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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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IL TRIANGOLO GIALLO

19 Maggio 2008 · 6 Commenti

Martin Niemöller (1892-1984), teologo e pastore luterano tedesco oppositore della prima ora al nazismo, venne arrestato nel 1937 dalla Gestapo su diretto ordine di Hitler, infuriato per un suo sermone. Rimase per otto anni prigioniero in vari campi di concentramento nazisti, finché non venne liberato. La poesia sulla quale si basa anche una  canzone di Christy Moore è del 1945. Si tratta di una “poesia contro l’apatia”, la “violenza della tranquillità”. Nei campi di concentramento, i prigionieri erano costretti a portare dei triangoli di stoffa colorata a seconda della categoria cui appartenevano. Si notino i colori: gli ebrei portavano un triangolo giallo sormontato dalla stella di David. Gli internati politici (comunisti e sindacalisti) portavano un triangolo rosso, gli omosessuali un triangolo rosa e i testimoni di Geova un triangolo porpora. I triangoli verdi erano riservati ai “delinquenti comini”, quelli neri ai cosiddetti “asociali”, quelli marroni agli zingari, quelli bianchi a chi aveva scioperato dal lavoro e, infine, quelli blu ai prigionieri di guerra dei paesi occupati.
Il testo viene spesso attribuito erroneamente a  Bertold Brecht. E’ una lettura attualissima, non vi pare? O pecco di preoccupazione sul mio Paese? fra Beppe

IL TRIANGOLO GIALLO

Triangolo nero, triangolo rosa, triangolo verde
triangolo rosso, triangolo blu, triangolo lillà
loro portavano il triangolo giallo.

Prima vennero per i criminali, e non parlai.
Poi cominciarono a prendere gli ebrei
e quando presero i sindacalisti
io non parlai.
Quando presero gli studenti di teologia
ammassarono gli omosessuali
e poi raccolsero gli immigranti e gli zingari.
Io non parlai.
Poi vennero per me
e non c’era più nessuno che potesse parlare.  (
Martin Niemöller)

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

6 risposte ↓

  • 1 Anna // 19 Mag 2008 alle 16:14

    Chi muore per ultimo, muore da solo… che cosa ci farebbe solo al mondo?
    Se avesse parlato prima sarebbe morto prima… Spiegami la poesia e l’attualità con oggi… Saranno alcune timide voci fuori dal coro a salvare l’Italia? L’Italia pensa di salvarsi con questo governo.

  • 2 maria // 19 Mag 2008 alle 17:53

    Leggendo la poesia mi è tornata i mente una canzone di Umberto Tozzi che nel 1991 cantava “vittime o carnefici / tanto prima o poi gli altri siamo noi”. La settimana scorsa a Bologna Umberto Eco ha tenuto un’interessantissima lezione sulla necessità di trovare un nemico che regali unità e identità a chi non li ha. Cosa ci maca per sentirci parte di un’umanità che non si piega alla legge del più forte, che fa tesoro della propria memoria (magari non solo con comode “giornate della memoria”, e gli altri 364 giorni?), che vive di collaborazione e non di competizione? Tacere significa “non mi riguarda” ma io sono figlia di don Milani e credo che mi riguardi, e come! Maria

  • 3 fr. andrea v. // 20 Mag 2008 alle 10:24

    davvero bella questa lirica di Niemöller, non la conoscevo.
    Grazie Beppe!
    Saluti da una Padova a mollo dopo giorni di pioggia…
    pax
    fav

  • 4 ermagister // 20 Mag 2008 alle 14:58

    Beppe, mi hai spinto a qualche approfondimento su wikipedia, oltre a qualche polemica sulle posizioni iniziali di Niemoller, un’attualissima versione del testo è quella dei NoFx

    “First they put away the dealers,
    keep our kids safe and off the street.
    Then they put away the prostitutes,
    keep married men cloistered at home.
    Then they shooed away the bums,
    then they beat and bashed the queers,
    turned away asylum-seekers,
    fed us suspicions and fears.
    We didn´t raise our voice,
    we didn´t make a fuss.
    It´s funny there was no one left to notice
    when they came for us. ”

    http://en.wikipedia.org/wiki/NoFX

  • 5 francesco // 20 Mag 2008 alle 20:09

    calma e gesso beppe qui nessun parladi lager pero’ un minimo di ordine ci vuole e ripeto come disse il cofferati il principio 1 della democrazia e’ la legalita’ quindi chi delinque italiano o straniero che sia venga severamente punito e basta. saluti e baci francesco.

  • 6 daniele // 27 Mag 2008 alle 16:30

    La Sicurezza. Con la S maiuscola.
    Una pronuncia sibilante, degna del miglior serpente biblico!

    La situazione sociale nelle nostre città per troppo tempo è stata trascurata. Forse per sciatteria, forse perché “tanto domani governa qualcun altro” la situazione è diventata esplosiva.
    Perché nessuno l’ha governata.
    E’ bastata una scintilla e sono scoppiati vari incendi.
    Sembra che qualcuno abbia scoperchiato il vaso di Pandora. La gente è inferocita non solo verbalmente.
    Se volete farvi andare di traverso la giornata leggetevi i commenti alle notizie di cronaca dei quotidiani nazionali!
    Qui a Roma in tre giorni ci sono stati due raid punitivi. Uno in un quartiere popolare contro negozi bengalesi, uno alla Sapienza contro studenti che appendevano manifesti. Nel primo caso la ronda voleva punire uno scippo, nel secondo il fatto che il rettore dell’Università ha negato a Roberto Fiore (!), leader di Forza Nuova (!) di tenere un’assemblea sulle foibe alla facoltà di Lettere.
    La reazione dei lettori?
    Semplice. Che centra il fascismo? Le ronde non esistono. La colpa è dell’immigrato, anche se è regolare. Il suo negozio è una copertura di attività illecite. Se l’è voluta.
    Gli studenti di sinistra hanno fischiato il Papa, tirano le molotov e sono tutti fuori corso. E poi chi ci dice che non sia una montatura per far ricadere la colpa su altri?
    Il fatto che da anni la Digos rediga rapporti sulla pericolosità eversiva di gruppi ben determinati di estrema destra non conta.
    Fatto sta che Roma stia diventatando una città più pericolosa e violenta per opera di cittadini italiani (dati del Viminale e dell’ISTAT) Ma questo non conta.

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