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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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TONACA E CARRELLO

29 Settembre 2008 · 2 Commenti

Paola mi segnala un curioso e interessante articolo sul Corriere.it di oggi; forse curiosa e interessante è in realtà la notizia di una celebrazione eucaristica nel bel mezzo di un ipermercato. Le sentinelle del mattino vanno sulla spiaggia, un direttore spirituale del seminario va in una delle nuove - tristissime - piazze contemporanee! Io penso che si tratti di una iniziativa legata alla Missione Giovani di Roma, destinata forse a restare uno spot. Però è un segno.

ROMA — «Attenzione, avvisiamo i signori clienti che alle 11,30 nella sala uno del cinema verrà celebrata la santa Messa»: domenica mattina, l’annuncio risuona come un 
jingle dagli altoparlanti del centro commerciale Roma Est, 210 negozi e settemila posti auto all’estrema periferia orientale della città. E, all’ora promessa, all’ingresso del multisala ecco due seminaristi, il romano Sergio e Javier, spagnolo di Saragozza, che giocano con i bambini aspettando i fedeli. «Il celebrante? È in sala, sta confessando, fra poco iniziamo ».

La prima, a memoria di fedele e di peccatore, messa cattolica mai celebrata in un centro commerciale ha come sfondo le morbide poltroncine rosse del cinema Vis Pathè: fra le file i fedeli cercheranno più tardi, non senza difficoltà, di inginocchiarsi al momento dell’elevazione.
I passi dei partecipanti, una novantina — pochi ragazzi, tanti anziani e parecchie famiglie con bambini — li assorbe la moquette scura che arriva fin sotto lo schermo, su cui per l’occasione spicca un’immagine a tutta grandezza del volto del Cristo del duomo di Monreale. Un tavolino basso e quadrato fa da altare, con una tovaglietta bianca, un piccolo crocefisso e un cero rosso di plastica come — spartanissimi — arredi sacri. Crocefisso, cero e tovaglietta erano stati portati di primo mattino in un carrello da spesa del centro commerciale, tanto per restare in tema, dai seminaristi del Seminario romano maggiore che in questi giorni aiutano i sacerdoti della parrocchia locale, la «Beata Teresa di Calcutta» di Ponte di Nona, nella Missione popolare che durerà fino al prossimo 5 ottobre.

La messa tra jeans in offerta e hamburger è stata celebrata da don Paolo Lojudice, uno dei direttori spirituali del Seminario: «Vogliamo dire anche a chi viene qui a fare shopping che sì, la loro vita, come quella di tutti noi, è caotica, andiamo tutti di corsa, ma si può sempre restare in contatto con l’Altissimo, ovunque. Ecco, magari per un laico la messa qui può essere un servizio in più offerto ai clienti, per noi è un segnale, un invito». E aggiunge don Fabio Corona, parroco di zona: «In fondo anche san Paolo e san Pietro quando andavano nelle piazze a predicare facevano quello che stiamo facendo noi. Le piazze oggi sono i centri commerciali».

La messa al cinema sarà replicata solo domenica prossima. Ma a don Fabio piacerebbe farne un appuntamento fisso: «Stiamo valutando… È un esperimento, anche per il resto d’Italia. Vedremo come andrà e magari ne riparleremo con la direzione del centro commerciale, finora molto disponibile ». Intanto la messa volge al termine, il coro formato da tre ragazze, una chitarra e il flauto traverso suonato dal seminarista Sergio ce la mettono tutta, qualche curioso si affaccia e resta sulla porta. Quando tutto finisce è l’una passata, fuori le famiglie affollano i ristoranti, un occhio ai carrelli già pieni, e i negozi si svuotano. Gesù cacciò i mercanti dal tempio, duemila anni dopo i suoi sacerdoti ne escono per andare al mercato: le pecorelle smarrite, in fondo, possono pascolare anche in un ipermercato.

Ester Palma

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

2 risposte ↓

  • 1 luciano // 30 Set 2008 alle 13:12

    Sinceramente l’accattivante idea del nostro parroco di cinecittà Est è stata solamente una conseguenza: vado dove sono i fedeli.
    Ed è la stessa risposta che si potrebbe dare al nostro parroco di San Marco, quando si chiede dove sia la gente la domenica mattina, con il suo consueto cipiglio.
    Ed allora accompagnamolo a Cinecittà est, a EurRoma 2, a Parco Leonardo (ed al Da Vinci che sta dall’altra parte), e vedrà dove si trova la gente.
    Ma il moderno parroco con il carrello ci da un altro spunto: faccio solo un servizio alla gente. E’ una buona risposta, ma è la risposta che vogliamo sentire noi, quando chiediamo alla COMUNITA’ una coerenza ed un impegno costante quello di stringersi intorno l’eucarestia la domenica mattina?
    E’ vero che la domenica si puo’ andare a Messa dove si vuole (ad esempio se la domenica si va al Divino Amore vi garantisco l’imossibilità al parcheggio della macchina), ma la comunità, questa entità quasi vagamente immateriale di cui facciamo parte, ha un significato per noi, o la Messa rimane un servizio solamente da ricevere?
    Anche io, devo dire che, con l’accelerazione e la frenesia dei nostri tempi (velocità a volte necessaria, senza che approfondisca il concetto), non sono più così sicuro che la risposyta ai nostri dubbi sia una sola.

    UN saluto

    Luciano

  • 2 daniele // 30 Set 2008 alle 16:49

    L’idea di celebrare una Messa là dove sono le donne e gli uomini del nostro tempo può essere una idea per diminuire le distanze tra cristiani praticanti e cristiani fai-da-te, ma non può essere molto di più.
    Giustamente Luciano parla di senso di Comunità, quel senso che ci fa sentire tutti partecipi di una unica realtà.
    Quello che manca è la consapevolezza di essere chiamati personalmente a formare la Chiesa, un’entità che è molto di più della somma dei singoli cristiani.

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