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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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OMELIA DELLA VI DOMENICA DI PASQUA 2012

13 Maggio 2012 · Nessun Commento

Ops! La tecnologia ha fatto cilecca! Pace all’anima sua (sua del registratore Mp3).

La frase di Pietro - I Lettura dagli Atti - “sono un uomo anch’io”, e la motivazione successiva “Dio non fa preferenze di persone”, siano il nostro manuale nelle relazioni, nelle valutazioni.

Gesù non aggiunge un altro comandamento, ma mette lì il fondamento di tutti i comandi, regolamenti, osservanze, tradizioni, devozioni, novene, rosari, indulgenze e quant’altro: AMARE COME LUI HA AMATO. Dare vita, cioè tempo, attenzione, sostegno, spazio nel cuore. Tutto il resto sono dettagli

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DALLA LETTERA A DIOGNETO UNA RIFLESSIONE BELLA, ALTA, SERIA

9 Maggio 2012 · Nessun Commento

Condivido il testo che la Liturgia delle Ore ci offre alla meditazione oggi; è preso dalla Lettera  a Diogneto, e da sempre alimenta la mia “collocazione” nel panorama variegato e a volte contraddittorio della teologia a proposito” della presenza” della Chiesa nella società.

“I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano.
Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il talamo.
Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma, con il loro modo di vivere, sono superiori alle leggi.
Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia.
Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente e ricambiano con l’onore. Pur facendo il bene, sono puniti come malfattori; e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse loro la vita. I giudei fanno loro guerra, come a gente straniera, e i pagani li perseguitano. Ma quanti li odiano non sanno dire il motivo della loro inimicizia.
In una parola i cristiani sono nel mondo quello che è l’anima nel corpo. L’anima si trova in tutte le membra del corpo e anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L’anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo. Anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile, anche i cristiani si vedono abitare nel mondo, ma il loro vero culto a Dio rimane invisibile.
La carne, pur non avendo ricevuto ingiustizia alcuna, si accanisce con odio e muove guerra all’anima, perché questa le impedisce di godere dei piaceri sensuali; così anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto ingiuria alcuna, solo perché questi si oppongono al male.
Sebbene ne sia odiata, l’anima ama la carne e le sue membra, così anche i cristiani amano coloro che li odiano. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo. Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo. L’anima immortale abita in una tenda mortale, così anche i cristiani sono come dei pellegrini in viaggio tra cose corruttibili, ma aspettano l’incorruttibilità celeste.
L’anima, maltrattata nei cibi e nelle bevande, diventa migliore. Così anche i cristiani, esposti ai supplizi, crescono di numero ogni giorno. Dio li ha messi in un posto così nobile, che non è loro lecito abbandonare.”

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DE AMICITIA. AL SERAPHICUM (ROMA) SABATO 12

8 Maggio 2012 · Nessun Commento

Segnalo un interessante appuntamento per gli internauti di Roma e dintorni.

L’amicizia nella logica del dono. Convegno presso La Facoltà Teologica Seraphicum-San Bonaventura, Roma.

volantino-convegno

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OMELIA DELLA V DOMENICA DI PASQUA 2012

6 Maggio 2012 · Nessun Commento

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ieri sera, piazza giuliani e dalmati luna piena tra le fronde dei pini di Roma

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CAMMINANDO SI APRE IL CAMMINO. DIECI ANNI FA VANNA.E NON SOLO

1 Maggio 2012 · 2 Commenti

Dieci anni fa, tanti amici fa, quando la cooperativa sociale Coompany era piccola, di numeri, di fatturato, ma non di legami, convinzioni, speranze. Dieci anni fa il suo Presidente se andava in Cielo, dove altri l’aspettavano e dove altri l’hanno raggiunta.

“Chissà se mi prenderanno ancora in Cooperativa” continuava a dire Roberta, che uscita dal carcere morirà pochi anni dopo, in una brutta sera di settembre. Vanna le dedicò la tesi che le permise di diventare Educatore Professionale. Condivido le parole dell’introduzione per esprimere ancora una volta il senso del cammino che la Coompany tutta continua ad aprire.

“Roberta cantava le canzoni dei bambini, i tanti bambini ospiti della nostra Casa di Saint Nicolas. Cantava canzoni da bambini, e diceva che forse da bambina non aveva avuto il tempo di cantarle, perché la roba le aveva portato via ogni sogno di adolescenza e di giovinezza. E’ l’eredità che mi lasci, Roby,  e che io voglio trasformare in impegno, da subito, con queste pagine, e giorno per giorno,da oggi, con il mio lavoro, perché le voci di chi vive in carcere o sulla strada non restino annuncio che non trova profeta, e soprattutto perché tu, in quell’estate piena di sogni e di promesse, non abbia cantato invano. Ciao Roby, la mia tesi è dedicata a te.”

Un’amica della prima stagione, Simona Borelli, mi autorizza a pubblicare un suo racconto breve inedito, i protagonisti li conoscete bene tutti! Le foto vogliono richiamare alla memoria luoghi e persone, emozioni e gioie.

“E’ Aprile, tra una settimana è Pasqua.

Oggi il cielo è limpido, l’aria tersa; mi avvicino alla libreria ed un attimo dopo lo stringo tra le mani.

Copertina di cartoncino rigido, sfondo bianco; in cima l’autore, scritto in azzurro, poi i l titolo e sulla sinistra la figura di un bambino stilizzata, con una sciarpetta gialla al collo, che sta prendendo il volo, attaccato … ad uno stormo di colombi .

Nella prima pagina una dedica: “Sorrido a ognuno che incontro per dirgli: sono felice che tu esista”

Sorrido e mi commuovo …

20 anni prima

Roberto ci accoglie col suo sorriso, jeans e camicia azzurra con le maniche arrotolate fino al gomito.

Io e Vanna ci guardiamo: emozionate e curiose di intraprendere questa nuova avventura di cui non vediamo l’ora di conoscere ogni dettaglio.

“Dottoresse!Prima di illustrarvi ogni cosa, vi chiedo solo un attimo” e si alza

Vanna mi guarda, scrollo le spalle e allargo le braccia.

Roberto riappare con una pila di libri in mano; annuncia trionfante e gioioso: “Ecco il mio personale regalo per ciascuno di noi, sarà la nostra Bibbia, fonte ispiratrice dell’opera della nuova Cooperativa. Ispirerà i pensieri e il modo di operare di ciascuno di noi”.

Il libro ha una copertina di cartoncino, sfondo bianco … di lato, intravedo la figura stilizzata di un bambino ….

Riesco a leggere il titolo: “Il piccolo principe”.

Sono in piedi, davanti alla libreria e non riesco a trattenere qualche lacrima.

Quelle parole risuonano nella testa e nel cuore:

“Se vuoi un amico devi addomesticarmi”, disse la volpe.

[…] “Ma piangerai”, disse il Piccolo Principe.

“Certo”, disse la volpe.

“Allora che ci guadagni?”, chiese il Piccolo Principe

“Ci guadagno il colore del grano” rispose la volpe

Esco in cortile.

La Casa Alpina svetta contro il cielo azzurro e sfolgorante per i raggi del sole.

P. Beppe mi accoglie con un abbraccio ed un sorriso.

“Fatto buon viaggio?”, poi senza aspettare risposta mi prende la pesante valigia, “Vieni, andiamo in Casa così puoi prendere qualcosa per rinfrescarti e ti presento Francesca ed il resto della banda”.

Guardo verso l’ingresso: e li vedo … Vanna e Roberto …

Hanno svoltato l’angolo del nostro orizzonte da tanto tempo, ma io li vedo li.. ….

Non sono soli; accanto a loro, un po’ più piccolo, di lato, un bambino: ha una sciarpa gialla intorno al collo e agita la mano in segno di saluto.

È piccolo, non ha nulla di speciale a ben guardarlo, un bambino come tanti altri.

Francesca mi accoglie “come-una-di-famiglia”.

Ricambio e non riesco a trattenere un’altra lacrima: “Eh, si … Piccolo Principe- bambino …

Abbiamo i capelli un po’ più bianchi, qualcuno è stempiato … ma da te abbiamo imparato che un tempo tutti siamo stati bambini … e possiamo ricordarlo! e trovare Gioia autentica ed insostituibile ogni volta che addomestichiamo qualcuno o ci lasciamo docilmente addomesticare”. “

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OMELIA DELLA IV DOMENICA DI PASQUA 2012

28 Aprile 2012 · Nessun Commento

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RELAZIONE SU “LA FESTA” AL CONVEGNO IN PREPARAZIONE A MILANO 2012

28 Aprile 2012 · Nessun Commento

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SUSA, DOMENICA 23 APRILE 1972

23 Aprile 2012 · 4 Commenti

Condivido questa memoria nel mio 40° di Sacerdozio con le parole di Dag Hammarskjod, che anche i miei padrini di Battesimo, Tonino e Rina Guidugli di La Spezia, hanno utilizzato nel loro 50° di Matrimonio:

O Signore,

per tutto ciò che è stato:

grazie!

Per tutto ciò

che sarà:

sì!

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campanile della chiesa di san Francesco d’Assisi, Susa

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FAMIGLIA LAVORO E FESTA. (PER GLI AMICI DI ROMA)

22 Aprile 2012 · Nessun Commento

In vista del Convegno mondiale delle famiglie a Milano, dal 30 maggio a domenica 3 giugno 2012, la Facoltà Teologica  Seraphicum San Bonaventura organizza un Convegno di preparazione, che permette alla maggioranza di famiglie e operatori pastorali che non saranno presenti a questo evento, una riflessione e un aggiornamento. Terrò io stesso una delle relazioni (La festa).
28-aprile-famiglia la locandina

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OMELIA DELLA III DOMENICA DI PASQUA 2012

22 Aprile 2012 · Nessun Commento

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OMELIA DEL MATRIMONIO DI PAOLO E FEDERICA al santuario del Divino Amore Roma, Sabato 21.04.2012

21 Aprile 2012 · Nessun Commento

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Dal libro dell’Esodo (20,1-17)

Salmo Responsoriale (Sal 102)

Dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi (7,32-35)

Dal Vangelo secondo Luca (6,27-36)

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FRANCESCO. CANTO DI UNA CREATURA di Alda Merini

20 Aprile 2012 · Nessun Commento

Dio mi ha messo in mano
una cetra
e ho cominciato a cantare
le meraviglie dell’universo
e soprattutto le meraviglie di Dio.

Oh, è molto più del sole,
lo sguardo di Dio
raggiunge anche l’inferno.
Io sono passato dall’inferno
al paradiso del suo sguardo,
e anche se ero nudo
sentivo in me un immenso calore.

Dio mi ha salvato
dall’acqua del tradimento,
Dio mi ha reso
apostolo dei sogni.

Da Francesco.Canto di una creatura, Alda Merini, Frassinelli Ed. 2007, pg 14-15.

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OMELIA DELLA II DOMENICA DI PASQUA

15 Aprile 2012 · Nessun Commento

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DON PIERO TUBINO, GRAZIE PER L’INSEGNAMENTO E L’ESEMPIO

14 Aprile 2012 · Nessun Commento

E’ morto don Piero Tubino, testimone della carità concreta, della testimonianza pubblica, del servizio al bene comune nella città di Genova. I suoi gesti e le sue parole ci incoraggiano a scelte, a politiche, a riflessioni che siano a favore degli ultimi, dei senza garanzie, dei piccoli. Grazie don Piero.

Condivido qualche testimonianza.

Don Piero Tubino morto, Repetto ricorda monsignore
«Don Tubino, un prete che è stato un punto di riferimento – dice Alessandro Repetto - per molti uomini e donne della mia generazione. Ci ha insegnato ad essere protagonisti e non spettatori della nostra vita, ci ha testimoniato che la ‘carità’ deve essere vissuta e non solo raccontata, ci ha indicato i valori per i quali vale la pena lottare, ci ha donato la ricchezza della sua fede autentica e liberatoria. Grazie Don Piero, con te scompare un pezzo importante del cuore solidale di Genova, la Superba».

“Con la scomparsa di don Tubino la città di Genova perde una figura di primo piano nella difesa dei diritti, un simbolo della sua intima vocazione alla solidarietà”.
Sono le parole del sindaco di Genova Marta Vincenzi.
“Dieci anni fa - prosegue Vincenzi - gli venne assegnato il Grifo d’oro, il maggiore riconoscimento dell’amministrazione, proprio per il suo impegno nella costruzione di una città solidale, attenta ai bisogni sociali, fattivamente vicina ai più poveri.
Insieme al rimpianto per la sua figura e per la sua opera, esprimo la speranza che questo impegno possa continuare e trovare nuova linfa in una città sempre più aperta, concretamente protesa alla difesa dei deboli e degli emarginati, attenta ai più autentici valori dell’uomo”.

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QUELLO CHE AVRETE FATTO ALLA PIU’ PICCOLA DELLE COOPERATIVE SOCIALI …!

12 Aprile 2012 · Nessun Commento

Tempo di dichiarazione dei redditi - per chi redditi ne ha - tempo di scelta del 5×1000 da destinare a qualche Onlus. Sono infinite, lo so, e magari non tutte dello stesso livello di serietà e impegno sociale. Come ogni anno io ve ne propongo una, con la quale collaboro: la COOMPANY& di Alessandria, impegnata nell’inserimento al lavoro di persone svantaggiate, sulla base della Legge 381. Il suo codice fiscale da inserie è

01576870065

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OMELIA DELLA PASQUA DI RISURREZIONE 2012

8 Aprile 2012 · 2 Commenti

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PASQUA. E HO DETTO TUTTO!

7 Aprile 2012 · Nessun Commento

Così scriveva Dietrich Bonhoeffer nel 1928:
“Siamo vicini al Venerdì santo e alla Pasqua,
ai giorni delle azioni strapotenti
compiute da Dio nella storia;
delle azioni nelle quali il giudizio di Dio e la grazia di Dio
divennero visibili a tutto il mondo:
giudizio in quelle ore,
in cui Gesù Cristo,
il Signore, pendette dalla croce.
Grazia in quell’ora,
in cui la morte fu inghiottita dalla vittoria.
Non gli uomini hanno fatto qui qualcosa,
no, soltanto Dio lo ha fatto.
Egli ha percorso la via verso gli uomini
con infinito amore. Ha giudicato
ciò che è umano.
E ha donato grazia
al di là del merito. ”

“Attraverso la porta semiaperta della baracca vidi che il pastore Bonhoeffer, prima di svestire gli abiti del prigioniero, si inginocchiò in profonda preghiera col suo Signore. La preghiera così devota e fiduciosa di quell’uomo straordinariamente simpatico mi ha scosso profondamente. Anche al luogo del supplizio egli fece una breve preghiera, quindi salì coraggioso e rassegnato alla scala del patibolo. La morte giunse dopo pochi secondi. Nella mia attività medica di quasi cinquantanni non ho mai visto un uomo morire con tanta fiducia in Dio.”
Così ha testimoniato il medico delle SS che vide morire il pastore Bonhoeffer.
Per questa Pasqua auguro a me stesso e a tutti di coltivare ogni giorno la stessa fiducia in Dio, per poter un giorno morire con la stessa fiducia in Dio.

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MELITONE DI SARDI, MARTIRE NEL 190 d.Ch. ci aiuta nella preghiera, oggi GIOVEDI SANTO

5 Aprile 2012 · Nessun Commento

Dall’«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 65-67; SC 123, 95-101)

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, «al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen» (Gal 1, 5 ecc.). Egli scese dai cieli sulla terra per l’umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell’uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.
Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall’Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.
Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l’iniquità e l’ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l’Egitto.
Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.
Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell’agnello fu sgozzato.
Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato.
Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli. Egli è l’agnello che non apre bocca, egli è l’agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnello senza macchia. Egli fu preso dal gregge, condotto all’uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l’umanità dal profondo del sepolcro.

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OMELIA DELLA V DOMENICA DI QUARESIMA 2012

24 Marzo 2012 · Nessun Commento

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GAUDIUM ET SPES, LUCTUS ET ANGOR

23 Marzo 2012 · Nessun Commento

Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Partito della Libertà e quindi esponente della sua “filosofia” e della sua concezione di società, stamattina dice che ”Quando leggo che Bossi e’ contrario ad una riforma del mercato del lavoro che rappresenta una richiesta storica del mondo produttivo del Nord, quando constato che il serio riformismo di esponenti del Pd come il professor Pietro Ichino viene sostanzialmente ignorato se non deriso, quando apprendo che la Conferenza episcopale italiana sente il dovere di intervenire nel merito di una questione con motivazioni che nulla hanno a che fare con la fede e che sono pure molto discutibili nel merito, mi chiedo chi si occupa veramente degli interessi dell’Italia?”.

Quando hai un po’ tempo, vai a rileggere l’incipit della Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo del Concilo Vaticano II, che suona così “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità, infatti, è composta di uomini i quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia.”

Nulla hanno a che fare con la fede?????? Se vuoi chiudere la fede in sacrestia, o nell’intimo della singola persona, o nei recinti del sacro e del rituale che non disturba, non fa discernimento sulla vita collettiva, allora sì; ma se la fede è sequela di Cristo, Verbo che si è incarnato, allora l’insegnamento del Magistero espresso nella GS ha intatto tutto il suo valore, con buona pace di Bondi.

f b

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ASCOLTATELI, NON COSTA NULLA E SVILUPPA IL CERVELLO

20 Marzo 2012 · 1 Commento

Condivido il volantino_appello relativo alla iniziativa Notav in atto: un digiuno pubblico a staffetta. Leggete, leggete, leggete!

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OMELIA DELLA IV DOMENICA DI QUARESIMA 2012

18 Marzo 2012 · Nessun Commento

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OMELIE DELLA III DOMENICA DI QUARESIMA 2012 - ADULTI E BAMBINI

10 Marzo 2012 · Nessun Commento

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OMELIA DELLA II DOMENICA DI QUARESIMA 2012

4 Marzo 2012 · Nessun Commento

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MA GUARDA UN PO’. INCREDIBILE. UTILE.

4 Marzo 2012 · Nessun Commento

Il Corriere stamattina pubblica un interessantissimo - e utile - pezzo circa le grandi opere e il progetto del Governo su come “iniziare” le procedure, magari imitando la Francia (proprio LEI). A me sembra una pudica velina governativa che dice “scusate, ma ci piacerebbe fare così, ma ormai…”, “avete ragione voi perché nessuno ha fatto così in Italia, ma non possiamo fare figuracce”. Sottolineo la parte per noi NOTAV più importante. Fate conoscere.

Sei mesi di consultazioni sui progetti

Cambiano le regole per le Grandi opere. Il governo adotta
il modello francese che punta alla «democrazia partecipativa»

ROMA - Per costruire una grande opera dovrà essere effettuata una consultazione preventiva con tutti i soggetti interessati. Il governo Monti decide di cambiare le regole in materia di lavori pubblici e studia un provvedimento simile a quello introdotto in Francia nel 1995 che, assicurano gli esperti, ha ridotto dell’80 per cento la conflittualità riguardo alla realizzazione di progetti che hanno un impatto ambientale. Il piano è in fase avanzata, già entro la fine del mese potrebbe arrivare il testo del disegno di legge da sottoporre all’esame del Parlamento.Il via libera definitivo è arrivato durante la riunione convocata due giorni fa a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza delle contestazioni del movimento No Tav. E i componenti dell’esecutivo si sono trovati d’accordo sulla necessità di accelerare i tempi perché, come ha sottolineato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri «prima si fa, meno tensioni di piazza si rischia di generare». Era stato il responsabile dello Sviluppo economico Corrado Passera, qualche settimana dopo la sua nomina a ministro, ad avviare la procedura per arrivare a una modifica dell’attuale normativa. La pratica era stata affidata al presidente dell’Osservatorio della Torino-Lione Mario Virano che in questi mesi ha effettuato numerose audizioni e due settimane fa ha incontrato i sindaci di tutta Italia proprio per illustrare il programma e ottenere suggerimenti. La sua relazione è nella fase della stesura finale, poi spetterà ai tecnici ministeriali mettere a punto l’articolato.
Il modello è quello del Débat Public, procedura in vigore in Francia grazie alla legge Barnier, che da 17 anni garantisce la cosiddetta «democrazia partecipativa». Al momento di avviare l’iter per la costruzione di un’opera pubblica, «il promotore deve presentare uno studio di fattibilità che tenga conto di tutti i fattori relativi alla realizzazione visto che presentano forti sfide socioeconomiche oppure hanno un impatto significativo sull’ambiente e sull’assetto del territorio». Oltre a questi fattori, si devono indicare i costi, i tempi, le conseguenze sull’occupazione e sull’economia del luogo scelto. A quel punto spetta a una sorta di Autorità di controllo - in Francia è una Commissione nazionale - convocare tutte le parti che possono avere un interesse e dunque i sindaci, gli abitanti dell’area, le associazioni ambientaliste e chiunque altro sia in grado di fornire elementi positivi o negativi. Ci sono sei mesi di tempo per effettuare le consultazioni, poi deve essere resa pubblica la valutazione finale indicando ogni parere espresso nel corso dell’istruttoria.
La parola torna così al promotore che non è obbligato ad accettare i suggerimenti, ma ha la consapevolezza - qualora decida di non tenerne conto - che in caso di conflittualità o contestazioni non avrà alcuna tutela o collaborazione da parte delle istituzioni, visto che aveva ricevuto una sorta di avviso preventivo. È prevista anche la rinuncia, se si ritiene che il progetto sia troppo complicato da portare a termine. Ma gli analisti assicurano che l’esperienza francese dimostra come in realtà si decida sempre di seguire le indicazioni ottenute dall’Autorità di controllo, proprio per avere la strada spianata al momento di dare il via ai lavori.
Durante la riunione di due giorni fa il ministro Passera ha illustrato questa procedura, evidenziando come il progetto iniziale sulla Tav sia stato modificato più volte il progetto e specificando che molti problemi - soprattutto con i cittadini e gli amministratori locali - sarebbero stati evitati se le consultazioni fossero avvenute prima dell’approvazione. Una linea sposata in pieno dal premier Mario Monti, che ha ricevuto il consenso dei ministri e in particolare della responsabile del Viminale. Del resto è stata proprio lei, in questi ultimi giorni, a sollecitare l’avvio di una nuova trattativa con i sindaci della Val di Susa per concedere privilegi a chi si schiererà a favore della Torino-Lione. In Italia esiste infatti una normativa che prevede la «partecipazione del pubblico» ma in realtà si riduce ad un annuncio a pagamento da pubblicare su due giornali per annunciare il progetto che nessuno legge e soprattutto che nessuno è in grado di far modificare visto che non esiste alcun organismo specifico al quale rivolgersi per contestarne la validità.

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DA PROFESSORE A SEGRETARIO PASSACARTE. LETTERA DA CITTADINO AL SUO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

3 Marzo 2012 · 1 Commento

Egregio professor Monti, da settimane la guardo, la ascolto e la stimo anzi la stimavo; ritenevo che avesse portato serietà e coraggio nella politica tele-porno-affaristica. Ieri sera lei mi è apparso come un ragioniere, un contabile, un passacarte di pratiche già decise altrove e da altri. Ha guardato che ci fossero i timbri in fondo ai dossier e voilà: l’Europa, il Progresso, il Futuro. Ci sono state verifiche e riunioni, sì, ma lei deve sapere che la domanda è sempre e solo stata “come” fare il tunnel e non “se”. L’opera più grande della storia italiana, che vale circa 4 Ponti di Messina e 10 Olimpiadi (le ricordano alcuni suoi coraggiosi NO, vero?) non è stata decisa con una Conferenza Nazionale di scienziati, politici e cittadini, ma da un gruppetto, in un salotto.

Chi le ha passato sul tavolo le carte è lo stesso staff che lavorava nelle banche ai centri studi investimenti, come avrebbero potuto darsi la zappa sui piedi? Attorno al vostro tavolo dov’erano i professori contrari al tunnel per motivi scientifici? Dove gli amministratori contrari al tunnel? Dove gli esponenti della società civile, compresi sacerdoti, dove “la gente”, categoria tanto cara al suo predecessore al Governo?

Vogliono raffreddare il clima, scrivono i giornali stamattina: e allora perché - col coraggio che ha dimostrato in altri casi - non ha detto “fermi tutti, un mese, due mesi, ragioniamo”; tanto se siete così convinti, che vi cambia qualche settimana in più rispetto ai 20 anni già passati e gli altri 20 che mancano all’inaugurazione?

Professore che brutto vederla ridotta a contabile!

fra Beppe Giunti

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COSA NE PENSA IL VESCOVO DI TORINO DELLA TAV. E ALTRO

1 Marzo 2012 · Nessun Commento

Pubblico l’intervista della Radio Vaticana al vescovo di Torino, monsignor Nosiglia, sulla questione Tav. Con molta diplomazia ecclesiastica riconosce anche lui che la “politica” era voltata da un’altra parte nei 20 anni durante i quali abbiamo esposto le nostre ragioni del NO. Si è sempre parlato, a singhiozzo, del “come” e mai del “se” realizzare quest’opera; fin dall’inizio la decisione è stata presa senza consultazione, verifiche, conti. Peccato, perché ora non so davvero come andrà a finire.



No Tav. Mons. Nosiglia: isolare gli estremisti, ma ascoltare la gente



Riaperta al traffico l’Autostrada Torino-Bardonecchia, bloccata da lunedì mattina per le proteste del movimento “No Tav” che si oppone alla realizzazione della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione nella Val di Susa. Ieri sera, violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine con un numero imprecisato di feriti. Stamani, il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha ribadito che “la violenza non sarà tollerata”. Sulla drammatica situazione nella valle piemontese, Luca Collodi ha intervistato l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia:RealAudioMP3

R. – Innanzitutto desidero esprimere la mia vicinanza a Luca Abbà che in questo momento è in gravi condizioni all’ospedale. Mi auguro che possa guarire presto e per questo prego Dio, per lui, per i suoi famigliari, che gli sono accanto, e per quanti condividono la sua sofferenza. Poi, credo che quanto sta accadendo in tutta Italia, da parte di gruppi che contestano la Tav, vada oltre il puro, complesso e spinoso problema che interessa la Val di Susa, il Piemonte, e segnali un disagio sociale più vasto, che sta crescendo in seguito anche alle difficoltà che derivano dalla crisi economica che stiamo attraversando. Credo che proprio dentro questo contesto più ampio si inseriscono frange che fanno della violenza e della lotta contro lo Stato il loro obiettivo, strumentalizzando la questione vissuta in Val di Susa. Mi permetto di rivolgere un forte invito ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà che abitano in Val di Susa affinché operino per abbassare la tensione che genera contrapposizioni, scontri violenti, isolando gli estremisti e riaffermando le proprie ragioni ma attraverso quelle vie legali, pubbliche, che la nostra democrazia offre.

D. – La sensazione è che emerga proprio l’assenza della mediazione della politica…

R. – Credo che per un po’ di tempo, certamente, c’è stata questa mancanza, questo pendolarismo ondeggiante della politica tra il sì e il no, almeno in certe forze politiche. Ma mi pare che da un certo tempo in avanti, in questi ultimi anni, la politica ha cercato la mediazione e pur di fronte a valutazioni differenti circa la positività o meno dell’opera, sia per lo più contraria a ogni forma di comportamenti violenti e illegali che poi si ritorcono di fatto contro quanti manifestano pacificamente e legittimamente. La cosa più negativa sarebbe che la politica e le istituzioni non manifestassero posizioni chiare e concordi contro ogni forma palese o larvata di legittimazione della violenza. La cosa più positiva da parte della politica resta l’impegno di sostenere un serio e continuo dialogo con la popolazione locale che è quella più interessata e coinvolta nell’opera, nel tentativo, certamente difficile, ma non impossibile, di mediare di fronte a una situazione complessa.

D. – In questa situazione quale, invece, può essere il ruolo della Chiesa piemontese?

R. – Riconosco, e va riconosciuto da tutti, alla Chiesa locale di Susa, al suo vescovo, come agli organismi regionali, che hanno assunto una posizione di grande equilibrio. Credo che sia compito della Chiesa proprio quello di richiamare tutti a trovare vie di soluzioni a problemi complessi, nell’attenzione alle varie posizioni in causa ma favorendo sempre il rispetto della legalità, il dialogo non teorico sui principi ma su fatti, su problemi, su esigenze concrete della gente, con uno spirito aperto al confronto basato sul reciproco ascolto e sulla collaborazione libera da posizioni di puro stampo ideologico, ovviamente.

D. – Questa vicenda pone un’altra riflessione e cioè la difficoltà tra un potere nazionale ed un potere europeo e un sentire locale che non coincidono per niente, non è l’unico caso…

R. – Ha ragione, non è ’unico caso, perché succede ed è successo in tante parti che i programmi nazionali e sovranazionali a volte confliggono con quelli locali. Allora in questo caso è necessario che si attivino tutte quelle vie democratiche perché si giunga a soluzioni che non passino sulla testa della gente senza averla ascoltata e per quanto possibile ne accolgano le osservazioni, le indicazioni. Mi pare che in Val di Susa è da oltre 20 anni che ci si trova di fronte a questo problema per raggiungere un punto di incontro che salvaguardasse l’habitat e la salute dei cittadini e desse risposte appropriate alle varie obiezioni sollevate dalla popolazione. A questo punto, però, esiste una decisione che gli organi preposti dello Stato hanno preso e credo che alla fine bisognava che qualcuno dovesse decidere per non trascinare in avanti all’infinito un problema del genere. Questa decisione può essere certamente in modo legittimo contestata ma con metodi democratici e civili, privi di ogni forma di violenza, sia verso i lavoratori che operano nel cantiere, sia verso le forze dell’ordine, che devono far rispettare la legge a tutti nel territorio. Tuttavia resta sempre decisivo che l’opera, se si farà, dovrà corrispondere a tutte quelle garanzie che le popolazioni locali hanno più volte espresse e documentate nelle diverse sedi istituzionali. (bf)

E poi guardate questi video, perché è successo anche questo, fatevi un’idea vostra.

http://www.ilcambiamento.it/territorio/scontri_polizia_no_tav_disinformazione.html

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UN INVITO A PENSARE

29 Febbraio 2012 · Nessun Commento

Pubblico un articolo che aiuta pensare, nella questione Tunnel si Tunnel no (faccio notare che questa è la questione da discutere, perché il corridoio 5 ci passa tranquillo dalla Val di Susa verso la Padania, utilizzando la linea storica, tenendo conto dei numeri e non degli slogan etc etc); pensare sembra diventato fuori moda e appena si parla della questione partono riflessi condizionati, e ingiusti: siete tutti antagonisti violenti, senza Tav siamo fuori dall’Europa, il Governo ha deciso ormai, etc etc. Vi invito a leggere, tutto qui, e a pensare.

di Angelo d’Orsi

Il silenzio della politica, la politica ha taciuto, il disinteresse della politica… e via seguitando: è tutto un coro uniforme, nella stampa mainstream (ossia quasi tutta), a proposito della Val Susa, e degli ultimissimi eventi, tra la gigantesca, pacifica e per così dire sorridente manifestazione di sabato 25 nella Valle, gli scontri susseguenti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova a Torino (a occhio mi è parsa una sorta di imboscata), e il tragico incidente che ha portato quasi in fin di vita Luca Abbà. Ma anche, vorrei ricordare, le stupide contestazioni – da parte di alcune frange del movimento No Tav – a Gian Carlo Caselli, e i tentativi di impedire la presentazione di un suo libro. Proprio da lui vorrei cominciare (rispetto alla cui decisione di emettere mandati di cattura ai danni di alcuni militanti ho già espresso qui le mie perplessità, pur sottolineando i suoi meriti incancellabili di difensore della indipendenza della Magistratura e della dignità della Giustizia), da un suo commento alla notizia dell’incidente al traliccio: nessuna causa, ha detto Caselli, vale una vita umana. Ne è proprio sicuro?

Non parliamo degli articoli indecenti apparsi su fogli al di sotto di ogni sospetto quali Il Giornale e Libero, che irridono al militante Luca, ovviamente, i quali neppure possono giungere a concepire che esistano delle cause per le quali si può arrivare a mettere in gioco la propria libertà e addirittura la vita; parliamo invece del senso comune per cui “non vale la pena”, non vale mai la pena. Non vale la pena di battersi per “cause perse” – come è stato scritto, dando per scontato che quel nuovo treno attraverserà, ossia distruggerà la Valle –, non vale la pena di lottare contro decisioni assunte dal Parlamento (e perché mai, non si dovrebbe?), o peggio “ratificate” da trattati internazionali. Il Patto d’Acciaio tra Hitler e Mussolini non era forse un trattato internazionale? Era giusto? Ha portato bene al nostro Paese?

Se si segue la logica delle decisioni prese a livello istituzionale si accetta l’idea che ai popoli non resti che subire: piegare la testa sotto il peso di uno Stato che dovrebbe esercitare “un dominio fermo” su di essi, per citare il solito Botero, nella sua Ragion di Stato: ma eravamo nel 1589! Due secoli dopo ci fu la Rivoluzione della Bastiglia. Ed entrammo nella modernità. In mezzo quanta acqua, e quanto sangue, sono scorsi sotto i ponti non solo della Senna, ma anche della Neva, del Po e così via. Si sono combattute lotte secolari per restituire ai popoli una sovranità non solo apparente e formale, che non si limiti alla compilazione di una scheda elettorale. Sono decenni che parliamo di “partecipazione”, di “potere dal basso”, di “democrazia autentica”, eccetera. La battaglia contro il Treno ad Alta capacità (più che alta velocità, ma bisognerebbe parlare sempre piuttosto di “alta voracità” di gruppi finanziari e imprenditoriali, nonché delle cosche malavitose interessate) si inserisce precisamente in questo ambito.

Si tratta di una battaglia per restituire ai cittadini un ruolo pieno e attivo. La politica è partecipazione alle decisioni comuni, e questo non può avvenire soltanto in quei due minuti in cui tracciamo una croce su un simbolo o su un nome nel segreto dell’urna. La politica è presenza in tutti i luoghi di aggregazione, è dire la propria idea, anche quando appare contraria a quelle maggioritarie, o che tali i media vogliono presentare, bombardandoci con messaggi menzogneri o inesatti. La politica non può essere confinata nelle aule parlamentari, né nelle istituzioni locali; la politica è bisogno, diritto e, vorrei dire, dovere, di prendere parte alla vita della città, contribuendo alle scelte più utili alla collettività.

E la scelta del Tav non è utile, anzi è dannosa, come dimostrano tutti gli studi seri di esperti indipendenti, è dannosa sul piano economico, ambientale e paesaggistico: dannosa per tutti, tranne che per quei pochi che vi lucreranno. Un ritornello, ripetuto ossessivamente, e che nelle ultime 72 ore è diventato un coro (non per la numerosità di chi lo canta, ma per la sua rumorosità mediatica) che si sia “ormai” deciso – “decisione irreversibile” ripetono i Fassino e i Cota, “opera strategica”, rincalzano i Passera e via cantando… – , viene usato come una prova della bontà dell’opera, della sua necessità, della sua utilità. Ma quando si invitano i pro-Tav a discutere con gli esperti, si sottraggono, affermando abbassando gli occhi: “Abbiamo discusso abbastanza”. Vedi le dichiarazioni in questo senso, reiterate, di alcuni dirigenti del Pd a livello locale e nazionale.

Discutere, ho detto, e ripeto. E non si discute con i bastoni. Ma neppure usando i manganelli, troppo spesso a sproposito. Anzi, l’aggressività delle forze dell’ordine (viene voglia di mettere qualche punto interrogativo) verso gli oppositori del Tav, pare inusitata e piuttosto inquietante. Come si spiega? Forse, direi, col dato politico: il Pd è favorevole all’opera, e considera, non diversamente dallo schieramento di centrodestra, chi è contrario un soggetto residuale, patetico, da metter in condizione di non nuocere. E davanti all’unanimismo (o quasi) delle forze politiche in Parlamento, si può tranquillamente passare alle maniere forti. Ma, allora, perché non si interroga la cittadinanza? Lasciando che tutti spieghino le proprie ragioni? Perché si ha paura della democrazia?

E la si smetta per favore di dire che la parola “deve tornare alla politica”: anche il movimento No Tav, vastissimo e variegato, fa politica. Anche coloro che scendono in piazza, che marciano sulle strade, che salgono sui tetti o sui tralicci, coloro che cercano, in ogni modo, mettendosi in gioco personalmente, di fare controinformazione rispetto alla propaganda dei media addomesticati o comprati, fanno politica. E vanno rispettati. Occorre dar loro la possibilità di farsi ascoltare, capire, e magari far vedere che al di là dei voti di parlamenti screditati e corrotti, essi sono i più autentici rappresentanti della “volontà popolare”. E la loro battaglia – ripeto un concetto che ho espresso più volte – non è localistica, o particolaristica: essi stanno difendendo alcuni primari “beni comuni” e hanno diritto alla solidarietà attiva di quanti (credo fermamente si tratti della maggioranza del Paese) abbia a cuore quei beni.

Perciò, sperando Luca sopravviva e possa riprendere il suo ruolo nella lotta, questa è una buona causa per la quale combattere. E Luca e i tanti suoi compagni e compagne, di ogni ceto ed età, che gli sono accanto, con alto rischio personale, come si è potuto, purtroppo, constatare, stanno lottando anche per quegli italiani e quelle italiane che i cortei e le lotte li seguono alla tv e magari cambiano canale infastiditi.

(28 febbraio 2012)

LEGGETE ANCHE QUA
http://www.giornalettismo.com/archives/206939/frejus-la-ferrovia-che-cera-gia-dimenticata-per-la-tav/

http://www.notav.eu/content-101.html

F B

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OMELIA DELLA I DOMENICA DI QUARESIMA 2012

25 Febbraio 2012 · Nessun Commento

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OMELIA DELLA VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2012

19 Febbraio 2012 · Nessun Commento

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