fratemobile.net

Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

fratemobile.net header image 2

DEDICATA AL CONVENTO MADRE.

7 Agosto 2008 · 15 Commenti

Il convento di Susa è stato come una madre che ha generato frati per secoli, che ha riavviato la Provincia Ligure Piemontese dopo le soppressioni napoleoniche e sabaude, che ha educato generazioni di chierici, che ha accolto nel riposo di sorella morte frati malati ed anziani. Voglio condividere sul mio blog il cuore con cui ho accolto la notizia che il padre generale ha definitivamente soppresso il convento di san Francesco d’Assisi di Susa. Lo faccio con una mia poesia, perché è finito il tempo dei documenti, dei dossier, delle votazioni. Lo faccio perché non voglio tirarmi indietro al bisogno di tutti coloro che guardando a quel luogo hanno ritrovato o incontrato Dio, annunciato in lingua francescana: il bisogno di sapere che il loro sconcerto e il loro dolore è condiviso, accolto, perdonato. Voglio dire a tutti con questa poesia che Dio è fedele alle sue promesse, non alle nostre preghiere. E’ andata proprio così. Abbiamo pregato, pensavamo che fosse tutto così chiaro, evidente, ma non era così. Ora tutti devono trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha. Ritengo che il pianto sia un diritto fondamentale delle persone che vivono con passione, quando la vita sterza bruscamente e prima che il tempo permetta di capire, di accettare, di rielaborare.

A TE CONVENTO MADRE

 

Mi aveva affidato a te la Provvidenza,

che il lessico dei frati chiama Obbedienza,

dicendomi di avere cura di te,

di farti crescere, camminare, rifiorire.

Non è bastato un decennio,

raddoppiato a ventennio,

non è bastato un rosario di ottocento Natali, e Pasque,

non è bastato il profumo di san Francesco,

rimasto da allora nei tuoi chiostri,

nei tuoi dipinti, nel tuo boschetto.

Non è bastato.


Non è bastato aver guarito il giovane novizio canavese

dalla paralisi senza parole,

non ha parlato abbastanza forte.

Non è bastato il portone aperto per sette anni

alle coppie in cerca di Dio

e in cerca del loro amore

in cerca del loro matrimonio.

Non è bastato

festeggiare in vent’anni

trentamila giovani

alla ricerca di una strada

di un senso.

Non è bastato

camminare ogni anno per la città

con Antonio di Padova

e con il popolo dei suoi devoti.

Non è bastato

vivere le settimane sante

con il convento vivo di 70 giovani,

sempre scout per le strade della giovinezza.

Non è bastato

veder nascere da te

chiamate speciali

vocazioni diverse dal solito

prete, frate, monaca, suora.

In numero simbolico di sette.

Non è bastato.


Non è bastato

un volume di testimonianze

di preghiere

di gratitudine,

mai pubblicato e rimasto così solo nel tuo cuore.

Non è bastato

che tu sia il capolinea

delle marce della Pace,

dei cammini ecumenici coi fratelli Valdesi.

Non è bastato.

Non è bastato
diventare una cella aperta,
un carcere conventuale
che ridava aria e dignità
a fratelli detenuti
nel verde e nello spazio,

al lavoro.
Non è bastato.

Non è bastato

annotare che in quella tua terra

dalle montagne di val d’Aosta al Piemonte

al Ponente del mare di Liguria

il nome impegnativo dei frati minori,

dei conventuali,

ora sarà sempre più flebile e invisibile.

Non è bastato

che a te sia affidato

il riposo dei frati antichi e recenti

alla Comba Fredda.

Come a una madre

che veglia e aspetta coi figli la risurrezione.

Non è bastato

il tuo aver dato rifugio

agli uomini che in montagna

riscattavano la libertà,

uomini dal nome biblico

uomini dal nome ebraico.

Non è bastato.


Non è bastato annotare

che una parrocchia

la si consegna ad altri,

un convento no,

te convento madre affidata dall’Obbedienza,

devi cercare,

devi aspettare,

devi chiedere.

Sarai pesata,

sarai contata,

sarai firmata e sottoscritta in un contratto.

Napoleone in armi

ti aveva dato soppressione.

L’Articolo 29 paragrafo 5,

Suppressio conventus dice il latino delle Costituzioni,

di  nuovo ti sopprime.

Tutto aveva dato

di sé e del patrimonio

la famiglia che volle ancora i frati.

Quanto dovrai aspettare,

perché Francesco torni,

perché Articolo 29 torni al paragrafo 2?

Erectio conventus dice il latino.


Quanto amore avrei, avremmo,

dovuto darti in più?

Quanti ne avremmo dovuto

tirar dentro ai progetti

di frati che ora

forse nemmeno sanno

cosa si prova

a sopravvivere ad un Convento Madre?

Professione di voti,

sacerdozio,

convegni ed esercizi,

lavoro nella vigna,

e riposo dagli esami,

rifugio nella guerra,

sogni e stanchezze,

confratelli piccoli e fragili,

confratelli anziani e forti.

Pellegrinaggi al monte

di Maria del Rocciamelone.

Non è bastato.

convento madre.


Se nell’anno del Giubileo

Dio ti avesse coperta

col nubifragio, col vento del Moncenisio, con la neve dell’inverno

quando nemmeno avevi i tetti,

tolti e cambiati per durare trecento anni,

come diceva l’uomo delle pietre!

Oggi si piangerebbe

un caso, una combinazione,

un danno.

Piangiamo invece una decisione.

Non è bastato l’amore,

forse era sbagliato,

forse era piccolo,

forse era cieco.


Ci basterà,

convento madre,

l’ammonizione di Francesco?

Ci basterà sapere

che pur vedendo il meglio

per te, per te, per te,

l’obbedienza vera è fare

non ciò che vediamo e senza dubbi,

ma ciò che Provvidenza,

nel lessico dei frati l’Obbedienza,

decide e ordina,

anche se in una logica

che non ci appartiene?

Ci basterà?

Ci basterà per credere che

“Non tutto l’oro brilla
né gli erranti sono perduti,
il vecchio che è forte non s’aggrinza,
le radici profonde non gelano.
Dalla cenere rinascerà un fuoco.
Dal buio scaturirà una scintilla,
nuova sarà la lama ora rotta
e re quei che è senza corona”

come canta Aragorn?

Ci basterà per credere e fidarci

di un Dio che scrive diritto

sulle righe storte degli uomini?

Ci basterà per elaborare

il lutto ed accettare che tu,

convento madre,

non sei chiostri e giardino,

chiesa e boschetto,

loggiato e museo,

biblioteca e dipinti

web e canzoni

chitarre e deserto?

Ma TU sei i giovani di Pasqua

e gli anziani dell’estate,

le coppie ritornanti a Dio

e le vocazioni speciali,

le Messe del mercoledì

e tutti i fiori della chiesa,

nulla cioè che possa andar soppresso.

Nulla.

Per le persone che sono state te,

convento madre,

non esiste l’articolo 29 paragrafo 5.

Ci basterà.

 

Fra Beppe

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

15 risposte ↓

  • 1 Cecilia // 7 Ago 2008 alle 21:12

    Non voglio accettare una decisione del genere. Non ha motivazioni valide,va contro ogni logica. Solo due giorni fa ci sono passata davanti,per andare a trovare Suor Margherita; c’era un sole splendente e un cielo magnifico: ho lanciato un saluto al Convento,senza scendere dall’auto,perchè mi rattristava troppo trovarlo deserto.
    Ai due fratellini che ho in affidamento sto insegnando che bisogna sempre sperare e lottare,anche,e soprattutto,quando si soffre per qualcosa di ingiusto.
    Non cambierò idea.

  • 2 Marco // 8 Ago 2008 alle 09:58

    Non è bastato il portone aperto per sette anni
    alle coppie in cerca di Dio
    e in cerca del loro amore
    in cerca del loro matrimonio.

    Pero’ alle coppie e’ bastato.
    E questo nessuno potra’ mai “sopprimerlo”, neanche l’articolo 29 paragrafo 5.

  • 3 Maura // 8 Ago 2008 alle 17:02

    Mi dispiace. Attendevo tutt’altra notizia.
    Qualcuno dovrebbe essere così gentile da spiegarmi ..perchè? Sto provando a darmi una spiegazione ma il mio cervello è in tilt. C’è tanta zizzania da sradicare e quella non la si toglie … perchè se no come farebbe il bene ad esserci? Ma quando c’è qualcosa che va bene quello sì è da togliere, perchè?… Ma perchè ci sono delle regole…ebbene non ci ha pensato nessuno che le regole possono essere cambiate? Cambiate perchè? Cambiate per il bene. Siamo proprio uomini che siamo solo capaci a distruggere quello che si è costruito. Qui non importa nulla se tante persone hanno creduto profondamente in una realtà…a noi tutto il bene che è passato, che c’è in quel convento è più che sufficiente…ci basta ne abbiamo bisogno come linfa vitale. Non mi interessa se c’è del bene anche altrove (meno male) io voglio quel bene che trovavo in quel convento. Perchè quando si vede , si tocca la passione, la gioia, deve esserci qualcuno che la distrugge …in nome di quale regola?Voglio crescere nella fede ma non distruggete i segni che la fede ha generato senza un motivo valido…ripeto una regola si può cambiare…e allora cambiatela…fate vedere che siete strumenti nelle mani di Dio e permettete alle persone che ci hanno creduto di continuare a crederci. Fateci un bel regalo Maura

  • 4 suor manuela // 8 Ago 2008 alle 21:50

    Sì, basteranno queste tue bellissime parole per ricordare a tutti, sebbene ciò non consoli, che le pietre del caro convento di Susa non sono altro che un simbolo delle pietre vive che siete voi, che sono tutti quelli che di lì sono passati e che nessuno, grazie a Dio, potrà sopprimere. mai.

  • 5 paola // 10 Ago 2008 alle 16:16

    ilbene ricevuto non sarà mai soppresso ,e lo porterò sempre dentro.GRAZie…mi manca e mi è mancato quest’anno quel convento e quei frati neri…TORNA SAN FRANCESCo.PAOLA

  • 6 Cecilia // 10 Ago 2008 alle 17:58

    …come sempre le decisioni “mazzate”,così come i rincari dei prezzi, gli aumenti delle tasse ,i licenziamenti, vengono comunicati quando tutti sono presi da altro…”ti sei ricordata l’abbronzante? hai chiuso il gas? hai bagnato le piante?”…la mente e il corpo sono già in vacanza,e non c’è tempo e modo per cercare insieme un’ultima possibilità……….

  • 7 Anna // 18 Ago 2008 alle 22:45

    Mi è capitato mesi fa di dire a qualcuno, persone intelligenti, colte, “di chiesa”: scrivi qualcosa sul blog di P. Beppe, lo so che cosa pensi… secondo me è un errore la chiusura del convento di Susa! Diciamolo!
    Risposta: è inutile
    Oppure: non ho parole
    Oppure: provo troppa rabbia, meglio tacere.
    Oppure: non scrivo sul blog
    O, peggio di tutto, uno sguardo di compassione.
    Possibile che con chiunque ne abbia parlato (tranne un frate del convento!) non uno, non ho trovato uno che abbia detto che era una cosa buona! Ma neanche uno che abbia detto che era una cosa necessaria. Ma neanche uno che avesse una speranza che chi l’aveva deciso si ravvedesse. Perché è successo questo?
    Sono mesi che cerco risposte:
    Perché il diavolo intelligente sa bene dove seminare la sua zizzania e chiudendo Susa vince una bella partita con il Padre Eterno?
    Oppure perché chi ragiona valuta tutti i punti di vista e chi non ragiona valuta solo il suo e allora è perfettamente inutile presentargli gli altri?
    Oppure è una scelta emotiva e allora la ragione sta proprio dietro la porta?
    Poi mi dico da sola: ma sei impazzita! Come fai a dire che dei frati francescani non ragionano?
    Proprio loro!
    Ad illuminarmi è giunto un pensiero di Papa Giovanni Paolo II che ho letto qualche giorno fa.
    Affido al Papa con amore la mia preghiera perché questo suo insegnamento entri nella nostra testa e nella nostra vita e ci mettiamo tutti alla ricerca della verità per servirla.
    Ci vuole proprio una conversione “di massa”.
    Il pensiero del Papa si applica alla ricerca scientifica e teologica, ma va bene in tutti i campi della nostra esistenza. Per questo lo propongo qua.
    Anche le informazioni sulle attività di un convento possono essere manipolate, come le informazioni sulle attività di un farmaco, per vari motivi, certo non etici.
    “Amare la verità vuol dire non servirsene, ma servirla; cercarla per se stessa, non piegarla alle proprie utilità e convenienze.
    … Anche il minimo frammento di verità è sempre un riflesso, meglio una partecipazione all’unica Verità assoluta, che è Dio.
    …L’amore per la verità è almeno implicitamente amore per Dio, e l’amore a Dio genera l’amore alla verità”

  • 8 Anna // 21 Ago 2008 alle 13:26

    Madre del Verbo Incarnato!
    Tu sei l’immacolata sensibilità del cuore umano a tutto ciò che è di Dio,
    ciò che è vero, buono e bello.
    Ciò che in Dio ha la sua fonte e il suo compimento.
    Sposa dello Spirito, che penetra le profondità di Dio,
    sii con noi quando lo spirito di questo mondo affievolisce la nostra sensibilità,
    così che essa diventa come un alveo ristretto,
    che con difficoltà accoglie il fiume di Acqua Viva,
    viva e vivificante.
    Tu, Immacolata Madre del figlio di Dio,
    sei la nostra Madre, Madre degli uomini,
    ai quali il tuo Figlio ha svelato la pienezza della loro vocazione e la loro grande dignità.
    Infondi nei nostri cuori la tua sensibilità,
    un “senso” vivo delle grandi opere di Dio,
    affinché non ci priviamo, da noi stessi,
    della grandezza che ci ha donato il Padre.

    Santo Padre Papa Giovanni Paolo II

  • 9 unachesapoco // 26 Ago 2008 alle 17:25

    quanti errori nella storia! e solo sette vizi capitali….
    uno, l’invidia, forse il più praticato: osservo con amore gli affreschi quattrocenteschi del “mio” Santuario di Montegrazie e penso…
    penso che l’invidia, rappresentata con i suoi tremendi occhi, davanti e dietro, per “vedere” e invidiare meglio, ha colpito anche Susa.
    mi manca il Convento, anche se ci andavo poco. ogni volta che percorro la valle penso sempre che è lì, e questo mi consola.
    e ora?
    perchè, se no, distruggere una cosa bella?

  • 10 "Feynman" Andrea // 28 Ago 2008 alle 10:10

    Ciao fra Beppe,
    e ciao amici tutti.

    Torno adesso dalla Montagna (anche io!, col cuore a cercare di scoprire un po’ di più il volto di questo immenso umano Dio…) e sfoglio le pagine del blog per vedere che mi son perso.

    Qui il mio cuore non solo si ferma, ma prova una immensità di sentimenti.

    Proprio ieri un amico sacerdote sperimentava qualcosa di simile: la difficile obbedienza alla decisione del suo Vescovo. Io mi son infervorato e scaldato, lui l’ha accolta con una serenità che ha del miracoloso. (Ne faccio un cenno anche sul blog, parlando di questo Immenso Umano Dio : http://andreamacco.wordpress.com/2008/08/27/immenso-umano-dio/)

    Sono lezioni di vita, che ci insegnano a rinnovare la nostra fiducia di cercatori, la nostra ricerca del vero volto di un Dio che sceglie di farsi umile e non potente, che sceglie la logica della croce e non quella della grandezza.

    “Le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri…” recitava già Isaia. L’esperienza degli Apostoli è un rinnovarsi di questa “conversione” che essi devono compiere. Quanti di noi ora invocherebbero un fulmine dal cielo perchè incendiasse certe decisioni… Amici figli del tuono, è abbracciando una croce che si incontra l’Amore di Dio, non fuggendo da essa…

    Un abbraccio grande, accorato, immenso, a tutti voi.

    Andrea (Genova)
    Col cuore ancora ai “Pellegrinaggi al monte di Maria del Rocciamelone”

  • 11 Anna // 29 Ago 2008 alle 01:48

    Caro Andrea,
    ho visitato il tuo blog, per conoscerti un po’ e ho apprezzato la tua insistente ed appassionata ricerca della verità.
    Il tuo commento capita a proposito (in ordine cronologico) dopo il mio, che voleva sottolineare con le parole del Papa, che è Dio stesso che si dona a noi, quando scopriamo anche solo un piccolo frammento di verità.
    Dio si dona a chi vuole, ma di più agli umili. Di più agli umili che ai “sapienti”. Le cose di Dio, la verità di Dio è rivelata agli umili. Così è piaciuto a Lui. Fatti suoi!
    Chi obbedisce ad un vescovo convinto in questo modo di fare la volontà di Dio, è come se obbedisse a Dio, la sua umiltà lo rende una persona vera, semplice… amica di Gesù! La sua serenità è grande… anche se sta facendo una “stupidaggine.”
    Se invece una persona pensa (come dici tu, ha collegato il cervello! E magari anche pregato!) che la volontà di Dio sia diversa dalla volontà del vescovo, e pensa che il suo “Fiat” come per Maria, riguardi la volontà di Dio, sussiste il problema della obbedienza al vescovo!
    Chi devo servire? Dio (la verità, l’amore, la giustizia, la sapienza di Dio) o il pensiero discutibile di una persona, anche se autorevole?
    La risposta non è univoca. C’è chi può rispondere che obbedienza in quanto atteggiamento di umiltà, praticata dai santi, è sempre la cosa migliore, poi interverrà la potenza di Dio a rovesciare i potenti dai troni e innalzare gli umili, c’è chi dice che in certi casi è legittimo dire:
    - Mi dispiace, ma perché la chiesa deve sempre attuare con ritardi enormi le buone ispirazioni dello Spirito Santo e invece non può prontamente una volta dire “eccomi” e accogliere subito il fiume di acqua viva che è Cristo?
    La mia risposta è aperta. Secondo me, a seconda delle situazioni, della sensibilità e del carattere delle persone, sono possibili diversi comportamenti altrettanto buoni. Ognuno sceglie il suo.

  • 12 vecchiomarginale // 29 Ago 2008 alle 21:27

    Susa è stata la mia Comunità di riferimento e tutto ciò che potrei dire sull’incontro con Padre Beppe è già stato detto da molti. La sua poesia è splendida perché fatta di verità, sofferenza, angoscia, insonnia, rovelli su mancate vie d’uscita e, solo dopo tutto questo, dell’ultimo lampo tacito di speranza “Ci basterà”.
    Lampo ahimé su un altro piano, quello del Dio che scrive sulle righe storte ecc, dove Provvidenza e Obbedienza rimano pericolosamente, e dove francamente, non vorrei spingermi, nel senso che non scomoderei disegni provvidenziali per giustificare una mera decisione sbagliata sotto ogni aspetto (pastorale, culturale ed economico) da parte dell’Ordine e che, purtroppo, impiegherà molto tempo ad essere riconosciuta tale.
    Anzi, per sdrammatizzare, chiamerei questa decisione la “cappella del convento”!
    Siamo di fronte ad una disinformazione degli Organi di Governo o ad una inversione dei valori di riferimento?
    Sarebbe bello che magari una risposta arrivasse da qualche orecchio attento dell’Ordine, anche se dubito che la “poesia”, se letta, possa esser compresa e giudicata diversamente da uno sfogo personale.

  • 13 mariapaola // 1 Set 2008 alle 17:25

    solo ora ho potuto vedere il blog, ma leggere quello che già sapevo perchè me lo avevano detto, è stato peggio di una coltellata nello stomaco e mi stò chiedendo perchè sono così masochista…..
    Stò malissimo e per ora non ci sono parole di consolazione che valgano per me
    Ringrazio Beppe per la splendida poesia ed Anna per la preghiera e per le riflessioni.
    Mi stamperò tutto questo e cercherù, non oggi, di farmene una ragione ragionata sperando che lo Spirito Santo mi aiuti a capire

  • 14 chiara // 2 Set 2008 alle 14:49

    Grazie della poesia “A te convento madre” anch’io l’ho stampata ….. anch’io questaestate sono passata per Susa ed ho rivolto un pensiero di gratitudine al Convento…qualcuno sa cosa potrebbe succedere al convento ?
    E’ stato deciso di chiudere con il passato, (continuo a non sapere il perchè )
    E per il futuro, è già stato deciso qualcosa? Di chi sarà? Per fare cosa?

    Verrà dato in concessione gratuita a qualche Associaizone Cattolica per fare del bene? Diverrà un museo artistico culturale? Verrà riconvertito in albergo x vip ?
    Sono ipotesi ben diverse tra loro. Secondo me il convento “appartiene alla Valle” nel senso che le loro storie si intrecciano, ma il mio è solo un punto di vista…

  • 15 maria // 6 Ott 2008 alle 12:38

    Chi era, venerdì e sabato, in San Francesco a Susa, sia al Transito, sia alla messa del mattino che al convegno nel pomeriggio, credo che abbia sperimentato chiaramente che lì c’è qualcosa che “non può andar sospeso” e che “ci basterà”. Come cantavano molti anni fa Rush “There something here as strog as life”. Buona strada a tutti Maria

Lascia un commento