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GOD BLESS AMERICA…COME LA METTIAMO CON LE BOMBE A GRAPPOLO?

31 Maggio 2008 · 5 Commenti

«God bless America» (Dio benedica l’America). Con questa espressione il Papa ha concluso il suo discorso nella cerimonia di benvenuto nel parco della Casa Bianca, dove lo hanno accolto il presidente americano George W. Bush e la First Lady Laura Bush. Benedetto XVI ha ricordato lo spirito della libertà americana. «La libertà non è solo un dono, ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza». (Giornale.it di giovedì 7 aprile 2008).

Nella seconda tappa del viaggio pastorale in Liguria, Benedetto XVI incontrando i giovani in piazza Matteotti a Genova lancia un appello perche’ vengano messe al bando le bombe a grappolo. ”Vorrei ora ricordare - ha detto il Papa durante l’Angelus - un importante evento che avra’ inizio domani a Dublino: la Conferenza diplomatica sulle munizioni a grappolo, convocata allo scopo di produrre una Convenzione che interdica questi micidiali ordigni. Auspico che, grazie alla responsabilita’ di tutti i partecipanti, si possa giungere a uno strumento internazionale forte e credibile: e’ necessario infatti rimediare agli errori del passato ed evitare che si ripetano in futuro. Accompagno con la mia preghiera le vittime delle munizioni a grappolo e le loro famiglie, nonche’ quanti prenderanno parte alla Conferenza, formulando i migliori auguri di successo”. (Adnkronos 18 maggio 2008).

Gli Stati Uniti hanno ribadito oggi di considerare le bombe a grappolo un arma ‘essenziale per le truppe Usa e per la loro sicurezza’.
Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Tom Casey.
Questa la reazione all’accordo internazionale firmato oggi a Dublino da 11 Paesi per mettere al bando questi ordigni. Gli Stati Uniti, che non hanno aderito all’accordo, sono tra i maggiori produttori e utilizzatori di bombe a grappolo insieme a paesi come Israele, Russia, Cina, India e Pakistan. (ANSA 30 maggio 2008).

Aspetto di leggere qualche intervento autorevole, essendo questo un argomento che riguarda LA VITA di famiglie e bambini (come il Magistero del Papa ha da poco ribadito). Chi trovasse, in Omelie o Lettere di ecclesiastici accenni a questa evidente schizofrenia la invii per completare l’informazione. fra Beppe

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

5 risposte ↓

  • 1 "Feynman" Andrea // 31 Mag 2008 alle 17:35

    Devo dire che ho sentito parlare poco di questa questione. I vaticanisti e i giornali hanno toccato tutto sommato poco l’argomento, fermandosi più su altri aspetti di attualità.

    Io credo, in ogni caso, che il God Bless America di Benedetto XVI vada letto con più ampio respiro del solo aspetto militare e governativo. Ossia: l’America non va identificata con la politica del Governo cosi come una nazione non va confusa con chi la governa. La Santa Sede anche in passato (vedi guerra in Iraq) si è trovata su posizioni distanti da quelle di diversi governi. La ricerca di un dialogo e il portare la benedizione di Dio in mezzo alla gente secondo me sono gesti che possono aiutare ad avvicinare posizioni contrastanti, anche se poi, su certe posizioni, purtroppo, si resta distanti.

    Per chiudere mi viene in mente un episodio del Vangelo: Gesù guarisce la figlia di un centurione romano e gli dice che la sua fede lo ha salvato…ma come, pochi giorni dopo non sono i romani a metterlo in croce? Gesù benedice la folla di Gerusalemme che lo acclama con rami di ulivo… a distanza di 24 ore la piazza non grida ben altro contro di lui? Sono gli stessi? Sono altri?

    Andrea Macco

  • 2 francesco // 2 Giu 2008 alle 10:58

    secondo me il God bless America voleva dire ilumina le lro teste che spesso fan errori e falli ragionare per bene e per il meglio pero’ se io fossi stato lui durante la visita senza troppa diplomazia a bush avrei detto tutto cio’ che pensavo errori e e sbagli compresi. saluti fra.

  • 3 Anna // 4 Giu 2008 alle 09:39

    Sembra infatti che il Papa abbia invertito le cartelline dei discorsi, che dovesse salutare l’America con il discorso fatto a Genova:
    Dio benedica l’America perché si converta, maledetta che produce bombe a grappolo! Ma come si fa a passare sopra questa ipocrisia?
    Ho trovato questo commento su “Famiglia Cristiana” N. 17-27 aprile 2008 che secondo me spiega meglio i discorsi del Papa, che forse non ha potuto elencare nel dettaglio tutte le colpe degli americani, ma a grandi linee credo che le abbia citate tutte.
    ” CRITICHE ALLA SOCIETA’ AMERICANA CAPITALISTA E POCO SOLIDALE”
    Joseph Ratzinger non è stato per nulla tenero: liberi sì, ma bisogna essere anche solidali e attenti al bene comune.
    Nei tre giorni passati nella capitale americana, Joseph Ratzinger ha proposto una analisi assai severa, che ha scosso i vescovi e i cattolici.
    Ha parlato di “crollo preoccupante degli stessi fondamenti della società”, ha parlato di alienazione, di rabbia e contrapposizione, di crescente violenza, di indebolimento del senso morale e accresciuta dimenticanza di Dio.
    Ha detto che c’è ancora molto da fare, che non basta il modello di laicità positiva voluto dai Padri fondatori, il rispetto e la cittadinanza per tutte le religioni e il ruolo assunto nel dibattito pubblico americano delle fedi. Né è sufficiente ritenere che l’ideologia della libertà, scolpita nel simbolo della Statua della libertà a New York, salvi l’America dal relativismo, dalla confusione morale, dal secolarismo. E, ancora, da una “nozione di libertà distorta”.
    PENA DI MORTE E ARMI AI RAGAZZI
    Mentre il presidente invocava la difesa alla vita, a poca distanza dalla Casa Bianca i nove giudici della Corte Suprema, di cui cinque cattolici, riammettevano l’iniezione letale nelle esecuzioni capitali, bloccata da quasi tutti gli Stati federali, poiché giudicata inumana. La decisione è stata presa a maggioranza: sette contro due.
    E poco prima che il Papa arrivasse alla Casa Bianca, le televisioni nel prime time, i telegiornali più seguiti negli USA, annunciavano che nell’ultimo sondaggio sulla questione della diffusione delle armi da fuoco la maggioranza degli americani ritiene buona cosa che i ragazzini vadano a scuola armati.
    Ratzinger ha dedicato una parte del suo saluto al presidente al tema della libertà, che non è solo un dono, ma anche una responsabilità personale:
    “La difesa della libertà chiama a coltivare la virtù, l’autodisciplina, il sacrificio per il bene comune e un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati”.
    Alla fine, ha pronunciato la frase che ogni americano si ripete ogni giorno God bless America “Dio benedica l’America”. Ma Ratzinger in più ha lasciato agli americani una grande lezione.”
    Ho potuto trascrivere solo alcune frasi di questo articolo che come tutti i testi andrebbe letto interamente, per capire qualcosa, ma spero di aver aggiunto una briciola a questo dibattito sulla libertà legata alla giustizia, dfesa, ma senza armi e senza torture, senza distruggere colpevoli e innocenti insieme… come si fa?
    La fede cristiana fa dire che si può, e questo messaggio va divulgato, approvo che se ne parli, così nei prossimi sondaggi la maggior parte di… pensa che… e salvaguardiamo i diritti umani.

  • 4 Marco // 8 Giu 2008 alle 13:18

    God bless Italy, too.

    ora finalmente c’è un governo che garantisce le cose che sembra più stiano a cuore alla nostra Chiesa: stipendi pagati e libri gratis per le scuole cattoliche.

    Gli extracomunitari finiscono in prigione solo per non avere un pezzo di carta mentre gli italiani che corrompono, evadono le tasse e sono amici dei mafiosi fanno i ministri.

    Ma in fondo è un problema di traduzione:
    “Ero forestiero e mi avete ospitato (Mt 25,35)” è una traduzione arcaica: la nuova è “Ero scolaro e mi avete regalato i libri”.

    Faccio sempre più fatica a seguire questa nostra Chiesa: per il momento, come minima protesta, il mio otto per mille va ai fratelli Valdesi.

    Ero polacco,
    e mi avete chiamato “ubriacone”,
    ero albanese,
    e mi avete chiamato “scafista”,
    ero rumeno,
    e mi avete chiamato “violento”.
    Avete bestemmiato.

    Ero somalo,
    e mi avete rinchiuso in un centro,
    ero marocchino,
    e mi avete coperto d´insulti,
    ero senegalese,
    e avete sputato sui miei tappeti.
    Mi avete dato aceto da bere.

    Ero bulgaro,
    e non mi avete pagato il dovuto,
    ero nigeriana,
    e mi avete violentata,
    ero ucraina,
    e mi avete affidato vostra madre.
    Mi avete venduto per trenta denari.

    Ero zingaro,
    e avete avuto paura di me,
    ero accattone,
    e non mi avete lasciato un centesimo,
    ero senzatetto,
    ed avete sbarrato la porta.
    Ero forestiero e non mi avete accolto.

    (Tratto da: “Foglio di via” - il giornale di strada la voce dei senza dimora, set-ott 2006).

  • 5 "Feynman" Andrea // 11 Giu 2008 alle 12:48

    Per Marco:

    Molto molto bella la poesia finale.
    Il tuo commento dovrebbe farci riflettere tutti, al di la’ che lo sicondivida o meno. Esprime un malessere latitante…

    Andrea

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