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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DELL’ASCENSIONE 2020

24 Maggio 2020 · Nessun Commento

Dagli Atti degli Apostoli 1,1-11
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

omelia-ascensione-2020

 
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SABATO DEL SILENZIO NELLA SETTIMANA DELLA LAUDATO SI

22 Maggio 2020 · Nessun Commento

Domani sabato 23 maggio era previsto il Sabato del Silenzio mensile a Susa.
Condividerò un contributo di riflessione sull’ultima parte della Laudato si in streaming alle ore 10 qui
“you tube giuseppe giunti”.
Siamo nella settimana dedicata alla riflessione sulla Laudato si, Lettera di Papa Francesco pubblicata 5 anni fa.

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LAUDATO SII, MI’ SIGNORE

19 Maggio 2020 · Nessun Commento

Siamo nella Settimana della Laudato sii e domani mercoledì 20 alle ore 10, 00 streaming “youtube giuseppe giunti” sulle Fonti Francescane per rubare a Francesco il suo sguardo sulle creature

https://laudatosiweek.org/it/home-it/

https://www.youtube.com/watch?v=LL4Ta_C4O2c&t=1025s

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LE ULTIME PAROLE DI SANTA CHIARA. MERAVIGLIOSE!

17 Maggio 2020 · Nessun Commento

https://www.youtube.com/watch?v=IvreBsKsskY

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SANTA CHIARA, SOBRIETA’ DI VITA

13 Maggio 2020 · Nessun Commento

https://www.youtube.com/watch?v=FAalGW4UIyU&fbclid=IwAR2D3c_HRD7iIWJS44zqQ25DaeQnDiT9tof3wJ_6qp0xkAmXG9O4Kz60uPw

una chiacchierata sullo stile di vita della Pianticella di Francesco

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A FRA MARCO TASCA, UN AUGURIO FRATERNO

9 Maggio 2020 · Nessun Commento

Un augurio fraterno a padre Marco Tasca: che continui ad essere connesso con la realtà, che usi Pc ma anche penna, che nel cuore resti giovane, che sia strumento di sviluppo e di cambiamento, che metta a frutto tutto ciò che ha imparato in dodici anni di servizio globale ai suoi Frati Minori Conventuali. Che gusti il buon pesce comprato a Sottoripa e cucinato alla genovese. Che impari che cosa è il diritto al “mugugno libero”. Che dall’Arcivescovado qualche volta vada a camminare nei caruggi, che sono appena lì, senza insegne, senza scorta, col cuore aperto, con gli occhi aperti, con le orecchie aperte, con le mani aperte, come ogni notte faceva don Andrea Gallo, da san Benedetto al Porto.

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CONOSCENZA DELLA MEMORIA

7 Maggio 2020 · Nessun Commento

Scrivo queste righe come frate minore conventuale per dichiarare la mia indignazione per il tentativo dell’Amministrazione della mia città di Genova di intitolare il Porticciolo di Nervi ad un fascista.
Il mio confratello padre Placido Cortese dopo l’armistizio di Cassibile si impegnò attivamente per aiutare sbandati, ebrei e ricercati dal regime nazifascista. Si organizza una trafila di servizi clandestini. Da Padova la via della fuga in Svizzera passa per Milano, tramite padre Cortese, padre Carlo Varischi e il prof. Ezio Franceschini dell’Università Cattolica. La collaborazione tra Concetto Marchesi all’Università di Padova e Franceschini all’Università Cattolica fa nascere l’organizzazione FRA-MA. Tra le numerose persone che operavano in questa rete di salvataggio, particolare rilievo ebbero Armando Romani, le sorelle Martini (Teresa, Lidia e Liliana), Milena Zambon e Maria Borgato. Placido Cortese è anche in contatto con quel clero padovano che si impegnò attivamente fino a prendere le armi a fianco dei partigiani.

Viene tradito da due infiltrati nell’organizzazione. L’8 ottobre 1944 è arrestato e trasferito nel bunker della Gestapo di piazza Oberdan a Trieste dove viene sottoposto a tortura fino a morire; viene forse cremato nella Risiera di San Sabba.
E’ in atto la Causa di Beatificazione.
Il mio confratello polacco padre Massimiliano Kolbe fu deportato ad Auschwitz venne quindi rinchiuso nel bunker del Blocco 11. Dopo due settimane di agonia senza acqua né cibo la maggioranza dei condannati era morta di stenti, ma quattro di loro, tra cui Kolbe, erano ancora vivi e continuavano a pregare e cantare inni a Maria. La calma professata dal sacerdote impressionò le SS addette alla guardia, per le quali assistere a questa agonia si rivelò scioccante. Kolbe e i suoi compagni vennero quindi uccisi il 14 agosto 1941, vigilia della Festa dell’Assunzione di Maria, con una iniezione di acido fenico. I loro corpi vennero cremati il giorno seguente, e le ceneri disperse. E’ riconosciuto dalla Chiesa martire della carità.
Certamente ambedue darebbero il loro perdono cristiano ai carnefici fascisti e nazisti, ma non vorrebbero dedicare loro uno spazio comune come fossero esempi di civiltà o cultura.
Mi chiedo perché la Chiesa genovese non prende posizione chiara in nome delle infinite vittime che poi presentiamo come modelli. Ricordiamo anche lo scioglimento dello Scoutismo cattolico da parte del Regime fascista al quale apparteneva la persona, che non voglio nominare, che dovrebbe (!) avere la memoria collegata al mare di Genova Nervi!
Foto scattata da me nel 2014 ad Auschwitz.

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LIBRERIE SAN PAOLO APERTE A GENOVA E TORINO

5 Maggio 2020 · Nessun Commento

La Libreria San Paolo Genova - Piazza Matteotti 31 e quella di Torino Via della Consolata, 1 sono aperte. Puoi acquistare prenotandoli i miei due libri, così contribuisci alla ripresa delle Librerie e sostieni i progetti sociali della mia Cooperativa Coompany&.
Il mare è fatto di tante gocce, metti così la tua!

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IMPARIAMO DAI CRISTIANI DI COREA

30 Aprile 2020 · Nessun Commento

Qualche riflessione “pastorale” sul dibattito di questi giorni.
La sfida non è tra Messe in tv e Messe in presenza. La sfida è come riscoprire e vivere tutte le presenze reali del Signore Gesù, mentre la Messa da remoto (!) è un aiuto, una consolazione, non una alternativa.
Gesù è presente ed efficace nella sua PAROLA: Giovanni 14,23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.” La lettura, la meditazione della Parola in famiglia, in coppia, da soli non può saltare fuori adesso “a posto” della Messa! In quale scaffale abbiamo la Bibbia?
Gesù è presente quando alcuni dei suoi si riuniscono nel suo nome: Matteo 18,20 “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».” Chiara Lubich ha sviluppato magnificamente la spiritualità di “Gesù in mezzo”.
Gesù garantisce la sua presenza nei piccoli e negli ultimi, negli scarti: Matteo 25,40 “E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Questa assenza della Messa poi è vissuta duramente da innumerevoli comunità cristiane in Amazzonia e non solo; eppure la discussione se garantire loro la Messa (e non solo) tramite clero sposato va avanti all’infinito. Chi vive situazioni particolari poi, non può/potrebbe ricevere l’Eucaristia e gli si suggerisce la comunione spirituale, la carità fraterna, la vicinanza alla Parola: ma guarda un po’!
Insomma non avere ancora celebrazioni eucaristiche deve aprirci gli occhi su una situazione ecclesiale monca, limitata, che richiede un arricchimento, una visione più ampia.
Infine, da sacerdote, dico che tutto questo può far sentire al clero una domanda lacerante: ma allora sono inutile? Ma allora la vita cristiana può esistere senza di me? Dal 1784 al 1795 in Corea le comunità cristiane rimasero senza sacerdoti, senza clero. Il segreto è stato nelle piccole comunità credenti, che tuttora sono ossatura della Chiesa locale. Per 11 anni senza Eucaristia, ma con la Parola, la preghiera in comune, la carità.
IMPARIAMO!

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IL CANTICO DI FRATE SOLE LODA ANCHE PER SORELLA MORTE

22 Aprile 2020 · Nessun Commento

https://www.youtube.com/watch?v=SP3UsqQxzog&t=28s

Riflessioni a partire dal Cantico sul limite, sulla morte, anche se non è molto di moda!

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MA COME STAVA SAN FRANCESCO QUANDO HA SCRITTO IL CANTICO DELLE CREATURE?

21 Aprile 2020 · Nessun Commento

Domani MERCOLEDI 22 APRILE 2020 alle 10,00 streaming per commentare da quale situazione Francesco canta e fa cantare.

Sul mio canale you tube giuseppe giunti

https://www.youtube.com/channel/UCB9DIjcH3B_i3EsY-NYB3yA

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LA DOMENICA IN ALBIS, LA DOMENICA DELLA MISERICORDIA

19 Aprile 2020 · Nessun Commento

https://www.youtube.com/watch?v=zpqI94DNeDM&t=3s

Qui la riflessione di questa mattina, 19 aprile 2020, sulla misericordia in alcuni passi delle Fonti Francescane.

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L’ESPERIENZA DI VITA A ROCHEMOLLES. LA MONTAGNA EDUCA DA SOLA

17 Aprile 2020 · Nessun Commento

Rochemolles (frazione di Bardonecchia, Alta Valle di Susa) Messa del Capodanno, all’aperto, tra la chiesa e il cimitero. Casula rossa … per fare un po’ di colore e allegria.Soggiorno invernale del Centro Giovanile san Giacomo della Barca (Torino) riservato ai ragazzi più grandi . E come ci si scaldava? Semplice: con la legna raccolta e ben preparata durante il campo di lavoro dei primi del settembre precedente, in collaborazione con la Forestale e con gli anziani del paese. Scuola di vita, di amicizia, di fede, di lavoro manuale. Perché non proponiamo abbastanza esperienze anche oggi, con le dovute rielaborazioni di linguaggio, di tempi, di metodo? Davvero i ragazzi non si lascerebbero coinvolgere? O sono gli adulti poco coraggiosi, poco creativi?

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QUALCHE PENSIERO DA CONDIVIDERE

17 Aprile 2020 · Nessun Commento

Una collega alle Medie Martiri del Martinetto, Quartiere Barca/Bertolla di Torino, mi regala un cucciolo femmina di pastore tedesco e poi ci insegna ad allevarlo proprio come un “pastore” che considera suo gregge i ragazzi del Centro Giovanile San Giacomo, specialmente in montagna. Quando salivo a Rochemolles da solo per una settimana di ritiro lei veniva con me e una volta mi ha salvato riportandomi a casa sotto una nevicata fittissima, già dopo il tramonto. Per il suo aspetto e per il suo temperamento l’avevo chiamata Baloo, come l’orso saggio del Libro della Giungla, tanto amato dai lupetti!

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SORELLA ACQUA: BENE COMUNE. ACQUA DALLA QUALE RISORGIAMO

12 Aprile 2020 · Nessun Commento

Riflessione a proposito di sorella acqua, assente nella Liturgia della Veglia Pasquale di quest’anno, ma segno della rinascita, della risurrezione.

https://www.youtube.com/watch?v=6XVJ3rKk5rY&t=3s

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STREAMING DI PASQUA

11 Aprile 2020 · Nessun Commento

DOMANI DOMENICA DI PASQUA ALLE ORE 10,00 IN STREAMING QUALCHE RIFLESSIONE INSIEME A SAN FRANCESCO A PARTIRE DAL CANTICO DELLE CREATURE

https://www.youtube.com/channel/UCB9DIjcH3B_i3EsY-NYB3yA

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SENZA SACRAMENTI? SENZA CLERO? LE TANTE PRESENZE REALI DI GESU’

11 Aprile 2020 · Nessun Commento

Senza sacramenti proprio nella settimana santa! Bene, ragioniamo. Una comunità credente e resiliente(!) si fa delle domande, pensa al futuro, immagina, ascolta lo Spirito che sempre ci dice qualcosa. Senza sacramenti, i 7, quelli imparati al catechismo, quelli ben codificati dal Concilio di Trento anche in polemica anti Riforma. Ma la Parola non è presenza reale? Ma i poveri e gli ultimi che Gesù elenca nel Vangelo secondo Matteo capitolo 25 dal versetto 31 in poi sono la sua presenza reale o no? (Papa Giovanni Paolo II più volte insegnò che quella pagina non è morale è cristologia (sic) e risponde alla domanda: dov’è Gesù?). In mezzo ai suoi riuniti nel suo nome Gesù è presente realmente. Ecco una bella lezione che lo Spirito si sta dando: allargare la prospettiva dai soli sette sacramenti alle altre reali presenze del Signore, nelle quali possiamo amarlo, ascoltarlo, servirlo. Certo, in rapporto a queste presenze del Signore il clero assume un ruolo diverso e sfumato, diverso e non indispensabile, diverso da come siamo abituati, non diverso da quello di ogni battezzato.

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INTERROGHIAMO SAN FRANCESCO IN QUESTI GIORNI IN VISTA DI PASQUA

8 Aprile 2020 · Nessun Commento

GIOVEDI 9 VENERDI 10 E SABATO 11 APRILE 2020 ALLE ORE 10,00
CONDIVIDERO ‘ IN STREAMING ALCUNE RIFLESSIONI SU COME FRANCESCO D’ASSISI HA VISSUTO I TEMI RELIGIOSI E UMANI
DI QUESTI GIORNI CHE PRECEDONO LA PASQUA.

https://www.youtube.com/channel/UCB9DIjcH3B_i3EsY-NYB3yA

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fra Beppe

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DONNE CHE GUARDANO IN FACCIA

4 Aprile 2020 · Nessun Commento

Domani 5 aprile 2020 DOMENICA DELLE PALME alle ore 10,00
in streaming (ma la registrazione del video sarà disponibile) condividerò un commento sui nn. 234 e seguenti delle Fonti Francescane,
dove Francesco indica lo sguardo come strumento e canale della misericordia.
Riprenderò i temi contenuti nel libro Donne che guardano in faccia per mettere in circolo il coraggio e la bellezza delle mogli dei detenuti e gli occhi di Francesco e Chiara e di Gesù di Nazareth.

https://www.youtube.com/channel/UCB9DIjcH3B_i3EsY-NYB3yA

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SCUOLA, OSPEDALE, CARCERE: LE CARTINE DI TORNASOLE!

2 Aprile 2020 · Nessun Commento

La cartina di tornasole serve a capire se una superficie è acida o no, cambia colore e ti dice la situazione. Io penso da anni che per capire la acidità di un mondo, di una società, di un’epoca ci siano a disposizione tre cartine di tornasole: la scuola, l’ospedale, il carcere.

Il carcere mi parla del passato criminale delle persone, l’ospedale del loro presente fragile, la scuola del loro futuro da creare.

In realtà tutte e tre richiedono un pensiero sul futuro.

Il carcere - come dice l’articolo 27 della Costituzione della nostra Repubblica che non parla soltanto della detenzione, bensì tutte le pene, deve essere orientato alla rieducazione. Quindi al futuro delle persone ristrette.

L’ospedale, preso come spazio quasi simbolico di tutta la sanità, ti prende in carico, ti cura, ti restituisce al meglio della salute, ti rimanda a casa con dieta, riabilitazione, suggerimenti, controlli futuri.

La scuola ti racconta il passato, ti aggiorna al presente, ma soprattutto ti educa a farti domande sul/per il futuro.

In queste settimane una dura lezione ci viene dalla fatica immane che queste tre cartine di tornasole stanno sopportando. Penso che già ora dobbiamo cominciare a fare qualche analisi sulle fragilità che emergono, sul ritardo colpevole circa l’aggiornamento e la connessione con la realtà di queste tre istituzioni, e più ancora dobbiamo rimettere ordine nella graduatoria, nella classifica, nella priorità sociale. Dove dobbiamo investire soldi, tempo, persone, fantasia creativa? Dove?

Dobbiamo esigere che a governare il Paese, anzi l’Europa, e perché no anche ad animare la Chiesa, ci siano donne e uomini che guardano lontano, che ci coinvolgano tutti per creare un orizzonte, una visione.

Guardate Gesù: ha dato prospettive, futuro, vita eterna; non si è preoccupato di organizzare uffici, apparati, seminari, sagrestie. San Francesco d’Assisi ? Idem. E quando è stato obbligato a redigere una “regola” ha voluto che cominciasse “la vita e la regola dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo … … …”.

fra Beppe Giunti

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OMELIA DELLA V DOMENICA DI QUARESIMA 2020. VIDEO

29 Marzo 2020 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni 11,1-45

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di  questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

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OMELIA DELLA IV DOMENICA DI QUARESIMA 2020

22 Marzo 2020 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni 9,1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: “Rabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”. Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco  e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e  insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

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IL MIO CUORE E’ CON VOI, “FRATELLI BRIGANTI”

18 Marzo 2020 · Nessun Commento

Pubblico una pagina del libro “Donne che guardano in faccia” per aprire uno spiraglio sul mondo delle carceri dove, giustamente, gli incontri, le visite, gli sguardi sono in quarantena; dove le persone - sì, sono persone - hanno anticipato la situazione paradossale nella quale tutti ci troviamo: l’isolamento, la libertà ristretta, la mancanza di incontro con le persone care. Il mio cuore è con voi, “fratelli briganti” e con tutti noi che torneremo a incontrarci alla fine.

“La notte prima del colloquio non si dorme. Al mattino

presto ci si lava, si fa la barba, ci si profuma, si mette

qualcosa di un po’ diverso e più elegante che non la

solita tuta da ginnastica. Un po’ come andare al primo

appuntamento con la ragazza alla quale vuoi fare la proposta

d’amore. Invece sarà tua moglie che hai sposato

dieci, venti, trent’anni fa. Invece saranno i tuoi figli, piccoli,

grandicelli, o già donne e uomini fatti. Stamattina

non dovrai alzarti in punta di piedi per guardare lontano

fuori dalla finestra, oltre le sbarre a cercare lo sguardo

di quella donna, ce l’avrai davanti, vicino. Sarete vis à

vis. Al di là delle lacrime di commozione che ogni volta

non riesci a frenare ci saranno i suoi occhi. Cammini

nervoso in corridoio, aspettando che la voce dell’agente

chiami forte il tuo nome.” (Pg 13)

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PASTI GRATIS PER CHI E’ SOLO AD ALESSANDRIA. RACCOLTA FONDI

16 Marzo 2020 · Nessun Commento

Qualche giorno fa la Ristorazione Sociale della Cooperativa Coompany& si è interrogata sul cosa poter fare in questo periodo di emergenza. Hanno deciso di pensare alle persone costrette a rimanere a casa da sole, in situazioni di fragilità e prive di una rete sociale in grado di sostenerle. Non potendo offrire compagnia si sono detti che consegnare un pasto decoroso per le persone sole, poteva farle sentire meno abbandonate. Hanno quindi pensato di mettersi a loro disposizione, offrendo per chi farà richiesta un servizio di pasti a domicilio completamente gratuito, preparando un “piatto unico” e cercando di rispettare il più possibile un sano equilibrio alimentare (probabilmente non riusciranno a rispettare diete ed esigenze particolari, ma promettono di prepararlo al meglio delle loro possibilità).

Il piatto sarà veicolato presso le abitazioni delle persone che ne faranno richiesta, in questo senso saranno accettate anche segnalazioni da parte di terzi.

Tutti i giorni, ‪dal lunedì al sabato‬, entro e non oltre le 10.30, potranno essere inviate le richieste al n. ‪334 19 51 774‬, che saranno veicolate dalla Ristorazione in un unico turno intorno ‪alle ore 13.00‬, nella sola area del Comune di Alessandria.

Il servizio vuole andare incontro, come detto, alle sole situazioni di particolare fragilità economica e sociale. “Non potendo fare diversamente il nostro unico metro di misura – sottolineano – sarà la fiducia: ci fideremo delle persone e delle richieste che arriveranno”.

Nova Coop ha già donato 500€ in buoni spesa alla Cooperativa per sostenere il servizio.

Se vuoi contribuire a questo servizio, gli estremi sono:
Causale: Donazione liberale a sostegno veicolazione pasti gratuiti emergenza COVID-19
Intestazione: Cooperativa Sociale Coompany&
IBAN: IT91A0333210400000000512099

Banca Passadore
BIC/SWIFT: PASBITGG

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OMELIA BREVE III DOMENICA DI QUARESIMA.

15 Marzo 2020 · Nessun Commento

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 5,1-2.5-8

Fratelli, giustificati per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Dal Vangelo secondo Giovanni 4,5-42

[In quel tempo, Gesù giunse ad una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua»]. Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, [vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te»]. In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente:«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo»].

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SETTE ANNI PER CAMBIARE LA GEOGRAFIA INTERNA DELLA CHIESA

13 Marzo 2020 · Nessun Commento

arrivava Papa Francesco. Oggi sui giornali, in Tv, alla radio ci sono analisi, ricordi, descrizioni. Io condivido la mia piccola esperienza. Con Papa Francesco, con le sue scelte, con il suo linguaggio, molta parte della Chiesa che prima era marginale, sopportata, considerata anche pericolosa a causa dei compagni di strada che aveva, non abbastanza “devota”, ora è al centro del suo cuore. La foto di Papa Francesco e don Luigi Ciotti che si tengono per mano è per me simbolica di questo cambiamento evangelico. Al centro i marginali, i poveri, gli ultimi e chi si spende per loro e non il Tempio, gli addetti al Tempio, quelli che vivono del Tempio. Grazie Signore perché ancora una volta sei Tu a prendere per mano la tua Chiesa.

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OMELIA DELLA II DOMENICA DI QUARESIMA 2020

7 Marzo 2020 · Nessun Commento

Dal libro della Genesi 12,1-4a

In quei giorni, il Signore disse ad Abram: “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”. Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. Alzando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”.

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OMELIA DELLA I DOMENICA DI QUARESIMA 2020

1 Marzo 2020 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 4,1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

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OMELIA BREVE VENERDI DOPO LE CENERI 2020

28 Febbraio 2020 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-15

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

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OMELIA BREVE GIOVEDI DOPO LE CENERI 2020

27 Febbraio 2020 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

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