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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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GRAZIE PER LA VITA!

14 Settembre 2008 · 1 Commento

Gracias a la vida posso cantare dopo questi giorni un po’ nomadi su e giù per l’Italia, su e giù per incontri, matrimoni, convegni. E’ una riflessione che spesso mi nasce nella mente quando guardo nella immateriale agenda del mio passato tutti gli incontri che mi sono stati regalati, tutte le vite, le storie che ho incontrato, tutte le lacrime e le felicità che le persone mi hanno affidato. Quanta vita, Dio mio, quanta vita! Ho sempre pensato che tutto questo sia un po’ il centuplo di cui parla Gesù in Matteo 19,29 e Marco 10,30. E penso anche alla responsabilità che ne deriva e che voglio interpretare come il dovere di moltiplicare, di diffondere, di regalare a mia volta, di restituire questa ricchezza, questa vita. La vita che ieri sera mi è venuta incontro col viso incantato di una decina di bambini, nella sala dell’areoporto di Alghero, quando si sono messi a giocare, qua e là, in vario modo, tra lo stupore - anche un po’ scocciato - degli adulti, alle 11 di sera mentre il ritardo del volo si dilatava sempre più. Non ho potuto resistere e a una giovane mamma che supplicava la figlia di tre anni “Giada, stancati un po’ per favore!!!!!” ho detto sorridendo: “Signora, quanta pazienza devono avere i bambini con le proprie mamme!” Quella bimba, come tutti gli altri piccoli, era la vita, era il gioco che riempie un’attesa imprevista di 5 ore, era la prova che uscendo dal dovere, dal lavoro e passando nel gioco e nella relazione la vita ne guadagna. Grazie, Giada.

fra Beppe

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

1 risposta ↓

  • 1 Isby // 15 Set 2008 alle 17:49

    Leggendo più volte la tua riflessione mi sono resa conto di quanto fosse realistica, non solo per chi come te ha molti e molti impegni, senza dimenticare le responsabilità, ma anche per chi, come noi, ci troviamo impigliati in numerosi nodi che compongono la nostra quotidianità. In questo periodo mi trovo bloccata per un intervento che ho subito recentemente. All’inizio è stato estenuante un po’ per il dolore, ma soprattutto perché il mio pensiero fisso era diventato il lavoro, gli impegni. Mio marito mi guardava allibito mentre dicevo tra me e me ad alta voce “Oddio, chissà se quella consegna verrà eseguita come si deve, chissà il mio tavolo di lavoro, chissà….” Poi tutto è rallentato. Sono arrivate le telefonate degli amici, ho ripreso a scrivere delle lettere, ho ripreso il dialogo con persone che non sentivo da molto tempo…. Mi si è riempito il cuore, perché mi sono resa conto che per un tempo indefinito, ho perso i racconti e gli scambi interpersonali. Mi sono sentita meno sola. E’ vero, è proprio vero, non sempre un intoppo rivela solo noie, a volte ci ricorda che siamo vivi e che i modi in cui Dio ci “scuote” dal nostro essere troppo terreni è grande ed improvviso. Grazie per questa riflessione. Isby ex ma non ex valsusina anche se vivo in provincia di Cuneo.

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