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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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CANTA E CAMMINA!

28 Novembre 2009 · 2 Commenti

Ultimo sabato dell’Anno Liturgico, ultimo Ufficio di Letture, ritorna sant’Agostino e ancora una volta ci incoraggia così:

“Cantiamo qui l’alleluja, mentre siamo ancora privi di sicurezza, per poterlo cantare un giorno lassù, ormai sicuri. Perchè qui siamo nell’ansia e nell’incertezza. E non vorresti che io sia nell’ansia, quando leggo: Non è forse una tentazione la vita dell’uomo sulla terra? (Giobbe 7,1). Pretendi che io non stia in ansia, quando mi viene detto ancora: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione”? (Matteo 26,41). Non vuoi che io mi sento mal sicuro, quando la tentazione è così frequente, che la stessa preghiera ci fa ripetere: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”? (Matteo 6,12). Tutti i giorni la stessa preghiera e tutti i giorni siamo debitori! Vuoi che io resti tranquillo quando tutti i giorni devo domandare perdono dei peccati e aiuto nei pericoli? Infatti, dopo aver detto per i peccati passati: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, subito, per i pericoli futuri, devo aggiungere: “E non ci indurre in tentazione” (Matteo 6,13). E anche il popolo, come può sentirsi sicuro, quando grida con me: “Liberaci dal male”? (Matteo 6,13). E tuttavia, o fratelli, pur trovandoci ancora in questa penosa situazione, cantiamo l’alleluja a Dio che è buono, che ci libera da ogni male. Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti dagli altri e da noi l’alleluja. “Dio infatti è fedele; e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze” (I Corinzi 10,13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluja. L’uomo è ancora colpevole, ma Dio  è fedele. Non dice: “Non permetterà che siate tentati”, bensì: non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla” (I Corinzi 10,13). Sei entrato nella tentazione, ma Dio ti darà anche il modo di uscirne, perché tu non abbia a soccombere alla tentazione stessa: perché, come il vaso del vasaio, tu venga modellato con la predicazione e consolidato con il fuoco della tribolazione. Ma quando vi entri, pensa che ne uscirai, “perchè Dio è fedele”. Il Signore ti proteggerà da ogni male… veglierà su di te a quando entri e quando esci (Salmo 120,7s). ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttible, allora cesserà anche ogni tentazione, perché “il corpo è morto”. Perché è morto? “A causa del peccato”. Ma “lo Spirito è vita”. Perché? “A causa della giustificazione” (Romani 8,10). Abbandoneremo dunque come morto il corpo? No, anzi ascolta: “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti, darà la vita anche ai vostri corpi mortali” (Romani 8,10s). Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre, mentre allora sarà in quella celeste. O felice quell’alleluja cantato lassù! O alleluja di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, mentre lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. cantiamo da viandanti. Canta, ma cammina. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina. che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santità. Vi sono infatti, secondo l’Apostolo, alcuni che progrediscono sì, ma nel male. Se progredisci è segno che cammini, ma devi camminare nel bene. Devi avanzare nella retta fede, devi progredire nella santità. Canta e cammina.”

Tags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

2 risposte ↓

  • 1 Anna Maria // 30 Nov 2009 alle 07:28

    Ti ho detto ieri della commozione suscitata dalle parole di sant’Agostino. Sono incoraggiamento e sprone, in un momento di svolta, a operare una svolta, al resistere al grumo della stasi, a opporre all’affanno il proseguir cantando. Grazie!

  • 2 Anna // 1 Dic 2009 alle 02:39

    Sono andata a rileggermi! Davvero, con un po’ di vergogna lo confesso. sono andata a rileggere il commento a questo brano del 2007, perché ricordavo di averlo letto e commentato, ma non avevo la minima idea di quello che avevo scritto. Ero curiosa di verificare se avevo scritto solo delle belle parole o se davvero avevo fatto un po’ di cammino.
    Direi di sì. Ho vinto alcune tentazioni, ho trovato un modo. Come dice Gesù, sono stata salvata dalla fede.
    Ma ottenere un cambiamento nei comportamenti degli altri è stato difficilissimo. Possibile, ma difficile.
    In questi anni ho notato quanto sia grande il problema della dipendenza e attribuisco a questo problema la difficoltà a scegliere il nostro vero bene.
    Cova in ognuno di noi la dipendenza da qualcosa o da qualcuno. Se facciamo un elenco delle dipendenze nella nostra società c’è da rabbrividire. ddNon rispondetemi che è normale. Può darsi che sia normale, ma libertà è meglio. Faccio degli esempi. Se san Francesco sposa madonna povertà, diventa dipendente dalla sua sposa, ma la sua scelta è libera, in realtà non è dipendente da un bel niente, ed è felice.
    Il giovane ricco che dipendeva dai suoi beni, non è stato libero di scegliere Gesù ed era triste, perché in realtà amava Gesù e non i suoi beni.
    Concludo che può camminare e cantare solo chi si libera delle sue dipendenze.
    Secondo me “dipendenza” è la chiave moderna della tentazione. Che cos’è la dipendenza se non una irresistibile tentazione?

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