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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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CIAO “ZIETTA”, CIAO RINA

6 Marzo 2010 · 4 Commenti

Questa mattina salutiamo, a La Spezia, Rina Barontini, vedova Ricci, per la nostra famiglia “zietta”, che ci lascia la testimonianza di una vita appassionata, piena, degna. Per quarantanni insegnante elementare, aggiornata,  insegnante di matematica con metodi nuovi, per la crescita dei suoi allievi, credente. Stanotte ho curiosato nella sua biblioteca, e davanti agli occhi mi sono passati titoli, libri, articoli, riviste che insieme da soli dicono la bellezza, la fatica, la soddisfazione del mestiere più bello del mondo: INSEGNARE.

Ciao zietta, insegnaci anche dal Cielo a guardare il mondo con curiosità, a pellegrinare nella vita alla ricerca di Dio, mai da soli, come hai fatto sempre tu.

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Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

4 risposte ↓

  • 1 Davide Favaro // 6 Mar 2010 alle 10:39

    già…mi unisco alla silenziosa preghiera

  • 2 Francesco // 6 Mar 2010 alle 12:13

    Sono un fortunato (ex) scolaro della signora Rina.
    Ho pianto quando un amico di allora e di sempre,mio compagno di scuola alle Elementari di Fossamastra nel quinquennio 1966/1971, mi ha comunicato la scomparsa della ”nostra maestra”.
    Fu più di una Maestra: ci insegnò infatti, come ha detto Don Chiaradia poco fa, ben più del programma: ci parlò del ”disegno della vita”.
    Fu innovatrice:per noi l’esperienza dell’insiemistica, nell’apprendere la matematica, divenne una esperienza speciale, che ho perfino ritrovato decenni dopo nella scuola dei miei figli.
    Avrei voluto salutarla ancora, non ci sono riuscito, e questa cosa mi fa molto male.
    Spero sia stata sempre convinta dell’impatto eccellente nelle nostre memorie, nelle nostre parole, nel nostro cuore.
    Condoglianze a tutti Voi.

  • 3 gigama // 8 Mar 2010 alle 12:36

    poi scriverò altro, mi ci vuole ancora un poco per elaborare ma.. una informazione da Francesco: vorrei sapere se sei tu che sabato hai portato i narcisi di Fossamastra perchè alla fine della funzione non ti ho più visto e volevo abbracciarti e ringraziarti. e se non sei tu spero che queste mie parole arrivino a chi è stato così splendido da ricordare zietta, Fossamastra (io ci sono stata con lei e ho conosciuto i suoi alunni degli anni ‘60) e quello che lei ha rappresentato per i suoi bambini e per noi.
    Un abbraccio
    Donny

  • 4 gigama // 9 Mar 2010 alle 13:30

    Come promesso aggiungo ancora qualcosa, quello che mia sorella ed io abbiamo detto alla fine della celebrazione.
    Un abbraccio a chi ha voluto condividere la sua amicizia con noi.
    SONO NELLA STANZA ACCANTO

    L’amore non svanisce mai.
    La morte non è niente,
    io sono solo andato nella stanza accanto,
    io sono io, voi siete voi.
    Ciò che ero per voi lo sarò sempre.
    Datemi il nome che mi avete sempre dato,
    parlatemi come mi avete sempre parlato.
    Non usate un tono diverso.
    Non abbiate un’aria solenne o triste.
    Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
    Sorridete, pensate a me, pregate per me.
    Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato,
    senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
    La vita ha il significato di sempre.
    Il filo non è spezzato.
    Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
    Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vita?
    Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.

    (Charles Peguy)

    Vorrei ricordare a nome di tutti noi zietta e ricordare il peso e l’importanza che ha avuto nella nostra vita.
    In questi due giorni ho raccolto idee, pensieri, ricorsi, parole dette da lei e di lei ed è impossibile rendere a parole tutti questi frammenti, questi pezzi del mosaico che è stata – ed è tutt’ora – zietta.
    Sono immagini legate alla scuola, alle sue amiche, a Rolando – soprattutto Rolando - , ai giardini di Spezia, alla Palmaria, alla sua capacità di ascoltare, di comprendere, di offrire consigli, di mettersi in gioco con pazienza e fermezza.
    È l’amore incondizionato che ha donato a noi nipoti e ai nostri figli, sono i milioni di baci che ha dispensato in ogni telefonata, in ogni incontro con noi.
    Sono la precisione, l’aiuto, la serietà che ci ha sempre manifestato, l’orgoglio e la passione con cui ha parlato di noi ai suoi amici e dei suoi amici con noi.
    Sono la disponibilità ad accogliere, a venire in stazione a rifocillarci quando da soli o in gruppo passavamo da Spezia.
    Sono la capacità e la caparbietà di voler saper, conoscere, informarsi e farsi un’opinione e discutere senza preconcetti.
    Sono la sua adesione alla fede, la ricerca e la preghiera anche nei momenti difficili, nella sofferenza e nel dolore, senza perdere di vista un orizzonte ampio e luminoso.
    Sono l’attaccamento al lavoro, ai suoi alunni, alla Scuola – con la S maiuscola – che dopo 40 anni l’hanno portata ad essere Cavaliere della Repubblica, perché ha svolto la sua opera di educatore con generosità e ha servito fino in fondo il suo paese, difendendo la scuola e impegnandosi con tanti altri perché la scuola pubblica fosse sempre più all’altezza del suo compito.
    Quante discussioni telefoniche su questo tema, quanti consigli su come arginare certi colleghi o su come far capire meglio, appassionare a certe materie i ragazzi.
    Ancora altro, tanto altro ci sarebbe da dire: ognuno di noi terrà dentro di sé quel particolare pezzo a cui tiene in modo speciale, con la speranza – che per molti è una certezza – che Dio la sta già tenendo sul palmo della sua mano fino al nostro prossimo incontro.
    Vi chiedo ancora una cortesia: non applaudite né le mie parole né la sua bara, ma restiamo in silenzio per trovare nel nostro cuore quel ricordo particolare e ringraziare in silenzio per averla incontrata, amata ed essere stati amati da lei.

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