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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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OMELIA DELLA III DOMENICA DI AVVENTO 2018

16 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 3,10-18
In quel tempo, le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

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Padre nostro che sei in galera: terza tappa, Alessandria

15 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Casa di Quartiere, Alessandria, ospiti della Comunità di San Benedetto, memoria viva e attiva del caro don Andrea Gallo amico personale e di famiglia tramite mio fratello Fabio e la sua indimenticabile Adriana!
Serata forte, trascinata da Elena Lombardi Vallauri direttrice del carcere san Michele, che ha preso il posto di Domenico Arena col quale ebbe inizio la storia narrata nel libro.

Il discorso si è concentrato sul valore e sulla importanza della Scuola - con la maiuscola, grazie! - proprio a partire dalle denunce dei carcerati. Andate a leggere!

Grazie Fabio Scaltriti che ci hai regalato una splendida foto del Gallo che compare in quarta di copertina del Calendario 2019 delle Cooperative Coompany&_2

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Padre nostro che sei in galera. Seconda tappa: San Martino di Alpignano (Torino)

13 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Ancora amici e amiche, tante persone interessate ai temi del carcere, ancora una serata impegnativa di presentazione del libro e di incontro.Una comunità parrocchiale che a partire dall’esperienza del proprio santo patrono, Martino di Tours, ha messo in piedi una lunga serie di incontri sulla fragilità, declinata in ambienti e situazioni diverse.
E stasera ad Alessandria!

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OMELIA DELLA II DOMENICA DI AVVENTO. 2018

9 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 3,1-6
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconetide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

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Padre nostro che sei in galera, tour di presentazioni

8 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Susa, teatro Monsignor Rosaz, giovedì 6 dicembre 2018, dopo cena. Ancora con le voci di Roma nel cuore, voci della presentazione al Seraphicum, ieri pomeriggio, con amici e alcuni giornalisti, ma soprattutto con un parterre di relatori davvero stellare.
Qualche perplessità sulla partecipazione perché Susa è famosa per … non uscire di casa alla sera! Invece 65 persone. Clima molto partecipativo, la Pro Loco che collabora, persone di vari paesi della Valle, don Ettore brillante e preciso come sempre. Parola chiave della serata: mettere in circolo il pensiero!
Et voilà, abbiamo iniziato!

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OMELIA DELL’IMMACOLATA. 2018

8 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

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OMELIA DELLA Ia DOMENICA DI AVVENTO 2018

2 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 21,25-28.34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DI CRISTO RE 2018. CON BAMBINI E RAGAZZI

24 Novembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni 18,33b-37
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»

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PADRE NOSTRO CHE SEI IN GALERA! A SUSA 6 DICEMBRE 2019

23 Novembre 2018 · Nessun Commento

E’ uscito nelle librerie il mio libro Padre nostro che sei in galera, pubblicato da Edizioni Messaggero Padova EMP. Qui il link per andare a leggere qualche pagina di assaggio!

https://www.lastampa.it/2018/11/02/vaticaninsider/padre-nostro-che-sei-in-galera-qp081fUgaiphAIlQeD40MK/pagina.html

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OMELIA DELLA XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

18 Novembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 13,24-32
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre”.

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OMELIA DELLA XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

11 Novembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 12,38-44
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

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OMELIA DELLA XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. ASSISI

4 Novembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 12 28b-34
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

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OMELIA DELLA XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

27 Ottobre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 10,46-52
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

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OMELIA DELLA XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

21 Ottobre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 10,35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la
propria vita in riscatto per molti».

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200 A 165: NON C’E’ PARTITA! IL SILENZIO DI SAN FRANCESCO

14 Ottobre 2018 · Nessun Commento

Nell’incontro - bellissimo . di ieri pomeriggio/sera alla Casetta di san Domenico Savio con il gruppo che andrà in Assisi a fine mese, abbiamo scoperto che san Francesco … appunto, leggete!!!!

LE QUARESIME DI SAN FRANCESCO - erano cinque le Quaresime vissute da San Francesco durante l’anno … circa 200 giorni


La quaresima di S. Francesco era parte integrante di un profondo cammino di conversione, era la via ardua della conformazione a Cristo, come per un atleta professionista, l’allenamento e la palestra. Forse non tutti sanno che il sanno non viveva una sola quaresima all’anno, bensì cinque …

Forse non tutti sanno che S. Francesco d’Assisi non viveva una sola quaresima all’anno, bensì cinque, quindi nell’arco di un anno, passava più tempo nella penitenza e nel digiuno, che non nella festa o altro. La quaresima del santo era parte integrante di un profondo cammino di conversione, era la via ardua della conformazione a Cristo, come per un atleta professionista, l’allenamento e la palestra. Conformazione a Cristo vittorioso sul peccato e sulla morte, Cristo povero e orante nel deserto, nel Quale tutte le cose sono state ricapitolate.

L’uomo evangelico aveva intuito che il Natale e la Pasqua sono strettamente legati l’uno all’altro, rappresentano come i due poli dell’unico mistero di salvezza. Per questo motivo – dice il Celano – “Meditava continuamente le parole del Signore e non perdeva mai di vista le sue opere. Ma soprattutto l’umiltà dell’Incarnazione e la carità della Passione aveva impresse così profondamente nella sua memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro“ (1 Cel. 84 : FF. 467). Tra incarnazione, passione, morte e resurrezione di Cristo egli aveva compreso che v’era un legame profondissimo, come due facce della stessa medaglia. Senza una conoscenza culturale di nozioni liturgiche, ma per intuizione carismatica, aveva compreso l’esigenza di vivere la carica salvifica di quello che è chiamato “tempo fra l’anno“, diviso in due momenti: dall’epifania al Mercoledì delle Ceneri; dal lunedì dopo la Pentecoste all’Avvento ed ecco perché la sua quaresima non iniziava il mercoledì delle Ceneri, bensì il lunedì dopo l’Epifania; e, mentre tutti i frati, come tutti i cristiani, erano tenuti a osservare il digiuno durante la grande quaresima, a quella dopo l’Epifania, i frati erano solo esortati. Questa quaresima lui la chiamava “Benedetta” perché “…coloro che volontariamente la digiunano siano benedetti dal Signore” (Rb 3, 3).


Una terza quaresima era quella in preparazione alla natività di Cristo, detta d’“Avvento”, che non iniziava qualche settimana prima di Natale, bensì con la festa di Tutti i Santi, il primo novembre, quindi altri due mesi di grande meditazione della parola di Dio, di preghiera, di penitenza e digiuno.

Ancora un altro periodo di intensa contemplazione era quello in preparazione alla festa dell’Assunta, partiva dalla festa dei santi Pietro e Paolo, in onore della Chiesa, o meglio, di Maria, la madre del Signore, “Vergine fatta Chiesa” (SalV). Questa quaresima scaturiva dalla grande devozione ecclesiale-mariana di frate Francesco, infatti per lui le due realtà Maria-Chiesa, non andavano mai separate, poiché nella Chiesa si perpetuava l’immagine di Maria che “…aveva reso nostro fratello il Signore della Maestà” (2 Cel 198).

La quinta quaresima di frate Francesco, iniziava il giorno dopo l’Assunta e terminava il giorno della festa dei santi Arcangeli, il 29 settembre. Un periodo di contemplazione e digiuno particolarmente caro al santo assisano e a tutto il mondo francescano, perché è proprio durante questo periodo che un Serafino insignì delle stimmate frate Francesco, due anni prima di morire, sull’ormai ben noto monte de La Verna (cfr. 1 Cel 94-96).

Circa duecento giorni di quaresima durante l’arco di un anno, ma quale era il senso di tutto questo tempo trascorso nella preghiera e nel digiuno?

La quaresima – sia quella grande, sia le altre sopra elencate – è per lui come per tutti i fedeli “il tempo favorevole” destinato alla penitenza, alla conversione per rivivere la verità sostanziale del battesimo. Tuttavia nell’attuazione di questa penitenza, Francesco mette in atto ovviamente un suo stile personale. Anzitutto Francesco mortifica la propria carne non per odio ma per amore. Portare la propria natura, con i digiuni e le veglie prolungate, dall’animalità alla spiritualità, vuol dire amarla nella maniera più vera. Questa visione della mortificazione-amore è così vera che il Poverello, quando prese coscienza che l’obiettivo della trasformazione era raggiunto, fece pace con la propria carne: «Rallegrati, frate corpo, e perdonami; ecco, ora sono pronto a soddisfare i tuoi desideri, mi accingo volentieri a dare ascolto ai tuoi lamenti».
Inoltre Francesco aveva compreso che Dio, quando vuole parlare personalmente con qualcuno, lo chiama nel deserto. Per questo motivo, durante le quaresime, egli si sottraeva a tutto e a tutti, si rifugiava nelle selve, nelle gole dei monti, nei luoghi più impervi per occuparsi solo di Dio e passava il suo tempo in una preghiera quasi ininterrotta.  Ancora, distaccato dagli uomini, il Poverello voleva essere distaccato anche dal possesso delle cose. Nei luoghi dove attuava le sue quaresime – più che nelle altre dimore – voleva che regnasse sovrana madonna povertà. Voleva che nessun pensiero terreno, nessuna preoccupazione lo trattenesse nel suo slancio contemplativo.

Infine la bellezza e la gioia delle creature. L’amore di San Francesco per la povertà non gli impediva di ammirare ed amare tutte le creature di Dio. Spoglio di ogni cupidigia, era nella condizione più adatta per raccogliere la voce delle creature e innalzarla con Cristo a Dio Padre. Per questo motivo, per attuare le sue quaresime, sceglieva luoghi nei quali il verde delle selve, la verità delle erbe e dei fiori, il canto degli uccelli, la vastità del panorama che facilitassero i suoi slanci contemplativi e incorniciassero in un alone di gioia i suoi digiuni e le sue mortificazioni. Veramente la vita di Francesco, così come scrive il Papa Benedetto XVI nel suo messaggio per la quaresima di quest’anno, fu un continuo salire il monte dell’incontro con Dio per poi ridiscendere, portando l’amore e la forza che ne derivano, in modo da servire i nostri fratelli e sorelle con lo stesso amore di Dio.

Antonio Fasolo ofs

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OMELIA DELLA XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

14 Ottobre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 10,17-30
[In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

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OMELIA DELLA XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018. CON MOLTI RAGAZZI E BAMBINI

6 Ottobre 2018 · Nessun Commento

Dal libro della Genesi 2,18-24
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.

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I PORTI CHIUSI NON SONO UNA NOVITA’.

4 Ottobre 2018 · Nessun Commento

Il 13 maggio del 1939 il transatlatico St. Louis salpava da Amburgo con a bordo 937 profughi, in grandissima parte ebrei tedeschi, in fuga dalle persecuzioni naziste.

Settimane dopo, all’arrivo a Cuba, il governo non concesse ai passeggeri della nave il permesso di sbarco né come turisti, né come rifugiati politici, e solo 22 di loro riuscirono a scendere a L’Avana. Sperando di poter raggiungere le coste degli Stati Uniti, la St. Louis venne respinta una seconda volta, e neanche il Canada accettò di soccorrerla.

Il capitano del transatlantico, il tedesco Gustav Schröder fece di tutto per proteggere i profughi. Si rifiutò di restituire la nave alla Germania e convinse gli ufficiali statunitensi a collaborare con i governi europei per trovare una soluzione. Così, quando la nave raggiunse Anversa, il 17 giugno 1939, il Regno Unito accettò di accogliere 288 passeggeri, mentre i restanti 619 finirono in Francia (224 persone), Belgio (214) e Paesi Bassi (181). Secondo il museo United States holocaust memorial, di questi 619 sopravvissero alla guerra in 365, mentre gli altri persero la vita (molti dopo essere stati deportati ad Auschwitz e a Sobibor).

La vicenda della St. Louis è ricordata in diversi monumenti e musei del mondo, e ha ispirato libri e un film (Il viaggio dei dannati di Stuart Rosenberg, 1976). Alla fine della seconda guerra mondiale il comandante Schröder ricevette l’Ordine al merito di Germania.

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OMELIA DELLA XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

29 Settembre 2018 · Nessun Commento

Dal libro dei Numeri 11,25-29
In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento. Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

+ Dal Vangelo secondo Marco 9,38-43.45.47-48
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

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OMELIA DELLA XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

23 Settembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37
In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà”. Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafarnao. Quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo per la strada?”. Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”.

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OMELIA DELLA XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

16 Settembre 2018 · Nessun Commento

Dalla lettera di san Giacomo apostolo 2,14-18
A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Dal Vangelo secondo Marco 8,27-35
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

omelia-xxiv-domenica-tempo-ordinario-2018

 
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PER UN’EUROPA SENZA MURI. VENERDI 14 SETTEMBRE 2018 ALESSANDRIA

9 Settembre 2018 · Nessun Commento

Venerdì sarò anch’io, con la Cooperativa Coompany, al Presidio e alla Marcia “Per un’Europa senza muri”. Pensando, tra l’altro, al mio confratello Sant’Antonio da Lisbona che parte dal Portogallo per il Marocco, fa naufragio in Sicilia, sale a pedi fino ad Assisi, viene inviato in Romagna, poi in Provenza poi in Lombardia e infine approda, negli ultimi due anni, a Padova: più europeo di così! O a San Francesco che si imbarca di nascosto - perché senza soldi né cibo - con un altro frate dalla Schiavonia diretto ad Ancona e trova un benefattore che porta da mangiare a tutto l’equipaggio.
Il logo della iniziativa è di Francesco Piobbichihttps://www.peridirittiumani.com/2018/04/10/intervista-a-francesco-piobbichi-autore-del-libro-di-disegni-disegni-dalla-frontiera/

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OMELIA DELLA XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

8 Settembre 2018 · Nessun Commento

Dal libro del profeta Isaia 35,4-7a
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo 2,1-5
Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: “Tu siediti qui comodamente”, e al povero dite: “Tu mettiti là in piedi”, oppure: “Siediti qui ai piedi del mio sgabello”, non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi? Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno promesso a quelli che lo amano?

Dal Vangelo secondo Marco 7,31-37
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidóne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto, e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: “Effatà”, cioè: “Apriti!”. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!”.

omelia-xxiii-domenica-tempo-ordinario-2018

 
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OMELIA DELLA XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

2 Settembre 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Marco 7,1-8.14-15.21-23
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».  E diceva [ai suoi discepoli]:«Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

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OMELIA DELLA XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. 2018

19 Agosto 2018 · Nessun Commento

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 6,51-58
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

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MARIA ASSUNTA IN CIELO. OMELIA 2018

16 Agosto 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 1, 39-56

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Il cantico di Maria

Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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OMELIA DELLA XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2018

12 Agosto 2018 · Nessun Commento

Dal primo libro dei Re 1Re 19,4-8
In quel tempo, Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,41-51
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

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OMELIA DEL MATRIMONIO DI STEFANIA E IVANO. CONDOVE

11 Agosto 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 6, 25-34

Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?». Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

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OMELIA DELLA XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. MADONNA DELLE NEVI. CHAMPORCHER.

5 Agosto 2018 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,24-35
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

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PASSAGGIO SCOUT DA ROMA

31 Luglio 2018 · Nessun Commento

Simpatici e bravi i ragazzi Rover della Compagnia del Graal del Roma 9, scout CNGEI. Buona strada e chissà che non ci si riveda … da voi!

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