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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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MI RAPPRESENTANO DAVVERO?

2 Giugno 2010 · 5 Commenti

Alle 8.45 hanno cominciato a passare e ripassare, le Frecce Tricolori, in tondo fino al momento preciso in cui dovevano sorvolare via dei Fori Imperiali; i bambini della casa di fronte col naso all’insù; tortore e merli spaventati da quei colleghi troppo grossi e troppo veloci per essere uccelli veri. E piano piano una domanda si è fatta strada dentro di me.

Queste donne e questi uomini che oggi sfilano in divisa, con le armi, sfoggiando decorazioni, armi, urli e bandiere di guerra mi rappresentano? Io mi sento un cittadino europeo, nato in un giardino chiamato Italia, e quando incontro donne e uomini che sono nati da un’altra parte mi distinguo da loro per la mia identità; ma la mia identità - il mio essere questo e non quello, dal latino id est -  è rappresentata da un esercito?

Ho rispetto per quelle persone e le ho guardate a lungo poco fa alla tele, ho provato a pensare a che cosa provano stamattina, ad esempio  quelle ragazze carine eleganti con lo sguardo evidente di chi sa di essere inquadrata per 10 nano secondi e di così essere vista da mamma nonna parroco fidanzato amiche del paese (tièh!!!) e la domanda ritorna mi rappresentano?

No.

Sono certamente un pezzo del mio mondo, del mio Paese_Giardino_Italia, ma non esprimono in modo simbolico (rappresentano) la mia identità; faranno anche delle cose utili (ma sempre discutibili, come la democrazia esportata in punta di baionetta…), avranno anche petto in fuori e sguardo fiero, passi lunghi e ben distesi e stipendio dignitoso, ma…

No, io mi sento europeo nato nel giardino Italia e rappresentato da:

PRETI CATTOLICI E PASTORI VALDESI IMPEGNATI CON GLI ULTIMI DELLA TERRA E CON LA LEGALITA’

DIRETTORI DI ORCHESTRA E ARTISTI DI OGNI GENERE CHE COLTIVANO IL MIO SENSO DEL BELLO

DAL PIU’ VECCHIO CITTADINO ULTRACENTENARIO CHE MI RICORDA DA DOVE VENIAMO

Insomma mi rappresenta chi ha cura, sviluppa, ama LA FEDE LA SOLIDARIETA’ UMANA L’ARTE E LA MEMORIA. Non cedo la mia rappresentanza alle armi.

fra Giuseppe Giunti nato 6 giorni dopo l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

5 risposte ↓

  • 1 Anna Maria // 2 Giu 2010 alle 12:05

    “Kennst du das Land, wo die Zitronen blühen?” (”Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?”) intonava Mignon nel goethiano Italienlied. Nel leggere il tuo post, nel quale mi riconosco, mi punge desio di modificare la celebre citazione e domandarmi “Erkennst du das Land, wo die Zitronen blühen?” /RIconosci tu il paese dove fioriscono i limoni? e aggiungere: Se sì, dove lo riconosci? Lo riconosco in mia madre, che ancora ricorda il disappunto per aver avuto ’solo’ 20 anni quel 2 giugno 1946 e non aver dato il suo voto alla Repubblica, lo riconosco in tutti coloro che coltivano concretamente la loro fede nella solidarietà, nell’inclusione, nella memoria. Non lo riconosco nei propagatori di bugie strombazzate e mai documentate - basta aprire qualche testata nazionale, anche oggi -, non lo riconosco nella preside della scuola media romana che ha censurato pubblicamente i suoi studenti che hanno ‘osato’ chiudere il loro concerto con un improvvisato “Bella ciao”, non lo riconosco in chi propina il brodo primordiale che annulla la memoria. Per la seconda volta nell’arco di poche ore, torno a ringraziarti.

  • 2 atomant // 2 Giu 2010 alle 18:05

    in un mondo (occidentale) dominato dal denaro e dalla musica che gira intorno (sempre al denaro, ovvio) non vediamo più la violenza, tranne che in televisione o sui media in genere.
    e qui casca l’asino: perchè a qualcuno una freccia tricolore magari mette pure orgoglio e invece è solo uno strumento di morte. cos’altro?
    ogni tanto chiamare le cose semplicemente con il loro nome aiuta anche a inquadrarle meglio.
    in un momento di crisi mondiale come questa forse bisognerebbe semplicemente festeggiare l’art. 1 della Costituzione. E provare ad applicarlo.
    I cacciabombardieri sono e restano strumenti di morte, anche in un giorno di festa (per me doppiamente speciale, tu ne sai qualcosa…)
    Grazie Beppe per le tue sempre intelligenti parole.

  • 3 Marzia // 4 Giu 2010 alle 22:13

    Beh, forse mi devo ritenere fortunata perchè qua nel paesello molti canali non si “prendono”?
    Non saprei.
    Di certo è che questa parata che ogni anno ci propinano ( o tentano di farlo) cerca di rappresentarci, di mostrare come sono gli italiani.
    Cerca o dovrei dire, meno eufemisticamente, vuole rappresentarci perchè è un “must” del potere, non ultimo il mediatico ( lo dico con molta amarezza perchè sono giornalista), quello che scientificamente, giorno dopo giorno, ci sforna questa o quella notizia “ghiotta” ma semrpe negativa, una informazione che non è al servizio delle persone, ma si fregia di esserlo.
    Questo è altrettanto grave Beppe, lasciamelo dire.
    Perchè senza lo “strombazzamento” dei miei ( ahimè) colleghi il danno sarebbe minore.
    Credo.
    Grazie di questo spunti di riflessione!
    :)

  • 4 La pavidità dei media « Alchimie // 4 Giu 2010 alle 22:57

    [...] Questo con riflessioni pregnanti e da me condivise sulla parata ai Fori Imperiali. [...]

  • 5 Daniele // 7 Giu 2010 alle 14:09

    Mi sono sempre chiesto perché il giorno del “Compleanno” della Repubblica debbano sfilare i corpi militari. E’ come se il giorno del mio compleanno passassi in rivista la mia famiglia in uniforme e decorassi qualcuno al merito. Una parata militare la capirei il 4 novembre, festa delle forze armate.

    Mi riconosco sempre meno in questa società civile. Mi sento sempre più in una terra straniera.
    E mi riconosco sempre di più in questo splendido articolo di Moni Ovadia che trovate qui

    http://www.libreidee.org/2009/09/siamo-tutti-stranieri-nessuna-terra-e-nostra/

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