fratemobile.net

Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

fratemobile.net header image 1

OMELIA DELLA III DOMENICA DI QUARESIMA 2010

7 Marzo 2010 · Nessun Commento

omelia-iii-domenica-di-quaresima-2010

icon for podpress  Other Media: Download

→ Nessun CommentoTags: Nessuna categoria

CIAO “ZIETTA”, CIAO RINA

6 Marzo 2010 · 4 Commenti

Questa mattina salutiamo, a La Spezia, Rina Barontini, vedova Ricci, per la nostra famiglia “zietta”, che ci lascia la testimonianza di una vita appassionata, piena, degna. Per quarantanni insegnante elementare, aggiornata,  insegnante di matematica con metodi nuovi, per la crescita dei suoi allievi, credente. Stanotte ho curiosato nella sua biblioteca, e davanti agli occhi mi sono passati titoli, libri, articoli, riviste che insieme da soli dicono la bellezza, la fatica, la soddisfazione del mestiere più bello del mondo: INSEGNARE.

Ciao zietta, insegnaci anche dal Cielo a guardare il mondo con curiosità, a pellegrinare nella vita alla ricerca di Dio, mai da soli, come hai fatto sempre tu.

f b

→ 4 CommentiTags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

OMELIA DELLA II DOMENICA DI QUARESIMA 2010

27 Febbraio 2010 · Nessun Commento

omelia-ii-domenica-di-quaresima-2010

un momento dell’adorazione della Croce di san Damiano a san Francesco di Susa (sabato 27 febbraio 2010)

 
icon for podpress  Enhanced Podcast: Play Now | Play in Popup | Download

→ Nessun CommentoTags: GOSPELMEDIA

A SUSA LA CROCE DI SAN DAMIANO. IN SAN FRANCESCO

24 Febbraio 2010 · Nessun Commento

Sabato 27 febbraio 2010 alle ore 21 appuntamento quaresimale: ADORAZIONE DELLA CROCE DI SAN DAMIANO NELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO. E’ proposto dalla Pastorale Giovanile della Diocesi di Susa e dalle Suore Francescane Missionarie.

f b

→ Nessun CommentoTags: Nessuna categoria

UN BAMBINO EBREO DI NOME GESU’ RESPINTO ALL’ASILO DI GOITO

23 Febbraio 2010 · 1 Commento

Condivido questa notizia con la speranza che sia smentita presto e che la proposta del Comune di Goito venga “rintuzzata”. Aspettiamo di sentire la voce della Diocesi di Mantova, il cui Vescovo è Monsignor Roberto Busti. Stamattina (mercoledì 24.02.10) trovo alcune precisazioni, che non spostano il problema, anzi tirano in ballo la Curia di Mantova e un Istituto di Suore, che potrebbero farsi sentire.

MANTOVA. L’asilo comunale? Solo per i bambini che provengono da famiglie che accettano «l’ispirazione cristiana della vita». Il regolamento è stato approvato a maggioranza dal consiglio comunale di Goito fra le proteste di tutta l’opposizione. Un esposto è già stato presentato all’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

Il regolamento, all’articolo 1, pone come condizione per iscrivere il figlio all’asilo l’accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso. Resta da stabilire se nell’ispirazione cristiana siano comprese le coppie divorziate o i non credenti.

La giunta di centrodestra - capeggiata dal sindaco Anita Marchetti, area Udc, appoggiata da parte del Pdl e dalla Lega Nord - motiva tale decisione con il fatto che «pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo».

Il centrosinistra ha sollevato in aula il tema dell’incostituzionalità. Ma la maggioranza si è detta certa che la preclusione dell’iscrizione a un asilo da sempre gestito con criteri cristiani non va contro i dettati della Costituzione. In pratica si vuole rispettare la tradizione di una gestione. La vicenda è già stata segnalata all’Anci da una consigliere dell’opposizione. Ha chiesto di fare pressioni sulla giunta di Goito per impedire che tale regolamento discriminatorio venga attuato.

(da La Gazzetta di Mantova, 23 febbraio 2010)

→ 1 CommentoTags: Nessuna categoria

OMELIA DELLA I DOMENICA DI QUARESIMA 2010

21 Febbraio 2010 · Nessun Commento

omelia-i-domenica-di-quaresima-2010

icon for podpress  Other Media: Download

→ Nessun CommentoTags: GOSPELMEDIA

UNA VOCE CHE NON SENTIRETE ALLA TIVVU’

18 Febbraio 2010 · 1 Commento

Condivido una riflessione dal mondo dei NoTav a proposito degli incidenti di ieri sera, come si suol dire bisogna sentire tutte le campane prima di giudicare. Grazie a Doriana per l’invio del pezzo.

f b

17 febbraio 2010 Valle di Susa
C’è qualcosa di strano nell’attacco dei militi stasera contro i manifestanti nei pressi di Susa.
Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di “antagonisti”.
Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini..
Da settimane i No TAV e la polizia si affrontavano di fronte alle trivelle che portavano avanti la “farsa Virano” dei sondaggi… un modo per
ottenere qualche spicciolo da una sbadata UE, propensa a credere alle panzane circa “il tutto va bene in valle di Susa, adesso si dialoga”.
Sembrava che prefetto e politica avessero intenzione di tenere un “livello basso” ovvero piazzare le trivelle di notte, senza farsi notare,
evitare lo scontro diretto con gli oppositori, che peraltro si limitavano a fare baccano e sberleffi, ma non hanno mai ecceduto in animosità.
Invece stasera è successo qualcosa di strano, come se fosse scattato un ordine superiore, un ordine che se c’è stato, può avere un’implicazione
politica o una spiegazione economica. Magari non è stata neppure estranea alla cosa la visita di De Magistris, oggi, al presidio di Rivoli
(non dimentichiamo che l’ex magistrato si occupa di bilanci e contributi UE).
L’implicazione dipende dal fatto che le elezioni si avvicinano ed il comportamento dei militi può anche spostare voti da uno schieramento all’altro…
Se è vero che la differenza di voti tra i 2 schieramenti è di poche migliaia di voti, le botte cattive, esagerate, che hanno mandato all’ospedale 3
persone, di cui una molto grave, sono probabilmente in grado di spostare voti, più e meglio di uno SPOT elettorale, e senza nessuna “Par Condicio”.
La spiegazione economica può anche legarsi con l’implicazione di cui sopra, ma non necessariamente.
Si tratta della difficoltà dichiarata da Scajola recentemente circa il reperimento delle risorse necessarie a realizzare tutte le “Grandi
Opere”. Se dovessero abbandonare la Torino Lyon, almeno momentaneamente, dovrebbero avere un alibi migliore… magari dare la colpa ai valsusini,
teste dure, che rischiano di creare problemi di ordine pubblico. Quale alibi migliore? Anche di fronte ai francesi, che potrebbero richiedere le
penali, sarebbe un buon alibi. E poi resta il fatto che nessuno ha ancora dimostrato che l’opera in questione sia tecnicamente realizzabile.
Certo, l’ideale per questi signori sarebbe prendere i 670 milioni di Euro, darne 1/3 alla Francia come da contratto, e chiudere la questione
delle penali con i cugini, e magari contemporaneamente non dover restituire nulla all’Europa anche se non si parte perchè “l’opera
viene solo rimandata” a tempi migliori… Forse per ottenere ciò bisognerà ancora fare un piccolo passo… cominciare il tunnel
geognostico di Chiomonte, che poi un buco, se resta incompiuto, si sa sempre come riempirlo con un adeguato ritorno economico…
Insomma. c’è un solo problema… l’Europa a Bruxelles sarebbe meglio che non venisse a sapere degli scontri, dei feriti, e se ci sono sono
stati sono solo degli squatters, autonomi, gente che vagabondava, cattivi Blak Blok con il passamontagna nero calato fin sugli scarponi,
infatti non li abbiamo manganellati, sono inciampati nel passamontagna… Oppure troveranno un’altra scusa. A pensarci bene Virano potrebbe
dire ai commissari che è stato uno spiacevole incidente, un manganello sfuggito ad un poliziotto sprovveduto mentre girava la polenta insieme
ai manifestanti. Una sorta di incidente durante un happening tipico delle ospitali popolazioni valsusine, che si offendono se non mangi la
polenta con loro. Forse alla UE lo prenderanno ancora una volta sul serio e tutto bene ciò che finisce bene. Ditelo anche ai manganellati
ed al ragazzo in ospedale…
Tanti auguri ai feriti, speriamo bene, e per quello che riguarda le “forze dell’ordine”, mentre tornate a Torino, fate un giro nei paesi,
prendete a manganellate qualche ladro, qualche deficiente che viaggia ubriaco, qualche spacciatore, così almeno visto che Vi paghiamo noi e non
Virano, fate anche un pò del lavoro che “state lasciando indietro” a causa delle amate trivelle della compagnia VCBS (Virano-Chiampa-Bresso-Saitta).
E dire che tutto era cominciato così: Video e commento
http://www.youtube.com/watch?v=jhA9faot1KY

Mercoledì, Febbraio 17, 2010 —-TUTTO ERA COMINCIATO COSI’
(proprio mentre a Roma i giudici della corte dei Conti denunciavano l’aumento della corruzione)
NO-TAV - Comunicato stampa del 17 febbraio
Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato dai NO TAV. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della
notte, il luogo improbabile dell’ennesimo sondaggio truffa (sotto il cavalcavia autostradale) e il blitz a sorpresa a lampeggianti spenti.
Invece l’allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato.
Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l’S72.
Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell’ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche
e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di persone
si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco
Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che “a freddo” ordina ai suoi uomini di caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell’ordine.
Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l’autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva
a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella.
Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per
poter garantire una via di fuga a loro, alla trivella e agli operai GeoMont, non possono far altro che mettersi a tagliare con il cannello il guard-rail
che dà sull’autostrada, anch’essa bloccata, e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo “volante” contiguo al cantiere appena installato.
Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell’autostrada e si fanno uno
svincolo tutto per loro. Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri, in una zona già stratigraficamente conosciuta.
E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni…
…a sarà dura…ma sempre per loro!
Comitato no tav Spinta dal Bass - Spazio Sociale libertario Takuma

I migliori saluti, Scrivi a:
Ambientevalsusa info@ambientevalsusa.it

ecco la foto che documenta la marcia anarco_insurrezionalista guidata dai pericolosi terroristi (foto da  Il GiornaleLiberodiPalazzoGrazioli.escort & EmilioFedeabbaia.bau)

→ 1 CommentoTags: Nessuna categoria

QUARESIMA, CHE SIA BELLA

17 Febbraio 2010 · 3 Commenti

Condivido un testo di Atenagora come indicazione di un cammino quaresimale, per tutti.

f b

“Occorre fare la guerra più dura che è quella contro se stessi, bisogna riuscire a disarmarsi. Ho fatto questa guerra per anni ed è stata terribile, ma adesso sono disarmato; non ho più paura di nulla poiché l’amore caccia il timore. Sono disarmato dalla volontà di avere ragione, di giustificarmi squalificando gli altri. Non sono più in guardia, gelosamente aggrappato alle mie ricchezze. Accolgo e condivido. Non tengo in modo particolare alle mie idee, ai miei progetti. Se me ne vengono presentati dei migliori, o anche non migliori ma buoni, li accetto senza rimpianti. Ho rinunciato al comparativo. Ciò che è buono, reale, vero è sempre il meglio per me. Ecco perché non ho più paura.”

→ 3 CommentiTags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

OMELIA DELLA VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010

14 Febbraio 2010 · 1 Commento

omelia-vi-domenica-del-tempo-ordinario

icon for podpress  Other Media: Download

→ 1 CommentoTags: GOSPELMEDIA

NEVE A ROMA!

12 Febbraio 2010 · 4 Commenti

Non ci voleva credere nessuno ieri sera che ci saremmo alzati con la neve, a Roma. E invece eccola qua. GRAZIE.

I precedenti nevosi:
L’ultima volta che Roma ha visto cadere fiocchi di neve su buona parte della città è stato nel gennaio 2005. Allora, era il 27 gennaio, nevicò di notte e la zona maggiormente interessata da una leggera coltre bianca fu sempre quella a Sud della capitale. La neve fece la sua comparsa, anche se per pochi istanti, anche a gennaio del 2004 e poi, ancora più indietro negli anni, a febbraio del 1999. Ma la nevicata più intensa dopo il ‘71, con tutta città imbiancata, fu quella dell’11 febbraio 1986, quando alle 8 del mattino Roma si sveglio sotto molti centimetri di neve. Nel ‘71 ero al Seraphicum e passammo la mattinata a scrollare la neve dai rami degli eucaliptus, fragili per un peso del genere. Poi andammo al semaforo di via Laurentina - in leggera salita - a spingere le macchine che non riuscivano a ripartire e a farci due risate (svizzeri, piemontesi e giapponesi).

f b

→ 4 CommentiTags: Nessuna categoria

STAGE - ALLA FRANCESE - NON STEIG, CHE FORTE!

9 Febbraio 2010 · 1 Commento

58 ragazzi di liceo sono una forza della natura, sono il futuro che irrompe nel presente, ma anche sono una sessantina di sguardi che si affacciano spaventati e curiosi sulla realtà delLA VIOLENZA. Questo era infatti il tema dei giorni formativi ai quali ho avuto la gioia di contribuire a Saint Nicolas. Condivido in anteprima una descrizione che apparirà a stampa nella Rivista delle Suore Francescane di Susa, le figlie del Rosaz, che suor Marghe ha così efficacemente rappresentato.

f b

Saint Nicolas è in Val d’Aosta. Bella scoperta, ma la cosa che non si sa è che in quel paese bellissimo a 1400 metri, esiste una Casalpina, gestita da una cooperativa sociale (Coompany2 di Alessandria) che accoglie e organizza iniziative di vario genere; ai primi di febbraio lassù si è svolto uno stage di formazione, rivolto a 58 allievi di un Liceo delle Scienze Sociali di Casale Monferrato. Il tema al centro delle relazioni, dei lavori di gruppo, dei dibattiti, della performance teatrale conclusiva è stato LA VIOLENZA, VITTIME/CARNEFICI.

Questa quinta edizione dello stage ha raggiunto un livello davvero eccellente; la qualità dei relatori (fra Beppe Giunti docente alla Facoltà Pontificia Seraphicum di Roma, Margherita Bassini criminologa in Alessandria, suor Margherita De Blasio responsabile della Comunità di pronta accoglienza mamma_bambino E. Rosaz di Susa, Francesca Brancato operatrice dell’Associazione Me.dea per donne violate in Alessandria; Ivan Andreis regista in area torinese); lo spirito reattivo dei ragazzi; l’accoglienza calorosa ed efficiente dello staff della cooperativa: tutto questo ha prodotto un risultato positivo e fecondo di percorsi formativi.

E’ difficile individuare i momenti migliori dei quattro giorni; voglio citare la commozione sfociata in un applauso spontaneo alla fine del video presentato da suor Margherita con la testimonianza di una delle “sue” mamme; la gioia e la partecipazione dei ragazzi nella espressività corporea nel teatro; la raffica interminabile delle domande gettate addosso alla Bassini a proposito del carcere, delle pene, dell’origine della violenza. Certo le notti sono iniziate sempre tardi, molto tardi, nonostante che si sapesse – ed è stato mantenuto dalla serietà educativa dei Docenti – che la sveglia al mattino dopo sarebbe stata alle sette. E che il lavoro, nelle sue varie forme e articolazioni, sarebbe durato almeno 7 ore!

Il rammarico che rimane al termine di questa esperienza è che non sia maggiormente diffusa, praticata, ricercata da Istituti, classi, ambienti formativi; infatti i risultati sono una consapevolezza, una quantità di dati culturali, una curiosità che unite ai tradizionali strumenti didattici possono fare da traino a progetti davvero significativi.

Il sentimento dominante è la gratitudine, per le persone coinvolte direttamente e per lo Spirito di Dio che si è presentato come spirito di sapienza, spirito di domanda, spirito di impegno. I Vescovi italiani vogliono mettere al centro della loro azione ecclesiale l’educazione, e per chi si è collocato in questa idea con sguardo di fede possiamo affermare di aver già avviato il progetto, che altro non significa se non offrire ai ragazzi occasioni, opportunità, robuste ma belle e coinvolgenti. Con un nucleo forte e importante: questa volta era capire qualcosa dei protagonisti delle azioni violente, la vittima e il suo carnefice, le spinte e le vie di uscita, i movimenti sociali e le realizzazioni di protezione. Forse abbiamo parlato di speranza, senza saperlo.

→ 1 CommentoTags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

QUALCHE GIORNO DOPO, MA NE VALE LA PENA

8 Febbraio 2010 · Nessun Commento

Condivido un articolo di Enrico Peyretti sul giorno della memoria, come sempre aiuta a pensare.

f b

Memoria della com-passione

Nel giorno in cui si fa giusta e meditata memoria della Shoah, anzi dell’interruzione (con l’entrata ad Auschwitz dell’Armata Rossa) di quel progetto già terribilmente avanzato di sterminio crudelissimo, scientifico e sistematico, un vero fallimento dell’umanità, è giusto esprimere solidarietà al popolo ebraico, nel clima di un discorso franco e sincero.

Proprio la facoltà sviluppata e raffinata della memoria caratterizza la cultura e la storia magistrale, l’identità stessa spirituale, di questo popolo. Per i suoi contributi al pensiero, all’arte, alle scienze, alla religione, alla capacità di vivere come popolo tra i popoli senza né semplicemente assimilarsi né autoghetizzarsi, che è un modello delle convivenze ormai necessarie dappertutto, il popolo ebraico deve essere da tutti ringraziato.

Perseguitato più volte per grettezza morale altrui, anche dei cristiani, con indegni pretesti teologici, persino durante la persecuzione massima nazista ha espresso anche esempi imperdibili e fecondi di resistenza morale nonviolenta: Etty Hillesum, Edith Stein, Anna Frank (e non a caso sono nomi di donne i primi che vengono alla mente). In seguito a ciò, il popolo ebraico, nel suo movimento sionista, ha confidato di potersi difendere da nuovi simili pericoli col farsi uno stato come gli altri stati, con una decisione da rispettare, ma resa discutibile dai fatti seguitine.

Lo stato ebraico si è realizzato a spese del popolo palestinese, colpito a sua volta dalla “sciagura” (nakbah) di una politica di espulsione. Da quell’origine non saggia dello Stato di Israele, dalla difficoltà di accettarlo da parte di quella regione araba, sono discesi dolorosi tragici difficili conflitti fino ad oggi. Oggi l’occupazione dei territori palestinesi, metodicamente tormentosa della popolazione nei suoi bisogni primari, come la mobilità e l’acqua, il lavoro e l’uguaglianza dei diritti, non fa onore a Israele, disobbediente più di ogni altro stato alle risoluzioni obbligatorie dell’Onu. La costruzione del muro, con sottrazione di terreno e divisioni interne inflitte alla popolazione palestinese nella vita quotidiana, configura una sciagurata politica di apartheid, che il mondo civile ha già condannato.

Questo giudizio non è affatto antiebraismo, anzi, vede con vera sofferenza che la politica di Israele fa ombra nel mondo e nella storia al prezioso spirito ebraico; non ha mai mancato di criticare le forme violente (e oltretutto anche erronee) della resistenza palestinese, che però ha pure forme ed esperienze nonviolente esemplari (da Awad a Bil’in); non ignora la critica israeliana interna, sebbene numericamente esile, alla politica governativa, e l’obiezione di coscienza di parecchi giovani israeliani all’occupazione militare.

L’occupazione israeliana, motivata persino col diritto biblico-divino su tutta quella terra (che non può valere nella convivenza pacifica tra popoli diversi), ha spinto i palestinesi nella disperazione, e, ultimamente con la guerra di Gaza, nella condanna iniqua a prigione e morte. I cattivi consigli della disperazione palestinese hanno terrorizzato Israele e lo rendono pericoloso, anche perché è uno stato atomico non dichiarato.

Proprio il giorno che ricorda l’orrenda offesa e dolore del popolo ebraico è il momento per associare a questo dolore tutto quello provocato dalla compresenza conflittuale di Israele e Palestina. La memoria saggia e buona del proprio dolore, di un grande dolore di tutti, sia memoria di tutti i dolori ingiusti di tutti i popoli. Se ognuno resta nel proprio dolore, lascia covare odio e vendetta, e, nell’illusione stolta di liberarsi, fa sì che la storia si vendichi di tutti e faccia soffrire tutti. Riconoscere il dolore dell’altro è la via d’uscita, perché solo la com-passione, perciò l’uguaglianza di diritti, permette la con-vivenza necessaria a tutti e a ciascuno.

Enrico Peyretti, 27 gennaio 2010

→ Nessun CommentoTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

OMELIA DELLA V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

7 Febbraio 2010 · Nessun Commento

omelia-v-domenica-tempo-ordinario-2010

icon for podpress  Other Media: Download

→ Nessun CommentoTags: GOSPELMEDIA

OMELIA DELLA IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010

31 Gennaio 2010 · Nessun Commento

omelia-iv-domenica-tempo-ordinario-2010

icon for podpress  Other Media: Download

→ Nessun CommentoTags: GOSPELMEDIA

I VESCOVI ITALIANI SMENTISCONO BERLUSCONI (notiziona!!!)

29 Gennaio 2010 · 3 Commenti

Il portavoce della Cei in conferenza stampa chiarisce la posizione dei Vescovi su alcune faccende legate all’immigrazione e al momento sociale dell’Italia. Vien da pensare che l’opinione pubblica cattolica, almeno in parte, sia riuscita a mettere qualche serio dubbio sulla “cristianità” leghista che tanto condiziona attualmente il Governo.

ROMA - “Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche”. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle affermazioni del premier Berlusconi riguardanti la partecipazione degli immigrati alle attività delle organizzazioni criminali. “La considerazione di fondo sugli immigrati - ha adetto Crociata - resta la dignità di ogni persona umana che non può essere oggetto di pregiudizio e discriminazione, come ha ricordato il Pontefice”.

MIGRANTI E DENUNCE: I NUMERI

Crociata, rispondendo ai giornalisti nella conferenza stampa conclusiva del Consiglio permanente della Cei, ha affrontato diversi temi, compreso quello delle prossime elezioni. “Il compito dei cittadini - ha detto il segretario generale della Cei - è di eleggere le persone che meglio perseguono l’obiettivo del bene comune i cui valori e criteri sono la difesa della vita umana comunque si presenti, la difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli e il lavoro”. L’indicazione della Chiesa, ha aggiunto, è poi “quella di votare per coloro che guardano alle esigenze generali più importanti sia per la vita del Paese che per le Regioni”.

Sulle polemiche intorno alla giustizia, Crociata ha detto di non volere esprimere giudizi di merito: “Darei
in questo caso - ha spiegato -  quell’indicazione relativa a superare conflitti e tensioni già contenuta nella relazione del cardinale Bagnasco, per trovare una soluzione all’interno degli equilibri istituzionali seguendo la ricerca del bene comune da parte di tutti”.

Quanto all’emergenza disoccupazione ed al caso Fiat, Crociata ha detto che bisogna fare di tutto per “conservare, assicurare e accrescere i posti di lavoro”: “Conosciamo il dramma delle famiglie che avevano un lavoro e ora si trovano per strada. Dobbiamo raccogliere questo grido, non possiamo rimanere insensibili. Non posso intervenire su questioni specifiche, ma credo che sia, molto semplicemente, auspicabile che si continui a cercare il modo di assicurare ancora il lavoro”. (da Republica.it).

da Reuters Italia

ROMA (Reuters) - La Cei, organismo che rappresenta i vescovi italiani, ha detto oggi che il tasso di delinquenza degli italiani e degli stranieri in Italia è sostanzialmente identico, ribattendo indirettamente a quanto affermato ieri dal premier Silvio Berlusconi, secondo cui avere meno immigrati significa avere meno criminalità.

“Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche”, ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, a quanto riferito dai media, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sull’affermazione resa ieri dal presidente del Consiglio.

Crociata ha anche invitato al rispetto della “dignità di ogni persona umana, che non può essere oggetto di pregiudizio o discriminazione”.

APPELLO SU REGIONALI E FIAT

Rimanendo su temi politici, il segretario della Cei, che ha parlato durante una conferenza stampa al termine del Consiglio episcopale permanente, è anche intervenuto circa le prossime elezioni regionali, invitando gli elettori a votare chi più difende la vita e la famiglia.

“Il compito dei cittadini è eleggere le persone che meglio perseguono l’obiettivo del bene comune i cui valori e criteri sono la difesa della vita umana comunque si presenti, la difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli e il lavoro”, ha detto.

Quanto a quest’ultimo tema, Crociata, riferendosi in particolare alla vertenza Fiat, ha affermato che “‘il grido delle famiglie che perdono il lavoro va assolutamente raccolto”.

f b

→ 3 CommentiTags: Nessuna categoria

IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

29 Gennaio 2010 · 1 Commento

Informare perché l’opinione pubblica sappia  e ragioni con la propria testa.

- di Marco Cedolin -

Sono andati per bastonare e sono finiti bastonati, verrebbe da dire metaforicamente parlando, tirando le somme della grande offensiva portata in Valsusa dai fautori del TAV nel corso di questo mese di gennaio. Offensiva studiata a tavolino negli ultimi 4 anni con cura certosina da Mario Virano e dalla classe politica che gli fa da contorno, ma valutata evidentemente con troppo ottimismo, sulla base d’informazioni e “sensazioni” assai disancorate dalla realtà.

Tutto è iniziato all’alba di martedì 12 gennaio, quando una delegazione delle forze dell’ordine si è presentata dinanzi al presidio dell’autoporto di Susa per prendere possesso dei terreni oggetto dei carotaggi. In quell’occasione circa 300 presidianti che avevano passato l’intera notte al gelo si sono rifiutati di lasciare il passo, ricevendo in cambio minacce di future denunce.

L’offensiva, scientemente calcolata, ha allora preso forma per mezzo di una massiccia campagna mediatica, veicolata attraverso giornali e TV, attraverso la quale si alternava l’ironia nei confronti dei 300 NO TAV, definiti a più riprese 4 gatti, ad alcune considerazioni in merito ad un movimento in aperta crisi che avrebbe perso non solo ogni appoggio politico, ma anche la capacità di aggregazione e mobilitazione dei cittadini. Considerazioni condite con il convincimento che la maggior parte dei valsusini avesse ormai rinunciato a lottare contro l’alta velocità, lasciando il testimone ad un piccolo gruppo di facinorosi che non volevano arrendersi neppure di fronte all’evidenza di una battaglia ormai persa.

L’offensiva è poi proseguita la settimana successiva, quando nel cuore della notte, con grande spiegamento di forze dell’ordine, la “banda del buco” è riuscita a montare una trivella.
a Susa su un terreno di proprietà della Sitaf e nel corso della mattinata perfino a presentare nel centro del mercato cittadino un “camper informativo SI TAV” con a bordo il presidente della Provincia di Torino Saitta, nel ruolo inedito di distributore di volantini e slogan che ormai hanno fatto il proprio tempo. Camper che di fronte alle prime domande portate con atteggiamento critico (senza alcun spirito violento beninteso) ha pensato bene di volatilizzarsi, insieme con l’alta figura politica che recava a bordo, per non ripresentarsi più in Val di Susa nei giorni successivi.
L’offensiva ha poi toccato il proprio acme il giorno seguente, con l’installazione di una seconda trivella presso la stazione di Condove, unitamente all’annuncio (già ventilato nei giorni precedenti) di una grande manifestazione bipartisan a favore del TAV, organizzata al Lingotto di Torino dal sindaco Sergio Chiamparino. Manifestazione che stando alle parole dei suoi organizzatori avrebbe dimostrato come la maggioranza dei cittadini sia in realtà favorevole all’alta velocità e poco disposta a subire i “ricatti” di uno sparuto gruppo di facinorosi che osteggiano un progetto di siffatta importanza.

Tutto è finito nel corso del weekend, quando appunto chi con atteggiamento spavaldo era partito per bastonare, si è ritrovato attore di una ritirata ben poco dignitosa, fra i calcinacci delle proprie mistificazioni che crollavano come un castello di carte.
Sabato 23 gennaio, dal presidio di Susa è partita infatti una grande manifestazione forte di oltre 40.000 persone (in stragrande maggioranza valligiani) che ha attraversato come un fiume sterminato di bandiere NO TAV la cittadina, ribadendo in maniera inequivocabile l’assoluta contrarietà del territorio nei confronti di un’infrastruttura ritenuta tanto inutile quanto dannosa. Una moltitudine di uomini, donne, ragazzini, pensionati, in grado di fugare qualsiasi dubbio sia sull’identità di coloro che si oppongono all’alta velocità, sia sulla dimensione strabordante della partecipazione, uguale se non superiore ai livelli del 2005.

Sergio Chiamparino, dopo avere trasformato la propria manifestazione in un convegno da tenersi in una sala (non troppo grande) del Lingotto si è ritrovato invece (ironia della sorte) davvero con 4 gatti, dal momento che per tentare di offrire un’immagine meno desolante e riempire i 600 posti a sedere, perfino i consiglieri provinciali e regionali, compresa la presidente Bresso sono stati fatti accomodare fra il pubblico. Dinanzi a 500 persone, in gran parte rappresentanti politici del PD, si è così svolta l’arringa di Mario Virano che da abile oratore quale è ha ancora una volta sviscerato le ragioni della Torino – Lione che pur non trovando conforto nei numeri allignano all’interno di un “sogno” da portare avanti un po’ per fede e un po’ perché muovendo grandi volumi di denaro del contribuente la politica in fondo il suo tornaconto riesce sempre a trovarlo.

In conclusione al termine della giornata, tanto Chiamparino, quanto Virano, quanto la Bresso, hanno dovuto ammettere che in Val di Susa ci sono quarantamila persone (non 4 gatti) che non vogliono l’alta velocità e trattasi di famiglie e cittadini normali, non certo di sparuti gruppi di antagonisti. Il sindaco di Torino, con la difficoltà a far di calcolo che lo contraddistingue, ha altresì dichiarato che quarantamila o no essi rappresentano pur sempre una minoranza (accompagnato in questo ragionamento dal ministro Matteoli) nell’ambito italiano, ragione per cui si andrà avanti più decisi che mai con la progettazione.

Si potrebbe osservare che anche i torinesi che hanno votato lui, in ambito italiano rappresentano un’esigua minoranza, così come coloro che hanno votato il governo sono sparuta minoranza in ambito europeo, ma non per questo la sua persona ed il governo italiano vengono tacciati come espressione minoritaria.

Ma in fondo è giusto lasciare spazio a questo sfogo con relativa fantasiosa arrampicata sugli specchi, bastonate di questo genere, si sa, fanno molto male e soprattutto rischiano di lasciare il segno, a maggior ragione quando ci si trova alla vigilia di una campagna elettorale.

Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/01/il-tav-in-val-di-susa-ha-perso-la-prima.html

f b

→ 1 CommentoTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

CANCELLATE IL DEBITO DI HAITI: FIRMA!

27 Gennaio 2010 · Nessun Commento

Firma anche tu come ho già fatto anch’io con altre 242.500 persone (ore 20.00 di mercoledì 27 gennaio 2010)

f b

→ Nessun CommentoTags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

LETTERA APERTA AL VESCOVO DI TORINO, SULLA TAV

27 Gennaio 2010 · Nessun Commento

E vai!!!! Piovono lettere aperte ai Vescovi: grazie Spirito Santo che susciti ancora in noi la parresìa!
Alla c.a. attenzione di S.E. il Cardinale Severino Poletto

Buongiorno Eminenza,
sono una cittadina cristiana nonché cattolica, nonché praticante, nonché oltremodo scandalizzata.
Da Lei – devo dire – non mi sarei proprio aspettata un tiro così mancino!
Dalla Chiesa torinese, per tradizione secolare attenta ai bisogni dei più deboli, è uscita una concentrazione di Santi personaggi come da nessun’altra parte d’Italia e d’Europa: Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo, Domenico Savio, Guglielmo Massaia, Michele Rua, Giuseppe Cottolengo, Giuseppe Allamano, Luigi Ciotti, per citare solo alcuni dei più famosi nomi di ieri e di oggi.
Persone che si sono calate nelle vite dei più deboli e dimenticati, vivendo con loro e per loro, lottando spesso contro l’ottusità ed il pregiudizio delle autorità, pur di ottenere il meglio per i propri malati, ragazzi, diseredati, ecc.
Oggi – 2010 – la vita non è poi così diversa da quella che ci raccontano ai tempi di don Bosco o Michele Rua. Gente senza lavoro, precari, persone con reddito molto basso che faticano ad arrivare a fine mese, extracomunitari senza permesso di soggiorno e chi più ne ha, più ne metta. Neppure i soprusi delle cosiddette “autorità” sono cambiati, o meglio hanno cambiato pelle, ma la sostanza – rappresentata dallo sfruttamento, dal pregiudizio e dal menefreghismo – è la stessa ovunque da migliaia di anni.
Per dare voce a chi non l’ha, ai semplici cittadini ai quali si chiede sempre e soltanto di pagare e stare zitti, sono sorti i Comitati, uno per ogni necessità rimasta per così dire “scoperta”. Tra questi Comitati c’è anche quello dei “NO TAV”: è costituito da persone normali (e perciò “senza voce”), sensibili alle problematiche ecologiche (che mai – mi spiace assai dirlo – si sentono nominare in Chiesa, come se i comportamenti anti-ambientali non fossero anch’essi dei crimini), e soprattutto molto preoccupati per il territorio da essi momentaneamente abitato, ma che sarà (si spera) abitato da molte generazioni future, se qualcuno non riuscirà a devastarlo in maniera permanente prima di andarsene definitivamente (sa com’è, succede a tutti, prima o poi).
In questi ultimi tempi il Governo e le Autorità locali – con mille sotterfugi taciuti dai media – stanno cercando con tutti i mezzi leciti e soprattutto ILLECITI di “fare il TAC” (Treno merci ALTA CAPACITA’) contro il volere degli abitanti le zone interessate dai possibili tracciati. Questi abitanti, che negli ultimi lustri si sono assai documentati sui rischi poco teorici e molto pratici di tale “infrastruttura”, sono da sempre indicati al pubblico ludibrio da tutti coloro che hanno più facilmente accesso ai media, cioè al controllo delle opinioni dei più.
La quasi totalità dei giornalisti è al soldo dei potenti, e non passa giorno che un articolo pro-Tav compaia su qualche giornale, indicando i presunti vantaggi dell’opera e tacendo vergognosamente sui disastri ambientali che causerebbe. E disastro ambientale cosa significa, Eminenza? Significa che succederebbe qualcosa di molto simile a quanto già accaduto al Mugello, di cui sia le autorità statali, sia quelle ecclesiastiche non si preoccupano (tanto nessuno di loro “tiene casa” in quelle zone): foreste che muoiono perché la falda è “precipitata” di 300 m a causa della costruzione delle gallerie, popolazioni che non hanno più l’acqua corrente e sono rifornite dalle autobotti (non per qualche settimana, ma “vita natural durante”, dato che le falde si sono spostate e non sono più possibili gli approvvigionamenti idrici preesistenti), impossibilità a vendere le case (chi le comprerebbe in queste condizioni?) e rifarsi una vita altrove, ecc.ecc.
Per evitare questo scempio compiuto in nome del progresso, in Val di Susa e Val Sangone sono vivi più che mai i Comitati No Tav, che in questi giorni hanno appreso di doversi difendere non solo dagli attacchi di Berlusconi, Chiamparino, Bresso e compagnia cantante (compagnia che dovrebbe essere al servizio dei cittadini . e invece si fa gli affari suoi), ma anche – e chi l’avrebbe mai detto – dal Cardinale di Torino, che ha detto al Sindaco del Capoluogo: “Mi raccomando, sulla Tav non lasciatevi intimidire”.
Eminenza, siamo NOI cittadini che non ci faremo intimidire dall’arroganza di Governo e autorità locali, dalle villanie di certi giornalisti che ci definiscono “anarchico-insurrezionalisti”, perché stiamo difendendo il territorio nel quale siamo nati (non “nostro”, perché nessuno è padrone di una qualsiasi pur piccola parte della Terra), cercando di preservarlo per le generazioni future.
Certo non siamo contenti di sapere che, come ai tempi di Cristo, le autorità ecclesiastiche sono dalla parte dei potenti e non si curano d’informarsi in maniera imparziale in modo da poter essere veramente “super-partes”. Ma vede, Eminenza, siamo grandi ormai, e – se il Cardinale di Torino ci tradisce e si schiera con le lobbies di potere, imitando le “gesta” di altre Eminenze dei secoli passati – noi continueremo per la nostra strada, sicuri che chi disse “non si può servire Dio e mammona” ci benedica comunque.
Saluti, Eminenza

Barbara Albis

f b

→ Nessun CommentoTags: Nessuna categoria

LETTERA APERTA AL VESCOVO DI AGRIGENTO

27 Gennaio 2010 · Nessun Commento

Condivido la lettera aperta che padre Felice Scalia, gesuita di Messina, ha inviato al Vescovo di Agrigento, che ha deciso di non celebrare i funerali delle due bimbe di Favara. E non è il solo testo significativo.Voglio contribuire allo sviluppo di una vera opinione pubblica nella Chiesa.

“Eccellenza e Padre,
al dolore che ha colpito la famiglia di Favara credo che si sia unito ogni uomo di buona volontà che conserva ancora in sé un briciolo di umana compassione per la sorte delle vittime di qualsiasi disastro. Vorrei unirmi al Suo dolore di “Padre” a cui è stata affidata una diocesi tormentata dalle contraddizioni e solcata da molti generi di povertà. Credo di indovinare anche il Suo sconcerto, la Sua intima ribellione di credente e di uomo perché cose così non dovrebbero mai succedere nella nostra “civile” Italia. E se tutti siamo nauseati di questo degrado nella gestione della cosa pubblica, quando poi se ne vedono i frutti nella carne lacerata di due innocenti, di due bambine, i sentimenti si accavallano e, almeno in me, diventano rabbia, urlo, perfino – in certi momenti – disperazione. Ciò che attanaglia è l’impotenza. Non abbiamo interlocutori. Non sappiamo a chi dire certe cose, con chi protestare a chi chiedere come mai le case possano essere costruite e mai assegnate, come mai chi abita in un tugurio non entri neppure in graduatoria per le case popolari, come faccia il suo lavoro certa gente preposta ai servizi sociali, dove fossero e che facessero il Sindaco e tutti gli assessori implicati nella faccenda. Ci penserà la Magistratura a fare luce? Saprà, vorrà, potrà pensarci ad Agrigento questa Magistratura delegittimata ogni giorno da Roma?
Oggi però, fra tanto dolore e confusione, almeno per me, il Suo gesto di non volere celebrare i funerali delle due bambine e di volere stare in mezzo alla gente in lutto ed in pianto come Padre-vescovo, questo per me è una briciola, una mollichina di speranza. Non so in alto loco, oltre le formali partecipazioni, come è stata giudicata la Sua decisione. Non ci vuole molto ad immaginare che la gente bene si lamenti anche qui. Lei rompe un rito – si dirà - una consuetudine, si erge a giudice di altri vescovi che trovano ovvio e doveroso agire diversamente. Lei frantuma uno dei capisaldi del nostro mestiere di cristiani e uomini tranquilli. Nella vita tutto va bene se c’è chi uccide, chi muore, e chi raccomanda al Padreterno i morti. I disastri ci sono, e tutto è nella norma se dopo qualche giorno c’è un bel funerale cittadino (meglio se di Stato!) con fasce tricolori e bandiere del Comune. Poi la vita deve andare avanti e tutto scorre se i responsabili delle morti restano al loro posto e fanno i loro affari. Perché ci deve essere pure chi poi continua a costruire la sua fortuna sulla morte degli altri, e la fa franca all’Aquila, a Giampilieri, a Favara, ad Haiti… Così va il mondo. Si lasciano i morti a seppellire i loro morti – come dice il vangelo – si uccidono i poveri, muti profeti che gridano il cinismo del sistema, e poi si costruiscono per loro, anche solo tra una nuvola di incenso, dei bei monumenti. Anche questo lo denunziava Gesù. Tutti lì a piangere, a condividere i momenti solenni di catarsi, ed il Celebrante-vescovo trasformato in una autorità, assieme alle altre autorità, che compie il suo dovere. Lei, Monsignore e Padre, ha rotto questa tacita collusione, questa specie di copertura, nel nome del sacro, ad un sistema infame. Sarà sempre vicino alle vittime (ed oggi è lì a piangere con quella madre, con quel padre, con quel ragazzo ancora atterrito) ma non sarà mai vicino a quei poteri civili che pretendono di piangere le vittime da loro stessi provocate. Non sarà più testimone e celebrante di “assassini annunziati” – come direbbe Marquez.
Le confesso che un giorno lontano, durante la Sua ordinazione episcopale, ebbi per un po’ il timore che l’autorità e l’amministrazione potesse toglierlo alla compassione, alla tenerezza, alla fraterna vicinanza con la gente. Sono ben lieto di constatare che si mostra vescovo per il popolo, non sul popolo di Dio.
C’è anche chi dice che il Suo gesto per essere un segnale davvero significativo di una svolta nei rapporti tra chiesa e stato, per essere cioè l’inizio di un cammino evangelico in cui non si vuole sacralizzare più ogni scelta del governo (“Non abbiamo niente da dire alle leggi dello stato” – si affermò da parte molto autorevole l’indomani del ‘pacchetto sicurezza” dello scorso luglio) magari in contraccambio di favori e privilegi, per questa svolta storica avremmo bisogno di una solidarietà di tutto l’episcopato italiano. Sarà. Ma se aspettiamo che tutto piova dall’alto e che i cambiamenti siano sempre quelli concordati dalla diplomazia, aspetteremmo invano una vera conversione della chiesa ”alle gioie e alle speranze” dell’uomo contemporaneo.
Grazie, Eccellenza, del Suo gesto. Voglia dimenticare tutto quello che ho scritto. Rimanga solo la testimonianza del mio affetto e della mia stima. Felice Scalia S.J.”

f b

→ Nessun CommentoTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

RIDENDO CASTIGAT MORES (usate il traduttore di Google)

26 Gennaio 2010 · Nessun Commento

Condivido, sorrido, ma un sottile brivido di preoccupazione mi passa sulla schiena!

f b

Caro Sandro, congratulazioni per l’equo compenso!

Alcuni personaggi un po’ improbabili si complimentano con il ministro Bondi per aver esteso l’equo compenso e aumentato la “tassa Siae” agli italiani.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 25-01-2010]

sandro bondi

Da alcuni giorni (anzi, da alcune notti) stiamo ricevendo dei fax palesemente falsi ma assolutamente divertenti e che soprattutto dovrebbero far riflettere sulla recente estensione della tassa dell’equo compenso a cellulari e Pc, a tutto beneficio della Siae.

Alla vicenda abbiamo già dedicato un articolo e intitolato una newsletter, ma la cosa sembra essere già passata nel dimenticatoio, sia a livello nazionale, sia nel campo stesso dell’information technology, sostituita da notizie più recenti.

Per questo motivo una anonima ma divertente mano, con l’arma della satira, sta cercando di tenere vivo l’argomento, e lo sta facendo in un modo decisamente inusuale: l’invio notturno di fax. Come anticipato, sono dei documenti assolutamente falsi, indirizzati al ministro Sandro Bondi, congratulandosi per aver approvato la legge sull’equo compenso.

Il primo fax, scritto in un italiano molto raffazzonato, sembrerebbe provenire dal gestore di un sito di ecommerce che si congratula con Sandro Bondi per l’approvazione della legge: questo gli consentirà di vendere a prezzi vantaggiosi agli utenti italiani. “Noi 100 Dvd di vendiamo a 19 euro e voi ci mettete 40 euro di tasse; 100 Cd a 13 euro con quasi 30 euro di tasse [...] Con questa legge della Siae per voi costa di più uscire di casa per comprare 20 Dvd in negozio che comprare i Dvd da noi in Lussemburgo”.

Il secondo fax, giunto in redazione la notte successiva, è firmato dal (sedicente) assessore ai trasporti del Comune di Roma (anch’esso palesemente falso). L’autore, sempre rivolgendosi a Bondi, inizia con un cordialissimo “Ciao Sandro”, e anche in questo caso si tratta di una (finta) lettera di congratulazioni.

L’assessore però ha “l’ingrato compito di far quadrare il bilancio” relativo alle multe per infrazioni stradali. Così si rivolge a Bondi “avendo saputo della sua trovata: la multa preventiva. [...] Far pagare la Siae a prescindere dell’uso che verrà fatto delle memorie è semplicemente geniale”. E allora il finto assessore si inventa una multa preventiva anche per gli automobilisti, risanando il bilancio.

Ma vale la pena leggere fino in fondo il divertente fax: “Non posso che confessare la mia totale impreparazione nel riuscire a far passare una tale manovra sotto silenzio o quasi da parte degli organi di informazione. [...] Sandro, francamente l’hai studiata a tavolino, hai avuto culo o un mix di entrambi?”

Infine la terza notte è arrivato in redazione un terzo fax, anche stavolta chiaramente fasullo, firmato niente meno che dal (sedicente) direttore generale della Siae. Si inizia sempre con un “Sandro carissimo”, ma stavolta la lettera è un bonario rimprovero: “Maremma maiala, s’era detto di includere tutti i sistemi di calcolo dotati di memoria, tra cui anche quelli elettromeccanici e meccanici, fino al pallottoliere.”

E invece il pallottoliere è rimasto fuori, da cui la reazione del “direttore”: “Non l’avrai mica fatto per paura della reazione dei media? Hai visto benissimo che s’è risolto tutto nel silenzio generale”. “Mi raccomando, correggi questa bozza del cavolo, o mettiti subito al lavoro per una nuova legge”.

Tre fax satirici che purtroppo descrivono molto bene la verità dei fatti. Stanotte ne arriverà un quarto?

→ Nessun CommentoTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

QUAL E’ LA MINORANZA SULLA QUESTIONE SI/NOTAV?

25 Gennaio 2010 · Nessun Commento

Guardatevi questo video e valutate voi

f b

→ Nessun CommentoTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

GRAZIE, VESCOVO, GRAZIE

25 Gennaio 2010 · Nessun Commento

Monsignor Francesco Montenegro non è a Roma per la riunione del Consiglio Permanente della CEI, ma sogno che il suo gesto arrivi fin là e qualcuno lo sostenga, lo incoraggi, abbia il coraggio di dirgli “A France’ sei tutti noi”. Non celebrerà il funerale delle due bimbe morte nel crollo di una casa che doveva già essere buttata giù! Ma mettere mano ai centri storici del Sud, agli acquedotti in mano alla mafia, alle strade ect non è considerata un GRANDE OPERA, un ponte superfluo ma visibile sì.

Grazie, Vescovo, Grazie. Io sono con te.

f b

→ Nessun CommentoTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

MANIFESTAZIONE NOTAV A SUSA PACIFICA E RIUSCITA

23 Gennaio 2010 · 2 Commenti

Ne sentirete parlare poco nei media di regime, allora fatevi un’opinione da soli grazie al web

manifestazione a Susa 1

manifestazione a Susa 2

manifestazione a Susa 3

manifestazione a Susa 4

manifestazione a Susa 5

manifestazione a Susa 6

→ 2 CommentiTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

25 GENNAIO 1959 PAPA GIOVANNI ANNUNCIAVA IL CONCILIO

23 Gennaio 2010 · Nessun Commento

51 anni fa, una eternità culturale, ecclesiale, artistica, politica. Per visitare, capire, ripartire da quell’avvenimento così famoso, ma temo anche poco conosciuto in profondità, si avvieranno una grandinata di iniziative. Ne segnalo un paio, di livello diverso.

Lunedì 25 gennaio 2010 sarà on line il sito www.vivailconcilio.it , Piero Coda, Severino Dianich, Giacomo Canobbio, Carlo Maria Martini, Luigi Bettazzi ne sono animatori tra i più conosciuti.

Venerdì 29 gennaio 2010 nella Biblioteca San Marco a Roma serata dal titolo “La colonna sonora della nostra giovinezza” padre Annibale Marini e padre Beppe Giunti dialogano sul Concilio.

→ Nessun CommentoTags: PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

SENZA COMMENTO

17 Gennaio 2010 · 10 Commenti

Ieri sera il Presidio No Tav di Bruzolo é stato dato alle fiamme da “ignoti”.

Questo é il risultato della campagna denigratoria che la stampa prezzolata dai poteri forti ci sta scagliando addosso.

Il Movimento No Tav della Val di Susa , come risposta a questo atto intimidatorio di stampo mafioso, ha organizzato ieri sera una manifestazione spontanea intorno all’area del Presidio dato alle fiamme.

Oggi alle ore 17.00 é indetta un’assemblea pubblica presso il Presidio di Susa ( zona autoporto)

Stasera alle ore 21.00 fiaccolata a Bruzolo

SABATO 23 GENNAIO ORE 14

MANIFESTAZIONE NO TAV A SUSA PARTENDO DAL PRESIDIO

Se credi che ancora sia possibile pretendere, ottenere e difendere lo Stato Democratico

partecipa alla manifestazione

e la Chiesa che fa? Dice, non dice, osserva, benedice, non disturba, aspetta, è imparentata per via di Vescovo con le famiglie industriali che faranno la Tav, però richiama l’etica, si dimentica la povertà, ma parla di progresso, e bla bla bla

f b

→ 10 CommentiTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

OMELIA DELLA SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2010

17 Gennaio 2010 · Nessun Commento

omelia-ii-domenica-tempo-ordinario-2010

icon for podpress  Other Media: Download

→ Nessun CommentoTags: GOSPELMEDIA

NO TAV, SI TAV, SI MA, NO PERO’: NOTAV

14 Gennaio 2010 · 2 Commenti

Per informazione più completa dei miei navigatori.

“L’INFORMAZIONE NEGATA” di Mario Cavargna

Recentemente su “La Stampa” sono stati pubblicati vari interventi
di esponenti politici a favore della linea TAV Torino-Lione e negli
ultimi giorni quelli dell’editorialista Luigi La Spina e del presidente
dell’Unione industriale di Torino, Gianfranco Carbonato.
Per una corretta informazione riteniamo si debba anche sentire la voce
di chi, come Pro Natura Piemonte, approfondisce quotidianamente, da
circa vent’anni, questa delicata questione e ha una serie di
motivazioni che richiederebbero pagine di questo giornale per spiegare
i motivi che ci vedono contrari. Solo dopo che si sarà fornita
un’informazione completa i cittadini potranno decidere con piena
conoscenza. Oggi non è così.
Nel commento alla vicenda della Torino Lione di Gianfranco Carbonato
siamo d’accordo sul titolo: “Prigionieri di una piccola minoranza”. Ed
è proprio così una piccola, anzi piccolissima minoranza di finanzieri
tiene prigioniera l’economia reale, imponendo che un patrimonio
pubblico, come sono le risorse dello Stato, create dal contributo e dal
lavoro di tutti, sia sperperato a vantaggio di privatissimi guadagni
connessi al momento della costruzione, slegati dai costi e dalle
necessità reali, nonchè dai dati tecnici che dovrebbero giustificare
l’opera. Siamo di fronte all’unica proposta di grande infrastruttura
che nei venti anni dalla sua presentazione non si è mai confrontata con
i dati reali di traffico che dovrebbero dimostrarne la necessità. Ed
anzi, continua a promuoversi anche quando questi dati, da anni, vanno
in controtendenza rispetto alle mirabolanti promesse fatte a suo tempo.
In 15 anni, dal 1994 al 2008, l’insieme del traffico merci autostradale
dei tunnels del Frejus e del Monte Bianco (che vanno considerati
insieme perché sono interdipendenti) è sceso da 26,5 milioni di
tonnellate a 20,8 milioni di tonnellate, con un calo del 21% anche
senza considerare la crisi del 2009. Oggi i due tunnels insieme hanno
il traffico che avevano nel 1989! La ferrovia del Frejus è andata anche
peggio e nel 2008 è diminuita del 40% rispetto al 1994. Da notare che
si tratta di una linea ferroviaria che per metà stata inaugurata alla
fine degli anni ’80, e comunque che si colloca allo stesso livello
delle ferrovie del Brennero, che nello steso periodo è cresciuta del
70%, e del San Gottardo, che si è accontenta di un aumento del 17%. La
realtà è che i valichi alpini italo francesi mettono in comunicazione
delle economie mature che ormai hanno meno prodotti da scambiarsi
rispetto a venti anni fa, nel quadro globale che ha visto la crescita
degli scambi commerciali con l’oltremare.
Nonostante questo, Carbonato dice che senza infrastrutture come la
Torino Lione “non siamo in grado di attrarre investimenti produttivi da
altre aree”. Ci stupisce che il presidente dell’Unione Industriale non
veda il drammatico fenomeno della delocalizzazione industriale a
vantaggio di paesi come Romania e Polonia, tanto per citarne due, che
hanno una rete di infrastrutture poverissima in confronto alla nostra,
ma che attirano perché possono offrire un costo umano sensibilmente più
basso. E l’unico modo per vincere questa drammatica sfida occupazionale
è quello di sostenere l’innovazione e la ricerca industriale, non
sperperare almeno 15 miliardi di euro in un progetto vuoto come la
Torino Lione.
Sulle pagine dello stesso quotidiano, il parlamentare europeo Paolo
Costa, presidente del gruppo di lavoro incaricato dall’Unione Europea
di seguire i grandi progetti infrastrutturali, gli fa eco sostenendo
che bisogna sostenere la Torino Lione per difendere gli interessi del
paese, e sogna il porto di Venezia come posto di ingresso delle merci
per la Francia, provenienti da Suez, e quello di Genova per le merci
destinate al Centro Europa. Anche qui sembra che parlino persone fuori
dal mondo, perlomeno fuori dalle carte geografiche. È possibile che non
abbiano notato che chi viene da Suez e naviga per Gibilterra, per
raggiungere Genova e tanto più Venezia, deve deviare a Nord, e pertanto
che una portacontainer, per andare a Rotterdam impiega solo 4 giorni in
più, e che questo viene ad incidere solo per 100 dollari a container? E
loro pensano di poter caricare un container su camion, pagare il
camion, la ferrovia veloce, il tunnel di base ed il trasporto oltralpi
per 100 dollari?
La gente della Val di Susa non è gente fuori dal mondo: da venti anni
si oppone a questa linea, e continuerà ad opporsi perché è una valle
che vive da sempre la realtà dei trasporti e dei collegamenti, e
quindi, su questo tema, è impossibile ingannarla. E l’unico confronto
possibile, che è quello di discutere dei dati reali di traffico, non è
mai stato fatto, neppure dall’Osservatorio.
Mario Cavargna
Presidente Pro Natura Piemonte

f b

e guardate bene questo video, perché non succeda mai più

→ 2 CommentiTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

NESSUN DORMA!

10 Gennaio 2010 · 5 Commenti

Rosarno, lavoratori dell’agricultura, le nostre arance, ronde, disordini, le parole del Papa. Condivido un articolo, non piacerà a tutti e non tutto, ma almeno si sappia che c’è anche un’altra Italia, c’è chi pensa e si schiera, chi ancora non è omologato al GF e PaP et similia.

f b

Di pura razza italiana

Son proprio strani questi italiani.
Si atteggiano ad imperatori, ma non si rendono conto di essere solo la periferia della periferia.
Si atteggiano a razza eletta – per far cosa, poi, bisogna ancora capirlo – non rendendosi conto di essere dei semplici burattini. Una volta in mano ad uno, una volta in mano all’altro. E la giostra continua a girare…
Prima o poi, davanti a quelle fittizie separazioni chiamate confini , utili solo a creare un altrettanto falso senso di identità nazionale, dovremo scriverci: «Non siamo razzisti. Ma se ve ne tornate a casa vostra è meglio».

È questo lo slogan che va più di moda adesso in questo paese. Una volta, quando nel mondo andava di moda

un medico a rgentino, erano tutti lì a dire: “ Hasta la victoria siempre! ” Bah…chissà che voleva dire. Perché l’italiano medio è così: segue le mode anche nel modo di pensare. Troppa fatica, pensare. D’altronde è sempre stato più facile stare dietro alle chiacchiere di poco conto, dietro agli scandaletti del capopopolo di turno, dietro a una manciata di ragazze e ragazzi che, per avere legittimità sociale, sono disposti a fare l’attrazione del circo. Che ce frega, stiamo in televisione!
Panem et circenses, si usava dire una volta. Solo che il panem è finito da un po’, e pure le brioches iniziano a scarseggiare.
Quel medico argentino – Ernesto Guevara, si chiamava – l’11 dicembre del 1964, di fronte all’assemblea generale dell’ONU osò dire che « la “civiltà occidentale” nasconde sotto la sua vistosa facciata una realtà di iene e di sciacalli ». Che è esattamente quel che oggi è l’Italia, paese (laico) deciso a fare la revoluciòn affinché non venga tolto il crocefisso dalle aule, ed altrettanto deciso a guardare da un’altra parte se quegli stessi valori rappresentati in quel simbolo devono essere messi in pratica.
Come a Rosarno , dove i cittadini giocano a fare i machi, a minacciare genocidi, a girare per la città a bordo di ruspe manco fossero il soldato israeliano che uccise Rachel Corrie , a pestare ragazze e ragazzi la cui unica colpa è quella di venire da un paese diverso. Anzi no, ne hanno un’altra di colpa, questi ragazzi. Vivono. Gli viene.
Anche l’italiano medio vive. Ma vive in un modo diverso. Perché l’italiano medio non è capace di vivere senza un padrone, mentre quei ragazzi che attraversano il Sahara e poi il mare e poi si fanno picchiare per avere un fottuto lavoro che noi non vogliamo fare perché troppo degradante, vivono proprio perché loro, dal padrone, tentano di liberarsi. Scappando dai loro paesi, in guerra per la sete dei popoli che abitano l’Impero, e ribellandosi quando – venuti nella periferia – qualcuno tenta di addomesticarli, sfruttandoli in condizioni disumane e pagandoli poco e niente. Ma noi c’abbiamo da vedè la televisione, mica possiamo badare a ’ste cose! E poi quelli sono brutti, c’hanno un odore strano, e poi ho sentito che ai loro paesi fanno degli strani riti che tu ti addormenti e mentre tu dormi loro vengono, ti rubano in casa, ti violentano e poi ti ammazzano. L’ho visto al film alla tv l’altra sera.

Diciamolo: all’italiano medio rimanere nell’ignoranza piace . Perché c’è qualcuno che ti pre-confeziona quello che devi dire e pensare. E all’italiano medio questo piace ancora di più. Perché l’italiano medio è nato per essere un uomo al guinzaglio, come i cani. Solo che i cani, ogni tanto, al padrone qualche morso glielo danno. L’italiano no, l’italiano si sente al sicuro con quel cappio al collo. E più il padrone tira, più il guinzaglio lo soffoca, e più l’italiano è contento. Perché chi nasce tondo non muore quadro, si dice dalle mie parti. E se sei nato servo muori servo.
Perché se il popolo italiano fosse un popolo di persone intelligenti – qualcuna c’è, ma ormai l’energia sta finendo anche per loro – capirebbero che il vero problema, a Rosarno come in tanti altri posti in questo paese, non è l’immigrato. Perché l’immigrato ormai non ti ruba neanche più il lavoro, perché per te, italiano medio, quel lavoro è troppo “da pezzente”, e tu no, tu sei uno che il pezzente non lo fa. Perché tu c’hai una dignità. Mica come loro, mica come questi animali che a casa loro non c’hanno niente eppure sfornano figli come conigli! Che cazzo li fanno a fare tutti ’sti figli se poi sanno che la maggior parte muore? Sono proprio delle bestie.

Noi invece non capiamo che il problema è il Potere che ci tiene tutti in mano, è quella criminalità organizzata che, a Rosarno come nella stragrande maggioranza delle zone dell’Italia –indistintamente tra Padania e Sud – mette popoli autoctoni e popoli stranieri gli uni contro gli altri, perché così può amministrare con la “sua” giustizia (quella che stiamo vedendo in queste ore a Rosarno) e può continuare a fare i “suoi” affari, quelli che neanche quegli uomini e quelle donne che siedono in Parlamento contrastano, perché alcuni di questi parlamentari, nelle istituzioni ci sono proprio grazie alla criminalità organizzata!
Ma noi mica ci possiamo mettere contro la mafia? Mica possiamo andare contro la ‘ndrangheta o contro la camorra? Quelli fanno gli ammazzamenti veri oh, e di Peppino Impastato non ne nasce certo uno al giorno! E allora a cosa è servito il boom di Gomorra, il libro di Saviano che avrebbe dovuto far risvegliare le coscienze? A niente, ecco a cosa è servito! Perché l’abbiamo letto praticamente tutti, in questo paese, quel libro. Solo che chiedeva una cosa bruttissima, quel libro: ci invitava a ritrovare la nostra coscienza sociale! Ci invitava a mettere un punto sulla gestione criminale di questo paese, e a prenderci in prima persona le responsabilità di “cittadini”, che non significa certo scendere in piazza ogni tre giorni per protestare contro il niente! Anche perché, parafrasando Gaber, dopo la manifestazione tutto resta come prima e chi se ne frega. Essere cittadino di un paese significa ben altro. Ma noi certo non possiamo saperlo, troppo presi a capire se Berlusconi in realtà i cerotti li portava per l’aggressione o per il lifting, e mentre noi parliamo del nulla 5 persone al giorno continuano a morire sul posto di lavoro, perché i padroni hanno detto che fanno pochi soldi, e quindi bisogna tagliare sulla sicurezza. E se per caso muore un operaio perché è senza protezione è un peccato, perché è una seccatura che devo metterlo in regola, ma vabbé, tanto faccio risultare che è morto il primo giorno di lavoro; in un paio di settimane più o meno mi sbloccano il cantiere e torno a fare gli stessi affari di prima.
Perché a chi nasce servo, a chi è abituato a non usare il cervello, quando gli dici: «Guarda, quello è il tuo nemico», lui con geometrica ignoranza va, picchia, e se è possibile ti porta anche un ricordino per farti vedere quanto ti è fedele. D’altronde tu sei l’imperatore, il guinzaglio in mano ce l’hai tu. Io posso solo obbedire.

Se fossi uno straniero – uno di quelli “di serie B”, naturalmente, perché quelli di serie A non si toccano – me ne andrei da questo paese, perché questo paese non si merita neanche le mie braccia sfruttate, non merita neanche che io stia sotto il sole cocente a raccogliere pomodori per farli arrivare sulle tavole di quella stessa gente che se mi vede in giro, mi umilia, mi denuncia e poi mi picchia. Tanto a loro non fanno niente, loro sono di pura razza italiana! E anche se non sanno parlare neanche la loro lingua, sono loro i “padroncini”, in periferia. E si sa che il padrone è quello che tiene in mano il guinzaglio.
Ma ora fate silenzio, che sta ricominciando la pubblicità.

→ 5 CommentiTags: LETTURE CHE CI CONSIGLIAMO · PIAZZETTA DELLE CHIACCHIERE

OMELIA DELLA SOLENNITA’ DEL BATTESIMO DEL SIGNORE 2010

10 Gennaio 2010 · Nessun Commento

omelia-battesimo-del-signore-2010

icon for podpress  Other Media: Download

→ Nessun CommentoTags: GOSPELMEDIA

OMELIA DELL’EPIFANIA 2010

6 Gennaio 2010 · 2 Commenti

omelia-dell’epifania_2010

e a Napoli una voce della Chiesa dice le stesse cose con ben altra autorevolezza ma identiche nel contenuto

→ 2 CommentiTags: GOSPELMEDIA