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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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UNA VOCE CHE NON SENTIRETE ALLA TIVVU’

18 Febbraio 2010 · 1 Commento

Condivido una riflessione dal mondo dei NoTav a proposito degli incidenti di ieri sera, come si suol dire bisogna sentire tutte le campane prima di giudicare. Grazie a Doriana per l’invio del pezzo.

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17 febbraio 2010 Valle di Susa
C’è qualcosa di strano nell’attacco dei militi stasera contro i manifestanti nei pressi di Susa.
Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di “antagonisti”.
Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini..
Da settimane i No TAV e la polizia si affrontavano di fronte alle trivelle che portavano avanti la “farsa Virano” dei sondaggi… un modo per
ottenere qualche spicciolo da una sbadata UE, propensa a credere alle panzane circa “il tutto va bene in valle di Susa, adesso si dialoga”.
Sembrava che prefetto e politica avessero intenzione di tenere un “livello basso” ovvero piazzare le trivelle di notte, senza farsi notare,
evitare lo scontro diretto con gli oppositori, che peraltro si limitavano a fare baccano e sberleffi, ma non hanno mai ecceduto in animosità.
Invece stasera è successo qualcosa di strano, come se fosse scattato un ordine superiore, un ordine che se c’è stato, può avere un’implicazione
politica o una spiegazione economica. Magari non è stata neppure estranea alla cosa la visita di De Magistris, oggi, al presidio di Rivoli
(non dimentichiamo che l’ex magistrato si occupa di bilanci e contributi UE).
L’implicazione dipende dal fatto che le elezioni si avvicinano ed il comportamento dei militi può anche spostare voti da uno schieramento all’altro…
Se è vero che la differenza di voti tra i 2 schieramenti è di poche migliaia di voti, le botte cattive, esagerate, che hanno mandato all’ospedale 3
persone, di cui una molto grave, sono probabilmente in grado di spostare voti, più e meglio di uno SPOT elettorale, e senza nessuna “Par Condicio”.
La spiegazione economica può anche legarsi con l’implicazione di cui sopra, ma non necessariamente.
Si tratta della difficoltà dichiarata da Scajola recentemente circa il reperimento delle risorse necessarie a realizzare tutte le “Grandi
Opere”. Se dovessero abbandonare la Torino Lyon, almeno momentaneamente, dovrebbero avere un alibi migliore… magari dare la colpa ai valsusini,
teste dure, che rischiano di creare problemi di ordine pubblico. Quale alibi migliore? Anche di fronte ai francesi, che potrebbero richiedere le
penali, sarebbe un buon alibi. E poi resta il fatto che nessuno ha ancora dimostrato che l’opera in questione sia tecnicamente realizzabile.
Certo, l’ideale per questi signori sarebbe prendere i 670 milioni di Euro, darne 1/3 alla Francia come da contratto, e chiudere la questione
delle penali con i cugini, e magari contemporaneamente non dover restituire nulla all’Europa anche se non si parte perchè “l’opera
viene solo rimandata” a tempi migliori… Forse per ottenere ciò bisognerà ancora fare un piccolo passo… cominciare il tunnel
geognostico di Chiomonte, che poi un buco, se resta incompiuto, si sa sempre come riempirlo con un adeguato ritorno economico…
Insomma. c’è un solo problema… l’Europa a Bruxelles sarebbe meglio che non venisse a sapere degli scontri, dei feriti, e se ci sono sono
stati sono solo degli squatters, autonomi, gente che vagabondava, cattivi Blak Blok con il passamontagna nero calato fin sugli scarponi,
infatti non li abbiamo manganellati, sono inciampati nel passamontagna… Oppure troveranno un’altra scusa. A pensarci bene Virano potrebbe
dire ai commissari che è stato uno spiacevole incidente, un manganello sfuggito ad un poliziotto sprovveduto mentre girava la polenta insieme
ai manifestanti. Una sorta di incidente durante un happening tipico delle ospitali popolazioni valsusine, che si offendono se non mangi la
polenta con loro. Forse alla UE lo prenderanno ancora una volta sul serio e tutto bene ciò che finisce bene. Ditelo anche ai manganellati
ed al ragazzo in ospedale…
Tanti auguri ai feriti, speriamo bene, e per quello che riguarda le “forze dell’ordine”, mentre tornate a Torino, fate un giro nei paesi,
prendete a manganellate qualche ladro, qualche deficiente che viaggia ubriaco, qualche spacciatore, così almeno visto che Vi paghiamo noi e non
Virano, fate anche un pò del lavoro che “state lasciando indietro” a causa delle amate trivelle della compagnia VCBS (Virano-Chiampa-Bresso-Saitta).
E dire che tutto era cominciato così: Video e commento
http://www.youtube.com/watch?v=jhA9faot1KY

Mercoledì, Febbraio 17, 2010 —-TUTTO ERA COMINCIATO COSI’
(proprio mentre a Roma i giudici della corte dei Conti denunciavano l’aumento della corruzione)
NO-TAV - Comunicato stampa del 17 febbraio
Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato dai NO TAV. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della
notte, il luogo improbabile dell’ennesimo sondaggio truffa (sotto il cavalcavia autostradale) e il blitz a sorpresa a lampeggianti spenti.
Invece l’allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato.
Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l’S72.
Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell’ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche
e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di persone
si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco
Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che “a freddo” ordina ai suoi uomini di caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell’ordine.
Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l’autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva
a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella.
Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per
poter garantire una via di fuga a loro, alla trivella e agli operai GeoMont, non possono far altro che mettersi a tagliare con il cannello il guard-rail
che dà sull’autostrada, anch’essa bloccata, e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo “volante” contiguo al cantiere appena installato.
Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell’autostrada e si fanno uno
svincolo tutto per loro. Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri, in una zona già stratigraficamente conosciuta.
E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni…
…a sarà dura…ma sempre per loro!
Comitato no tav Spinta dal Bass - Spazio Sociale libertario Takuma

I migliori saluti, Scrivi a:
Ambientevalsusa info@ambientevalsusa.it

ecco la foto che documenta la marcia anarco_insurrezionalista guidata dai pericolosi terroristi (foto da  Il GiornaleLiberodiPalazzoGrazioli.escort & EmilioFedeabbaia.bau)

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1 risposta ↓

  • 1 Anna Maria // 20 Feb 2010 alle 11:18

    Grazie per aver dato cittadinanza qui a coloro ai quali altrove la cittadinanza è negata, la voce è preclusa. Davvero agghiacciante, in questo senso, il tacito accordo di tutti i mezzi d’informazione.

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