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Il blog di Padre Beppe Giunti, una piazzetta dove trovarsi a chiacchierare della vita

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OMELIA DEL GIOVEDI SANTO 2019

18 Aprile 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni 13,1-15
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

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CINQUEPERMILLE!

15 Aprile 2019 · Nessun Commento

Puoi sostenere i progetti di reinserimento di persone ora detenute destinando il tuo 5 x 1000 alla Cooperativa Coompany, grazie alla quale sono entrato in carcere dove è nato il libro.

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PASSARE OLTRE, ROVESCIARE!

14 Aprile 2019 · Nessun Commento

Domenica delle Palme e degli Ulivi, Settimana Più Santa delle Altre, Pasqua! Un contributo a guardare a fondo nelle scene che la Parola ci offre in questi giorni.

PASQUA: PASSARE OLTRE. ROVESCIARE

Gesù di Nazareth si avvia alla conclusione della propria avventura umana e vuole caricare di ogni possibile significato e messaggio i gesti, le scelte che compie in quelle ultime ore. E’ un ebreo, proviene da una famiglia pia e osservante della Legge, delle Tradizioni, delle Feste, e quando i suoi gli chiedono dove e come voglia celebrare la Pasqua dà indicazioni ben precise. Il racconto ce lo forniscono unanimemente i tre evangeli sinottici, Matteo, Marco e Luca. “Dove vuoi che facciamo i preparativi?”, magari l’idea, la spinta a domandare arrivava dalle donne che sottovoce dicevano già da giorni: “dobbiamo fare la spesa, e le tovaglie devono essere belle e pulite, ma il vino per i brindisi lo scegliete voi uomini, e poi non vorrete mica fare Pasqua con quella tunica lì, con quei vecchi sandali lì!” Quelli si lasciano convincere e chiedono a Gesù dove vuole mangiare la Pasqua come scrive il Vangelo secondo Marco. E Gesù indica con precisione il dove, una sala al primo piano, già arredata - respiro di sollievo delle donne - , quella stessa stanza nella quale gli Atti ci raccontano che si riuniranno dopo l’Ascensione al cielo del Signore i discepoli, gli apostoli e le donne e Maria, e dove avverrà la discesa dello Spirito.

E in quel contesto di festa, di memoria della salvezza, di passaggio oltre dell’angelo della morte che risparmiò le case degli ebrei in Egitto segnate dal sangue dell’agnello, in quella situazione Gesù spiazza tutti, rovescia le logiche, passa oltre alle piccole porticine di casa e spalanca il portone grande e solenne dell’Amore e del Servizio.

Grazie alle parole di fuoco di don Tonino Bello il grembiule è entrato nel lessico di teologi, vaticanisti, esperti della Caritas, Gesù non se lo è inventato. Era un panno di lino che qualche inserviente usava per pulire le mani agli ospiti, durante pranzi di un certo livello, mani unte dopo un po’, visto che le forchette non erano ancora in uso. E Gesù invece di lavare le mani, lava i piedi, parte del corpo ancora più esposta a sporcizia, a contaminazione, a stanchezza. I piedi che segnano i passi della vita. I piedi feriti da inciampi e cadute. Piedi storpiati da scarponi altrui che ci sono passati sopra. Piedi che puzzano.

Papa Francesco ancora una volta andrà a mangiare Pasqua, secondo le scadenze ebraiche, in un carcere, a Velletri. Carcere speciale, visto che la Direttrice, la sua Vice e la comandante della Polizia Penitenziaria sono tutte e tre donne, che segna così una delle trasformazioni in atto con l’arrivo sempre più significativo di donne in ruoli di responsabilità direttiva nell’ambiente sociale tra i più degradati d’Italia, la galera. E laverà i piedi, ancora una volta.
Un asciugamano messo ai fianchi a mo’ di grembiule, col quale asciugare i piedi di persone che nella cultura oggi dilagante dovrebbero marcire in una cella dopo che il portinaio ha gettato via la chiave! Lavare e asciugare i piedi con tenerezza materna a chi ora non cammina più per le strade del mondo esterno, ma in quelle della propria rinascita interiore, facilitata dal silenzio, dal tempo, dalla solitudine. Lavare e asciugare i piedi è come dire: riposati un attimo, riprendi fiato, lascia che la pelle si rinforzi, poi cammina ancora. Lavare e asciugare i piedi è ripetere a ogni uomo e donna detenuti che il Padre dei Cieli non ci impicca al nostro passato, ma vuole che camminiamo ancora, su sentieri nuovi, inattesi.
Donne, piedi, carcere, lavare e asciugare, Papa Francesco: sono le parole chiave che possono rendere feconda e potente la Pasqua che sta per esplodere tra pochi giorni.
A condizione che non sia una delle solite tradizioni cosiddette cristiane da segnare in calendario, ma un evento di fede!

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COME UNA MAMMA CON LA SUA BAMBINA

9 Aprile 2019 · Nessun Commento

Ero in preghiera davanti alla tomba di San Francesco, ad Assisi, sabato scorso, verso le 11. Pensavo, snocciolavo nomi di persone da affidare alla sua intercessione, rivivevo con nostalgia i giorni del mio anno di noviziato vissuto proprio lì. Si siedono vicino a me una mamma con una bimba di 6/7 anni. La mamma prega con lo sguardo fisso e sorridente verso l’altare e la tomba. Dopo un attimo la bambina le prende la mano e anche lei guarda sorridente in sù. La mamma stringe e coccola la mano della bimba. Grazie, sconosciute compagne di preghiera, mi avete silenziosamente detto che anche Dio Padre ci tiene per mano, sorridendo, proprio come una mamma fa con la sua bambina. Grazie.

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OMELIA DELLA V DOMENICA DI QUARESIMA 2019

7 Aprile 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,1-11
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

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OMELIA PER VIII° ANNIVERSARIO DI NASCITA DE “IL MANDORLO” A SUSA

1 Aprile 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 15, 1-3. 11-32
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

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OMELIA DELLA IV DOMENICA DI QUARESIMA 2019

30 Marzo 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-3.11-32
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

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“Padre nostro che sei in galera”. ORIO CANAVESE

30 Marzo 2019 · Nessun Commento

Cuore pieno di gratitudine, ecco il viaggio di ritorno a notte fonda da Orio Canavese. Presentazione del libro onorata dalla presenza della giovane sindaco, dal viceparroco, dai responsabili della biblioteca e  - ciliegiona sulla torta! - da alcuni studenti di tanti anni fa alla Media Martiri del Martinetto di Torino Barca che avendo saputo dell’incontro sono venuti anche da lontano. GRAZIE! E poi domande, partecipazione, insomma una serata di grande incoraggiamento.
Ancora una volta diciamo che vale la pena mettere in circolo il pensiero.

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“Padre nostro che sei in galera”. A Mondovì.

24 Marzo 2019 · Nessun Commento

Giornata e serata inaspettate e bellissime quelle di ieri, sabato 23 marzo, a Mondovì. Una successione di incontri, panorami, confronti inaspettati e di altissimo livello. La visita della città, l’incontro con le Clarisse a Vicoforte, la presentazione del libro dopo cena nella Biblioteca Parrocchiale del Ferrone. Non può davvero mancare la gratitudine per Sandro Gastaldi che assieme alla Azione Cattolica ci ha accolti e accompagnati. I Fratelli Briganti ringraziano!

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OMELIA DELLA III DOMENICA DI QUARESIMA 2019

24 Marzo 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 13,1-9
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

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OMELIA DELLA II DOMENICA DI QUARESIMA 2019

16 Marzo 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 9,28b-36
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

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OMELIA DELLA I DOMENICA DI QUARESIMA 2019

10 Marzo 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 4,1-13
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

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BREVI OMELIE DURANTE GLI ESERCIZI SPIRITUALI. CAMPOSAMPIERO DAL 4 AL 9 MARZO 2019

7 Marzo 2019 · Nessun Commento

GIOVEDI 7 MARZO
Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

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VENERDI 8 MARZO
Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-15
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno»

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SABATO 9 MARZO
Dal Vangelo secondo Luca 5,27-32
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

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BREVI OMELIE DURANTE GLI ESERCIZI SPIRITUALI. CAMPOSAMPIERO DAL 4 AL 9 MARZO 2019

5 Marzo 2019 · Nessun Commento

LUNEDI 3 MARZO
Dal Vangelo secondo Marco 10, 17-27
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
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MARTEDI 5 MARZO
Dal Vangelo secondo Marco 10,28-31
In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».
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MERCOLEDI DELLE CENERI - 6 MARZO
Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

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OMELIA DELLA VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

2 Marzo 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 6,39-45

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

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PADRE NOSTRO CHE SEI IN GALERA, A SAN GILLIO

25 Febbraio 2019 · Nessun Commento

Nella Biblioteca del Comune di San Gillio, nella cintura torinese, splendida serata di presentazione del libro. Domande, contributi, attenzione. Davvero un bel momento. E poi non posso dimenticare la presenza di due allievi - una allieva - dei miei anni di scuola, grazie! Ancora il pensiero che va in circolo.

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OMELIA DELLA VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

24 Febbraio 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca Lc 6, 27-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dá  a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

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GENOVA PRIMAVERILE E ACCOGLIENTE, GRAZIE! PADRE NOSTRO CHE SEI IN GALERA

19 Febbraio 2019 · Nessun Commento

Sabato e domenica a Genova a presentare il  libro, esperienze inaspettate, dense, fruttuose, che hanno aperto cuore e intelligenza a tante tante persone sulle tematiche del cambiamento di vita, della collaborazione con la Giustizia, del cammino interiore e delle fatiche di tanti fratelli briganti, che nessun conosceva prima.
Un saluto e un grazie alla ventina di ragazzi dell’ACI di Bolzaneto, presenti, attenti, curiosi.
E grazie ai tanti che hanno ascoltato, chiesto, letto, pregato a partire dall’esperienza in carcere.
E grazie a Papa Francesco, leggete qui
https://www.lastampa.it/2019/02/18/vaticaninsider/occuparsi-di-malati-drogati-carcerati-la-chiesa-sembra-un-partito-comunista-no-ce-lo-chiede-dio-ze5JGGhVkjVxTsNEGrX6hI/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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PADRE NOSTRO CHE SEI … ALESSANDRIA, CASALE MONFERRATO, CHIERI

8 Febbraio 2019 · Nessun Commento

Che bello passare da assemblee di liceali a piccoli gruppi di adulti; dalla scuola per le scienze umane al mondo di chi già ci lavora ogni giorno, nei Servizi, nel  Carcere Minorile, nel Terzo Settore. Che bello far risuonare all’esterno l’umanità dei detenuti che fanno un cammino di rinascita, di responsabilità, di espiazione e di restituzione sociale. E ripetere sempre e dovunque che il Padre non ci impicca ai nostri errori passati e che la strategia buona oggi è quella di rimettere in circolo il pensiero.

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OMELIA DELLA IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

3 Febbraio 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 4,21-30
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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OMELIA DELLA III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

26 Gennaio 2019 · Nessun Commento

Dal libro di Neemia 8,2-4a.5-6.8-10
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza. Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura. Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».

Dal Vangelo secondo Luca 1,1-4; 4,14-21
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

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RIVA PRESSO CHIERI: UNA SERATA TRA SAN FRANCESCO E DON BOSCO

26 Gennaio 2019 · Nessun Commento

In vista della festa di don Bosco, a Riva presso Chieri in Provincia di Torino, mi hanno invitato - Comune e Parrocchia - per una serata di presentazione del libro Padre nostro che sei in galera. Don Bosco, da giovane, aveva frequentato il carcere minorile, da poco istituito, del Ferrante Aporti a Torino. Aveva una volta dovuto accompagnare ad Alessandria (sic) un giovane condannato a morte e l’emozione lo aveva fatto addirittura svenire. Così comprese che il Signore lo chiamava a prevenire il carcere! Serata bellissima, nella quale abbiamo anche lanciato l’idea del libro sospeso, a imitazione del caffé sospeso di Napoli. Tu compri un libro per te e ne paghi un altro per un detenuto! Ha funzionato.

Prossima appuntamento a Chieri, Ex Mattatoio

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OMELIA DELLA II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2019

21 Gennaio 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

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OMELIA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE 2019

12 Gennaio 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

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Padre nostro che sei in galera: presentazione alla Cascina Roccafranca di Torino

11 Gennaio 2019 · Nessun Commento

Serata indimenticabile! Partecipazione attiva, bella, interessata. E poi alla fine, al momento dei saluti e degli autografi… si presenta Matilde, conosciuta a Susa tanti anni fa e che … ha firmato l’autorizzazione per  i miei Esercizi Spirituali in Carcere! Proprio lei che lavora al Provveditorato. Emozione e gratitudine da non credere. E poi tanta conferma e incoraggiamento a proseguire con forza e coraggio a mettere in circolo il pensiero. Bella accoglienza da parte della cooperativa che gestisce il locale. Insomma: Laudato sii, e laudato anche chi ci ha messo tempo, passione, contatti. Grazie!

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OMELIA DELLA EPIFANIA. 2018 PETIT ROSIER

6 Gennaio 2019 · Nessun Commento

Dal Vangelo secondo Matteo 2,1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

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MERCOLEDI 9 GENNAIO CI VEDIAMO?

3 Gennaio 2019 · Nessun Commento

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ONORE DI ESSERE ACCOSTATO AL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

1 Gennaio 2019 · Nessun Commento

Ricevo e condivido dall’Ufficio Stampa di Renato Balduzzi
“Quale pensiero augurale per l’anno appena iniziato mi permetto di condividere con voi una breve recensione, scritta prima di Natale e pubblicata su “Il popolo” del 20 dicembre scorso, al volumetto di fr. Beppe Giunti “Padre nostro che sei in galera”.

L’idea di questa condivisione mi è sorta ieri sera dopo avere ascoltato il notevole messaggio del Capo dello Stato e la sua insistenza sull’essere e fare comunità: il contenuto del libro e, più in generale, l’esperienza umana di Beppe Giunti mi sembrano molto in sintonia con ciò che il Presidente della Repubblica ha augurato a tutte le italiane e a tutti gli italiani.
Dunque buon 2019 a tutte e a tutti, almeno nel senso che non peggiorino rispetto all’anno trascorso il nostro sentirci Repubblica e la nostra capacità di non contrapporre mai l’essere cittadini italiani all’essere cittadini europei, ma di pensarci come parte fondamentale di un progetto che ambisce, secondo la bella formula costituzionale, alla costruzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni.
E ricordando, con Papa Francesco, che la buona politica è al servizio della pace.
Renato Balduzzi
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OMELIA DELLA SOLENNITA’ DI MARIA MADRE DI DIO.

31 Dicembre 2018 · Nessun Commento

Dal libro dei Numeri 6,22-27
Il Signore parlò a Mosè e disse: “Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò”.

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Padre nostro che sei in galera: a Champorcher, Salone Polivalente

31 Dicembre 2018 · Nessun Commento

I numeri sono relativi, lo sapevate? Più domande, dibattito, testimonianze ieri sera con 15 persone che non in altri incontri di presentazione del libro a 50 e più. Grazie amici di Champorcher. Soprattutto senso di soddisfazione per aver messo in circolo, ancora una volta, il pensiero!

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