si vedono, Gesù propone gli ambiti in cui smettere di recitare:
    ‐ il rapporto con l’altro: amalo realmente, disinteressatamente: non servirti di lui ma servilo;
    ‐ il rapporto con Dio: resta nel segreto della verità di te stesso e chiama le cose per nome: puoi farlo con libertà e trasparenza dal momento che sei di fronte a un Dio che ti è Padre;
    ‐ il rapporto con te stesso: non assumere atteggiamenti di tristezza che attirino la compassione altrui.
    La proposta è quella di una azione di conversione non formale ma che coinvolga tutta la persona:
    ‐ preso come sono nel vortice di mille parole che mi seducono e mi lusingano, ho bisogno di ritrovare il silenzio per ascoltare quella voce che mi indichi la via della vita;
    ‐ ripiegato come sono su me stesso, sui miei bisogni, ho bisogno di imparare a commuovermi per tendere una mano;
    ‐ reso schiavo come sono di troppe cose e di un appetito insaziabile, ho bisogno di una libertà che da troppo tempo ignoro e per questo necessito di sperimentare il digiuno così da provare fame di ciò che conta per davvero;
    ‐ distrutto come sono da troppe attività, usurato da tante tensioni, deluso da innumerevoli rapporti superficiali ho bisogno di sentirmi nuovamente chiamare per nome e scoprire di essere fatto per la vita eterna.
    Ripartire non a caso dalla cenere per diventare consapevoli che davvero un soffio è la nostra vita; abbiamo bisogno di prendere coscienza che il nostro egoismo ha ridotto in cenere tante splendide possibilità solo perché a guidarci era la smania di prevalere, la voglia di vincere, la gelosia, l’orgoglio, l’invidia.
    Ripartire dalla cenere mi richiama le tante macerie che anch’io ho provocato e che mi restituiscono una amara sensazione di fallimento e di tristezza. Ho bisogno che io mi converta al vangelo se voglio che quelle ceneri di morte vengano trasfigurate in segno di una risurrezione possibile. Dio, infatti, sa trarre vita anche dalla morte.
    L’impegno di questa Quaresima è quello di essere argilla che si lascia modellare, corpo malato che si lascia guarire, anima lacerata che si lascia medicare dall’olio della speranza

Lascia un commento