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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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NO B DAY, INSULTI AL VESCOVO DI MILANO, RIPARTE LA TAV IN VALSUSA…

9 Dicembre 2009 · 3 Commenti

Non faccio politica_partitica, mastico politica_pensiero e stasera voglio rileggere con voi un testo, che ho nel cuore prima e più a fondo di ogni cronaca.

ODE ALLA VITA

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sè stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda

f b

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

3 risposte ↓

  • 1 enzo serafin // 10 Dic 2009 alle 07:53

    Assolutamente d’accordo con Neruda
    e con chi lo legge…Buon Natale

    enzo

  • 2 Anna Maria // 10 Dic 2009 alle 14:44

    Doppio invito: alla lettura di questi versi e all’uso di quella che Neruda chiama “ardente pazienza”. Grazie, Beppe!

  • 3 Francesca // 12 Dic 2009 alle 00:02

    bellissima e particolarmente vicina al mio pensiero
    non l’avevo mai letta tutta .
    grazie !!

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