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COSA NE PENSA UN ARTISTA, EBREO

1 Giugno 2010 · 3 Commenti

Condivido una breve ma incisiva intervista a Moni Ovadia sulla strage avvenuta sulla Mavi Marmara a 72 miglia dalle coste di Gaza; si tratta di un artista ebreo. La fonte è Articolo21

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di Alberto Baldazzi

Moni Ovadia: io sono solidale col popolo palestinese, proprio  perché sono ebreo Moni Ovadia: anche oggi i telegiornali, forse di fronte alla gravità estrema di quello che è successo nei mari antistanti i territori palestinesi questa notte, hanno proprio difficoltà a rendere agli italiani l’assurdità di quello che è accaduto . Il problema  di questa notte, di queste ore, ma in generale della questione medio - orientale. Ecco: tu come pensi che i nostri Media, e non soltanto quelli italiani, abbiano rappresentato questo dramma, e lo stiano rappresentando?
“No, non lo rappresentano, perché sono … con rarissime eccezioni … presi da se stessi, cioè: la prima preoccupazione che hanno è “ stiamo attenti a quello che diciamo”, non “ stiamo attenti a quello che dobbiamo dire”, e quindi “ diciamolo bene, in modo da mettere l’accento sulla gravità e sulla responsabilità”, ma “ stiamo attenti a come lo diciamo, che poi non ne dobbiamo subirne delle conseguenze …”. La pavidità, e l’auto-perpetuazione di un sistema che non è più  di informazione , ma di auto comunicazione;  è questo  che domina.”

Sarebbe facile dire: stanotte è stato compiuto un atto di terrorismo internazionale in pieno Mediterraneo; però non lo dice nessuno.”
“Si ,  secondo me, tecnicamente;  lo dico, per non lasciarmi andare alle mie emozioni: tecnicamente si tratta di un atto di terrorismo; è tecnicamente un atto di terrorismo e pirateria perché intanto è avvenuto in acque internazionali. Secondo: c’erano mille altri modi per evitare questa cosa; prendere degli accordi prima  dicendo: “fateci vedere che trasportate merci umanitarie, dimostrateci che non trasportate materiale aggressivo … e noi vi lasceremo passare, per andare a portare soccorso alle popolazioni che ne anno bisogno”. Faccio un ipotesi, non era semplice fare così ? : “ Vogliamo che le popolazioni non soffrano, noi siamo favorevoli all’arrivo di aiuti: se questi aiuti, garantiteci che sono aiuti   per la protezione civile, e noi vi lasceremo passare”. Oppure  mettere in mezzo l’ONU, e dire  “Fate voi la mediazione tra noi, i nostri problemi,  e questo convoglio umanitario.” Ma, gli israeliani non hanno mai voluto interposizione di forze internazionali.  Mai, tranne in Libano, perché il Libano,  l’ultima avventura del Libano, secondo me, per gli israeliani è stata una vera e propria sconfitta.”

Essendo stati sconfitti sul campo … hanno chiamato i “nostri.”

“Sono stati sconfitti sul campo, per la prima volta, sai … gli Hezbollah continuavano a tirare i missili, mentre l’esercito israeliano distruggeva  un quarto  del Libano, ed anche la “mitica” intelligence dello stato di Israele, il Mossad, o lo Shin Bet, non era riuscito a capire cosa stava succedendo”

Per i nostri lettori, per i nostri ascoltatori : ti conoscono tutti, ma io ribadirei che tu non sei un “estremista palestinese”, vero? … le tue radici, la tua cultura …
Ma, naturalmente io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo. È il mio dovere di ebreo essere solidale con tutte le persone che soffrono a causa di ingiustizie, e quindi lo sono come essere umano, prima di tutto, perché questa e la mia … prima, come dire, identità; quella di essere umano universale, perché se non avessi la dignità di essere umano, non potrei neanche essere ebreo. Poi la mia identità ebraica, che è una delle mie altre identità, alla quale io tengo molto, mi ha insegnato che bisogna praticare la giustizia nei confronti di tutti; che bisogna praticare il riconoscimento dell’altro e l’accoglienza dell’altro; quindi io non sono … pro-palestinese, o cose di questo genere: io semplicemente assumo atteggiamenti che ritengo giusti, in  primo luogo seguendo  l’etica umana, quella dei diritti universali, in secondo luogo,  l’etica della Torah, che è un riferimento che per altro è in piena sintonia con i diritti fondamentali dell’uomo”

Moni, capita spesso che i media italiani ti chiamino per intervenire in questo senso? Per dire queste cose che stai dicendo a noi?”
“Si … mi chiamano, naturalmente … i media un po’ più coraggiosi; una volta ci capitava di scrivere sulla grande stampa, ma non accade più. Ma io … non me ne lamento, perché io sono quello di prima, io non sono cambiato. E ciò che domina in particolare la stampa ,  una certa stampa nazionale, è il pensiero: “ Tengo famiglia”. Io invece, proprio perché gli ebrei sono stati sterminati, perché … milioni di masse grigie,  ed i loro governanti girarono la testa dall’altra parte. Non solo i carnefici: quelli  fecero lo sporco lavoro, ma non avrebbero potuto farlo, se altri non avessero storto la testa. Io ho giurato a me stesso che nei confronti di nessuno girerò la testa dall’altra parte; la violenza, il sopruso, sopraffazione, ingiustizia, non hanno patria! Non hanno bandiere, non hanno appartenenze etniche!

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

3 risposte ↓

  • 1 Anna Maria // 2 Giu 2010 alle 10:03

    Grazie, come sempre, per le tue segnalazioni puntuali e dense.

  • 2 Marzia // 4 Giu 2010 alle 12:02

    Lo evidenzio da me..è di interesse estremo e ti ringrazio oer aver posto ancora accento ed attenzione su questo ennesimo dramma consumato sotto gli occhi del mondo.

  • 3 La pavidità dei media « Alchimie // 4 Giu 2010 alle 22:58

    [...] Questo , che rilancia una intervista a Moni Ovadia di Articolo 21, a firma di Alberto Baldazzi. [...]

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