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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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METTETEVI NEI MIEI PANNI …

26 Aprile 2010 · 7 Commenti

A Roma, sampdoriano, alla fine di una partita così, 2-1 per noi, con il berretto blucerchiato, cantando “Il cielo è sempre più blu … … …” ecco com’ero stasera alla pizza del post teatro san marco - splendidi tutti ragazzi - piena di romanisti… rosicanti (voce del verbo rosicà, cercate su Wikipedia). Ogni tanto lontano dalla patria si esulta. A proposito,cugini, com’è la Lazio? f b

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7 risposte ↓

  • 1 diego // 26 Apr 2010 alle 12:00

    ..ciao Beppe…ma come fai ancora a scaldarti cosi’ per il calcio ??? credo non ne valga piu’ la pena….

  • 2 diego // 26 Apr 2010 alle 12:01

    ciao Beppe..,una sola domanda : ma come fai a scaldarti ancora cosi’ per questo squallore che e’ il calcio ???

  • 3 diego // 26 Apr 2010 alle 12:28

    No grazie…con il calcio ho chiuso da molto tempo con somma soddisfazione….

  • 4 marina // 26 Apr 2010 alle 12:41

    … ma allora te le vai proprio a cercà….

  • 5 daniele // 26 Apr 2010 alle 19:10

    Visto che mi sento tirato in ballo, rispondo.
    “La Roma non ha mai pianto e mai piangerà, perché piange il debole, i forti non piangono mai”. Lo disse Dino Viola, e ogni tifoso romanista lo sa. Chiunque crede il contrario non solo non ha mai conosciuto un tifoso, ma lo dice per fare del male. In fin dei conti la favola del romanista piagnone l’hanno inventata personaggi che sono stati radiati dal mondo del calcio.
    Il “rosicone” è colui il quale cerca scuse per non ammettere i propri insuccessi. Beh, tutto il mondo ha visto chi è che sa accettare le sconfitte e chi cerca la rissa.
    Poi c’è l’aspetto tutto laziale di avere come unico desiderio la sconfitta altrui. E’ quel gusto macabro di volere il male dell’altro non potendo sperare nel bene proprio.
    D’altra parte con una squadra che nella storia del calcio italiano è stata coinvolta tre volte in scandali di partite truccate c’è poco da gioire per le proprie virtù.
    Passerà anche questa. A Roma abbiamo visto e sopportato chiunque. Passeranno pure loro. E nel frattempo, li vedremo morire di invidia e di complessi. Come sempre, del resto.

  • 6 Ire // 28 Apr 2010 alle 18:56

    Piangere NON è SEGNO di debolezza!

  • 7 daniele // 4 Mag 2010 alle 13:18

    Dopo la farsa inscenata da “tifosi” e “calciatori” laziali di fronte all’Inter, tutto il mondo ha capito di che pasta sono fatti.
    E chi gridava all’antisportività romanista spero si sia ricreduto.

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