Lasciamo che le immagini parlino e raccontino la giornata di festa vissuta ieri, domenica 29 agosto.
AMICIZIA E FRATERNITA’
30 Agosto 2010 · 1 Commento
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OMELIA DOMENICA DELLA FESTA DI CASALPINA PIERGIORGIO FRASSATI - ST. NICOLAS
29 Agosto 2010 · Nessun Commento
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DOMANI FESTA DEGLI AMICI, DELLA COMUNIONE. A SAINT NICOLAS
28 Agosto 2010 · 4 Commenti
Domani, ultima domenica di agosto, come ogni anno la Casalpina Piergiorgio Frassati vive il giorno della festa; la festa degli amici. Quest’anno un altro motivo straordinario per fare festa e ringraziare: Simone celebra con tutta la comunità la sua Messa di Prima Comunione.
Comunione: la dimensione di vita che contesta il mondo e i suoi dis-valori della competizione, della solitudine contro tutti, della paura difensiva contro il diverso.
Tanti amici sono in viaggio per salire a Saint Nicolas,; tanti altri sono in luoghi lontani, o non potranno venire perché impegni e fatiche di vita li trattengono: TUTTI PERO’ ANDREMO ANCORA E ANCORA IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA, VERSO LA COMUNIONE.
lo staff della Coompany2
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OMELIA DELLA XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010
22 Agosto 2010 · Nessun Commento
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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DELL’ASSUNTA 2010
15 Agosto 2010 · Nessun Commento
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CARLO MARIA MARTINI, CARDINALE, ALLA CASALPINA PG. FRASSATI
14 Agosto 2010 · 4 Commenti
La riunione del mattino andava avanti, tra una obiezione e una domanda, tra un ricordo e un progetto almeno accennato, quando Gianluca entra trafelato per comunicarci che un suo caro amico, prete, è venuto a trovarci, ma non da solo; ha accompagnato il cardinal Martini, perché la montagna gli possa regalare una giornata di fresco, di sorrisi, di relax. Così, con la semplicità che lo ha sempre distinto, è stato con noi, ha celebrato con fra Beppe e don Damiano e l’équipe della Casalpina, ha mangiato pranzo con noi, ha fatto il suo breve riposo e ha lasciato a ciascuno una copia di una sua recente pubblicazione, con dedica. Nel libro degli amici ha scritto: “Benedico di cuore questa Casa che è come un rifugio per chi è viandante da questo mondo”.
Nonostante gli anni e la malattia il suo cuore e i suoi occhi, la sua ironia e la sua fede rimangono testimonianza e incoraggiamento.
Grazie, Padre.
f. b
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OMELIA XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO 2010
7 Agosto 2010 · 1 Commento
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OMELIA XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010 CON I RAGAZZI DI A.C.
1 Agosto 2010 · Nessun Commento
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OMELIA DELLA XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO CON GLI AMICI DELLA FIDES
25 Luglio 2010 · Nessun Commento
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CARO UOMO DELLA SINDONE
24 Luglio 2010 · Nessun Commento
“Caro uomo della Sindone, tutti quest’anno parlano di te (…). Uomo della Sindone, chi sei? Come è stata la tua vita? Perché ti hanno messo in croce? A queste domande forse nessuno forse potrà darci delle risposte. Sei giunto fortunatamente fino a noi, salvandoti dal fuoco; passi la maggior parte del tempo chiuso in una teca, ma non ti senti solo? E come ti senti quando, ogni dieci anni, migliaia di persone arrivano da lontano per scrutarti, per capire chi sei, per cercare di leggere cosa c’è scritto nel tuo cuore? Non ti sei sentito spiato quando hanno tentato di analizzarti? Spiato nel corpo, spiato nell’animo per cercare di datarti, per cercare di chiarire se sei o non sei Gesù! La fine della tua vita è piena di sofferenza, questa però non è stata sprecata perché ci riporta alla sofferenza di Gesù, ricorda che il Figlio di Dio è sceso in mezzo a noi e sarà sempre con noi per amarci. Non importa sapere, Uomo della Sindone, chi sei, se riesci a trasmetterci questo messaggio d’amore. Vederti significa rassicurarci. Ci ricordi che Dio esiste, anche se non lo vediamo; ci ricordi che solo seguendo l’esempio che Gesù ci ha dato possiamo vivere felici e sereni, ci ricordi chi è il nostro prossimo, ci ricordi che Gesù disse “Lasciate che i bambini vengano a me perché il Regno di Dio appartiene a quelli come loro”. Caro Uomo della Sindone, questo è il messaggio più grande che potevio darci! Aspettaci, verremo a vederti (…)
Condivido questo brano della lettera che gli alunni della VB della scuola elementare di Sangano hanno scritto ed è stata pubblicata sul periodico L’Emanuele, della Associazione FIDES Onlus di Leinì, Torino.
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OMELIA DELLA XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010
18 Luglio 2010 · Nessun Commento
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BELLA RAGAZZI!!! SOGNATE SOGNATE SOGNATE
12 Luglio 2010 · 4 Commenti
Campo finito. Posto bellissimo. Ragazzi impossibili. Sonno ristretto. Amori nascenti. Sogni nel cassetto. Paura di crescere. Cuoche-non cuoche in realtà sorelle maggiori stupende. Sfiga a nastro: pulmann che non arriva, pulmann con finestrino che si rompe, invasione di alieni nella testa, acquedotto comunale in tilt. Ma noi più forti di tutto. Regalo di fine campo: dormire nella stanza tutti insieme (wow). Edo che legge la preghiera come se fosse il sacerdote (wow2). Animatori eroici. Custodi della casa belli, disponibili, rari. Gavettoni mitici. Un Campo così non ha prezzo, per tutto il resto … FaceBook “Matti da slegare”
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A VOLTE IL CALDO DA’ ALLA TESTA
30 Giugno 2010 · 2 Commenti
29 giugno 2010, solennità dei santi Pietro e Paolo, festa della città di Roma - tipo san Marco a Venezia San Giovanni a Genova etc - caldo come da giorni tutti invocavano. Un amico fa “io vado a fare il giro delle Mura Aureliane“, vieni? Detto fatto. Ecco qua il risultato: 22 kilometri, il sole, l’asfalto rovente, insomma mi sono montato un po’ la testa! (vedi foto)
Ma è una esperienza bellissima; Roma a piedi al mattino presto, deserta, il sole sul travertino, la storia che ti passa accanto: non ha prezzo!
f b
Davanti a San Giovanni in Laterano. Sul monumento che ricorda la visita di san Francesco con i suoi primi compagni al Papa per avere l’approvazione della “regola di vita”.
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35 ANNI GRUPPO ABELE
29 Giugno 2010 · Nessun Commento
Condivido perché si sappia, si pensi, si ami.
da antimafiaduemila.com
Grazie al Gruppo Abele i tossicodipendenti non sono più criminali ma “uomini da ricostruire”. Il sereno e carismatico cardinale Michele Pellegrino si affacciò alla tenda e poi vergò poche righe di telegramma per il presidente della Repubblica Giovanni Leone.
La città inspirò appieno la forza di quei giovani raccolti intorno a un sacerdote «di strada», come si diceva allora: 28 giugno 1975, piazza Solferino, ippocastani, la fontana Angelica e una battaglia contro la criminalizzazione dei consumatori di droga. L’opera di informazione e pressione avviata da don Luigi Ciotti e dal Gruppo Abele divenne una legge dello Stato, la 685, promulgata il 22 dicembre dello stesso anno. I tossicodipendenti non più banditi da arrestare ma gente in difficoltà da accogliere, seguire e ricostruire.
Alla data del 28 giugno sono passati 35 anni e il Gruppo Abele non si celebra, anzi si offre come allora, soltanto che quella di tenda di tela sulla piazza è diventata, dice don Ciotti, «una tenda tecnologica - accessibile, mobile, leggera, perché non sia d’intralcio al cammino - per diffondere oggi quello stesso bisogno di un sapere che non pecchi di superficialità, quella stessa capacità di tradurre la profondità in parole semplici, parole di vita e di speranza». La tenda tecnologica è il nuovo sito del Gruppo, con un «bottone SOS» per emergenze, richieste d’aiuto, poi aggiornamento delle notizie di rilevanza sociale, rassegna stampa, galleria di foto, video e audio, accesso alla banca dati, al catalogo della Biblioteca del Centro Studi e Ricerche (28 mila volumi), gli indici delle riviste («Animazione» e «Narcomafie»).
Non celebrazione, ma filosofia che prosegue. Quegli Anni ’70 erano quelli dell’eroina che entrava nelle case e nelle vene, devastava le famiglie, soffocava vite per overdose. Nel 1973 il Gruppo Abele inaugurò in via Verdi, centro storico, il «Molo 53», primo spazio del genere per l’accoglienza, aperto 24 ore su 24. Don Ciotti: «Lo gestivamo con alcuni generosi medici contrari a una legge che li obbligava tra l’altro a denunciare i tossicodipendenti».
Comprensione, che non vuol dire alibi o pacca sulla spalla ma punto di riferimento. La Tenda nasce sul solco di quell’impegno. E Luigi Ciotti ricorda sì i messaggi di associazioni, medici, magistrati, ma soprattutto che «arrivò tanta gente», che guardava quei ragazzi sdraiati in uno sciopero della fame non per sé ma per un principio educativo e di recupero. I detenuti del vecchio carcere «Le Nuove» volevano un incontro e il 2 luglio poterono narrarsi.
L’arcivescovo monsignor Pellegrino, pastore della città dei credenti e dei laici, è ritratto mentre si china a scrivere quello che per il presidente Leone divenne più che un invito un monito umilmente imperioso. Il quarto Governo Moro (Dc-Pri), vicepresidente Ugo La Malfa, ministro dell’Interno Luigi Gui, della Giustizia Oronzo Reale, della Sanità Pietro Gullotti, varò la legge 685 nella quale «finalmente si considerava il consumatore di droga una persona e non un delinquente» e si creavano i «servizi pubblici dove alla dimensione strettamente sanitaria si associavano competenze psicologiche, sociali ed educative».
Nascevano quelli che oggi sono i Sert, fiorivano le comunità - spesso con confini ardui tra aiuto, liberazione di un peso per la famiglia, business - e una cultura della persona.
Il Gruppo Abele, capostipite (simbolica la cascina di Murisengo, nel Monferrato), correva avanti. La prima cooperativa, poi le altre, per i tossici come per gli ex detenuti in generale, un’occasione di crescita che non si arrende a delusioni improvvise. Il messaggio è nitido: non basta togliere dalla sostanza e dalla vita ai margini, si ricostruisce la persona.
Ma la Storia che da domani si respirerà nel nuovo sito si fonda su una convinzione: d’accordo occuparsi del singolo in difficoltà, ma il singolo non è soltanto l’acquirente dello sciagurato che vende eroina (oggi, più cocaina, anfetamine, sintesi chimiche sempre più alterate), il singolo è il terminale di un crimine organizzato potente, mescolato ai poteri economici e politici. Chi devasta una vita o una famiglia? Il piccolo spacciatore o mafie come la ’ndrangheta che, scrive il procuratore della Dda calabrese Nicola Gratteri, ha un incasso annuo di 44 miliardi di euro, il 2,9% del Prodotto interno lordo?
Qui prosegue la fiducia della tenda di piazza Solferino. Ciotti: «Da allora tante cose sono cambiate. Gli stili di consumo come il volto delle dipendenze, che oggi richiedono nuovi strumenti». Ma il grande traffico è quello che la tenda telematica ci farà vedere senza sosta. Nacque «Narcomafie», il giornale sulla realtà internazionale, poi si è imposta l’associazione «Libera» e da qui la legge che alle organizzazioni criminali dispensa, oltre al danno, la peggiore offesa: il sequestro dei beni che - salvo tranelli o inganni - devono essere tutti sfruttati contro chi li aveva accumulati.
Sotto quella tenda, in effetti, nasceva l’attenzione, come in via Verdi, la rivalutazione degli individui e la sfida vera contro la morte e la rovina organizzate su scala internazionale. Ciotti: «Oggi abbiamo più che mai bisogno di conoscenza autentica, di evitare semplificazioni e parole di circostanza. L’accoglienza è la nostra anima, ma abbiamo sempre scommesso sull’importanza della cultura per cambiare le cause della povertà e dell’esclusione».
Tratto da: antimafiaduemila.com
Fonte: La Stampa
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OMELIA DELLA XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010
27 Giugno 2010 · 2 Commenti
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CONFERENZA A CONDOVE VENERDi’ 18 GIUGNO
21 Giugno 2010 · 3 Commenti
Condivido la conferenza tenuta nel salone parrocchiale di Condove su invito del Gruppo Cattolici per la Valle di Susa, nel contesto del dibattito NO-TAV
fb
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OMELIA DELLA XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010
20 Giugno 2010 · 1 Commento
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CON GLI OCCHI DEL CUORE
20 Giugno 2010 · 3 Commenti
Rubo a Luca Giunti il titolo del suo ultimo libro per dare titolo a questa foto, omaggio alla Valle di Susa.
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SORRIDIAMO UN PO’
16 Giugno 2010 · 1 Commento
Dal sito di satira Spinoza.it rilancio questa, feroce ma che fa sorridere.
Dopo i Beatles, la Chiesa rivaluta i Blues Brothers. Giordano Bruno si prepara: “Finalmente! Sono quattro secoli che aspetto il mio turno!”.
(maledetto ordine alfabetico!)
“Nessuno è degno della propria fede se non sa sorriderci su”, citazione non precisa e chi me la può indicare con autore e fonte ha la mia gratitudine (forse Chesterton?).
f b
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OMELIA DELLA XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010
13 Giugno 2010 · 1 Commento
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FOTO DELLA FESTA DI FINE ANNO PASTORALE A SAN MARCO_ROMA
12 Giugno 2010 · 1 Commento
Trovate qui un primo pacco di foto relative alla festa di fine anno pastorale della parrocchia san Marco Evangelista, a Roma, sabato 5 giugno 2010.
f b
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UNA COLLABORAZIONE DOVUTA, IL 18 GIUGNO A CONDOVE
8 Giugno 2010 · 2 Commenti
La gratitudine che mi lega alla comunità cristiana e civile della Val di Susa mi porta ad una piccola e spero utile collaborazione; si tratta di una serata di riflessione sul contributo che l’esperienza cattolica può dare alle scelte relative al bene comune (territorio, grandi opere, cultura locale, legami con il contesto globale, etc.).
VENERDI 18 GIUGNO ALLE ORE 21 NEL SALONE DELLA PARROCCHIA DI CONDOVE (TO) - CI SARO’ -
f b
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GRAZIE! SENZA SAPERE A CHI (Erri De Luca)
8 Giugno 2010 · 3 Commenti
Rivista del Club Alpino Italiano di maggio-giugno 2010, intervista a Erri De Luca, arrampicatore oltre che scrittore, e ricercatore di Dio che continua però a chiamare “ignoto”. Commentando il suo bellissmo libro (grazie Franca D. per avermelo regalato al momento opportuno) Sulla traccia di Nives l’intervistatore gli chiede “che sensazioni dà la “prima volta” con l’Himalaya?” risposta: ero andato per vedere le montagne più solenni del pianeta e mi sono trovato a fissare per giorni di cammino i piedi dei portatori, che sostenevano il nostro carico fino ai campi base. Ero lì per la geografia e mi facevo commuovere e distrarre dal paesaggio umano. Affacciarsi sulla valle del Kumbu, dietro la svolta dopo Namche, mi ha fatto venire voglia di dire a bassa voce: grazie. Senza sapere a chi.
Ad altri uomini, a quella splendida compagna di salita, al Creatore. E’ una parabola della vita. Grazie Erri.
f b
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OMELIA DEL CORPUS DOMINI 2010
6 Giugno 2010 · Nessun Commento
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MI RAPPRESENTANO DAVVERO?
2 Giugno 2010 · 5 Commenti
Alle 8.45 hanno cominciato a passare e ripassare, le Frecce Tricolori, in tondo fino al momento preciso in cui dovevano sorvolare via dei Fori Imperiali; i bambini della casa di fronte col naso all’insù; tortore e merli spaventati da quei colleghi troppo grossi e troppo veloci per essere uccelli veri. E piano piano una domanda si è fatta strada dentro di me.
Queste donne e questi uomini che oggi sfilano in divisa, con le armi, sfoggiando decorazioni, armi, urli e bandiere di guerra mi rappresentano? Io mi sento un cittadino europeo, nato in un giardino chiamato Italia, e quando incontro donne e uomini che sono nati da un’altra parte mi distinguo da loro per la mia identità; ma la mia identità - il mio essere questo e non quello, dal latino id est - è rappresentata da un esercito?
Ho rispetto per quelle persone e le ho guardate a lungo poco fa alla tele, ho provato a pensare a che cosa provano stamattina, ad esempio quelle ragazze carine eleganti con lo sguardo evidente di chi sa di essere inquadrata per 10 nano secondi e di così essere vista da mamma nonna parroco fidanzato amiche del paese (tièh!!!) e la domanda ritorna mi rappresentano?
No.
Sono certamente un pezzo del mio mondo, del mio Paese_Giardino_Italia, ma non esprimono in modo simbolico (rappresentano) la mia identità; faranno anche delle cose utili (ma sempre discutibili, come la democrazia esportata in punta di baionetta…), avranno anche petto in fuori e sguardo fiero, passi lunghi e ben distesi e stipendio dignitoso, ma…
No, io mi sento europeo nato nel giardino Italia e rappresentato da:
PRETI CATTOLICI E PASTORI VALDESI IMPEGNATI CON GLI ULTIMI DELLA TERRA E CON LA LEGALITA’
DIRETTORI DI ORCHESTRA E ARTISTI DI OGNI GENERE CHE COLTIVANO IL MIO SENSO DEL BELLO
DAL PIU’ VECCHIO CITTADINO ULTRACENTENARIO CHE MI RICORDA DA DOVE VENIAMO
Insomma mi rappresenta chi ha cura, sviluppa, ama LA FEDE LA SOLIDARIETA’ UMANA L’ARTE E LA MEMORIA. Non cedo la mia rappresentanza alle armi.
fra Giuseppe Giunti nato 6 giorni dopo l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana
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COSA NE PENSA UN ARTISTA, EBREO
1 Giugno 2010 · 3 Commenti
Condivido una breve ma incisiva intervista a Moni Ovadia sulla strage avvenuta sulla Mavi Marmara a 72 miglia dalle coste di Gaza; si tratta di un artista ebreo. La fonte è Articolo21
f b
di Alberto Baldazzi
Moni Ovadia: anche oggi i telegiornali, forse di fronte alla gravità estrema di quello che è successo nei mari antistanti i territori palestinesi questa notte, hanno proprio difficoltà a rendere agli italiani l’assurdità di quello che è accaduto . Il problema di questa notte, di queste ore, ma in generale della questione medio - orientale. Ecco: tu come pensi che i nostri Media, e non soltanto quelli italiani, abbiano rappresentato questo dramma, e lo stiano rappresentando?
“No, non lo rappresentano, perché sono … con rarissime eccezioni … presi da se stessi, cioè: la prima preoccupazione che hanno è “ stiamo attenti a quello che diciamo”, non “ stiamo attenti a quello che dobbiamo dire”, e quindi “ diciamolo bene, in modo da mettere l’accento sulla gravità e sulla responsabilità”, ma “ stiamo attenti a come lo diciamo, che poi non ne dobbiamo subirne delle conseguenze …”. La pavidità, e l’auto-perpetuazione di un sistema che non è più di informazione , ma di auto comunicazione; è questo che domina.”
Sarebbe facile dire: stanotte è stato compiuto un atto di terrorismo internazionale in pieno Mediterraneo; però non lo dice nessuno.”
“Si , secondo me, tecnicamente; lo dico, per non lasciarmi andare alle mie emozioni: tecnicamente si tratta di un atto di terrorismo; è tecnicamente un atto di terrorismo e pirateria perché intanto è avvenuto in acque internazionali. Secondo: c’erano mille altri modi per evitare questa cosa; prendere degli accordi prima dicendo: “fateci vedere che trasportate merci umanitarie, dimostrateci che non trasportate materiale aggressivo … e noi vi lasceremo passare, per andare a portare soccorso alle popolazioni che ne anno bisogno”. Faccio un ipotesi, non era semplice fare così ? : “ Vogliamo che le popolazioni non soffrano, noi siamo favorevoli all’arrivo di aiuti: se questi aiuti, garantiteci che sono aiuti per la protezione civile, e noi vi lasceremo passare”. Oppure mettere in mezzo l’ONU, e dire “Fate voi la mediazione tra noi, i nostri problemi, e questo convoglio umanitario.” Ma, gli israeliani non hanno mai voluto interposizione di forze internazionali. Mai, tranne in Libano, perché il Libano, l’ultima avventura del Libano, secondo me, per gli israeliani è stata una vera e propria sconfitta.”
Essendo stati sconfitti sul campo … hanno chiamato i “nostri.”
“Sono stati sconfitti sul campo, per la prima volta, sai … gli Hezbollah continuavano a tirare i missili, mentre l’esercito israeliano distruggeva un quarto del Libano, ed anche la “mitica” intelligence dello stato di Israele, il Mossad, o lo Shin Bet, non era riuscito a capire cosa stava succedendo”
Per i nostri lettori, per i nostri ascoltatori : ti conoscono tutti, ma io ribadirei che tu non sei un “estremista palestinese”, vero? … le tue radici, la tua cultura …
Ma, naturalmente io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo. È il mio dovere di ebreo essere solidale con tutte le persone che soffrono a causa di ingiustizie, e quindi lo sono come essere umano, prima di tutto, perché questa e la mia … prima, come dire, identità; quella di essere umano universale, perché se non avessi la dignità di essere umano, non potrei neanche essere ebreo. Poi la mia identità ebraica, che è una delle mie altre identità, alla quale io tengo molto, mi ha insegnato che bisogna praticare la giustizia nei confronti di tutti; che bisogna praticare il riconoscimento dell’altro e l’accoglienza dell’altro; quindi io non sono … pro-palestinese, o cose di questo genere: io semplicemente assumo atteggiamenti che ritengo giusti, in primo luogo seguendo l’etica umana, quella dei diritti universali, in secondo luogo, l’etica della Torah, che è un riferimento che per altro è in piena sintonia con i diritti fondamentali dell’uomo”
Moni, capita spesso che i media italiani ti chiamino per intervenire in questo senso? Per dire queste cose che stai dicendo a noi?”
“Si … mi chiamano, naturalmente … i media un po’ più coraggiosi; una volta ci capitava di scrivere sulla grande stampa, ma non accade più. Ma io … non me ne lamento, perché io sono quello di prima, io non sono cambiato. E ciò che domina in particolare la stampa , una certa stampa nazionale, è il pensiero: “ Tengo famiglia”. Io invece, proprio perché gli ebrei sono stati sterminati, perché … milioni di masse grigie, ed i loro governanti girarono la testa dall’altra parte. Non solo i carnefici: quelli fecero lo sporco lavoro, ma non avrebbero potuto farlo, se altri non avessero storto la testa. Io ho giurato a me stesso che nei confronti di nessuno girerò la testa dall’altra parte; la violenza, il sopruso, sopraffazione, ingiustizia, non hanno patria! Non hanno bandiere, non hanno appartenenze etniche!
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OMELIA DELLA TRINITA’ 2010
30 Maggio 2010 · 1 Commento
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OGNI TANTO UNA SCOPERTA
28 Maggio 2010 · Nessun Commento
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OMELIA DI PENTECOSTE 2010
23 Maggio 2010 · 2 Commenti
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RAGIONARE A BOCCE QUASI FERME
22 Maggio 2010 · Nessun Commento
Segnalo una utile sintesi relativa allo scandalo della pedofilia e della efebofilia, a sua volta rimanda ad approfondimenti specifici.
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