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LETTERA APERTA AL VESCOVO DI TORINO, SULLA TAV

27 Gennaio 2010 · Nessun Commento

E vai!!!! Piovono lettere aperte ai Vescovi: grazie Spirito Santo che susciti ancora in noi la parresìa!
Alla c.a. attenzione di S.E. il Cardinale Severino Poletto

Buongiorno Eminenza,
sono una cittadina cristiana nonché cattolica, nonché praticante, nonché oltremodo scandalizzata.
Da Lei – devo dire – non mi sarei proprio aspettata un tiro così mancino!
Dalla Chiesa torinese, per tradizione secolare attenta ai bisogni dei più deboli, è uscita una concentrazione di Santi personaggi come da nessun’altra parte d’Italia e d’Europa: Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo, Domenico Savio, Guglielmo Massaia, Michele Rua, Giuseppe Cottolengo, Giuseppe Allamano, Luigi Ciotti, per citare solo alcuni dei più famosi nomi di ieri e di oggi.
Persone che si sono calate nelle vite dei più deboli e dimenticati, vivendo con loro e per loro, lottando spesso contro l’ottusità ed il pregiudizio delle autorità, pur di ottenere il meglio per i propri malati, ragazzi, diseredati, ecc.
Oggi – 2010 – la vita non è poi così diversa da quella che ci raccontano ai tempi di don Bosco o Michele Rua. Gente senza lavoro, precari, persone con reddito molto basso che faticano ad arrivare a fine mese, extracomunitari senza permesso di soggiorno e chi più ne ha, più ne metta. Neppure i soprusi delle cosiddette “autorità” sono cambiati, o meglio hanno cambiato pelle, ma la sostanza – rappresentata dallo sfruttamento, dal pregiudizio e dal menefreghismo – è la stessa ovunque da migliaia di anni.
Per dare voce a chi non l’ha, ai semplici cittadini ai quali si chiede sempre e soltanto di pagare e stare zitti, sono sorti i Comitati, uno per ogni necessità rimasta per così dire “scoperta”. Tra questi Comitati c’è anche quello dei “NO TAV”: è costituito da persone normali (e perciò “senza voce”), sensibili alle problematiche ecologiche (che mai – mi spiace assai dirlo – si sentono nominare in Chiesa, come se i comportamenti anti-ambientali non fossero anch’essi dei crimini), e soprattutto molto preoccupati per il territorio da essi momentaneamente abitato, ma che sarà (si spera) abitato da molte generazioni future, se qualcuno non riuscirà a devastarlo in maniera permanente prima di andarsene definitivamente (sa com’è, succede a tutti, prima o poi).
In questi ultimi tempi il Governo e le Autorità locali – con mille sotterfugi taciuti dai media – stanno cercando con tutti i mezzi leciti e soprattutto ILLECITI di “fare il TAC” (Treno merci ALTA CAPACITA’) contro il volere degli abitanti le zone interessate dai possibili tracciati. Questi abitanti, che negli ultimi lustri si sono assai documentati sui rischi poco teorici e molto pratici di tale “infrastruttura”, sono da sempre indicati al pubblico ludibrio da tutti coloro che hanno più facilmente accesso ai media, cioè al controllo delle opinioni dei più.
La quasi totalità dei giornalisti è al soldo dei potenti, e non passa giorno che un articolo pro-Tav compaia su qualche giornale, indicando i presunti vantaggi dell’opera e tacendo vergognosamente sui disastri ambientali che causerebbe. E disastro ambientale cosa significa, Eminenza? Significa che succederebbe qualcosa di molto simile a quanto già accaduto al Mugello, di cui sia le autorità statali, sia quelle ecclesiastiche non si preoccupano (tanto nessuno di loro “tiene casa” in quelle zone): foreste che muoiono perché la falda è “precipitata” di 300 m a causa della costruzione delle gallerie, popolazioni che non hanno più l’acqua corrente e sono rifornite dalle autobotti (non per qualche settimana, ma “vita natural durante”, dato che le falde si sono spostate e non sono più possibili gli approvvigionamenti idrici preesistenti), impossibilità a vendere le case (chi le comprerebbe in queste condizioni?) e rifarsi una vita altrove, ecc.ecc.
Per evitare questo scempio compiuto in nome del progresso, in Val di Susa e Val Sangone sono vivi più che mai i Comitati No Tav, che in questi giorni hanno appreso di doversi difendere non solo dagli attacchi di Berlusconi, Chiamparino, Bresso e compagnia cantante (compagnia che dovrebbe essere al servizio dei cittadini . e invece si fa gli affari suoi), ma anche – e chi l’avrebbe mai detto – dal Cardinale di Torino, che ha detto al Sindaco del Capoluogo: “Mi raccomando, sulla Tav non lasciatevi intimidire”.
Eminenza, siamo NOI cittadini che non ci faremo intimidire dall’arroganza di Governo e autorità locali, dalle villanie di certi giornalisti che ci definiscono “anarchico-insurrezionalisti”, perché stiamo difendendo il territorio nel quale siamo nati (non “nostro”, perché nessuno è padrone di una qualsiasi pur piccola parte della Terra), cercando di preservarlo per le generazioni future.
Certo non siamo contenti di sapere che, come ai tempi di Cristo, le autorità ecclesiastiche sono dalla parte dei potenti e non si curano d’informarsi in maniera imparziale in modo da poter essere veramente “super-partes”. Ma vede, Eminenza, siamo grandi ormai, e – se il Cardinale di Torino ci tradisce e si schiera con le lobbies di potere, imitando le “gesta” di altre Eminenze dei secoli passati – noi continueremo per la nostra strada, sicuri che chi disse “non si può servire Dio e mammona” ci benedica comunque.
Saluti, Eminenza

Barbara Albis

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