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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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COMMENTO CONSIGLIATO

24 Giugno 2008 · 1 Commento

E’ pubblicato un commento all’Omelia della XI domenica che consiglio vivamente per la lettura, la meditazione, magari la discussione. fra Beppe

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

1 risposta ↓

  • 1 luciano // 3 Lug 2008 alle 13:55

    Carissimo Beppe, hai fatto bene a sottolineare il commento dell’amica Silvia (non mi pare di conoscerla), perchè altrimenti sarebbe passato in secondo piano.
    L’articolo mi era già arrivato nei giorni passati, vista la mia attenzione agli argomenti missionari. Pur non avendo avuto la possibilità di confrontarci con gli altri componenti del gruppo missionario, appare chiara una cosa: il problema è molto più complesso, e secondo me appaiono anche non ben centrate le problematiche gettate sul tappeto.
    Infatti le considerazioni che desidero fare, umilmente si intenda, ma con l’esperienza di anni di lavoro e di approdondimento nel settore missionaro (ahimè mi manca solo l’esperienza sul campo) sono di due tipi:
    la prima è che in Italia le leggi ci sono, ma sono veramente difficili da far rispettare. E non ci sarebbe la necessità di farne altre: chi ruba dovrebbe essere condannato, chi non manda i figli a scuola dovrebbe perdere la patria potesta, chi effettua violenze sul prossimo avrebbe la strada spianata per la prigione. E invece non avviene nulla di tutto questo, e quindi è solo dopo ciò che comincia ad insinuarsi quel virus nella gente, quello di dire (perchè è facile) che sono soprattutto gli immigrati che, per condizioni sociale ed economiche, hanno comportamenti fraudolenti. Ed essendo i più deboli sono quelli che possono essere attaccati più facilmente. Con questo ovviamente ricordo che comunque non tutti sono brava gente.
    Ma d’altra parte anche il mondo civile italiano genera farabutti, spesso i primi a non rispettare le leggi.
    Ma non voglio parlare solo delle trasgressioni nel traffico, dei sotterfugi nel non pagare le tasse, degli appigli e cavilli giuridici che mettiamo in essere quotidianamente.
    Mi riferisco soprattutto (però) alla nostra società, alle aziende ed alle loro transazioni internazionali, che a cascata poi sono traslate sul consumatore. Comportamenti errati quotidiani.
    Traduciamo per i non addetti ai lavori:
    quando andiamo al supermercato, e desideriamo acquistare qualche cosa, la normale massaia svolge quell’attività microeconomica di scegliere quel prodotto che dia il miglior rapporto tra beneficio/costo. Si dice che massimizza la rendita del consumatore.
    La massaia però, normalmente, non si interessa (o non si interessava) di dove viene prodotto il bene, ma ancor meglio da dove vengono le materie prime che compongono quel bene. Se queste sono state oggetto di contrattazione, se chi le ha pagate ha ben remunerato chi gliele ha vendute. Magari non sanno che beni di largo consumo come caffè, the, zucchero ed altre materie prime sono spesso “strappate” ai produttori a prezzi da fame. La massaia non si interessa se i villaggi o i paesi dai quali provengono le materie prime hanno infrastrutture, fognature, acqua potabile, e se i figli degli operai hanno le scarpe. Non sa neanche che spesso per produrre quelle materie prime sono state disboscate intere aree verdi.
    Quindi il nostro comportamento quotidiano genera spesso povertà e produce sottrazione di dignità dall’altra parte del mondo.
    Non lamentiamoci poi se, a causa della bassissima qualità della vita, molte persone scappano da casa loro e cercano, venendo qui, di riprendersi quello che pensano sia stato loro tolto.
    Molto altro si potrebbe dire, ma gli ingredienti sono:
    informazione,
    consapevolezza,
    rispetto delle regole, anche quelle di normale convivenza civile, che già ci sono.

    Un saluto

    Luciano

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