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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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CIAO, OTELLO, CREDENTE E AMICO CARO

14 Gennaio 2011 · 5 Commenti

Lo sapevamo bene, tu e le tante persone che ti hanno salutato in questi ultimi tempi, lo sapevamo bene che presto - presto secondo noi umani - saresti andato incontro al Signore, per mano a sorella morte.

Ma non basta averlo saputo prima, averlo immaginato nella preghiera con te, averlo condiviso tra amici della Comunità parrocchiale. Non ci si prepara mai abbastanza.

Ciao, Otello. Spezzino, alpinista, di radici e frequentazioni valdesi, transitato alla Chiesa cattolica passando dalla porta di Francesco di Assisi. Uomo di numeri perché ingegnere e di numeri perché impegnato a servire la tua Comunità nel confezionare i bilanci.

Ciao, Otello, e grazie per le ore di colloquio, per le confidenze con le quali hai arricchito la nostra amicizia, per la musica che volevi sottofondo del lavoro di contabilità. Grazie per la preghiera che hai donato con fede come intercessione per il lavoro della cooperativa Coompany2, che avevi conosciuto in uno dei tuoi viaggi, passando per la Valle d’Aosta.

Riporto la poesia di Bonhoeffer che tanti amavi, forse la tua prediletta. Ciao Otello.

Chi sono? Spesso mi dicono

che esco dalla mia cella

sciolto e sereno e saldo

come un signore dal suo castello

Chi sono? Spesso mi dicono

che parlo con i sorveglianti

libero e cordiale e franco

come se avessi da comandare.

Chi sono? Mi dicono anche

che i giorni porto della malasorte

imperturbabile, sorridente e fiero,

come chi è uso alle vittorie.

Davvero sono quello che altri di me dicono?

O son soltanto ciò che io stesso di me so?

Inquieto, nostalgico, malato, come un uccello in gabbia,

boccheggiante per un soffio di vita, come se mi strozzassero,

affamato di fiori, di colori, cinguettii,

assetato di buone parole, di calore umano,

tremante d’ira per l’arbitrio e la minima offesa,

tormentato dall’attesa di grandi cose,

invano trepidante per amici a distanza infinita,

stanco e troppo vuoto per pregare, per pensare, per fare,

fiacco e pronto a dire addio a tutto?

Chi sono? Questo o quello?

Sono forse oggi questo e domani un altro?

Sono entrambi al contempo? Dinanzi agli uomini un ipocrita

e per me stesso un debole piagnucoloso degno di disprezzo?

O forse ciò che è ancora in me assomiglia all’esercito in rotta

che arretra confuso dinanzi a vittoria già ottenuta?

Chi sono? Solitario porsi domande si fa beffe di me.

Chiunque io sia, Tu mi conosci, Tuo sono, o Dio!

TI RICORDO COSI’ AL SANTUARIO DEL DIVINO AMORE

PREGAMMO INSIEME ALLA CAPPELLA DEL SACRAMENTO

TI SALUTANO LE TUE MONTAGNE

Caro Otello, un amico ha pubblicato un tuo scritto spirituale, e io condivido questo dono che lo Spirito ci fa attraverso di te.

“Avere fede significa aderire, accettare e mettere in pratica la proposta di vita che gratuitamente Dio ci offre.
Sta a noi accettarla e questa è la fede.
In tutti i momenti difficili della mia vita io non mi sono mai sentito solo. Ho sempre sentito una Presenza vicino che mi ha rasserenato.
Vorrei poterlo dire a tutti e vorrei che capitasse a tutti.
Io credo che Dio ci conceda le forze per superare qualunque difficoltà, purchè glielo chiediamo.
Ce le concede di volta in volta affinchè ci rendiamo conto che è Lui che ce le dà e non dipendono dalla nostra volontà ma dalla nostra richiesta. Questa è la preghiera.
Sembra poco, ma è tutto.
Noi siamo giustamente attaccati al nostro corpo terreno perchè ci sostiene, ma non è quello che conta.
Dobbiamo invece preoccuparci della persona che sta dietro il nostro corpo fisico e che facciamo crescere giorno dopo giorno con i nostri pensieri e le nostre scelte di vita. Prego per avere la forza di tirare avanti fino all’ultimo e ringrazio il Padre perché ho avuto molto dalla vita e ho fiducia che mi concederà di fare il mio dovere fino in fondo.
La nostra vita ha senso solo se è orientata verso gli altri. Questo intendo per dovere: il dovere di praticare ciò in cui credo. Otello

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

5 risposte ↓

  • 1 sr Marghe // 14 Gen 2011 alle 20:08

    Nell’ultima nostra telefonata, ci siamo scambiati poche parole tessute di sincera commozione umana e profonda fede…..Non era un uomo rassegnato ma un uomo di fede che aveva messo la sua vita e il suo dolore nelle mani di Dio.
    Grazie Otello è stato davvero un dono conoscerti!

  • 2 damiano // 14 Gen 2011 alle 20:53

    Grazie Otello, Giusto che non ho conosciuto, perchè attraverso la tua ultima “vicenda” terrena mi hai fatto giungere in qualche modo a questa poesia (preghiera per chi la fa propria) di Bonhoeffer, e sei Amico di Beppe, che tanto ti ammira per quello che sei..
    Grazie

  • 3 francesca // 14 Gen 2011 alle 23:46

    CIAO OTELLO!!
    che il tuo bel ricordo dia la forza a Marina per andare avanti .
    io ricorderò le piacevoli chiaccherate con te e Marina all’enoteca .Sapevi affascinarci con i tuoi racconti e la tua preparazione e la tua semplicità davanti ad un bel bicchiere di vino
    Mi dispiace di non essere stata vicina a Marina e a te in questo ultimo difficile e doloroso cammino ma so che fino alla fine hai saputo dare prova di grande coraggio e fede.
    Ci mancherai a Via Canzone del Piave

  • 4 Anna Maria // 15 Gen 2011 alle 08:45

    Accanto all’amata “Chi sono io?” Otello, uomo di numeri e di scavo della parola, ha messo tante altre poesie e preghiere, conosciute e percorse anche nella lingua originale, il tedesco studiato a scuola con passione, e con passione ripreso e coltivato, recitato con la gioia di una scoperta sempre nuova. Così è successo ancora qualche giorno fa, con il passaggio finale di questa altra poesia di Bonhoeffer,

    Luce

    In me è buio, ma da te c’è luce,
    io sono solo, ma tu non mi lasci
    son pusillanime, ma da te c’è aiuto
    sono irrequieto, ma da te c’è pace
    in me c’è amarezza, ma da te pazienza
    le tue vie non comprendo, ma tu conosci
    la retta via per me.

    “ich verstehe deine Wege nicht, aber du weißt
    den rechten Weg für mich.”

  • 5 letizia // 16 Gen 2011 alle 23:24

    ciao Otello non sapevo tante cose di te se non attraverso gli occhi e le parole della mia amica marina: occhi e parole piene di amore. Vorrei avere la tua forza e la tua fede. Ancora una volta mi rendo conto che non sappiamo mai abbastanza delle persone che conosciamo. Io sono contenta di averti potuto apprezzare. Marina ce la farà con la tua forza e con la sua fede.

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