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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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PREGHIERA E RIFLESSIONE, LA COMUNITA’ DI SAN MARCO A ROMA

15 Marzo 2008 · 4 Commenti

Oggi, sabato 15 marzo, Solennità di san Giuseppe”delocalizzata” dal 19, la Comunità Parrocchiale di san Marco Evangelista offre ai suoi collaboratori laici più vicini un’occasione per riflettere e pregare. E’ il ritiro di fine Quaresima che raccoglie Consiglio Pastorale, catechisti e animatori, Frati e Sorelle, tutte persone che hanno ricevuto il “mandato” parrocchiale a inizio anno. Ma ogni riflessione quest’oggi ha come orizzonte inevitabile le decisioni che il Capitolo Provinciale Straordinario prenderà a fine mese, anche su questa presenza a Roma.

E allora: memoria, impegno, prospettive; affidamento al disegno che il Signore costruisce a poco a poco nella carne della storia delle persone. E responsabilità di fronte alle necessità della Chiesa, che ci chiede di prendere il largo. Da dove? Su quali rotte? Verso quali porti? E’ giusto e bello che tutti ci mettiamo davanti a queste domande, con umiltà e coraggio. In comunione responsabile.

Navigatore internauta, curioso sbirciatore di blog, prega il Signore dei naviganti perché ci mostri le stelle, ci metta in mano il sestante e ci carichi di audacia profetica. E conceda al timoniere di tenere sempre la barra dove lui vuole, lui il comandante.

Tags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

4 risposte ↓

  • 1 marghe // 15 Mar 2008 alle 14:14

    La serenità, il coraggio e la saggezza vi accompagnino nel viaggio verso il Capitolo Provinciale Straordinaro. E tutti gli amici di S. Francesco continueranno ad accompagnarvi con la prehiera perchè il Signore doni a ciascuno “lo stupore per i cielo stellato”…perchè è solo di notte che le stelle si possono vedere. E l’audacia profetica di accogliere la LUCE che SORGERA’ COME AURORA per indicarci la direzione giusta.
    In comunione di preghiera
    Sr Marghe

  • 2 francesco // 20 Mar 2008 alle 22:58

    ciao beppe vedo ahime’ che siam sulla stessa barca insomma le ns due comunita’ san francesco di bolzaneto e san marco evangelista rischian diciam la chiusura , che dire il Signore illumini le teste pensanti di Padova e nn solo e faccian rimanere i frati che son pure sacerdoti e pastori d’anime in questi due quartieri bisognosi della Parola di Dio , insomma er farla breve lasciam i frati dove ce ne’ bisogno e se poi la provincia nn se la sentisse piu’ di tener ste due comunita’ si puo’ sempre cederle ad altre provincie perche’ no siam nel mondo globale. va bon pace e ben a tutti quanti e buona e santa Pasqua. ps vade retro satana ci sima capiti beppe vero?ciao francesco di bolzaneto.

  • 3 Paola // 26 Mar 2008 alle 08:41

    Ciao Beppe, ieri sera nella cappella dei Giuliani e Dalmati c’erano almeno tre generazioni che hanno voluto pregare. C’era paura, nostalgia, anche rabbia, c’era voglia di rendere grazie per il dono di aver avuto dei frati nella nostra parrocchia ma c’era soprattutto la consapevolezza che Dio non abbandona il suo popolo, che possiamo fidarci della Sua volontà, perché come dice S. Paolo ai Romani “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”.
    Che lo Spirito sia vicino ai frati riuniti in Capitolo, perché qualunque decisione sia veramente illuminata, e non presa soltanto seguendo logiche meramente umane.
    Buona giornata
    Paola

  • 4 Marina // 26 Mar 2008 alle 22:26

    Ciao Beppe
    domani sarà il giorno della grande decisione. Mi sembra una roulette russa: m’é andata bene stavolta ma la prossima? oppure: m’è andata male subito e i frati della patavina ci lasciano.
    E’ vero mi sento tradita, pugnalata alle spalle proprio ora che - dopo una prima volta che l’avevamo “sfangata” - ci sentivamo oramai al sicuro: San Marco sarebbe rimasta con la provincia di Padova.
    Ma perchè poi provo tanto risentimento?
    Devo dire la verità: vengo da una parrocchia diocesana che però ho lasciato 30 anni fa (sono così tanti gli anni che abito in questo quartiere di Roma? accidenti come passano gli anni!) eppure da quella parrochia é venuto fuori un vescovo e due sacerdoti. Perchè allora tanta paura nel passare alla diocesi di Roma? Certo é che non avremo più i francescani ma é anche vero che in questa zona di Roma ne siamo “circondati” : il collegio Seraphicum, la Cittadella alle Tre Fontane, la parrocchia della provincia Romana dei Santi Pietro e Paolo. Quindi volendo avremmo tutte le possibilità di continuare il “discorso e l’insegnamento” francescano.
    Il francescanesimo non si può dimenticare o cancellare con un colpo di spugna!
    Sono inoltre sicura che potremmo avere dei validissimo sacerdoti di altri ordini che potrebbero ben lavorare e continuare l’opera con una comunità di San Marco che ha alle basi persone che sono sempre rimaste all’interno della parrocchia e non si sono mai allontanate nel corso di decenni (scusa se é poco ma una bella incensata ci vuole proprio!) .
    In 30 anni ho avuto la possibilità di formarmi con diversi sacerdoti che si sono succeduti a San Marco e io sono sempre qui. Non ho paura, mi sento pronta a tutto, la fede non si può cancellare, dimenticare, abbandonare perchè cambia un parroco, perchè va via il sacerdote della pastorale giovanile o il mio “frate preferito”. Prego perchè il Signore mi dia sempre la forza e mi indichi sempre la strada giusta per essere VERA testimone del suo insegnamento sia che in parrocchia ci sia un francescano, un domenicano, un rosminiano, un diocesano, un salesiano e chi più ne ha più ne metta!!!!!

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