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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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CHI LE HA VISTE LE SPRANGHE?

5 Luglio 2008 · 8 Commenti

“Quaranta milioni di euro. Spicciolo più, spicciolo meno. Tanto è costato il blocco dei lavori dell’Alta velocità Torino-Lione, imposti a suon di spranghe dal popolo dei No Tav.” così scrive sul Giornale Felice Manti il 30 giugno scorso.

A suon di spranghe… con questa sprangata giornalistica il signor Felice liquida, banalizza, semplifica a suo uso e consumo i fatti, le dinamiche, le persone e i conflitti che stanno dentro il contenitore variegato del NOTAV. E titilla come un bravo imbonitore l’umore dei lettori.

Dal momento che ero presente con tante altre persone delle più varie provenienze culturali, politiche, religiose voglio testimoniare che le sprangate non le ha date proprio nessuno, nemmeno la polizia che ha sgombrato Venaus e poi ha tentato di forzare il blocco di Bussoleno, hanno usato il manganello, semmai. E l’ho testimoniato al Magistrato che su questi fatti mi ha interrogato nel contesto di un processo.

Le spranghe erano - e sono - strumenti di violenza fisica di piazza, di agguati da anni ‘70, da scontri nelle strade di Milano, Roma, Torino ecc. Sono estranee al “popolo dei No Tav” come invece scrive F. M. E nella memoria collettiva rimandano a Brigate Rosse, a NAR, a gruppi che usavano la violenza come strumento per terrorizzare gli avversari politici, ridotti a nemici.

E’ in atto una disinformazione a tappeto, sistematica, che vuol ribaltare le responsabilità dei soggetti presenti sulla scena della valsusa negli ultimi anni. E questo articoletto ne è solo uno schizzo vagante. Le 80.000 persone che il 16 novembre 2005 hanno marciato da Bussoleno a Susa non solo non avevano spranghe, ma hanno garantito loro stesse l’assoluta assenza di violenza grazie all’impegno diretto dei Sindaci (maiuscolo, per favore!). E se durante la riconquista del presidio di Venaus il giorno dell’Immacolata ci sono stati scontri, va notato che furono incriminate 20 persone su 70.000. Altro che spranghe. Se anche solo F. M. facesse una facile facile ricerca sul Web, ad esempio http://it.wikipedia.org/wiki/NO_TAV scoprirebbe una realtà diversa. Realtà nella quale lo scontro parte dallo sgombero, diciamo eufemisticamente “fisico”, da parte delle forze dell’ordine del presidio di Venaus. Si sono affiancate ben dopo ai residenti in Valle anche forze culturali e politiche esterne (ma in un mondo globale cosa vuol dire esterne? dov’è la porta che separa l’interno dall’esterno?), talune disposte all’uso della forza. Non le giustifico le violenze, mai e nessuna, ma affermo che un giornalista onesto dovrebbe far notare la successione dei fatti, la concatenazione delle cause e degli effetti, e come nasce una risposta ad un attacco.
Fornire messaggi come quello del Giornale con sprangate di inchiostro denuncia un livello di professionalità giornalistica da regime; si diceva una volta “pennivendolo” di un giornalista che vendeva sfacciatamente il suo pennino agli interessi del padrone della testata per cui lavorava, ora io chiamo giornalista copia-incolla questo tipo di personaggi. Zero approfondimento sulle fonti, zero voci alternative, zero spessore. Battute, slogans, accodiscendenza agli umori del probabile lettore. Quindi, pensa F.M., se calco la mano su un danno economico provocato a NOI da questi terroristi che usano la spranga, il lettore avrà un moto di indignazione, e ogni volta che in TV o al bar sentirà dire NOTAV, collegherà quella sigla all’idea di violenza, danno economico, metastasi sociale da asportare, ecc. Bravo il nostro giornalista copia-incolla! Vivo lontano dalla nostra Valle da alcuni mesi e constato di persona quanto abbia funzionato la disinformazione su questo tema; continuamente vedo lo stupore negli occhi delle persone che entrano in conversazione con me, sapendo del NOTAV. Lo stupore di sentire ragionamenti, documentazione, passione certo ma ascolto delle ragioni altrui, e stupore di non veder spuntare da sotto la tonaca una spranga montanara comunista notavista.
fra Beppe

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

8 risposte ↓

  • 1 Loredana // 9 Lug 2008 alle 22:04

    di nuovo: grazie

  • 2 oscar // 9 Lug 2008 alle 23:05

    Grazie Beppe. Grazie anche a nome di tanti giovani che grazie al NO TAV hanno imparato che la non violenza, la conoscenza e la perseveranza sono vincenti.
    Non era facile immaginare che saremmo riusciti a farcela (quella che fanno ormai è solo propaganda). Sopratutto fa piacere poter dire a tutti, pennivendoli eventuali compresi, che sono le nostre ragioni, documentate e certificate i nostri metodi.
    Invito i giornalisti a documentarsi meglio sul ns sito o su notavtv, dove chiunque troverà le nostre ragioni.
    Grazie Fra Beppe, spero di rivederti presto!
    Oscar

  • 3 "Feynman" Andrea // 9 Lug 2008 alle 23:11

    ur collaborando con il Giornale, Felice Manti non è tra quelli che conosco di persona. Anche perché conosco principalmente la gente della redazione genovese e di quelli di Milano solo alcuni (ad esempio Andrea Tornielli).

    Chi collabora con una testata non è detto che ne condivida tutta la linea editoriale. Inoltre il pensiero di uno non è detto che sia il pensiero dell’intero giornale e di tutti quelli che vi scrivono.

    Personalmente ho sempre seguito la questione NO TAV con l’atteggiamento di colui che vuole capire e ascoltare. Certo è che ultimamente c’è chi ha usato il simbolo NO TAV per farci i suoi interessi, si vedano - un esempio su tutti - le manifestazioni NO VAT contro il vaticano.

    Purtroppo la gente che non sa distinguere (il popolo bue) fa un grande minestrone.
    In ogni caso c’è solo da ringraziare chi ha portato avanti i propri diritti e il proprio pensiero in maniera civile, educata, pacifista e rispettosa come testimonia fra Beppe.

    Gli attuali accordi raggiunti con il Governo (sentivo un generale clima di moderata felicità) soddisfano o no la maggioranza della vallata? Fra Beppe, batti un colpo!

    Grazie mille a tutti, scusate la lungaggine

    Andrea

  • 4 paola // 10 Lug 2008 alle 12:03

    è un orgoglio avere la conferma che il colorato popolo NOTAV (mi permetto di dire) possiede al suo interno persone come te…
    GRAZIE!! NOI CI SIAMO anche se cercano di zittirci!

  • 5 gabriella tittonel // 10 Lug 2008 alle 16:16

    grazie Beppe per quanto scrivi. Ti voglio bene e ti abbraccio da una valle che sente di lontano nuovi frastuoni….
    ciao
    gabriella

  • 6 ponti // 10 Lug 2008 alle 20:09

    grazie di cuore per le tue parole.Ci servono “preti” come Te.Ci servirebbero uomini come Francesco d’Assisi. Mi pare che anche per Lui sia stata “dura”, ma noi teniamo duro.Pace e bene a tutti.

  • 7 Doriana Tassotti // 11 Lug 2008 alle 07:35

    Grazie, Padre Beppe.
    Qui la “battaglia” ( quella assolutamente priva di spranghe e altri strumenti di offesa) si sta facendo durissima. Soprattutto perché i mezzi di dis-informazione utilizzano potentissime “spranghe” metaforiche. Grazie a Dio ci sono persone come te che ci aiutano a non mollare. A continuare a resistere. In nome della verità. Grazie!
    Doriana

  • 8 Marco Margrita // 11 Lug 2008 alle 17:31

    Per mangiare scrivo. Il No-Tav come fenomeno e come insieme di notizie l’ho seguito prima per “La Discussione” poi per “Torino Cronaca”. sono un mestierante della parola, non ho una grande idea del giornalismo perchè conosco i miei limini e non perchè ami baloccarmi di quelli altrui.
    Conosco la Val di Susa, scrivevo e scrivo (dall’albore del millennio) su “La Valsusa”. Prima, oltre dieci anni fa, feci qualche incursione in “Dialogo in Valle”.
    Tutto questo per dire, nemmeno troppo in breve e me ne scuso, che di giornalismo e Valle (di No-Tav a questi rapportato) qualcosa so.
    Vero, caro Padre, che lo si è trattato - il movimento, oggi assai meno nutrito di gente ma colmo di parole d’ordine mica bellissime - con troppa faciloneria, cercando di affibiagli ogni sorta di male, ma lo vogliamo dire che qualche errorino (umano e politico, anche nella fissità di pensiero/proposta) i notavisti lo hanno fatto?
    Un caro saluto e … preghi per me!

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