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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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STAGE - ALLA FRANCESE - NON STEIG, CHE FORTE!

9 Febbraio 2010 · 1 Commento

58 ragazzi di liceo sono una forza della natura, sono il futuro che irrompe nel presente, ma anche sono una sessantina di sguardi che si affacciano spaventati e curiosi sulla realtà delLA VIOLENZA. Questo era infatti il tema dei giorni formativi ai quali ho avuto la gioia di contribuire a Saint Nicolas. Condivido in anteprima una descrizione che apparirà a stampa nella Rivista delle Suore Francescane di Susa, le figlie del Rosaz, che suor Marghe ha così efficacemente rappresentato.

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Saint Nicolas è in Val d’Aosta. Bella scoperta, ma la cosa che non si sa è che in quel paese bellissimo a 1400 metri, esiste una Casalpina, gestita da una cooperativa sociale (Coompany2 di Alessandria) che accoglie e organizza iniziative di vario genere; ai primi di febbraio lassù si è svolto uno stage di formazione, rivolto a 58 allievi di un Liceo delle Scienze Sociali di Casale Monferrato. Il tema al centro delle relazioni, dei lavori di gruppo, dei dibattiti, della performance teatrale conclusiva è stato LA VIOLENZA, VITTIME/CARNEFICI.

Questa quinta edizione dello stage ha raggiunto un livello davvero eccellente; la qualità dei relatori (fra Beppe Giunti docente alla Facoltà Pontificia Seraphicum di Roma, Margherita Bassini criminologa in Alessandria, suor Margherita De Blasio responsabile della Comunità di pronta accoglienza mamma_bambino E. Rosaz di Susa, Francesca Brancato operatrice dell’Associazione Me.dea per donne violate in Alessandria; Ivan Andreis regista in area torinese); lo spirito reattivo dei ragazzi; l’accoglienza calorosa ed efficiente dello staff della cooperativa: tutto questo ha prodotto un risultato positivo e fecondo di percorsi formativi.

E’ difficile individuare i momenti migliori dei quattro giorni; voglio citare la commozione sfociata in un applauso spontaneo alla fine del video presentato da suor Margherita con la testimonianza di una delle “sue” mamme; la gioia e la partecipazione dei ragazzi nella espressività corporea nel teatro; la raffica interminabile delle domande gettate addosso alla Bassini a proposito del carcere, delle pene, dell’origine della violenza. Certo le notti sono iniziate sempre tardi, molto tardi, nonostante che si sapesse – ed è stato mantenuto dalla serietà educativa dei Docenti – che la sveglia al mattino dopo sarebbe stata alle sette. E che il lavoro, nelle sue varie forme e articolazioni, sarebbe durato almeno 7 ore!

Il rammarico che rimane al termine di questa esperienza è che non sia maggiormente diffusa, praticata, ricercata da Istituti, classi, ambienti formativi; infatti i risultati sono una consapevolezza, una quantità di dati culturali, una curiosità che unite ai tradizionali strumenti didattici possono fare da traino a progetti davvero significativi.

Il sentimento dominante è la gratitudine, per le persone coinvolte direttamente e per lo Spirito di Dio che si è presentato come spirito di sapienza, spirito di domanda, spirito di impegno. I Vescovi italiani vogliono mettere al centro della loro azione ecclesiale l’educazione, e per chi si è collocato in questa idea con sguardo di fede possiamo affermare di aver già avviato il progetto, che altro non significa se non offrire ai ragazzi occasioni, opportunità, robuste ma belle e coinvolgenti. Con un nucleo forte e importante: questa volta era capire qualcosa dei protagonisti delle azioni violente, la vittima e il suo carnefice, le spinte e le vie di uscita, i movimenti sociali e le realizzazioni di protezione. Forse abbiamo parlato di speranza, senza saperlo.

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

1 risposta ↓

  • 1 Malu // 11 Feb 2010 alle 16:13

    Buongiorno Fra Beppe, argomento molto interessante questo sulla violenza, avrei voluto partecipare anke io al vs. stage. Qualche libro da leggere, in merito? Capire è importante, e le cose da capire nella vita sono tante.
    Un caro saluto. Malu.

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